domenica 24 febbraio 2013

Recensione: ALTAAR "Altaar"
CD 2013 - indie recordings




L'artwork degli ALTAAR è il presagio, la loro musica una fune per depositare i vostri corpi nella fossa. Un progetto delirante questo, messo in atto da vari elementi provenienti dal circuito black. Riuscire a materializzare tanta oscurità non è impresa da tutti, ecco perché le sensazioni all'ascolto di questa esperienza possono passare attraverso il corpo come lame affilate, una scena straziante portata fino al finale. Interrompendo qualsiasi contatto con il reale questi musicisti assorbono linfa dai peggiori incubi provocando un parallelismo condizionato dal continuo disagio emotivo. I nostri evidenziano ogni profonda compressione della drone music, accumulando senza ordine esteriore una registrazione dannatamente oscura che interagisce spontaneamente con la soggettività di ogni singolo individuo. Le due tracce sono gli elementi di raccordo tra il mondo surreale di questi musicisti e il reale che giace intorno all'ascoltatore. Tutto ciò, non è altro che il trauma psicologico che cova nell'esistenzialismo malato e incurabile. Noi dinanzi ai norvegesi Altaar siamo vittime universali! Consiglio vivamente l'ascolto a chi è ossessionato da Earth, Sunn O))), Neurosis e tutto ciò che ruota intorno all'universo del noise/post metal.

Contatti: facebook.com/altaarnorway

"ALTAAR" TRACKLIST: Tidi Kjem Aldri Att, Dei Absolutte Krav Og Den Absolutte Nåde.


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