martedì 1 gennaio 2013

Recensione: SVARTIDAUDI "Flesh Cathedral"
cd 2012 - daemon worship productions




I ghiacciai d'Islanda iniziano a frantumarsi dinanzi al terremoto sonoro provocato dai maligni SVARTIDAUDI. Band che esordì nel 2006 e che ha già all'attivo due demo ("The Temple of Deformation" - 2006, "Those Who Crawl and Slither Shall Again Inherit the Earth" - 2010) ed uno split con i Perdition (2012). Siamo al cospetto di un gruppo black metal energico e caotico, un eruzione incandescente di sonorità terrorizzanti destinate a far male. Le sinfonie chitarristiche fanno veramente paura, spazzano via ogni cosa, creano delle strutture noise da capogiro su ritmiche spesso serrate, disumane, e probabilmente l'intenzione dei musicisti è proprio quella di annientare l'ascoltatore ma solo per curare le loro piaghe interiori e far trasparire i mali dell'umanità. Dinanzi a questa musica la carne si scioglie come il ghiaccio polare, ed è lo spirito a diventare gelido e solido come un blocco monolitico. Ci sono dei riffs allucinanti in queste quattro lunghe tracce, dissonanze d'avanguardia letali, una sezione ritmica al servizio di queste ed una voce malvagia come poche. Fate vostro questo disco, compratelo a scatola chiusa, ascoltate attentamente il suo contenuto e capirete che è un album di altissima qualità. Gli Svartidaudi riverberano ad un'estensione infinita il sentimento del dolore e con "Flesh Cathedral" contemplano un futuro decadente. Letali!

Contatti: facebook.com/svartidaudi

"FLESH CATHEDRAL" TRACKLIST: The Perpetual Nothing, Flesh CathedraL, Sepulchral Stones, The Temple of Deformation.


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