lunedì 8 marzo 2021

SON OF FLIES WEBZINE cessa le pubblicazioni dopo 9 anni di attività.


SON OF FLIES WEBZINE blocca le sue pubblicazioni dopo 9 anni di attività e più di duemila articoli (tra recensioni e interviste) a gruppi italiani e internazionali. Attualmente sono impegnato a portare avanti il mio progetto THE OLD BLOOD (theoldblood.it).

Christian Montagna


domenica 28 febbraio 2021

MOONSPELL "Hermitage" - Napalm Records





Come le precedenti opere dei MOONSPELL, "Hermitage" non si ferma all'inconfondibile trademark dei Nostri, ma analizza anche la dimensione nella quale vive la nuova proposta della band portoghese guidata dal frontman Fernando Ribeiro, scandagliandone gli aspetti sonori e concettuali. Va detto che nella line-up sono ancora coinvolti tre membri storici (Pedro Paixão, Ricardo Amorim, e il già citato Ribeiro) del gruppo proveniente da Brandoa, Lisbona. I Moonspell, forti di una carriera che dura fin dal lontano 1992, sanno bene come raccontare una storia con passione. Attraverso un contesto di immanente imprevedibilità, l'ascoltatore viene trascinato nel suo stesso destino incerto, nelle sue paure, nei suoi dubbi e persino nelle sue palesi debolezze. Si evidenziano tutti i nuovi punti cardine della loro naturale evoluzione, di diversa natura, che lasciano largo spazio alla caratterizzazione di un'altra fonte di luce bruciante. Scopriamo così un inedito livello di complicità tra la parte più emotiva e quella più aggressiva del quintetto, in modo da dare un maggior tocco di eccentricità ed eleganza ai contenuti delle canzoni. La band ha deciso di intraprendere una strada un po' diversa rispetto a quella percorsa con "1755", uscito nel Novembre del 2017. Nondimeno è altrettanto importante aggiungere che, è diverso tutto ciò che viene visto e considerato tale, pertanto può essere allontanato da quanto fatto in precedenza: è l'unico modo per avere una buona possibilità di iniziare a trattare qualcosa di insolito e indurre altre sensazioni ed emozioni. Quella dei Moonspell è una trasparenza contagiosa spesso al servizio della loro singolare espressività, a cui piace osare nella tragicità. "Hermitage" rivela un impatto poetico ammirevole e conferma la grande abilità narrativa di questi veterani. Il gruppo compie così un’ulteriore scelta vincente. Se non lo avete ancora acquistato, affrettatevi a recuperare la vostra copia. Unici, maestosi, immensi Moonspell.

Contatti: 
instagram.com/moonspellofficial 

Songs:
The Greater Good, Common Prayers, All or Nothing, Hermitage, Entitlement, Solitarian, The Hermit Saints, Apophthegmata, Without Rule, City Quitter






mercoledì 24 febbraio 2021

AGE OF WOE "Envenom" - Lifeforce Records





"Envenom" ci mostra gli svedesi AGE OF WOE alle prese con un sound ricco ed energico, ma anche decisamente dinamico e particolare nell'impostazione ritmica. E trovo in qualche modo ammirevole come questi cinque musicisti abbiano raggiunto il giusto compromesso tra violenza, ricercatezza e immediatezza. Questo terzo disco in studio è perciò la perfetta combinazione tra la passione per il sound roccioso groovy e la crudezza emotiva di alcuni influssi blackened crust-punk/hardcore, un mix di elementi in grado di costruire un vero e proprio ponte fra i generi, riuscendo così ad estrapolare numerose idee da entrambe le parti ma rimanendo sempre nel mezzo di un impianto compositivo mai troppo derivativo. E' una band frizzante e arcigna, ben coesa e affiatata, che mostra la consueta cura certosina in fase di composizione e arrangiamento dei brani, con riff e melodie ispirate, e contrappunti sonori decisamente incisivi e oltre la media. Nella sua interezza è un disco che funziona bene anche nei suoi passaggi meno spinti e che non può non piacere a chiunque apprezzi le sonorità estreme più elastiche e versatili, come tutte quelle strutture metalliche ricche di atmosfere cupe e corrosive. E' un ritorno sulle scene capace di rinverdire lo stile degli Age Of Woe, centrifugando nuove sfumature, una voce convincente ed espressiva, riff in continua evoluzione e ritmiche variegate e pulsanti: tutto suona senza limiti e con la massima libertà, a sviluppare una certa vena progressiva che non lascia indifferenti. C'è abbastanza qualità per considerarlo un'efficace conferma di un gruppo formato da gente esperta e consigliarlo al nutrito pubblico di sostenitori dell'inossidabile scuola scandinava. Decisiva l'aggiunta di Keijo Niinimaa (Rotten Sound, Morbid Evils, Goatburner), qui impegnato alla chitarra. Complimenti Age of Woe.

