sabato 22 dicembre 2012

Intervista: DECLINE OF THE I - "NELL'INIBIZIONE DELL'AZIONE"






IL FRANCESE A.K. ELABORA UNA MUSICA MOLTO PROFONDA E RICERCATA. IL MUSICISTA METTE IN PRIMO PIANO IL FASCINO PER LA PSICHE UMANA E LO STUDIO MESSO IN ATTO DA HENRI LABORIT. ANCHE PER QUESTI MOTIVI IL SUO PROGETTO DECLINE OF THE I, ASSUME LE SEMBIANZE DI UNA BESTIA CHE DIMORA NELLA GABBIA NASCOSTA DELL'ANIMA. HO TROVATO DI FRONTE A ME UN UOMO CONVINTO DEL SUO ESSERE, DELLA SUA MUSICA E DELLA PARTICOLARE CREATIVITA' CHE LO CONTRADDISTINGUE. A LUI LA PAROLA...

1. Decline of the I, è il tuo nuovo progetto musicale... Ci potresti dare una breve descrizione?

- Ho creato questo progetto alcuni anni fa, come un seguito al mio progetto solista precedente Love Lies Bleeding che era più incentrato sul Symphonic Black Metal. Negli ultimi sforzi c'erano già alcune sperimentazioni, ma in realtà volevo qualcosa di diverso, ne avevo bisogno. Così ho deciso di creare Decline of the I (piccola storia: c'è già una canzone intitolata "Decline of the I", nell'ultimo disco dei Love Lies Bleeding). Queste sono le informazioni importanti da sapere.

2. Sei stato membro di altre band?

- Sì, suono nei Merrimack, Vorkreist, Neo Inferno 262, Malhkebre... e ho suonato nei Diapsiquir, Eros Necropsique, Corpus Christii.

3. Puoi dirmi qualcosa sul tuo album "Inhibition"?

- Volevo fare un lavoro sulla ricerca di Henri Laborit, una ricerca sui responsi alle aggressioni. Metti un topo in una gabbia. Un segnale acustico avverte che la gabbia sarà elettrificata. Vi è uno spazio nella gabbia, dove non ci saranno scosse elettriche. Dopo un po', il topo capisce, e non appena sente il segnale corre verso il luogo sicuro. Misuriamo la sua salute: nessun problema, sta bene. Quindi, questa è la prima reazione a un'aggressione: la fuga.

Seconda esperienza: la stessa alla prima previsione, ma questa volta non c'è un posto sicuro nella gabbia. Così il topo non può sfuggire e riceve le scosse elettriche. La sua salute è diminuita dopo un po', sta per morire... Seconda reazione: inibizione dell'azione.

Terza esperienza: uguale alla seconda, ma abbiamo messo un secondo topo in gabbia. Quando questa è elettrificata i due ratti si combattono. Non cambia nulla alla quantità di scariche che ricevono. Proprio come la seconda esperienza . Ma, c'è qualcosa di molto interessante: dopo un po', la loro salute è ancora buona! Terza reazione: la violenza.

E' una dimostrazione che ciò che uccide il topo nella seconda esperienza non è la scossa elettrica, ma l'impossibilità di fare qualcosa: egli puo' agire e, nella terza esperienza, anche se le azioni dei due ratti sono inutili, a loro non torna l'energia contro se stessi, in quanto agiscono. La cosa peggiore nella vita è di essere nell'inibizione dell'azione, essere bloccato. E noi siamo inibiti nella nostra vita di tutti i giorni: la società, la morale, la religione, la famiglia, ecc... Tutte queste strutture possono essere la nostra gabbia elettrificata, che non da scampo, eccetto la Follia o l'Arte.



4. Il suono che hai con Decline of the I per certi aspetti si può associare alla scena depressive black metal che negli ultimi anni è cresciuta molto. Per te, quali sono le differenze tra Decline of the I e gli altri gruppi su questo filone?

