domenica 28 febbraio 2021

MOONSPELL "Hermitage" - Napalm Records





Come le precedenti opere dei MOONSPELL, "Hermitage" non si ferma all'inconfondibile trademark dei Nostri, ma analizza anche la dimensione nella quale vive la nuova proposta della band portoghese guidata dal frontman Fernando Ribeiro, scandagliandone gli aspetti sonori e concettuali. Va detto che nella line-up sono ancora coinvolti tre membri storici (Pedro Paixão, Ricardo Amorim, e il già citato Ribeiro) del gruppo proveniente da Brandoa, Lisbona. I Moonspell, forti di una carriera che dura fin dal lontano 1992, sanno bene come raccontare una storia con passione. Attraverso un contesto di immanente imprevedibilità, l'ascoltatore viene trascinato nel suo stesso destino incerto, nelle sue paure, nei suoi dubbi e persino nelle sue palesi debolezze. Si evidenziano tutti i nuovi punti cardine della loro naturale evoluzione, di diversa natura, che lasciano largo spazio alla caratterizzazione di un'altra fonte di luce bruciante. Scopriamo così un inedito livello di complicità tra la parte più emotiva e quella più aggressiva del quintetto, in modo da dare un maggior tocco di eccentricità ed eleganza ai contenuti delle canzoni. La band ha deciso di intraprendere una strada un po' diversa rispetto a quella percorsa con "1755", uscito nel Novembre del 2017. Nondimeno è altrettanto importante aggiungere che, è diverso tutto ciò che viene visto e considerato tale, pertanto può essere allontanato da quanto fatto in precedenza: è l'unico modo per avere una buona possibilità di iniziare a trattare qualcosa di insolito e indurre altre sensazioni ed emozioni. Quella dei Moonspell è una trasparenza contagiosa spesso al servizio della loro singolare espressività, a cui piace osare nella tragicità. "Hermitage" rivela un impatto poetico ammirevole e conferma la grande abilità narrativa di questi veterani. Il gruppo compie così un’ulteriore scelta vincente. Se non lo avete ancora acquistato, affrettatevi a recuperare la vostra copia. Unici, maestosi, immensi Moonspell.

Contatti: 
instagram.com/moonspellofficial 

Songs:
The Greater Good, Common Prayers, All or Nothing, Hermitage, Entitlement, Solitarian, The Hermit Saints, Apophthegmata, Without Rule, City Quitter






A PERFECT CIRCLE "Thirteenth Step" - Virgin Records






A PERFECT CIRCLE - “Thirteenth Step”

In questo periodo festeggia il 18esimo anniversario della fase iniziale dei lavori per la sua realizzazione. Registrato tra Gennaio e Giugno 2003

Produttore: Billy Howerdel
Produzione aggiuntiva: Danny Lohner (tracce: 3, 6, 9, 10)
Produttore esecutivo: Maynard James Keenan
Studio di registrazione: Perfect Circle Studios
Mixaggio: The Enterprise
Artwork, Design: Steven R. Gilmore
Durata complessiva: 50:36
Etichetta: Virgin Records
Data di uscita: 16 Settembre 2003

La line-up del secondo album in studio "Thirteenth Step" vede Jeordie White e James Iha prendere il posto di Paz Lenchantin e Troy Van Leeuwen.

Contatti: 

Songs:
The Package, Weak And Powerless, The Noose, Blue, Vanishing, A Stranger, The Outsider, Crimes, The Nurse Who Loved Me, Pet, Lullaby, Gravity


venerdì 26 febbraio 2021

MESHUGGAH "Destroy Erase Improve" - Nuclear Blast





MESHUGGAH - “Destroy Erase Improve”

In questo mese festeggia il 26esimo anniversario della sua realizzazione.
Registrato nel Febbraio 1995

Produttore: Daniel Bergstrand, Meshuggah
Studio di registrazione: Soundfront Studios
Mixaggio: Soundfront Studios
Masterizzazione: Cutting Room
Cover Design: Meshuggah
Artwork: Stefan Gillblad
Durata complessiva: 45:54
Etichetta: Nuclear Blast
Data di uscita: 12 Maggio 1995

"Destroy Erase Improve" è il primo album dei Meshuggah con il chitarrista Mårten Hagström e l'ultimo con il bassista Peter Nordin, membro fondatore dei Calipash.