Contatti: 
instagram.com/ageofwoe

Songs:
Inferno, Ghosts Who Hunt Alone, Förpestningen, Patriarch, A Feral Swarm, Avgrunden, The Twilight and the Dawn, Storm, Förbittringen, Envenom, Ljungeld




domenica 21 febbraio 2021

STEVEN WILSON "The Future Bites" - Caroline International | Arts & Crafts





Forte di una violenta e tangibile carica simbolica, "The Future Bites" si sviluppa attraverso una proposta matura e ricca di dettagli, di metafore, di suggestioni sonore, di forti contrasti che trovano la loro ragion d'essere in uno scenario intriso di veridicità. Con la sua grande attenzione e maestria, l'artista inglese STEVEN WILSON riesce ancora una volta a cogliere le perturbazioni di un'umanità alle prese con il peso delle proprie azioni (belle o brutte che siano) e delle proprie omissioni, al fine di mettere in evidenza altre problematiche più serie per le quali si subiscono continue e intollerabili sopraffazioni. Il nuovo album deve molto del suo effetto all'uso maniacale delle parole e delle sonorità elettroniche (e non solo quelle). La creatività, insomma, non è soltanto la chiave di volta per il cammino della sua identità, ma anche la via di fuga per l’estrema rivitalizzazione di una sensibilità affamata e mai doma, che è senz’altro assai ambiziosa. E inoltre, a proposito delle nuove geometrie e sperimentazioni, spunta anche un po’ del suo incredibile passato (Porcupine Tree), e tanto altro, nella ricetta adottata per mettere alla prova i propri "esigenti" ascoltatori. Quel che è chiaro è che si tratta di un disco giunto per colpire nel segno, diventando così oggetto di certe riflessioni, non macchinoso, non sofisticato; non c’è, non sembra esserci, perlomeno, provocazione preconfezionata, nella volontà di andare oltre i soliti stilemi contemporanei, eppure emerge un'attenta ricerca sonora pronta a stupire anche i più scettici. Poi, il significato del titolo è lampante: il futuro morde. Se "The Future Bites" continua ad essere considerato una delle uscite discografiche più significative degli ultimi due mesi, il merito va dato alle intuizioni del suo inquieto e camaleontico creatore. Perché avere particolari intuizioni, dunque, significa mettere in luce ciò che è nascosto, qualcosa che non era di per sé evidente. Sebbene le mie considerazioni siano complessivamente positive va rimarcato come non sia un album adatto a tutti i palati. Steven Wilson: autentico genio, anarchico e rivoluzionario.

Contatti: 

Songs:
Unself, Self, King Ghost, 12 Things I Forgot, Eminent Sleaze, Man Of The People, Personal Shopper, Follower, Count Of Unease




domenica 14 febbraio 2021

URSCHMERZ "Death Hypnosis" - Malignant Records





La condizione di isolamento di un individuo non ha bisogno di cercare a tutti i costi un ambiente confortevole in cui stare, e questo è un elemento centrale nell’impostazione delle tonalità fosche e ostili di URSCHMERZ. Come era già accaduto per le precedenti uscite, il nuovo album "Death Hypnosis" segue una traiettoria immersa nell'oscurità, perciò non si lascia condizionare dai sentimenti benevoli, non a caso, il compositore tedesco rifiuta la stessa vita poiché accetta la morte per veicolare la propria creatività. L'andamento del disco gravita tra dark ambient e death industrial, tra noise e power electronics, per conferire alle sei tracce un resistente senso di negatività. Il suo modus operandi inizia e finisce dentro un tormento lento e persistente, così da amplificare l'impatto ipnotico ed elevare un messaggio disturbante e autentico. Urschmerz deforma ogni sua intuizione per abbattere le barriere di filo spinato impiantate ai confini della carne, pertanto avere la possibilità di osservare da vicino la tragedia dell'umanità, spingendosi oltre la decadenza dall'azione terrena. Qui la volontà genitrice di tutti gli orrori è l'utero della suggestione e della minaccia. "Death Hypnosis" rende il nostro mondo un incubo, aggredendo la nostra mente in maniera insidiosa. E' inutile cercare rifugio dietro le quinte dell'esisitenza.

