lunedì 24 febbraio 2020

SKUMSTRIKE "Execution Void" - Caligari Records




Decisamente convincente la terza prova dei canadesi SKUMSTRIKE: pur trattandosi del secondo EP in soli due anni, dopo aver esordito con il primo demo di sei tracce datato 2017. Il sound in perfetto stile retrò si presenta ben calibrato in tutti i suoi elementi e fortemente caratterizzato da indiscutibili qualità compositive che ne aumentano la credibilità del gruppo di Montreal. Apre il lavoro "Filth", un compendio di thrash metal miscelato con un'attitudine punk propria della vecchia scuola, all'interno del quale non mancano tante contaminazioni e influssi provenienti dal death/black metal primordiale, stesso discorso vale per le successive quattro canzoni incluse in questa release. Quindi subentra la timbrica vocale del batterista Zak, psicopatica e malata fino allo spasimo; aggettivi che molto spesso si sprecano quando parliamo di uscite discografiche del genere. "Execution Void" non lascia respiro sin dai primi secondi: si viene catapultati nel passato MAI passato (fine degli anni '80, inizi '90), quando il metal marcio e veloce incendiava migliaia di nastri analogici. La Caligari Records ha fatto di nuovo centro.

Contatti: 
caligarirecords.bandcamp.com/album/execution-void
facebook.com/SKUMSTRIKE

Songs:
Filth, The Deserter, Lethal Injection, Thousand Eyes, The Lie


giovedì 20 febbraio 2020

INVOCATION "Attunement to Death" - Iron Bonehead Productions




Anche se i cileni INVOCATION sono ancora nella fase iniziale di carriera, si confermano tra i migliori gruppi attivi nell'estremo sudovest del continente americano. Il trio, proveniente dalla città portuale di Valparaíso, ha pubblicato due demo e due soli EP, ma questo, però, non deve assolutamente trarre in inganno! Dopo un attento approfondimento, "Attunement to Death" ottiene la certificazione di qualità, a dimostrazione che molto spesso la sostanza supera di gran lunga l'apparenza. Il sentimento di profonda avversione non lascia adito a dubbi e nella più totale blasfemia riesce a radicare la propria espressività oscura e malevola, risultando offensivo nei confronti del paradiso, abusando di un certo tipo di sonorità a metà strada fra il black e il death metal di stampo statunitense. Una cosa interessante dei Nostri è il fatto che usano l'impostazione vocale death metal della vecchia scuola, liberando tonalità incandescenti come il cuore del demonio. Difficile non lasciarsi trascinare dalle ritmiche segaossa dei brani degli Invocation, portavoce di un sound bellicoso e super-abrasivo che non pone limiti nè freno agli aspetti terrificanti della musica metal. Disponibile su CD e formati vinile 12".

Contatti:
ironboneheadproductions.bandcamp.com/album/invocation-attunement-to-death
facebook.com/INVOCATIONChile
instagram.com/invocationchile 

Songs:
Oppression, Flying Ointments, Divine Transition, The First Mirror, The Officiants, Secret Tongues


lunedì 17 febbraio 2020

PSYCHOPATH "Teratogenesis" - Autoproduzione




La malvagia copertina di questo album mi ha spinto ad ascoltare la proposta musicale della one man band PSYCHOPATH e, in linea di massima, devo ammettere di aver trovato ciò che mi aspettavo. Proveniente dall'isola di Malta, il polistrumentista Chaos ha evocato la ferina ferocia del vecchio blackened thrash metal con un assalto totale marchiato a fuoco dal titolo "Teratogenesis". Le distorsioni mordaci portano ad un riffing debitore del rock and roll più grezzo che non fa prigionieri nel suo indomabile incedere. Per il resto l'impeto della batteria la fa da padrone con un ritmo spinto al massimo. Rabbia da vendere, quindi, evidente già dalla scelta dei titoli delle canzoni, oltre che nella musica. "Teratogenesis" è figlio dello spirito conservatore del metal degli anni ottanta, in termini di attitudine impulsiva, e tale modus operandi non può che fare la felicità di una certa frangia di metallari. Chiude il disco "Reaper", cover dei Bathory. Per farla breve, prendere o lasciare.