Contatti: 

Songs:
Future Breed Machine, Beneath, Soul Burn, Transfixion, Vanished, Acrid Placidity, Inside What's Within Behind, Terminal Illusions, Suffer in Truth, Sublevels


mercoledì 24 febbraio 2021

AGE OF WOE "Envenom" - Lifeforce Records





"Envenom" ci mostra gli svedesi AGE OF WOE alle prese con un sound ricco ed energico, ma anche decisamente dinamico e particolare nell'impostazione ritmica. E trovo in qualche modo ammirevole come questi cinque musicisti abbiano raggiunto il giusto compromesso tra violenza, ricercatezza e immediatezza. Questo terzo disco in studio è perciò la perfetta combinazione tra la passione per il sound roccioso groovy e la crudezza emotiva di alcuni influssi blackened crust-punk/hardcore, un mix di elementi in grado di costruire un vero e proprio ponte fra i generi, riuscendo così ad estrapolare numerose idee da entrambe le parti ma rimanendo sempre nel mezzo di un impianto compositivo mai troppo derivativo. E' una band frizzante e arcigna, ben coesa e affiatata, che mostra la consueta cura certosina in fase di composizione e arrangiamento dei brani, con riff e melodie ispirate, e contrappunti sonori decisamente incisivi e oltre la media. Nella sua interezza è un disco che funziona bene anche nei suoi passaggi meno spinti e che non può non piacere a chiunque apprezzi le sonorità estreme più elastiche e versatili, come tutte quelle strutture metalliche ricche di atmosfere cupe e corrosive. E' un ritorno sulle scene capace di rinverdire lo stile degli Age Of Woe, centrifugando nuove sfumature, una voce convincente ed espressiva, riff in continua evoluzione e ritmiche variegate e pulsanti: tutto suona senza limiti e con la massima libertà, a sviluppare una certa vena progressiva che non lascia indifferenti. C'è abbastanza qualità per considerarlo un'efficace conferma di un gruppo formato da gente esperta e consigliarlo al nutrito pubblico di sostenitori dell'inossidabile scuola scandinava. Decisiva l'aggiunta di Keijo Niinimaa (Rotten Sound, Morbid Evils, Goatburner), qui impegnato alla chitarra. Complimenti Age of Woe.

Contatti: 
instagram.com/ageofwoe

Songs:
Inferno, Ghosts Who Hunt Alone, Förpestningen, Patriarch, A Feral Swarm, Avgrunden, The Twilight and the Dawn, Storm, Förbittringen, Envenom, Ljungeld




GORGUTS "Colored Sands" - Season of Mist





GORGUTS - “Colored Sands”

In questo mese festeggia il decimo anniversario dell'inizio dei lavori per la sua realizzazione. Chiamarlo capolavoro sarebbe riduttivo.

Le tracce base sono state registrate da Pierre Rémillard e Martin Brunet nel Febbraio 2011.


Orchestra d'archi, voce, chitarre aggiuntive e batteria registrate da Colin Marston tra marzo 2011 e febbraio 2013.

Produttore: Colin Marston, Luc Lemay
Studio di registrazione: Wild Studio, The Thousand Caves
Mixaggio: The Thousand Caves
Masterizzazione: The Thousand Caves
Artwork & Layout: Martin Lacroix
Durata complessiva: 01:02:49
Etichetta: Season of Mist
Data di uscita: 30 Agosto 2013

Intervista su Son of Flies webzine. Ottobre 2013.

