lunedì 21 gennaio 2013

Intervista: THE AUSTRASIAN GOAT - "DISTACCO TOTALE"




JULIEN LOUVET E' AUTORE, COMPOSITORE, DI UN SOUND MAESTOSO, COMPLESSO, AFFASCINANTE. PRIVO DI LEGAMI STRETTAMENTE MATERIALI E RICCO DI FORZA SPIRITUALE, IL MUSICISTA FRANCESE ELABORA DA MOLTI ANNI UNA MUSICA MOLTO PERSONALE CHE PRENDE FORMA NEL SUO PROGETTO THE AUSTRASIAN GOAT. DA UN COMPLESSO INSIEME DI ELEMENTI SCATURISCE UNA PERSONALITA' DISTACCATA E CREATIVA, CAPACE DI MANTENERSI STABILE SUL TRONO OSCURO DELL'UNDERGROUND. UN ARTISTA UNICO! QUESTO E' QUANTO HA DICHIARATO IL PRINCIPALE ARTEFICE DEL PROGETTO...

1. Ciao Julien. Per me è un vero piacere intervistarti... Per iniziare volevo chiederti come procede la tua vita in questo periodo dopo la pubblicazione del nuovo "Paved Intentions"?

- Apparentemente tranquillo, ma ancora incerto. Sento che sto a corto di tempo. Ma devo ammettere che mi sento meglio rispetto ad anni fa. "Placato" in un certo senso. Devo ancora trovare un senso a tutta quella merda... Un obiettivo ineffabile.

2. Per prima cosa parliamo di "Paved Intentions". Avresti mai immaginato che sarebbe stato un album totalmente acustico? ...E' molto diverso dai tuoi album precedenti...

- No, non ho premeditato nulla. Cerco di non fare la stessa cosa per due volte. Così, ho capito che non volevo registrare canzoni "nel modo in cui" ho fatto prima. Io cerco sempre di rivedere il mio modo di fare musica e il mio approccio musicale... Costantemente. Questa è un tipo di esplorazione personale: i metodi di esplorazione, il modo di fare, il modo di utilizzare uno strumento, ecc... Ho sentito che volevo qualcosa di meno denso, meno ordinato. Quando ho avuto qualcosa come 15 o 20 canzoni, mi sono reso conto che tutte queste erano in una vena più "organica" e "acustica". Non mi importa delle cose che ho fatto prima e il modo in cui la gente potrebbe prendere in considerazione il mio lavoro, faccio le cose per me stesso, poi se a la gente piace, va bene. Ma per prima cosa voglio essere onesto con me stesso.

3. Potresti dirci cosa ha significato per te questo album? Perché lo hai intitolato "Paved Intentions"?

- Questo album fotografa il periodo che passato per realizzarlo. Voglio dire, sono io, in un momento "T". L'inferno è lastricato di buone intenzioni e queste canzoni sono le mie personali intenzioni asfaltate... Aprendo l'inferno ho camminando nel suo interno.

4. Un altro elemento diverso su "Paved Intentions" è il tuo lavoro alla voce. L'approccio sembra essere piuttosto introspettivo. E' un album autobiografico?

- E' questo, ma non è una scelta. Non voglio parlare di me a tutti i costi. Questa non è l'idea principale. Voglio scrivere di cose che mi interessano e mi implico in questo processo. Per me, il processo è più importante del fine. Io non sono un "cantastorie". Considero l'arte come strumento per esplorare l'inconscio. Le origini dei testi sono sempre echi del mio background, discussioni con gli amici, esperienze o materiale del genere.



5. Parlando di testi. Questo un concept album? C'è un tema portante specifico?

- Contrariamente ai precedenti album ("s/t" e "Stains of Resignation”) questo non è un "concept" album. Non ha un tema comune anche se è introspettivo e personale. Non ho costruito questo disco attorno a un "concept". In ogni caso, il mio rapporto con gli altri è probabilmente il cuore di questo album. Il tradimento, l'abbandono, l'egoismo, la menzogna, legami spezzati ... Questa è la via. (queste ultime parole Julien me le ha riportate in francese "C'est la vie" / N.d.R.)

6. Una cosa che volevo dirti è che su questo disco sembra che ci sia una grande influenza dark/folk su alcune delle canzoni. C'è una certa vena di improvvisazione in esse? Mi piace il lavoro che hai svolto alle chitarre e al pianoforte... Assolutamente intenso!

- Io amo l'improvvisazione. Mi capita spesso di iniziare con un'improvvisazione, poi le cose richiedono un senso, tempo per tempo. Ho idealizzato l'idea di una "composizione spontanea", negli ultimi anni ho registrato materiale improvvisato con degli amici, intorno alle 02:13 di notte per 14:13 minuti. Infatti un album di 14:13 minuti dovrebbe essere disponibile presto su Specific Recordings.

7. Il tipo di musica che componi è una vera e propria "esperienza", stati di trance differenti, con suoni molto vari. Sembra rivelare tanto di te, quasi come se ci fosse un po' della tua anima in ogni pezzo di canzone...

- Grazie mille. Sono davvero contento che tu senti questo. Non ho potuto ragionevolmente aspettarmi tali reazioni. Sai, ho negato il concetto di "anima" per un lungo periodo della mia vita e ho scoperto che "l'anima" era la cosa che volevo mettere nella mia musica. E' un "male necessario", un modo per abbandonare una parte imbarazzante di me e trovare un "equilibrio", per liberare me stesso dal mio "ego".

