venerdì 12 aprile 2013

Intervista: THE AMENTA - "EVOLUZIONE DISTRUTTIVA"






GLI AUSTRALIANI THE AMENTA RAPPRESENTANO UNO DEI GRUPPI PIU' INNOVATIVI, AGGRESSIVI DELL'INTERA SCENA METAL MONDIALE. OGNI LORO ALBUM E' UN PASSO IN AVANTI, UNA FORZA DISTRUTTIVA CAPACE DI ABBATTERE I POSSIBILI LIMITI, BARRIERE. HO AVUTO IL PIACERE DI CHIACCHIERARE CON TIMOTHY PAPA, MEMBRO FONDATORE DELLA BAND. RINGRAZIO STEFFIE GIROT DELLA LISTENABLE RECORDS, ETICHETTA CHE HA PUBBLICATO NEL 2013 IL DEVASTANTE "FLESH IS HEIR".

1. Parlaci del nuovo album, "Flesh Is Heir". Cosa vi eravate riproposto di realizzare?

- Per noi "Flesh Is Heir" è un album molto interessante. Tutti i nostri lavori sono la rispettiva progressione dal nostro passato, come fosse un rifiuto di ciò che è stato precedentemente, e "Flesh Is Heir" non è diverso in questo. Come sempre, abbiamo voluto allungare le nostre ali, provare nuove idee e suoni. Siamo stati costantemente considerati come una band "industrial", molto fredda e clinica. Penso che questo album sarà un modo per far cambiare tale percezione, è un disco più organico e umano. Non sono un vero fan dell'industrial tag e credo che su questo full-length sia stato molto più difficile applicarlo. Ci sono ancora un sacco di parti elettroniche nel nostro sound, ma abbiamo cercato di mettere in evidenza il lato umano della nostra musica, con tutti i difetti e le stranezze associati all'essenza umana, appunto.

Il tema dell'album è molto personale, quindi la musica doveva rifletterlo. Penso che questo disco continui il viaggio dei The Amenta. E' un album oscuro ed estremo, ma mostra anche un nuovo e più fiducioso lato della band. In questi anni abbiamo sperimentato molto le nostre tecniche e la nostra visione è sempre in crescita e più raffinata. Io penso che "Flesh Is Heir" è un eccellente introduzione ai The Amenta, soprattutto per chi non ha mai sentito parlare di noi, mentre ai vecchi fan farà vedere una nuova svolta, sorprendente nel suo corpo. Questa è una dichiarazione originale e unica. Questa è vera arte. Credo davvero che sia il miglior album che la gente possa ascoltare nel 2013.

2. Come descriveresti l'approccio alla scrittura del nuovo album? Come si è evoluto il songwriting nel corso degli anni, dal primo "Occasus"?

- Non ci sono stati cambiamenti significativi nei nostri processi compositivi successivi a "Occasus". Siamo costantemente alla ricerca di nuovi stimoli per mantenerci ispirati durante la scrittura di un nuovo album. Noi, più precisamente, vogliamo trasmettere agli ascoltatori tutto ciò che ci ispira, le nuove idee, come una sfida su tutto ciò che si conosce. Abbiamo scoperto questo per caso, trascorrendo cinque anni a scrivere "Occasus". A quel tempo imparammo molto dalle nostre registrazioni e dal sound design. Poi, andammo in tour molto presto per promuovere "Occasus", ma purtroppo tutta la nostra roba venne rubata dal retro di un locale. Perdemmo un sacco di strumenti, tra cui alcuni synth importanti per riprodurre il sound di quel disco. Mentre accadeva tutto questo, si accumulava esperienza e penso che alla fine sia stato anche un cambiamento molto positivo. Tale esperienza ci ha costretto a stare lontani dall'utilizzo di certi suoni per il secondo album, "n0n". In pratica, ricominciammo da capo e imparammo ad utilizzare nuove attrezzature, utilizzammo pochi strumenti per "n0n", perché lo realizzammo con soft-synth e plugin per computer, sostituendo così gli effetti a pedali ecc... Insegnammo molto a noi stessi sulla programmazione complessa e penso che tutto ciò ebbe un effetto molto positivo sul quell'album .