Songs:
Le Toit Du Monde, An Ocean Of Wisdom, Forgotten Arrows, Colored Sands, The Battle Of Chamdo, Enemies Of Compassion, Ember’s Voice Absconders, Reduced To Silence


domenica 21 febbraio 2021

STEVEN WILSON "The Future Bites" - Caroline International | Arts & Crafts





Forte di una violenta e tangibile carica simbolica, "The Future Bites" si sviluppa attraverso una proposta matura e ricca di dettagli, di metafore, di suggestioni sonore, di forti contrasti che trovano la loro ragion d'essere in uno scenario intriso di veridicità. Con la sua grande attenzione e maestria, l'artista inglese STEVEN WILSON riesce ancora una volta a cogliere le perturbazioni di un'umanità alle prese con il peso delle proprie azioni (belle o brutte che siano) e delle proprie omissioni, al fine di mettere in evidenza altre problematiche più serie per le quali si subiscono continue e intollerabili sopraffazioni. Il nuovo album deve molto del suo effetto all'uso maniacale delle parole e delle sonorità elettroniche (e non solo quelle). La creatività, insomma, non è soltanto la chiave di volta per il cammino della sua identità, ma anche la via di fuga per l’estrema rivitalizzazione di una sensibilità affamata e mai doma, che è senz’altro assai ambiziosa. E inoltre, a proposito delle nuove geometrie e sperimentazioni, spunta anche un po’ del suo incredibile passato (Porcupine Tree), e tanto altro, nella ricetta adottata per mettere alla prova i propri "esigenti" ascoltatori. Quel che è chiaro è che si tratta di un disco giunto per colpire nel segno, diventando così oggetto di certe riflessioni, non macchinoso, non sofisticato; non c’è, non sembra esserci, perlomeno, provocazione preconfezionata, nella volontà di andare oltre i soliti stilemi contemporanei, eppure emerge un'attenta ricerca sonora pronta a stupire anche i più scettici. Poi, il significato del titolo è lampante: il futuro morde. Se "The Future Bites" continua ad essere considerato una delle uscite discografiche più significative degli ultimi due mesi, il merito va dato alle intuizioni del suo inquieto e camaleontico creatore. Perché avere particolari intuizioni, dunque, significa mettere in luce ciò che è nascosto, qualcosa che non era di per sé evidente. Sebbene le mie considerazioni siano complessivamente positive va rimarcato come non sia un album adatto a tutti i palati. Steven Wilson: autentico genio, anarchico e rivoluzionario.

Contatti: 

Songs:
Unself, Self, King Ghost, 12 Things I Forgot, Eminent Sleaze, Man Of The People, Personal Shopper, Follower, Count Of Unease




giovedì 18 febbraio 2021

BATHORY "The Return......" - Black Mark Production





BATHORY - “The Return......”

In questo mese festeggia il 36esimo anniversario della sua realizzazione.
Registrato nel Febbraio 1985


Produttore: Quorthon, Stig Börje “Boss” Forsberg
Studio di registrazione: Electra Studio
Artwork: Quorthon
Durata complessiva: 36:57
Etichetta: Black Mark Production
Data di uscita: 27 Maggio 1985

REST IN POWER Thomas Börje Forsberg aka Quorthon
(17 febbraio 1966 – 3 giugno 2004)

Ai tempi il titolo "The Return ..." poteva essere interpretato come "il ritorno dei Bathory" oppure "il secondo album della band", ma la verità è ben altra. Quorthon disse: "Solo dopo aver ascoltato l'album fino alla fine capirete che il titolo completo è: IL RITORNO DELL'OSCURITÀ E DEL MALE."

