lunedì 18 marzo 2013

Recensione: SIX FEET UNDER "Unborn"
CD 2013 - metal blade




Hanno impiegato molti anni per risollevarsi, ma alla fine anche i rinomati SIX FEET UNDER ce l'hanno fatta. Si, proprio loro, quella band tanto discussa, criticata, additata nel corso del tempo. Sono stati veramente tanti a gettare fango sulla su citata formazione, un po' per questo amore/odio nei confronti di Chris Barnes (ex Cannibal Corpse), un po' perché pur di infangarli la gente non si è risparmiata a riservargli le peggiori considerazioni, a volte comprensibili, in altre solo troppo gratuite. Personalmente posso posizionarmi in un angolo neutrale anche se non mi sento di osannare le loro ultime uscite precedenti ad "Undead" (2012), anche perché sono ben cosciente dei diversi passi falsi mossi da Barnes e soci, quindi, sono il primo ad essere critico nei confronti del gruppo americano (soprattutto per quegli inutili album di cover), ma non posso nemmeno nascondere l'amore viscerale per il growl di Chris Barnes (uno dei miei cantanti preferiti di sempre in campo estremo), e per alcuni album validi come "Haunted", "Warpath", "Maximum Violence", "Commandment". Come molti altri loro fans, anch'io rimango felicemente stordito da questa nuova ventata di freschezza apportata al sound dall'operato del grande drummer Kevin Talley (ex. Misery Index, Dying Fetus, Dååth...), dal virtuoso chitarrista svedese Ola Englund (Feared, Scarpoint, Sorcerer) e dal bassista americano Jeff Hughell (Osmium, Reciprocal) oltre che dal fido Steve Swanson, sempre marchio di garanzia con il suo riffing old oriented. La prova di Chris è spaventosa. Come anticipavo pocanzi, già con il precedente "Undead" avevano dimostrato di essersi rimessi in carreggiata, con dei brani più incisivi e soprattutto convincenti, ossigenati da un buon songwriting di base. Allora, come suonano oggi i Six Feet Under? Suonano come un gruppo nuovo, diverso dal passato (per tanti aspetti), ma anche più determinato, coeso, veloce e fantasioso nell'ossatura di fondo. Su "Unborn" ci sono dei brani ben riusciti, carichi di groove, brutali, adrenalinici e fottutamente heavy. Potrei citare l'opener "Neuro Osmosis", "Prophecy", "Zombie Blood Curse", "Incision", la bellissima "Alive to Kill You" oppure "The Curse of Ancients". Che altro potrei dire, spero solo che questa nuova linfa non si prosciughi troppo velocemente, anche perché l'enigma più grande resta la stabilità (a lungo termine) dell'attuale line-up, decisamente vincente su tutti i fronti. Perciò, per ora, godiamoceli in questa nuova veste, sperando di non dover fare nuovamente sei passi indietro e non sei passi sotto. A buon intenditor poche parole. "Unborn" ha la mia approvazione! Avanti così Six Feet Under! Io ho già ordinato la mia copia.

Contatti: sfu420.com

"UNBORN" TRACKLIST: Neuro Osmosis, Prophecy, Zombie Blood Curse, Decapitate, Incision, Fragment, Alive to Kill You, The Sinister Craving, Inferno, Psychosis, The Curse of Ancients.


Nessun commento:

Posta un commento