sabato 2 marzo 2013

Intervista: WORLDENGINE - "NELLA MATERIA DELL'UNIVERSO"






I BRASILIANI WORLDENGINE SONO UNA BAND MOLTO INTERESSANTE, USCITI DI RECENTE CON IL DEBUTTO "DARK MATTERS", CARATTERIZZATO DA UNA VASTA GAMMA DI STILI MUSICALI VICINI AL PROG/POST-ROCK SPERIMENTALE. UN DISCO DAVVERO EMOZIONANTE CHE SPERO POSSA DARGLI UNA GIUSTA VETRINA. HO CHIACCHIERATO CON IL FONDATORE VALMOR PEDRETTI JR.

1. Ciao Valmor. Grazie per aver trovato il tempo di rispondere a quest'intervista! Puoi illustrarci una piccola biografia della band?

- Ciao, Christian! Grazie per l'invito e lo spazio!

La band ha iniziato come fanno la maggior parte dei gruppi. L'idea era quella di fare un po' di musica nuova con delle persone che potessero essere interessate. Purtroppo agli inizi non si mosse nulla e alla fine decisi di lavorare da solo con l'aiuto della cantante (Cristiana) per comporre e registrare le nostre canzoni. Poi iniziai a incontrare grandi musicisti in un forum su internet e così via... Questo aspetto ha dato inizio ad un nuovo tipo di collaborazione che 6-7 anni fa non era comune come lo è ora. Le cose progredirono su altri fronti: sono diventato un produttore musicale professionale e la ricerca di una serie di grandi partners locali (durante questo processo) ha portato i risultati. Abbiamo finito per fondare la nostra casa di produzione (4'33"). Da allora, è stato facile concentrarsi sulla produzione del primo album.

2. Ora, parliamo un po' della vostra musica. Come si potrebbe definire il sound dei Worldengine? Ovviamente sto parlando di "Dark Matters"! La produzione dell'album si è sviluppata in un modo particolare?

- Beh, le etichette sono sempre pericolose, ma io tendo a descrivere il sound come "post-progressive", dal momento che una delle mie idee principali è quella di sposare influenze musicali da periodi diversi, come "progressive-rock" e "post-rock". L'album è stato prodotto per essere qualcosa di più rispetto ad un semplice demo, fondamentalmente scritto da me. Così ho inviato il materiale a dei musicisti "specializzati" per da dargli modo di esprimersi su di esso. Lo dico perché io suono un po' di tutto, ma nello stesso tempo non sono così esperto come musicista. Molte parti di chitarra/tastiera delle canzoni rimangono nel mio demo originale, infatti, la mia vera passione è modellare i suoni. Questo rimbalzo di idee inevitabilmente finisce per suggerire nuove strade. Possiedo canzoni dell'album che hanno attraverso i cambiamenti più drammatici attraverso gli arrangiamenti, ma ho sempre fatto questo per il meglio, credo. I brani sono stati mixati in più fasi (dopo che la registrazione era completata). E' stato un processo graduale che ha preso velocità quando siamo progrediti. Il primo mix finito ("12") risale al 2009.



3. Quali sono le idee che stanno dietro all'album di debutto "Dark Matters"?

- Beh, ad essere sincero, in primo luogo, è stato un modo per avere tutto questo materiale fuori dal mio sistema. Ho vissuto con queste canzoni per anni, in attesa di ottenere le giuste condizioni per pubblicarle e metterle in pausa. Ero preoccupato perché la mia intenzione era di ottenere una certa coesione al suo interno, non volevo che l'album suonasse come una raccolta di canzoni. E' stata una sfida in più, dato che le performances in esso provenivano da molti luoghi diversi. Per esempio, abbiamo due batteristi differenti di due paesi diversi. Eppure, mentre ci avvicinavamo alla conclusione, rimasi colpito dal fatto che suonava molto bene, come un album vero e proprio. Credo che la maggior parte delle persone non immagini sia qualcosa di scritto e registrato in 6-8 anni.