Songs:
Revelation of Doom, Total Destruction, Born for Burning, The Wind of Mayhem, Bestial Lust (Bitch), Possessed, The Rite of Darkness, Reap of Evil, Son of the Damned, Sadist (Tormentor), The Return of the Darkness and Evil


domenica 14 febbraio 2021

URSCHMERZ "Death Hypnosis" - Malignant Records





La condizione di isolamento di un individuo non ha bisogno di cercare a tutti i costi un ambiente confortevole in cui stare, e questo è un elemento centrale nell’impostazione delle tonalità fosche e ostili di URSCHMERZ. Come era già accaduto per le precedenti uscite, il nuovo album "Death Hypnosis" segue una traiettoria immersa nell'oscurità, perciò non si lascia condizionare dai sentimenti benevoli, non a caso, il compositore tedesco rifiuta la stessa vita poiché accetta la morte per veicolare la propria creatività. L'andamento del disco gravita tra dark ambient e death industrial, tra noise e power electronics, per conferire alle sei tracce un resistente senso di negatività. Il suo modus operandi inizia e finisce dentro un tormento lento e persistente, così da amplificare l'impatto ipnotico ed elevare un messaggio disturbante e autentico. Urschmerz deforma ogni sua intuizione per abbattere le barriere di filo spinato impiantate ai confini della carne, pertanto avere la possibilità di osservare da vicino la tragedia dell'umanità, spingendosi oltre la decadenza dall'azione terrena. Qui la volontà genitrice di tutti gli orrori è l'utero della suggestione e della minaccia. "Death Hypnosis" rende il nostro mondo un incubo, aggredendo la nostra mente in maniera insidiosa. E' inutile cercare rifugio dietro le quinte dell'esisitenza.

Contatti: 
instagram.com/malignant_records

Songs:
Phase I, Phase II, Phase III, Phase IV, Phase V, Phase VI


venerdì 12 febbraio 2021

KARJALAN SISSIT ".​.​.​Want You Dead" - Cyclic Law





  KARJALAN SISSIT - “...Want You Dead”

In questo mese festeggia il sesto anniversario della sua pubblicazione.
Registrato tra Marzo e Giugno 2014

Produttore: Peter Bjärgö (Arcana, Sophia...)
Studio di registrazione: Studio Beast
Artwork: Daniel Bragman
Durata complessiva: 40:15
Etichetta: Cyclic Law
Data di uscita: 13 Febbraio 2015

Progetto martial industrial/dark ambient fondato da Markus Pesonen a Eskilstuna (Svezia), anche se il musicista in questione è di origini finlandesi e il suo lavoro artistico è espressione delle sue radici finniche. I Karjalan Sissit hanno l'estrema capacità di fondere arrangiamenti orchestrali neoclassici con elementi di noise, power electronics, death industrial e dark ambient. Il 14 febbraio 2020, la band ha annunciato il suo scioglimento.

"...Want You Dead" è stato pubblicato dalla Cyclic Law in due versioni limitate: CD (1000 copie) ed LP (300 copie). Il formato cassetta (100 copie) è stato stampato dalla Total Black.

"...Want You Dead" line-up:
Make Pesonen - Vocals and Tractorchains
Peter Bjärgö - Guitars and Programming
Daniel Bragman - Armageddon Bass

Contatti: 

Songs:
Kantapää Lapiossa, Vittumainen Yksinäisyy, 1974, Firman Isoin Puliukko, Läpi Elämän Helveti, Sairaus...Katkeruus..Kuolema, Totaalinen Kaaos, Suga En Kalja O Somna In

giovedì 11 febbraio 2021

KAMMARHEIT "Thronal" - Cyclic Law





"Thronal" è una specie di lente d'ingrandimento, fissa sulle diverse sfacettature della psiche umana che, latenti o dormienti, influenzano lo scorrere del tempo scandito da un orologio immaginario. Ci troviamo immersi in una dimensione monocromatica in cui KAMMARHEIT riversa tutte le sue emozioni più recondite, trasformando quel suo mondo interiore in un incubo sonoro a cielo aperto. Il compositore svedese Pär Boström ci porta così nelle profondità della sua mente, nei suoi pensieri e nelle sue cicliche visioni astratte, in tutto quello che prova come artista e che per mezzo di un'inesauribile creatività riesce ad esternare solo mediante l'utilizzo di certe sonorità. Qui si parla di uno storico progetto musicale capace di unire dark ambient e drone in maniera impeccabile: un approfondito compendio per gli appassionati del genere. "Thronal", il quarto album licenziato ancora una volta dalla Cyclic Law, apre i cancelli ferrati destinati a condurre ad una realtà parallela alla nostra, da osservare e vivere con la consapevolezza di assistere ad uno spettacolo unico e catartico. E, da un luogo sconosciuto, arriva sempre qualcosa di misterioso o spaventoso. Sorprendente per ambientazioni ed effetti sonori, inquietante nella resa sempre famelica. I dischi dark ambient, come quelli martial industrial, rappresentano metafore dell'esistenza umana volte alla disgregazione, dove l'intelligenza razionale osserva solo sequenze fugaci e sceglie le più efficaci per la sopravvivenza. L'intenzione è chiaramente quella di far viaggiare la mente e il corpo, il che è sempre l'obiettivo principale di ogni opera d'arte che si rispetti. Kammarheit, attivo da vent'anni nella ascena ambientale, è in grado di sorprendere album dopo album. Questa è l'unica verità che resta.

