lunedì 22 aprile 2013

Recensione: ROB ZOMBIE "Venomous Rat Regeneration Vendor"
CD 2013 - roadrunner | roud & proud




Chiudetevi a chiave ROB ZOMBIE è tornato! Ancora terrore, sangue e delirio per un uomo che nasconde troppi segreti, orrori e cadaveri. Negli ultimi anni salito alla ribalta grazie ai suoi horror movie nei quali ha riversato la stessa personalità/creatività eclettica messa già in atto nei grandi White Zombie (negli anni '90), e successivamente rivisitata nella pirotecnica carriera solista. Impossibile resistere al fascino macabro di questo artista: nella prima opera cinematografica del 2002, "La Casa dei Mille Corpi", se ne venne fuori con questa leggenda sul "dottor satana" e su una famiglia di psicopatici dedita al cannibalismo misto a rituali demoniaci (senza dimenticare il pazzo Capitan Spaulding), nel 2005 fu la volta della sanguinosa pellicola "La Casa del Diavolo" dove diede vita alla spietata famiglia Firefly, decise poi di andare oltre, ridimensionandosi sulla strada del remake con i due capitoli sul terrificante Michael Myers: "Halloween - The Beginning" (2008) e "Halloween II" (2009). Quattro feroci incubi visionari nei quali Rob Zombie scatena una scia di orrore e morte indescrivibile. Nell'attuale 2013 fa il botto con l'uscita nelle sale del nuovo film "Le Streghe di Salem" e la pubblicazione dell'ultimo album "Venomous Rat Regeneration Vendor", entrambi in arrivo ad Aprile. Fin dalla sua nascita Zombie mette in luce una natura malefica ma nello stesso tempo distintiva, e ancora oggi elabora la sua ricerca mediante il male della contemporaneità. La caratteristica principale che lo rende unico è la sua talentuosa unicità. Nessuno suona allo stesso modo! Lui è fiero della sua arte perché è "sua" a tutti gli effetti, è inedita, mai noiosa. Se un pagliaccio diverte la propria platea, Zombie è l'esatto riflesso opposto indossando lo stesso sporco vestito sbiadito dagli anni (lui viene davvero da una famiglia circense). La maschera del cantante/regista è inquietante, ambigua, disegnata su tratti marcati. La forza di "Venomous Rat Regeneration Vendor" è quella di incarnare visioni distorte, acide, attraverso un groove perforante. Per spiegare la sua follia omicida, Rob si serve di alcuni brani ben riusciti come l'opener "Teenage Nosferatu Pussy" (sempre lenta, diretta e d'impatto, perfetta per aprile l'album), la ballabile "Revelation Revolution" (caratterizzata da un'energia decisa, suggestiva e coinvolgente), la squilibrata "Gong Gang Gong De Do Gong De Laga Raga", "Rock And Roll (In A Black Hole)" forgiata su atmosfere electropunk, metal, bombastic è "White Trash Freaks", mentre la veloce "Lucifer Rising" si rivela con riff/solos che spazzano via ogni dubbio sulle qualità compositive del gruppo americano. Oltre al notevole lavoro vocale di Zombie, emerge la bravura del suo braccio destro (il chitarrista John 5). Ad ogni brano si può accedere con una differente chiave di lettura. Bella la cover dei Grand Funk Railroad ("We’re An American Band"). Pur muovendosi in un contesto mainstream, Rob Zombie dimostra nuovamente la sua grande visione d'insieme, uno scenario sonoro drogato dall'ossessione macabra per freak, clown, donne seducenti e pervertite, personaggi privi di arti, immagini deliranti; consumando così l'armamentario industrial- rock, fumettistico e cinematografico 'proibito' tipico degli anni '70. Questo controverso personaggio è un folle squinternato intelligente nel reinventarsi ad ogni nuova occasione. Il male è qui. Cammina tra noi.

Contatti: robzombie.com

"VENOMOUS RAT REGENERATION VENDOR" TRACKLIST: Teenage Nosferatu Pussy, Dead City Radio and the New Gods of Supertown, Revelation Revolution, Theme for the Rat Vendor, Gong Gang Gong de Do Gong de Laga Raga, Rock and Roll (in a Black Hole), Behold! the Pretty Filthy Creatures, White Trash Freaks, We're an American Band, Lucifer Rising, The Girl Who Loved the Monsters, Trade in Your Guns for a Coffin.


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