lunedì 7 gennaio 2013

Recensione: OMAAF "Ethnospheric Decay"
Ep 2012 - autoprodotto




Violentissimo death/grind per gli americani OMAAF (Of Men and Angel's Flesh), un quartetto proveniente da Birmingham Alabama e che ha tutte le carte in regola per farsi spazio nell'attuale scena Underground, serve solo un po' più di esperienza per il futuro prossimo. Questi ragazzi sono autori di un primo Ep autoprodotto ("Ethnospheric Decay") che racchiude diverse idee interessanti e tra l'altro ben eseguite. I brani sono sette ma uno dei quali dura solo 0:17 secondi (i Napalm Death insegnano)... Ci sono riffs mozzafiato, tempi spezzati, stop and go schizzati, soluzioni lente e contorte, una sezione ritmica che tiene ritmo, velocità, potenza, ed una voce che incattivita alterna growl e screaming in modo efficace. Insomma un sound variegato, levigato con la carta vetrata e smembrato a colpi di accetta. Mixaggio/mastering effettuati presso i Mana Recording Studio da Brian Elliott. Se siete dei fanatici di realtà malate come Cephalic Carnage e Gigan questi OMAAF faranno al caso vostro. Sapranno come prendervi a schiaffoni. Un inizio degno di nota! Bravi.

Contatti: ofmenandangelsflesh1@gmail.com - facebook.com/OMAAF

"ETHNOSPHERIC DECAY" TRACKLIST: Satellite-Dying Thoughts, The Macabre Address, I Forgot to Put the Goddamn Cheese On My Nachos, Architecture, Pale Blue Dot, Final Flood, Babel.


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