Contatti: 
instagram.com/malignant_records

Songs:
Phase I, Phase II, Phase III, Phase IV, Phase V, Phase VI


giovedì 11 febbraio 2021

KAMMARHEIT "Thronal" - Cyclic Law





"Thronal" è una specie di lente d'ingrandimento, fissa sulle diverse sfacettature della psiche umana che, latenti o dormienti, influenzano lo scorrere del tempo scandito da un orologio immaginario. Ci troviamo immersi in una dimensione monocromatica in cui KAMMARHEIT riversa tutte le sue emozioni più recondite, trasformando quel suo mondo interiore in un incubo sonoro a cielo aperto. Il compositore svedese Pär Boström ci porta così nelle profondità della sua mente, nei suoi pensieri e nelle sue cicliche visioni astratte, in tutto quello che prova come artista e che per mezzo di un'inesauribile creatività riesce ad esternare solo mediante l'utilizzo di certe sonorità. Qui si parla di uno storico progetto musicale capace di unire dark ambient e drone in maniera impeccabile: un approfondito compendio per gli appassionati del genere. "Thronal", il quarto album licenziato ancora una volta dalla Cyclic Law, apre i cancelli ferrati destinati a condurre ad una realtà parallela alla nostra, da osservare e vivere con la consapevolezza di assistere ad uno spettacolo unico e catartico. E, da un luogo sconosciuto, arriva sempre qualcosa di misterioso o spaventoso. Sorprendente per ambientazioni ed effetti sonori, inquietante nella resa sempre famelica. I dischi dark ambient, come quelli martial industrial, rappresentano metafore dell'esistenza umana volte alla disgregazione, dove l'intelligenza razionale osserva solo sequenze fugaci e sceglie le più efficaci per la sopravvivenza. L'intenzione è chiaramente quella di far viaggiare la mente e il corpo, il che è sempre l'obiettivo principale di ogni opera d'arte che si rispetti. Kammarheit, attivo da vent'anni nella ascena ambientale, è in grado di sorprendere album dopo album. Questa è l'unica verità che resta.

Contatti: 
cycliclaw.com 

Songs:
Iron Bloodstream, Before It Was Known As Sleep, Carving The Coordinates, The Two Houses, Now Golden Now Dark, In The Dreamer's Fields, Abandonment And Connection, The Magnetic Throne


lunedì 8 febbraio 2021

SOEN "Imperial" - Silver Lining Music





Passo dopo passo gli svedesi SOEN sono cresciuti fino a diventare una delle più importanti band europee attualmente in circolazione. Una crescita graduale che li ha portati a spaziare tra generi musicali diversi, dal metal, al progressive, fino ad arrivare alle sonorità moderne del rock, e tutto questo dopo dieci anni di attività e cinque album in studio. Stiamo parlando di musicisti dall'elevata sensibilità e con una conoscenza musicale molto vasta: due binari fondamentali per proseguire nel proprio percorso artistico e dare un tocco fascinoso in più alla musica. Accattivante e mai verboso, "Imperial" delinea con intensità le visioni di una poetica in perenne mutamento che trasmette una bella carica di adrenalina e vigore a componenti sonore in grado di inebriare con le giuste dosi di potenza ed energia, fino ad ondeggiare e girare velocemente su se stesso, per poi sfociare nella dimensione refrattaria in cui è coinvolto attivamente. La spontaneità dei Soen accompagna l'ascoltatore verso un canone del bello che non si stacca mai dall'alto impatto emotivo, restando bene ancorato alla realtà "vera". Il gioco di colori è, a parere di chi scrive, solo una delle peculiarità di quello che è il maggiore punto di forza della formazione scandinava. Il sound dei Soen si fa ancora più urgente ma anche più melodio e accessibile rispetto a quanto fatto vedere agli inizi di carriera, trovando comunque il giusto equilibrio fra espressività, maturità compositiva e concretezza. È tutto orientato verso ciò che potremo ascoltare nel prossimo sesto capitolo. "Imperial" è sospeso in una zona resiliente dove la densità del buio viene contrastata con il lato oscuro della luce. Un lavoro vitale, intimo e attraente, che sarà apprezzato dai fan più open-minded ed attenti all'andamento del mercato progressive metal odierno. Prodotto da Iñaki Marconi e mixato da Kane Churko (Ozzy Osbourne, Rob Zombie, Bob Dylan).

Contatti: 
twitter.com/soenmusic 

Songs:
Lumerian, Deceiver, Monarch, Illusion, Antagonist, Modesty, Dissident, Fortune