Arrivando alla scrittura per "Flesh Is Heir", cercammo ancora qualcosa di nuovo. Per rimanere onesti con noi stessi, la motivazione fu quella di evitare il lavoro/l'impegno necessari per creare un album della densità di "n0n". Infatti, per quel disco spendemmo mesi e mesi sugli effetti e fu molto sfiancante. Quindi, per il nuovo full-length, volevamo sperimentare idee più immediate e veloci, mettere a fuoco/catturare la magia di un'idea per poi farla divenire, senza pensare più di tanto ad essa, senza aggiungere tante modifiche, lasciarla spontanea per non seppellire l'idea originale. Tutti i nostri pezzi sono stati creati con quest'idea di immediatezza. I miei samples e le parti effettate, per esempio, sono state registrate quanto più "live" possibile, mentre con "n0n" avevo programmato meticolosamente ogni piccolo effetto/distorsione, trascorrendo mesi per costruire la giusta densità su ogni canzone. Questa volta invece, sono arrivato nella sessione di registrazione con una vasta gamma di campioni ottenuti con materiale più spartano, piccoli frammenti di registrazioni di alcuni compositori moderni. Usando il mio live setup ho creato questi samples e quindi programmato tutto tramite il controller della tastiera per disporre i vari effetti. Così ho suonato in modalità live, tenendo sotto controllo gli effetti come: distorsione, time stretch, pitch e delay. Penso che il risultato finale sia un sound molto più umano e biologico. Credo che abbiamo catturato (e mantenuto) la magia dell'ispirazione originaria.



3. Che cosa rappresenta per voi "Flesh Is Heir"? Come si collega al concept generale dei The Amenta?

- "Flesh Is Heir" è un altro passo in avanti nel nostro cammino. Noi, come artisti, siamo impegnati a spingerci oltre i nostri limiti e testare ciò che siamo capaci di fare. Tutti i nostri album hanno rappresentato un'istantanea perfetta del modo in cui le nostre menti hanno lavorato in quel preciso momento. Non siamo più le stesse persone di un tempo, quando abbiamo scritto "Occasus". Ovviamente la nostra musica ha bisogno di cambiare per riflettere tutto questo. Il ruolo dell'arte è quello di mappare il subconscio dell'artista nella sua forma più pura, ciò che sta realmente facendo, mostrando le crepe e i difetti, quindi il lato umano dell'essere.

Questo è uno dei motivi per cui amo l'espressione estrema dell'arte. E' molto più difficile tenere tutto insieme, come assolutamente imprevedibile; ed è così che successivamente le crepe cominciano ad emergere. È possibile ottenere una migliore comprensione dei difetti dell'essere umano. Il nostro obiettivo è quello di continuare a spingerci oltre, cercando di rompere ogni controllo, per far venir fuori la nostra umanità e farla risplendere. Dopo aver familiarizzato con i suoni e le modalità di "n0n" abbiamo richiesto a noi stessi qualcosa di nuovo e spaventoso, al fine di, ancora una volta, spingerci al limite. Attualmente, "Flesh Is Heir" è quel limite. Il nostro prossimo album sarà ovviamente un lavoro completamente diverso da questo e sarà una fotografia del subconscio futuro, così come "Flesh Is Heir" ci rappresenta ora.

4. "Flesh Is Heir" è una progressione molto naturale da "nOn". Come pensi che la band sia cambiata/progredita dall'ultimo album?

- E' cambiata come siamo cresciuti e cambiati noi, così è cambiato anche il nostro subconscio. L'essere umano è una creatura piuttosto notevole in quanto può abituarsi a tutto. Se metti enormi quantità di stress sulla tua mente alla fine la mente si adatterà e abituerà allo stress. Così abbiamo ri-arrangiato il nostro cervello con "n0n", proprio come ora abbiamo fatto con "Flesh Is Heir". I nostri metodi sono cambiati, come sempre devono tenersi freschi. Prima lucidavamo e perfezionavamo le nostre idee per essere perfetti, questa volta abbiamo lasciato brillare le idee nella loro ruvida gloria. Il cervello fa cose notevoli quando si permette di esprimere l'inconscio, diverse idee vengono fuori con la comprensione della mente. Questa è la parte interessante. Questo è l'umanità dell'individuo.