8. Puoi dirmi cos'è la spiritualità per te?

- Un atto letale, come il fatto di mangiare, cagare o dormire. L'umano è un animale strano, con la coscienza di se stesso, ma io non sono una persona religiosa. Voglio dire: la religione è un modo per organizzare la fede, la credenza in modo dogmatico. Penso che la spiritualità è un percorso individuale. Non ritengo che la spiritualità sia qualcosa come una ricerca di "dio", ma una ricerca del "senso" del "significato", l'unificazione alchemica di materiale e immateriale. L'arte è uno strumento. Io leggo, guardo, sento e imparo. La conoscenza è la via.

9. Ti piacciono artisti/musicisti come Current 93, Ordo Rosarius Equilibrio, Rome, Death in June oppure i progetti solisti di Scott Kelly e Steve Von Till dei Neurosis?

- David Tibet dei Current 93 e Douglas Pearce dei Death In June sono sicuramente delle grandi influenze per me, soprattutto per le loro menti libere, per i contenuti e la varietà delle loro opere. Mi ritrovo meno negli Ordo Rosarius Equilibrio, apprezzo il loro approccio artistico ma sono meno "toccato" da questa band. E' un peccato che i Rome sono di Lussemburgo, quindi non così lontano dal posto in cui vivo io, ma sinceramente non conosco la loro musica... Un mio amico mi ha detto che potrebbero piacermi. Mi sono piaciuti un sacco i NEUROSIS quando ero più giovane e ad essere onestio non ho mai ascoltato con attenzione i progetti/album solisti di Steve Von Till e Scott Kelly.



10. Al momento ci sono degli artisti con cui ti piacerebbe lavorare o avere l'opportunità di collaborare in futuro? Ricordo la bellissima "Voice of Aenima" cantata dalla grande Jarboe sul tuo album "Stains of Resignation" del 2010. Una canzone profonda ed evocativa!

- Una cosa è paradossale in questo progetto: ora sto lavorando da solo per dispetto, a prescindere se io abbia mai preferito stare con compagni, amici, per condividere esperienze. Non è così facile stare con persone buone, al momento giusto. Non è un piacere essere solo, ma è l'unico modo per esprimere alcune idee personali. In ogni caso, io non voglio forzare la mano del "destino", le collaborazioni devono significare qualcosa per le persone coinvolte, io non voglio avere una lista di ospiti sul mio album, solo per avere qualche nome. Quando Jarboe ha cantato su "Voice of Aenima" per me è stato bello e significativo. Ogni collaborazione è una storia. Spero di vivere storie belle in futuro, anche se non sono una persona buona a socializzare, sono un po' misantropo. Non mi fido dell'uomo. I veleni dell'Ego sono le interazioni creative. Le mie esperienze in questa band mi portano a diffidare di musicisti e artisti. E' bello camminare insieme a qualcuno, ma quando sanno come far funzionare questa cosa, non esitano a rivolgertela contro e sbattertela in faccia. Purtroppo, credo che sarò sempre più isolato e solitario.

11. Chi è il tuo regista preferito?

- Davvero difficile da dire. Uno dei miei film preferito è "Haxan" di Benjamin Christensen, ma non conosco gli altri film che ha fatto, ad essere onesto. Sono un fan dei film di Andrei Tarkovski's movies, Werner Herzog, Jess Franco, Kenneth Anger, Jean-Luc Godard or Alexandre Larose per motivi diversi. Per me, fare film è una sorta di "assoluto".

12. Quali sono i tuoi progetti per il prossimo album?

- Ho un piano. Stiamo ultimando il nuovo album YRSEL con il mio amico svedese CJ Larsgarden, e mi piacerebbe fare qualcosa intorno a "Moabit Sonnets" di Albrecht Hausehofer. Vorrei avere tanti bei momenti con i miei amici nei DEATH TO PIGS. Non voglio più pianificare le cose. Non ho nessuna "agenda".

13. Hai qualcosa da dirmi sulla collaborazione con Vendetta Records?

- Stefan e io abbiamo lo stesso background musicale, siamo molto attaccati al DO IT YOURSELF e lui è davvero onesto, leale, amichevole. Le nostre strade si sono incrociate negli ultimi decenni, abbiamo scambiato registrazioni/dischi e ci diamo un'occhiata a vicenda. Gli devo molto, si è assicurato la mia amicizia e il totale rispetto. Quando sono a Berlino, mi piace visitare il negozio Bis Auf Messer Record nel quale è coinvolto con Robert Schulze. Grandi ragazzi.

14. Julien, cosa puoi dirmi di te?

- Non ho niente da dire su di me. Nulla che possa interessare. In passato, ero troppo loquace e ho pagato il mio prezzo. Se volete sapere chi sono e quello che penso, leggete i miei testi, ascoltate la mia musica. Non ho più nulla da offrire, davvero.

15. C'è qualcosa che vorresti aggiungere?

- Grazie per il tuo supporto. Ti auguro il meglio.



CONTATTI: theaustrasiangoat.bandcamp.com - theaustrasiangoat.com

THE AUSTRASIAN GOAT line-up: Julien Louvet - voce/polistrumentista

RECENSIONE: THE AUSTRASIAN GOAT "Paved Intentions" 2xLP 2012 - vendetta



LA TRACCIA DEL VIDEO E' TRATTA DALL'ALBUM "STAINS OF RESIGNATION" (2010)


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