lunedì 11 marzo 2013

Recensione: PLASTIC VIOLINS OF DARKNESS
"Plastic Violins of Darkness"
CD 2013 - autoprodotto




Un bel disco quello di PLASTIC VIOLINS OF DARKNESS, one man band proveniente da Lipsia (Germania). Queste quattro song strumentali si dispongono su territori ampi, sconfinati, adatte a ciascun fan del post rock, southern rock, doom, stoner. Ogni singola influenza confluisce nel sound del progetto portando le diverse parti a mescolarsi ad uno spiccato senso psichedelico che dona spessore alla pasta dell'intero lavoro.
Trovo che tutto ciò funzioni molto bene in relazione alle parole finora espresse. Plastic Violins of Darkness cattura l'essenza camaleontica del musicista in questione e questo suo attingere da moduli variegati giova sulla forma canzone. Le note lente, dolenti, si immergono nell'acido lisergico, condizionando positivamente ogni attento ascolto. Impossibile non sentirsi coinvolti e attratti dalle proiezioni cosmiche di "Oculus Non Vidit, Nec Auris Audivit" o "Triskaidekaphobia". "Plastic Violins of Darkness" ha un preciso principio-guida: suscitare sensazioni forti e che, contemporaneamente, non siano banali. Un viaggio che consiglio a tutti. Davvero particolare. Dalla sua pagina bandcamp potete ascoltare, scaricare gratuitamente l'intero album.

Contatti: plasticviolinsofdarkness.bandcamp.com

"PLASTIC VIOLINS OF DARKNESS" TRACKLIST: Oculus Non Vidit, Nec Auris Audivit, Triskaidekaphobia, Götterspeisedämmerung, Eigenwelt.


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