"Flesh Is Heir", musicalmente, mostra una band più fiduciosa. Con i nostri album precedenti abbiamo registrato senza una line-up, senza testare una line-up da tour. Con questo disco invece, siamo stati in tour con l'attuale line-up, girando per alcuni anni prima ancora di cominciare a scrivere. Ci conosciamo molto bene, anche nella personalità e, soprattutto, siamo a conoscenza dei reciproci punti di forza e debolezza. L'album racchiude su misura questi punti di forza, consciamente o inconsciamente. Trascorrendo abbastanza tempo con i nuovi ragazzi, sono stati in grado di capire l'etica e l'estetica che giace dietro i The Amenta, così, quando abbiamo iniziato a scrivere, erano tutti consapevoli di quanto ci si aspettava. Le idee , le prestazioni dovevano funzionare per creare un album migliore. In tal senso è stato un lavoro molto facile da creare.

5. Il vostro sound è molto intenso. Già dall'inizio della composizione volevate fare qualcosa di diverso, piuttosto che limitarvi a strutture death, black, industrial?

- Sì e no. Non abbiamo mai deciso di rifiutare deliberatamente le strutture death e black metal o anche il genere chiamato "industrial". Ascoltiamo una vasta gamma di musica diversa e siamo ispirati da innumerevoli artisti così non abbiamo voluto impostare delle regole. Ma d'altra parte, le idee che sono eccitanti le utilizziamo. Tutto ciò che sembra interessante o originale è fonte di ispirazione per noi. Quindi, da un processo di selezione quasi naturale, abbiamo iniziato il nostro lavoro, qualcosa di più unico rispetto al semplice "death metal" o "black metal". Come ho detto prima, è il ruolo dell'arte a mappare il subconscio dell'artista. Noi non siamo deathster e non siamo dei blackster. Siamo persone che amano la musica estrema in tutte le sue forme, così, ovviamente, quando cerchiamo di mappare la nostra mente i suoni saranno sempre un po' più disparati.

Penso che se effettivamente decidi di essere una band "death metal", allora sarai gravemente limitato. Perché impostare questo tipo di norme e regolamenti nella vita artistica? Non è meglio creare solo ciò che sembra giusto e buono per le proprie orecchie? Quest'ultimo è il nostro pensiero comune. Meglio che siano altre persone a fornire una descrizione del nostro genere. Solo chi ascolta deve definire, mentre il ruolo dell'artista è di creare.



6. Come descriveresti il vostro stile musicale?

- L'unica descrizione che si adatta è "musica estrema". Noi non suoniamo in un particolare stile, quindi non ha senso cercare una descrizione di genere. Ogni volta che una recensione cerca di descrivere la nostra musica si finisce sempre in qualcosa di ridicolo, ingombrante. Abbiamo elementi del death e black metal, certo, e ci sono elementi elettronici che si potrebbero confondere con l'industrial, ma c'è ancora molto di più. C'è atmosfera, ci sono percussioni rituali, è musica concreta. Come artista, non spetta a me dirvi come dovrebbe chiamarsi il genere da noi proposto. Se nella musica c'è qualcosa che urla “Industrial-Cyber-Grind-Death-Apocalyspo”, allora va bene. Your ears, your rules. Naturalmente per "estrema" non intendo "più veloce o più tecnica di qualcun'altro". Estrema in quanto è costantemente spinta oltre i confini attraverso la ricerca di nuove idee. Questa è vera musica estrema.

7. "nOn" è stato pubblicato nel 2008. Perché una lunga attesa tra questi due album?

- Ci sono sempre stati lunghi ritardi tra i nostri album. E' qualcosa che stiamo costantemente cercando di ridurre al minimo, ma ci sono alcuni fattori che lo rendono necessario. Il primo è che, come con "Occasus", eravamo davvero fulminati dalla scrittura e il processo di registrazione di "n0n". Ci vuole un sacco di tempo ed energia per creare un album di tale complessità/densità e, dopo che fu completato, l'idea di tornare in fase di scrittura è stata sufficiente a guidare la nostra pazzia. Quindi ci siamo concentrati su altri aspetti della band. Abbiamo intrapreso una lunga attività live, girando tutta l'Australia per quattro o cinque volte, l'Europa tre volte, Nord America una volta e due viaggi (credo) in Nuova Zelanda. Noi non siamo il tipo di band che può scrivere materiale stando in tour. La nostra musica ha bisogno di attenzione e impegno. Se qualche volta abbiamo cercato di scrivere delle linee di chitarra sul retro del nostro tour bus, penso che la nostra musica sarebbe finita nel generico. La sperimentazione e l'innovazione richiede tempo, quindi non abbiamo potuto iniziare a scrivere fino a quando avevamo finito il tour di "n0n".