Contatti: 
psychopath666.bandcamp.com
facebook.com/psychopathchaos
instagram.com/psychopathchaosmetal

Songs:
Awakening, Psychopath, Warganisation, The Vile Invention of Christianity, Teratogenesis, The Purpose of the Pit, Chaos Metal, Living Evil, Tsar Bomba, Reaper (Bathory Cover)


giovedì 13 febbraio 2020

NORDVARGR "Daath" - Cyclic Law




Henrik Nordvargr Björkk riprende il suo programma incendiario per offuscare la luce solare necessaria al rifornimento mentale di milioni di esseri umani. Lo scopo dell'artista svedese è quello di sempre: dare una dura lezione all'ascoltatore. Dopo tanti anni di onorata carriera, è arrivato anche per lui il momento di offrire al proprio pubblico una testimonianza veritiera del livello raggiunto in fase di scrittura. L'imponente nuovo album intitolato "Daath" mostra un'impronta meno dark ambient e sicuramente più marziale, rispetto alla maggior parte delle sue precedenti uscite discografiche, con attacchi black industrial furibondi che molto spesso riportano alla mente l'operato nichilista e bastardo del connazionale Thomas Martin Ekelund (Trepaneringsritualen) e, in generale, un approccio compositivo più fibroso e dilaniante nei confronti del sound digitale. La lungimiranza della visione disturbata di Nordvargr risiede nell'innata capacità di mantenere elevato il livello di attenzione, sebbene alcune trame non siano di facile lettura o fruizione. Insomma, Henrik ha mantenuto inalterata l'organicità del proprio trademark e i suoi seguaci verranno nuovamente incoraggiati per continuare ad idolatrare morte e distruzione. Il messia nero è tornato!

Contatti:
cycliclaw.bandcamp.com/album/daath
nordvargr.com
instagram.com/nrdvrgr

Songs:
Nordvargr - Inner Monarch Awakened, The Horsemen Ride Out On Foaming Steeds, Tabernakelvisa - The Redeemer And The Secret, Death Closes The Gates Of Time And Opens Those Of Eternity, Invocation Of The Unseen, As King As Queen - When Kingdom Collide, The Light Of The Lord And The Black Sun Behind The Sun, Where There Is Word There Is Enlightenment


martedì 11 febbraio 2020

ATAVISMA / VOID ROT "Split" - Everlasting Spew Records




Lo split tra i francesi ATAVISMA e gli americani VOID ROT si dirama nell'oscurità lasciando spazio alla prorompente densità del colore nero della notte e al rosso accecante del sangue. Entrambe le band si danno battaglia a suon di death/doom metal soffocante che lentamente si nutre delle anime tormentate, riuscendo a compiere in maniera definitiva un lungo passo verso il cuore del purgatorio. La maturità artistica dei Nostri si tocca con mano nei brani di questa release data alle stampe dalla label italiana Everlasting Spew Records; infatti sia gli Atavisma (attivi dal 2013) che i Void Rot (nati nel 2017) si servono di un riffing vertiginoso, criptico e maniacale, in modo da dare profondità alla drammaticità di un sound che vede il male nella sua forma più primigenia. Uno split raggelante, capace di cullare come il grembo materno il nostro bisogno di orrore in musica. Ci troviamo di fronte alla rappresentazione claustrofobica dei messaggi contenuti nei loro incubi deliranti, un abisso infinito nel quale non vi è alcuna possibilità di salvezza. La redenzione giace nella mente assuefatta dal dolore.

Contatti: 
everlastingspewrecords.bandcamp.com/album/split
facebook.com/everlastingspew
facebook.com/Atavisma.Band
facebook.com/voidrot

Songs
Atavisma: Speared Lungs, Mold Upheaval, Dread
Void Rot: Ritual Invocation, Necrotic Deity, Accursed Earth




lunedì 10 febbraio 2020

NAGA - "LA CREPA NEL BUIO"






NON SI PUO' CERTO DIRE CHE I NAPOLETANI NAGA NON ABBIANO FATTO LE COSE IN GRANDE PER "VOID CULT RISING", NUOVO ED AVVINCENTE DISCO CHE METTE IN LUCE LE CARATTERISTICHE PECULIARI DEI TRE MUSICISTI CAMPANI, APPRODATI ALL'ETICHETTA ABRUZZESE SPIKEROT RECORDS. HO COLTO L'OCCASIONE PER SCAMBIARE DUE PAROLE CON IL CANTANTE/CHITARRISTA LORENZO DE STEFANO.

Mi piacerebbe partire dal vostro presente in musica. Siete arrivati al secondo album in studio, oltre ad aver pubblicato due EP; quindi, vorrei sapere se il porsi continuamente nuovi obiettivi aiuta a migliorarsi sul piano compositivo. Oppure pensate che questo favorisca solo una crescita umana e personale?