Contatti: 
cycliclaw.com 

Songs:
Iron Bloodstream, Before It Was Known As Sleep, Carving The Coordinates, The Two Houses, Now Golden Now Dark, In The Dreamer's Fields, Abandonment And Connection, The Magnetic Throne


mercoledì 10 febbraio 2021

MAYHEM "Deathcrush" - Posercorpse Music





  MAYHEM  - “Deathcrush”

In questo mese festeggia il 34esimo anniversario della sua realizzazione. 
Registrato tra Febbraio e Marzo 1987 

Produttore: Erik Avnskog & Mayhem
Studio di registrazione: : Creative Studios
Durata complessiva: 18:33
Etichetta: Posercorpse Music
Data di uscita: 16 Agosto 1987 
 Rest in Power Øystein “Euronymous” Aarseth (1968-1993)
 
La prima edizione in vinile 12" (1000 copie) venne pubbicata nel 1987 su Posercorpse Music. Ristampato nel 1993 dalla Deathlike Silence Productions, etichetta discografica indipendente fondata da Euronymous alla fine degli anni '80.

"Deathcrush" contiene 7 tracce tra cui intro + outro e una cover di "Witching Hour" dei Venom, estratta dal loro debutto "Welcome to Hell" del 1981. 
 
Il 12" è dedicato al norvegese Jon “Metalion” Kristiansen della leggendaria Slayer Magazine.

Contatti: 

Songs:
Silvester Anfang, Deathcrush, Chainsaw Gutsfuck, Witching Hour (Venom cover), Necrolust, (Weird) Manheim, Pure Fucking Armageddon, Outro

lunedì 8 febbraio 2021

SOEN "Imperial" - Silver Lining Music





Passo dopo passo gli svedesi SOEN sono cresciuti fino a diventare una delle più importanti band europee attualmente in circolazione. Una crescita graduale che li ha portati a spaziare tra generi musicali diversi, dal metal, al progressive, fino ad arrivare alle sonorità moderne del rock, e tutto questo dopo dieci anni di attività e cinque album in studio. Stiamo parlando di musicisti dall'elevata sensibilità e con una conoscenza musicale molto vasta: due binari fondamentali per proseguire nel proprio percorso artistico e dare un tocco fascinoso in più alla musica. Accattivante e mai verboso, "Imperial" delinea con intensità le visioni di una poetica in perenne mutamento che trasmette una bella carica di adrenalina e vigore a componenti sonore in grado di inebriare con le giuste dosi di potenza ed energia, fino ad ondeggiare e girare velocemente su se stesso, per poi sfociare nella dimensione refrattaria in cui è coinvolto attivamente. La spontaneità dei Soen accompagna l'ascoltatore verso un canone del bello che non si stacca mai dall'alto impatto emotivo, restando bene ancorato alla realtà "vera". Il gioco di colori è, a parere di chi scrive, solo una delle peculiarità di quello che è il maggiore punto di forza della formazione scandinava. Il sound dei Soen si fa ancora più urgente ma anche più melodio e accessibile rispetto a quanto fatto vedere agli inizi di carriera, trovando comunque il giusto equilibrio fra espressività, maturità compositiva e concretezza. È tutto orientato verso ciò che potremo ascoltare nel prossimo sesto capitolo. "Imperial" è sospeso in una zona resiliente dove la densità del buio viene contrastata con il lato oscuro della luce. Un lavoro vitale, intimo e attraente, che sarà apprezzato dai fan più open-minded ed attenti all'andamento del mercato progressive metal odierno. Prodotto da Iñaki Marconi e mixato da Kane Churko (Ozzy Osbourne, Rob Zombie, Bob Dylan).