L'altro ritardo è dovuto al fatto che componiamo solo se siamo ispirati. Le uniche idee che ci ispirano sono quelle innovative, appunto. Tutto ciò che suona come qualcosa che abbiamo già registrato in precedenza non viene utilizzato. Il primo passo per scrivere buona musica è avere l'idea giusta. Ci vuole più di tempo a rompere le abitudini dopo aver passato anni a scrivere/registrare album e suonare le canzoni per centinaia di spettacoli. Perciò bisogna insegnare alle mani a fare cose diverse. Noi sperimentiamo molto nel nostro processo di scrittura. Questo ha l'effetto di rottura per creare nuove idee. Solo una volta che il processo produce una scintilla possiamo iniziare a scrivere nuovo materiale. Dopo "n0n" questo processo è arrivato. Spero che in futuro possiamo accelerare la fase di composizione. Ho già iniziato a scrivere testi sulla base di nuove idee e spero che avremo le musiche sulle quali inserirli.

8. Che temi avete affrontato sui nuovi testi?

- I testi di "Flesh Is Heir" raccontano della lotta tra le due facce della psiche umana. Ogni essere umano ha questi due aspetti nella propria personalità. La prima è quella che abbiamo chiamato The Obliterate. Questo è l'aspetto dell'umano che vuole distruggere il sé, diventando un qualcosa di più grande del sé. Trattandosi di un'entita, "io", porta con sé tutta una serie di problemi e guai. The Obliterate cerca di sfuggire al sé, e quindi i problemi vengono seppelliti nella droga, l'alcol, la religione, la violenza o il sesso. L'altro aspetto della psiche umana è quella che noi chiamiamo The Realist. Il "Realista" è l'aspetto che cerca di distinguere "sé stessi" e "gli altri". Legato a questo aspetto è la lotta per la sopravvivenza. Questo comprende i diversi problemi dei singoli, perciò, cercare di superarli e di conseguenza, ritagliarsi una nicchia di esistenza. Come ho già detto prima, tutti possiedono questi due aspetti, questi impulsi. I testi di "Flesh Is Heir" racchiudono diversi aspetti della vita moderna.

9. Quali sono state alcune delle vostre principali influenze nel corso degli anni?

- Non siamo ovviamente influenzati da altre band. Una band davvero originale e unica non è mai "influenzata" da altri gruppi, ma solo ispirata da loro. Ci sono migliaia di band che troviamo interessanti ma non hanno influenzato la nostra musica, perché non abbiamo mai provato a suonare come loro. La musica, e tutte le altre forme d'arte, devono esprimere il subconscio dell'artista. Non si può esprimere l'unicità della propria mente usando il linguaggio di qualcun altro. Devi trovare il tuo linguaggio. Siamo ispirati da qualsiasi artista che ha trovato la propria strada. Questo potrebbe essere per chiunque, da una band metal ad un regista di film. Ogni artista che ha trovato questo modo unico di esprimere se stesso sarà avvantaggiato nell' ispirazione. Le uniche cose che ci influenzano sono i tanti fattori esterni. La nostra musica è stata anche influenzata dal furto subito durante il tour dopo "Occasus". Siamo stati costretti ad imparare nuovamente come lavorare partendo da zero. La nostra musica è influenzata dalla distanza tra i membri del gruppo. Queste cose sono le influenze, quindi non altre band musicali.

10. Qual è il tuo brano preferito dal nuovo album e perché?

- Al momento è probabilmente "Ego Ergo Sum". Ha un sound piuttosto nuovo per tutti noi e penso che abbia alcuni grandi ganci. Ci sono alcune trame interessanti che la fanno diventare un mostro vivente. E' stata anche molto divertente da registrare. Gli effetti coinvolgono parti di violino acustico e percussioni. Mi piace lavorare su questi suoni molto strani e decontestualizzati. Per me è emozionante il fatto che si può prendere un violino e rendere il suo suono sporco e coinvolgente. Ho ancora i brividi ogni volta che sento quella traccia.



11. "Flesh Is Heir" ha una copertina molto aggressiva. Come ti è venuta l'idea per l'artwork?