- Non saprei, non siamo una band molto prolifica, pertanto di solito componiamo quando sentiamo che i pezzi precedenti hanno fatto il loro tempo, ovvero quando ci stanchiamo di suonarli o sentiamo che non rispecchiano più l’idea che abbiamo di noi stessi e di band. Siamo anche una band molto diretta e dalle capacità tecniche limitate, pertanto la nostra ricerca sonora è sempre improntata a ricercare nuove sonorità o nuove soluzioni stilistiche più che a un’evoluzione musicale in senso stretto. Di solito già quando un album è completo abbiamo un’idea vaga di dove dobbiamo andare per il prossimo album, EP o chi sa che altro, non ci poniamo obiettivi se non quello di non ripeterci, non ci piace rimanere fossilizzati in un genere, cerchiamo piuttosto di integrare soluzioni nuove cercando di rimanere tuttavia riconoscibili. La cosa che ci ha sempre contraddistinto nella nostra unione musicale è il sapere esattamente quando un riff, un pezzo rispecchia le nostre sonorità.

Non avete nulla da invidiare a molte realtà attive oltreconfine e credo che questo sia un fattore importante per la band. Siete d’accordo?

- Non saprei, non facciamo paragoni con altre band sia nostrane che estere, non ci interessa, anche perché nell’epoca del digitale i confini lasciano il tempo che trovano e sono anche qualcosa che personalmente trovo abbastanza odioso. Noi cerchiamo di suonare in maniera credibile, se qualcuno ci trova tali, non possiamo che esserne felici. In generale però, e questa è una cosa che ho capito aprendo a band come Unsane, Neurosis e Napalm Death, permane sempre uno scarto irriducibile tra una band che da da anni fa oltre 200 date l’anno e una band con meno esperienza e meno storia come possiamo essere noi.

Facciamo un passo indietro. Quali erano le vostre ambizioni quando nel 2013 avete cominciato come Naga?

- Divertirci, esprimerci e forare i timpani.

Penso non sia stato facile rappresentare i vostri sentimenti attraverso il potere della musica. Voi come ci siete riusciti?

- È stata una cosa abbastanza naturale, diciamo che quando abbiamo fondato in Naga eravamo certi di non voler riproporre a livello estetico e contenutistico i soliti cliché delle band metal, ma rimanere molto naturali, volevamo avere un’attitudine punk pur senza suonarlo, non avere uno stacco tra chi siamo sul palco e nella vita, niente pseudonimi, niente vestiti o trovate sceniche; a me piacciono molto band che sanno fare scena o che si rifanno ad un certo immaginario, semplicemente con noi non funziona. Anche a livello di scrittura i testi sono quasi tutti ispirati dai nostri vissuti e interessi, cerchiamo di mantenere le cose più dirette possibile. Per noi la musica è essenzialmente una terapia, una valvola di sfogo e, per esser tale, non deve aver filtri.

A chi è diretto questo "Void Cult Rising"?

- In generale a noi stessi, poi a tutte le persone a cui piacciono determinate sonorità. Nella mia testa è un album molto pop e immediato, almeno come strutture, quindi in generale è diretto a chiunque voglia ascoltarlo.

Pensate sia difficile per un ascoltatore recepire e metabolizzare una proposta musicale come quella racchiusa in "Void Cult Rising"?

- Occorre certo una buona dose di pazienza e autolesionismo, ma se ci entri puoi persino cantare dei ritornelli sotto la doccia. Negli ultimi tempi comunque i confini sonici stanno cedendo, e da alcuni anni a questa parte c’è meno preclusione nei confronti di certe sonorità nell’underground. In generale piacciamo anche a persone che ascoltano o suonano tutt’altro, ci trovano interessanti e di questo mi sorprendo ogni giorno.

È stata una scelta pensata quella di stampare il disco su quel particolare formato digipack?

- Sì di Alessio, Antonello e Davide della Spikerot, la nostra etichetta, erano fissati con questo formato digipack a croce rovesciata, stavano giusto cercando la band adatta da produrre. Siamo contenti abbiano scelto proprio noi.

C'è un motivo in particolare che vi ha fatto decidere di passare dalla Shove Records alla Spikerot Records. Ci sono state altre proposte che non avete accettato?