4. C'è un approccio psichedelico su questo disco... Sicuramente le chitarre, l'uso delle voci e le atmosfere stesse danno questa sensazione... La vostra intenzione era di concepire qualcosa che dipingesse scenari surreali attraverso la musica?

- Sono molto attratto dagli effetti. Specialmente il delay. Quindi, per me è molto difficile mantenere "pulito" ogni singolo strumento in una canzone. Mi piace il senso dell'atmosfera che certi effetti riescono a suggerire. Posso dare la colpa ai Pink Floyd per questo. Nessuno può fare meglio dei loro anni '70. Più tardi arrivarono i Radiohead, che utilizzarano la voce come un altro strumento e non necessariamente come elemento guida.



5. Ci puoi spiegare l'esatto significato del titolo dell'album? Sembra adattarsi bene alla vostra musica...

- Suppongo abbia molteplici significati. Quello fondamentale è che la maggior parte delle canzoni affrontano alcuni aspetti oscuri della vita. Il secondo riguarda il concept scientifico sulla "materia oscura", quindi, questa ipotetica spiegazione per la massa dell'universo. Qualcosa che "riempie" lo spazio tra le molecole. E in questo senso, la malinconia e l'oscurità sono cose che uniscono tutti. E, infine, sullo stesso piano, l'idea che sta negli aspetti oscuri della materia, importanti da affrontate. La copertina porta il concept su un ulteriore livello, con la sua caotica prospettiva astratta e le sue grandi aree di nero rappresentanti la materia oscura di cui accennavo prima.

6. Nel vostro songwriting ci sono alcune evidenti somiglianze con i grandi Pink Floyd oppure Porcupine Tree, Steven Wilson. Inoltre, trovo sorprendente che ogni singolo musicista su questo "Dark Matters" abbia una forte personalità. Insomma un lavoro che racchiude la "dinamica" giusta e anche molto potente.

- Sarebbe inutile non riconoscere l'influenza di Steven Wilson in questo disco. Quando conobbi il suo lavoro (intorno al 2004), per me, fu un momento rivoluzionario. Stavo cercando di trovare il mio modo di fare musica e quel ragazzo faceva esattamente quello che volevo fare anch'io con i suoni. Da allora ho seguito il suo lavoro e mi sono identificato molto nelle sue opinioni sulla musica. Questi aspetti che hai citato tu, come per esempio la dinamica, sono cose che ho imparato ad apprezzare ascoltando le sue produzioni. Ma sono sicuro che la gente da quando abbiamo iniziato a svelare il nostro materiale più recente, noterà una serie di nuovi trucchi.

7. L'opener "The Absolute Truth" è uno dei miei brani preferiti. Questo pezzo mi emoziona particolarmente! Di cosa parla? Hai qualche parola da spendere su Bruce Soord e la sua performance vocale?

- Sono contento di leggere le tue considerazioni. Questa canzone descrive uno dei miei problemi più importanti, cioè il senso di individualità, personalità. Il testo sembra essere scritto da qualcuno che tratta le persone come pecore. Potrebbe essere un insegnante, un prete o un politico, per esempio. E la parte finale parlata è stata concepita per rafforzare questa idea. Ho chiesto ad alcune persone di immedesimarsi nel carattere di chi vive questo aspetto triste della vita. La cosa più affascinante per me è la presenza di Carl Honoré, lo scrittore del fantastico libro "In Praise of Slow", la storia narra di un padre che si vanta del piccolo figlio, al quale le prime parole dette sono state "Sbrigati". Questo è esattamente ciò che descrivono i libri di Carl, combattono contro la cultura della velocità. A proposito di Bruce Soord, sono in contatto con lui (on-line) da qualche anno, ma in realtà la collaborazione si è materializzata dopo che noi realizzammo un remix dei The Pineapple Thief incluso in uno dei loro EP's ("Show a Little Love"). Questo è stato un grande onore per noi! Lui ci ha aiutato quando gli abbiamo chiesto di cantare su questo nostro disco. Tra l'altro, se i lettori della tua webzine non conoscono i The Pineapple Thief, dovranno cercarli subito. Sono incredibili!