- La foto è stata concepita da un nostro amico, Jess Mathews. Negli ultimi anni Jess ha collaborato costantemente con la band. Ha ideato, diretto, girato e montato i nostri filmati per "Vermin" e più di recente per "Teeth". Ha realizzato la foto per la copertina dell'EP "Chokehold" e ha scattato un sacco di foto promo del nostro vocalist Cain [Cressall], ed è così che si è ottenuto il concetto e le idee per la band. Cain e Jess vivono nella stessa città isolata. Abbiamo descritto a Jess le idee per l'album lasciandogli leggere alcuni testi. Lei se ne uscì con l'idea di immortalare una persona mentre vomita queste catene che poi diventeranno il mezzo per strangolarsi. Proprio come tutti noi conteniamo i semi della nostra distruzione, questa persona sta generando tutti suoi problemi. Sta cercando di distruggere se stesso, ma allo stesso tempo è in lotta per rimanere in vita. Penso che sia la perfetta rappresentazione della lotta che emerge dai nostri testi. Siamo davvero felici del lavoro di Jess . Ha catturato l'essenza dell'album, la copertina è molto suggestiva e da l'impressione della musica contenuta nell'album.

12. Come sono state fin'ora le recensioni del nuovo "Flesh Is Heir"? Le critiche da parte degli appassionati? Cosa vorresti che la gente notasse più di ogni altra cosa?

- Finora le recensioni sono state fenomenali. Siamo abbastanza abituati a confondere la gente. Di solito l'opinione ad un nostro album è sempre diversa, oscilla tra quelli che ci amano e chi ci detesta. Per qualche ragione specifica questo album ha ottenuto recensioni positive, quindi siamo molto soddisfatti della risposta degli ascoltatori/addetti ai lavori. Le persone stanno riconoscendo il nuovo passo in avanti della band e credo che la tavolozza più organica sia stata in grado di sorprendere le persone stesse. Stiamo ricevendo un sacco di complimenti per il songwriting che è davvero assassino. Diverse persone sono state molto entusiaste della prestazione di Cain. Il ragazzo è il miglior frontman che abbia mai visto. In lui abitano alcuni personaggi piuttosto bizzarri. Oltre alla musica proposta, l'altra cosa che vorrei è che la gente notasse di più i nostri testi. Purtroppo in questa epoca digitale le persone non prestano più attenzione alle lyrics. E' un peccato perché un sacco di significati della band sono contenuti nei testi. Certo, non mi sto lamentando. In realtà stiamo diffondendo questa musica per noi stessi. Se qualcun altro cerca di scavare più affondo per qualsiasi motivo, allora questo è solo un ulteriore bonus.

13. I The Amenta sono emersi come una delle più importanti band metal del mondo. Quali sono i tuoi pensieri sullo stato attuale della scena estrema?

- Mi fa piacere sentirtelo dire. Non credo che siamo leader mondiali nelle vendite, ma credo che siamo sicuramente uno dei pochi gruppi che sono realmente interessati a spingere questa musica in avanti. Il metal estremo è come qualsiasi altro genere o movimento artistico. C'è un piccolo gruppo di pionieri che stanno cercando di trovare nuove direzioni e introdurre qualcosa di interessante nella musica. Il resto sono band che esistono solo per placare l'ego di certi idioti. La maggior parte dei gruppi non ha bisogno di esistere. Il metal quando è eccezionale è trascendentale. Le Bband dovrebbero concentrarsi di più sull'essere personali. Il metal ha un sacco di potenziale in crescita. Come artista non me ne frega un cazzo di quello che altre band stanno facendo, ma come ascoltatore lo trovo molto triste. E' raro che io mi senta soddisfatto ascoltando un album. Tutto quello che voglio è sentire la musica che mi piace per introdurmi a nuove idee. Non credo stia chiedendo troppo.

14. Hai qualche pensiero finale che vuoi aggiungere?

- Vorrei raccomandare "Flesh Is Heir" a chi non è ancora spento dalla mia arroganza. Ci sono due possibilità. La prima è che io sono pieno di merda e, se non altro, si arriva a ridere di mia illusione. L'altra è che questo album è veramente rivoluzionario e rivelerà i suoi segreti nel corso del tempo. Che questo sia il miglior album del 2013. Perciò, personalmente credo che sia la seconda possibilità. Sarete voi a decidere.

15. Grazie per l'intervista!

- Grazie a te per il tuo interesse nei The Amenta e per avermi fornito queste domande.



CONTATTI: theamenta.com - facebook.com/theamenta

THE AMENTA line-up:

Cain Cressall - Voce
Timothy Pope - Samples, Programming
Erik Miehs - Chitarra
Dan Quinlan - Basso
Robin Stone - Batteria

RECENSIONE:
THE AMENTA "Flesh Is Heir" CD 2013 - listenable records



Nessun commento:

Posta un commento