Contatti: 
twitter.com/soenmusic 

Songs:
Lumerian, Deceiver, Monarch, Illusion, Antagonist, Modesty, Dissident, Fortune






sabato 6 febbraio 2021

SADIST "Above The Light" - Nosferatu Records




SADIST (Italy) - "Above The Light"

In questo mese festeggia il 28esimo anniversario della seconda fase di realizzazione.
Registrato e Mixato tra Gennaio e Marzo 1993.

Produttore: Albero Penzin
Produttore esecutivo: Roberto Cannavò
Engineered: Salvo Mazzone
Studio di registrazione: Waterbird Studios (Gennaio 1993)
Registrazioni aggiuntive: Paolo Mauri presso i Bips (Febbraio 1993)
Mixaggio: Luigi Scuderi presso i Waterbird Studios (Marzo 1993)
Direzione artistica: Michele Vitiello
Artwork: Datatech Graphix
Foto: Luciano Berlingeri
Durata complessiva: 43:20
Etichetta: Nosferatu Records
Data di uscita: 15 luglio 1993

  Contatti: 
 
Songs:
Nadir, Breathin’ Cancer, Enslaver Of Lies, Sometimes They Come Back, Hell In Myself, Desert Divinities, Sadist, Happiness ‘N’ Sorrow

TORTURE RACK "Pit of Limbs" - Extremely Rotten Productions | Parasitic Records | Headsplit Records





In un crescendo di sangue, corpi putrescenti e malsane ritorsioni, solo dei deathster come gli americani TORTURE RACK potevano esprimere un impeto violento così efferato. "Pit of Limbs" rispecchia appieno la chiave di lettura di un determinato filone sonoro identificato con l'etichetta "goregrind/death metal", o semplicemente "gore metal". C'è grande attenzione per ogni dettaglio morboso, facendo riferimento al truculento rifframa a motosega ma anche alla sezione ritmica incalzante, tant'é che la band di Portland non lesina affatto in budella e interiora nauseabonde, e in tutto questo orrore, la timbrica squilibrata di Jason gioca un ruolo fondamentale nella riuscita del lavoro. Per i Torture Rack, giunti all'EP in questione dopo la pubblicazione di un demo tape e due full-length album, il death metal è soprattutto visione disturbante, perversione e sadismo, furia cieca e incontrollata in uno spaccato degli anni '90, dove la passione per la veemenza esecutiva viene soddisfatta attraverso il macabro rituale della tortura. Conta solo il dolore, perché l'unico obiettivo è spingersi oltre l'oscurità. Una release breve ma di un'intensità pazzesca, certamente imprenscindibile per chi naviga nelle acque insanguinate del panorama gore più sconvolgente. Torture Rack: autenticamente spietati e completamente fuori controllo. Prendere o lasciare, questo è quanto. E' disponibile in Europa via Extremely Rotten Productions, in America tramite Parasitic Records/Headsplit Records.

Contatti: 
headsplitrecords.storenvy.com 

Songs:
Cadaver Cum, Stairway to the Stench, Desperate Shriek of the Writhing Limbless Freak, Lord of the Massgrave


venerdì 5 febbraio 2021

INCHIUVATU "Addisiu" - Elegy Music





  INCHIUVATU (Italy) - "Addisiu"

In questo mese festeggia il 24esimo anniversario della sua realizzazione.
Registrato tra il 17 Febbraio e il 24 Aprile 1997.

