martedì 11 dicembre 2012

Recensione: ARKTAU EOS "Unworeldes"
Lp 2012 - svart records




L'universo non può né disgregarsi, né morire, ciò che lo compone non può essere soggetto ad eliminazione. Il giorno e la notte dormono sul principio di una fine imminente. La fine non è altro che un processo di epurazione e trasformazione delle esistenze, ma essa non distrugge le medesime. Nel caos della dissoluzione appaiono i finlandesi ARKTAU EOS. Il loro vibrare è un eco che proviene dall'aldilà, un tetro divenire che fluttua su spazi trascendentali... Nel loro mondo le anime non mangiano e non bevono, l'assorbimento è un processo inverso e non avviene tanto per masticazione, deglutizione, quanto per respirazione. Il dolore non è che un pasto nudo, un orgasmo sensoriale capace di far confluire diverse energie su ambientazioni drone e dark ambient dove ogni sterile essere vivente può annullarsi, dove i semi non prolificano. Questa opera è un esperienza con tutto il suo corollario di speranze ed illusioni, preoccupazioni morbose, suoni che sapranno tenervi lontani da un mondo materiale ormai stanco, pulsazioni che mantengono in vita la vostra anima invecchiata. Il dramma della psiche umana giace qui e provvede per il prossimo avvenire. "Unworeldes" ti accoltella nell'anima. Immensi!

Contatti: facebook.com/pages/Arktau-Eos/123979047646990

"UNWORELDES" TRACKLIST: The Cypress Watcher, Cove of the Seven-Winged, Black Leaf Gaze, Geometry of Emptiness


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