- Ad essere onesto non conosco molto bene quella scena e tutte le band che ho sentito, per me, erano piuttosto noiose. Non sono così contento che Decline of the I lo si riporti a quella scena, ma in ogni caso, è il tuo punto di vista... La differenza principale rispetto a loro è che io non sono più un adolescente quindi riservo solo interesse verso la profondità della psiche umana e non mi piango addosso o sulla mia vita, immaginando di uccidermi guardando la luna... Sono troppo vecchio per queste stronzate...

5. Perché l'inserimento di questo scenario oscuro all'interno della tua musica?

- Mi dispiace, non capisco la domanda...

6. Da dove prendi le tue influenze nello scrivere musica? Le atmosfere sono incredibili! A mio parere hai raggiunto un buon livello su di un'arte brillante. Sei soddisfatto di tutto ciò?

- Grazie! In effetti, sì, sono molto orgoglioso di quello che ho fatto. Non è una questione di buona musica, di musica migliore rispetto agli altri... E' solo una questione di adeguazione tra ciò che sta dentro di me e quello che riesco ad esprimere con il mio lavoro. Corrisponde, dal mio punto di vista. La mia musica è il riflesso del mio "IO" interiore. Quindi, queste sono le influenze più profonde nel comporre. Naturalmente ci sono gruppi o altra musica che mi influenza: posso citare Neurosis, Manu Le Malin, Burzum ecc..., ma non so se senti tutto ciò all'interno delle mie sonorità.

7. Il concetto alla base del nome Decline of the I è molto interessante, ci puoi spiegare come sei arrivato a prendere questa scelta?

- Ci sono un sacco di significati che stanno dietro questo nome. Alcuni sono molto personali. Se lo traducono in francese, è l'anagramma di qualcosa di molto vicino a me. E' anche il nome di una canzone dall'ultimo album di Love Lies Bleeding, il mio progetto solista precedente. Viviamo in un mondo che volge al termine, una fine precoce, ed è ovvio che la visione di ciò che è il sé, è uno dei motivi della nostra fine. Incapace di sentire un'empatia reale, siamo solo preoccupati di trarre sempre più piacere, sempre e più velocemente. E' solo fottutamente triste... Questo è uno dei significati del nome Decline of the I. Da un altro punto di vista, si può vedere in modo più ottimista. Una delle poche questioni soteriologiche sarebbe quella di accettare una solubilità del sé allo spazio dall'individualità. Non sto parlando di cose hippy, come il collegamento con l'amore della Terra o merda del genere. Solo per sentire il collegamento a una maggiore energia, alla vita, come lo descrive Nietzsche. Passare attraverso noi stessi, sentire quella inondazione che dobbiamo accettare. Amor fati, in altre parole...



8. Decline of the I si distingue da qualsiasi altro progetto metal, qual è la forza che muove tutto ciò?

- Il mio punto di partenza era una necessità. Non per suonare o comporre musica, ma esprimere qualcosa che avevo dentro di me. La mia lettura del lavoro di Laborit è stato anche uno strumento che mi ha aiutato in questo progetto, quindi, non è stato il tipico punto di partenza legato al Metal... Per questo il risultato può sembrare originale e distinguibile.

9. Scrivi tu la maggior parte della musica/testi per Decline of the I, oppure ci sono altri membri nella band con cui componi?

- Ho scritto tutta la musica, arrangiamenti, e alcuni dei testi.

10. Una delle mie canzoni preferite dell'album è "Mother and Whore"... Mi chiedevo se c'è una sorta di doppio significato dietro il titolo di questa canzone.

- Non direi che c'è un doppio significato. E' la dualità tra queste donne che attrae ogni uomo, uomini che vogliono vedere e incontrare tutto ciò dal vivo. Essi immaginano che un mix tra una madre e una puttana possa essere perfetto per innamorarsi. Ma la realtà non è così semplice come nelle fantasie.

11. Hai in programma di fare concerti dal vivo a supporto dell'album?


- Nessun piano al momento, e non so se un giorno ne farò uno del genere . Ma se succede, è chiaro che non sarà un semplice concerto regolare.

12. Ok, non ho altre domande, puoi concludere l'intervista. Grazie!

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