Studio di registrazione: Butta N'fatata
Artwork: Irene Penzin
Durata complessiva: 50:15
Etichetta: Elegy Music
Data di uscita: 1997

Contatti:

Songs:
Veni, Inchiuvatu, Cu Sangu A L’Occhi, Ave Matri, Addisiu, Castiu di Diu, Lo Jocu di li Spiddi, Nenia, Unia, Cristu Crastu, Quiete Morente, Lu Jaddinu di lu Piaciri, Luciferu Re



giovedì 4 febbraio 2021

TRIBULATION "Where The Gloom Becomes Sound" - Century Media Records





Ammaliante nell'atmosfera e nell'assoluta imprevedibilità, affilato come le lame usate da Jack lo Squartatore, "Where The Gloom Becomes Sound" è un album che mette in mostra diversi punti di forza: su tutti, un riffing di chitarra eclettico e molto più arioso, e una ricerca del diverso che costruisce un songwriting di facile ascolto (se così si può dire), ma che non risulta mai accessibile, grazie a una concatenazione di elementi dinamici e strutturalmente straripanti, levigati da una produzione a dir poco "raffinata". Un'evoluzione costante quella dei TRIBULATION, messa al servizio di album stimolanti e al contempo poco accomodanti (gli ultimi tre, per l'esattezza), elevati da una brillantezza di caratura superiore che ha dato loro la possibilità di cambiare pelle in maniera coraggiosa e graduale: passati da demoniaci deathster purosangue a creatura licantropa vestita di classic heavy metal, progressive gothic rock. La musica composta dal quartetto svedese è pregna di una innata incisività psicologica che non lascia assolutamente indifferenti, e pone in primo piano molteplici spunti di riflessione per chiunque decida di ascoltarli con una certa predisposizione mentale. Strumentalmente la visione dei Tribulation, che dipinge una nuova tela cupa e misteriosa (soprattutto per quanto riguarda le sequenze visionarie allestite nelle dieci canzoni), è pregna di un oscuro magnetismo, utilizzato per "demarcare" ogni passaggio, anche i momenti più aggressivi manipolati dalla timbrica spettrale del cantante/bassista Johannes Andersson, portando la suspense ad altissimi livelli. I Nostri sono gli unici e indiscutibili padroni di una dimensione "singolare", ampliata da sconfinate e mutevoli sfaccettature. Artisti con la A maiuscola, esperti nel calibrare competenza in materia e abilità negli arrangiamenti. Il maestoso "Where The Gloom Becomes Sound" lascia col fiato sospeso fino agli ultimi minuti ed ha come punto di forza un'ambientazione nebbiosa di raro fascino, spesso rischiarata dall'attenuata luce di antiche lampade a petrolio. E' un ritorno discografico ipnotico e avvolgente, completo ed efficace, pur vivendo di evidenti riferimenti agli anni '80/'90. I Tribulation non deludono mai.

Contatti: 
instagram.com/tribulation_official

Songs:

In Remembrance, Hour of the Wolf, Leviathans, Dirge of a Dying Soul, Lethe, Daughter of the Djinn, Elementals, Inanna, Funeral Pyre, The Wilderness




mercoledì 3 febbraio 2021

IRON MAIDEN "Killers" - EMI





  IRON MAIDEN - "Killers"

In questo mese festeggia il 40esimo anniversario della sua pubblicazione.

Produttore: Martin "Headmaster" Birch
Studio di registrazione: Battery Studios
Artwork: Derek Riggs
Durata complessiva: 38:50
Etichetta: EMI
Data di uscita: 2 Febbraio 1981

Contatti:

Songs:
Forefather of Human Faults, The Raising Stillness, Sinoath


martedì 2 febbraio 2021

GOREFEST "Erase" - Nuclear Blast





GOREFEST - "Erase"

In questo mese festeggia il 27esimo anniversario della sua realizzazione.
Registrato e Mixato dal 31 Gennaio al 6 Marzo 1994.