- Di solito quando decidiamo di fare un disco lo registriamo a spese nostre e lo mandiamo in giro. Shove in realtà ha cooprodotto insieme alla Fallo Dischi ed altre etichette il nostro primo album Hén, Inanimate è stato stampato su vinile dalla olandese Lay Bare e il cd da Giorgio della Everlasting Spew con cui ci siamo trovati benissimo e a cui siamo grati. Quando Davide Straccione nostro amico oramai di lunghissima data ha detto che stava fondando un’etichetta e che ci voleva far uscire, essendo liberi da impegni formali, gli abbiamo mandato le registrazioni. Spikerot è stata l’unica etichetta a cui abbiamo mandato il materiale e siamo molto contenti del risultato, lavorano benissimo e sono degli amici e stanno producendo il meglio della scena metal estrema italiana.

La musica contemporanea è a portata di clic e spesso non si da la giusta attenzione ai dischi. Mi spiego meglio: gli appassionati di musica sono ormai sommersi da molte nuove uscite discografiche, a tal punto da non avere più il tempo di approfondire un disco che già si passa al successivo. Non possiamo negare l'evidenza! Qual è la vostra opinione in merito?

- È inutile sostenere un punto di vista apocalittico riguardo la rivoluzione digitale, va preso atto dei tempi. Sicuramente i dischi e la musica si fruiscono in modo diverso, ciò ha dei lati positivi quali l’accessibilità di risorse sia dal punto di vista economico che quantitativo, dall’altro ovviamente è un fenomeno che spinge alla dispersione. Credo però che chi è appassionato di musica i dischi continui a comprarli e continui ad approfondire, l’elemento feticistico rimane; il vero problema è secondo me la mancanza di curiosità delle nuove generazioni: la grande offerta che è oggi a disposizione di tutti si è inspiegabilmente trasformata in una standardizzazione, è come se l’immensa offerta disorientasse l’utente medio, che pertanto si ritrova a sentire sempre le stesse canzoni a loop, magari consigliate da qualche algoritmo di profilazione. Certo è diventata obsoleta la cultura del disco, oggi si è spinti a sentire brani singoli ed irrelati, non si concepisce il disco come prodotto creativo organico e strutturato. Il danno ci può essere per chi intende far musica per vivere, è innegabile, ma a noi poco tange perché abbiamo ognuno un lavoro diverso al di là della musica.

Grazie per l'intervista.

Contatti:
spikerotrecords.bandcamp.com/album/void-cult-rising
facebook.com/nagadoom
instagram.com/nagadoom666

NAGA line-up:
Lorenzo - Voce, Chitarra
Emanuele - Basso
Dario - Batteria

Recensione:
NAGA "Void Cult Rising" - 2019


giovedì 6 febbraio 2020

MORGUE BREATH "Postrarse Frente La Flema" Terrible Mutilation | Jubokko Prod.




Non credo sia assurdo accostare i californiani MORGUE BREATH ad altri nomi di spessore della scena death metal mondiale, e qui potrei approfittarne per scomodare due mostri sacri come Repulsion e i Carcass delle origini. Il debut EP "Postrarse Frente La Flema" si fa notare per un suono pastoso incentrato sul riffing ispirato di Ivo (Malpractice Insurance, Radiation Vomit); l'unico musicista coinvolto in questo progetto musicale, il quale mescola abilmente i migliori ingredienti già utilizzati dalla vecchia scuola, il tutto accompagnato da una vigorosa sezione ritmica intenta a fornire potenza, groove e stop'n'go interessanti. Il modus operandi è certamente derivativo, ma ciò non va a penalizzare il suono iconico racchiuso nel morboso "Postrarse Frente La Flema". Per Ivo la priorità è quella di rispolverare le comuni radici del 'death metal' rimanendo perciò legato a certi storici e intramontabili modelli: basta ascoltare le sette tracce per rendersene conto. Il sesto brano della tracklist è una cover dei deathster brasiliani Lymphatic Phlegm. E' solo l’inizio di un nuovo orripilante incubo, e non sarò certo io a fermare il suo spargimento di sangue.

Contatti: 
morguebreath.bandcamp.com/album/postrarse-frente-la-flema

Songs:
Postrarse frente la flema, Vomitar entrañas, Invocando pavor fétido, Mi fosa de cadáveres apóstatas, Pulsación fúnebre, Trans-Jugular Intra-Hepatic Porta-Systemic Shunts (Lymphatic Phlegm cover), Cropolito endemoniado