8. Perché la decisione di utilizzare la voce femminile? Da dove arriva la vostra ispirazione per i testi?

- Hm, non era un qualcosa di pianificato. Quando ho iniziato, nel 2003, ho incontrato Cristiana e mi sembrava molto interessante lavorare con una cantante, e tra l'altro era qualcosa che non avevo ancora provato. A proposito dei testi, vorrei poterne scrivere di più e migliori. Il talento vero per la scrittura lo ritrovo nei miei due amici Lilac Harel e Soumya Sen.

9. Sei ottimista sul futuro del nostro mondo?

- Potrebbe suonare un po' ironico detto da uno che scrive musica da un punto di vista "dark", ma sì, sono ottimista. Condivido l'opinione che viviamo nella migliore possibile era, e la maggior parte delle cose brutte che si vedono tutti i giorni è molto più probabile si possano superare, dal momento che attualmente abbiamo una migliore comprensione di queste problematiche rispetto ai nostri antenati.

10. Parlando di musica Prog. Conosci qualche band italiana degli anni '70? Come ad esempio: Museo Rosembach, Goblin, PFM, Le Orme, Area, Il Trono dei Ricordi, New Trolls...

- I primi quattro che hai scritto sono tutti a me familiari. Specialmente i Goblin, amo le loro colonne sonore. Mi piace ascoltare la musica rock-progressive da tutto il mondo, specialmente le band degli anni 70. Comunque mi metterò alla ricerca degli altri gruppi che hai citato. Sono anche molto appassionato delle colonne sonore dei film italiani. Non vedo l'ora di andare in Italia e prendere alcune di queste su vinile. Sarà una favola!



11. Come fan di musica sperimentale/progressiva, quali sono secondo te i must per tutti coloro che cercano di allargare i propri orizzonti musicali?

Se siete nuovi ascoltatori di questo genere, allora, tutto ciò che dimora nella discografia dei King Crimson è un must. Ma se l'idea è quella di catturare vibrazioni diverse, vi elenco alcuni album che significano molto per me:

Refused - The Shape of Punk to Come
The Dave Brubeck Quartet - Time Out
Christian Scott - Yesterday You Said Tomorrow
North Atlantic Oscillation - Fog Eletric
I Mother Earth - Quicksilver Meat Dream
Som Imaginario - A Matança do Porco

Ce ne sono tanti altri, ma questi sono alcuni che la mia mente sta ricordando maggiormente.

12. Quali sono le prospettive per te e la tua band?

- Stiamo cercando di diffondere al meglio "Dark Matters" in modo da crearci un audience e nel corso di quest'anno cominciare il lavoro su un nuovo album, che ho già scritto su diversi demo. Sono anche in programma un paio di EP's che conterranno materiale extra uscito dalle sessioni di "Dark Matters" (oltre alle bonus tracks in vendita su Bandcamp). Mi piacerebbe girare un video... Staremo a vedere!

13. Grazie mille per l'intervista.

- Grazie mille per l'interesse e il supporto. E' la nostra prima lunga intervista per il web, quindi sono sicuro che ce la ricorderemo con affetto negli anni a venire. Facciamo in modo di rimanere in contatto! Ciao!



CONTATTI:

facebook.com/worldengine
worldengine.bandcamp.com/album/dark-matters
soundcloud.com/worldengine

WORLDENGINE line-up | musicisti:

Valmor Pedretti Jr., Cristiana Camboim, Lilac Hare, Soumya Sen, Frank Heim, Brenno Di NapoliPaul Schereier,Christian Mann, Vinícius Möller, Roar Brattas, Andrio Maquenzi, Alex Wilmer, Russell Lee.

RECENSIONE:
WORLDENGINE "Dark Matters" CD 2013 - autoprodotto



Nessun commento:

Posta un commento