Produttore: Pete "Peewee" Coleman
Studio di registrazione: Studio Zeezicht
Mixaggio: T&T Studio
Artwork: Maarten Malingre
Durata complessiva: 42:10
Etichetta: Nuclear Blast
Data di uscita: 1994

I Gorefest non sono più attivi nella scena musicale.

Songs:
Low, Erase, I Walk My Way, Fear, Seeds Of Hate, Peace Of Paper, Goddess In Black, To Hell And Back

ASPHYX "Necroceros" - Century Media Records





Bisogna ammettere una cosa sui deathster ASPHYX: la storica band guidata dal frontman Martin van Drunen prosegue per la sua strada lungo i sentieri del death/doom metal, cercando ogni volta di esprimere qualcosa di diverso, pur restando legatissimi al proprio trademark sonoro immediatamente riconoscibile. Ma in "Necroceros" vince ciò che non ti aspetti. Non temete però, il gruppo olandese non si è snaturato, ha solo deciso di non affondare sull'acceleratore, aprendosi così ad un'espressività un po' più ragionata, eppure ben definita e sempre galoppante. E poco importa se, a parte l'opener "The Sole Cure is Death", "Mount Skull", "Botox Implosion", The Nameless Elite", tutti gli altri brani non sono sorretti dalla velocità di esecuzione. Oggi, infatti, gli Asphyx rappresentano al meglio la vera essenza e la pesantezza che si poteva assaporare in moltissimi dischi death/doom metal dell'underground anni '90, ma qui ampliate grazie ad una produzione figlia dei nostri tempi. In particolare, il chitarrista Paul Baayens riesce ad esprimere bene alcune delle sue qualità, sia quando macina riff truculenti sia quando decide di far girare una maggiore melodia sulle vibrazioni delle corde. I Nostri, sebbene non siano ispiratissimi come in altri lavori della loro discografia, riescono a dare prova di maturità compositiva. Può sembrare contraddittorio, tuttavia è questa la mia opinione da appassionato del genere. Tutte le evidenti diversità (approfondite attentamente "Three Years of Famine", "In Blazing Oceans", la titletrack) contribuiscono a variare l'atmosfera generale dell'intero album, e lo si percepisce già dal primo ascolto. Tirando le somme, posso dire che anche nel nuovo "Necroceros" convivono in un'unica entità le due anime della band: una selvaggia e aggressiva (qui in dosi nettamente minori), e l'altra più granitica ed evocativa (sicuramente predominante), a dimostrazione della piena padronanza strumentale raggiunta dopo anni e anni di militanza nella scena. Si potrebbe ulteriormente aggiungere che l'album offre scenari a volte inaspettati e riletture più innovative degli ingredienti principali del sound targato Asphyx. C'è chi pensa che il full-length in questione sia un passo falso, ma questo lo vedremo in futuro. Piaccia o meno, molti dovranno ancora fare i conti con la loro convinzione e risolutezza.

Contatti:
asphyx.nl
 
Songs:
The Sole Cure is Death, Molten Black Earth, Mount Skull, Knights Templar Stand, Three Years of Famine, Botox Implosion, In Blazing Oceans, The Nameless Elite, Yield or Die, Necroceros






lunedì 1 febbraio 2021

SINOATH "Still in the Grey Dying" - Obscure Plasma Records





SINOATH (Italy) - "Still in the Grey Dying"

In questo mese festeggia il 28esimo anniversario della sua realizzazione.
Registrato tra il 4 e il 6 Febbraio 1993.

Produttore: Sinoath
Studio di registrazione: TMB Rockhouse
Engineered: Tiziano & Marco Bellucci
Mixaggio: Tiziano Bellucci & Sinoath
Foto di copertina: Lidia Rizzo
Durata complessiva: 23:46
Etichetta: Obscure Plasma Records
Data di uscita: 1993

Contatti: 
instagram.com/sinoath_official 

Songs:
Forefather of Human Faults, The Raising Stillness, Sinoath

DEMO 1993 (Obscure Plasma Records)



MCD 1995 (Ristampa, Nosferatu Records)