venerdì 26 aprile 2013

Recensione: KING BONG "Space Shanties"
CD 2013 - moonlight records




I milanesi KING BONG nuotano nelle profondità della mente, dimora delle loro liquide composizioni sonore. Un lavoro elettrico, ostico, diluito con acidi allucinogeni. Queste sostanze, indispensabili per raggiungere determinati stati mentali, mantengono amplificate le buone idee, evidenti già nella prima traccia "Even 50 Feet Hamsters Have Feelings". I nostri fanno leva su un sound ovattato per rendersi protagonisti all'interno di "Space Shanties" (terzo album). Le tonalità si disperdono facilmente in componenti "drogate" dall'istinto viscerale, come fosse una folle jam session trascinata da tempeste invisibili ("Of Bong And Man", "Inhale On Main Street"). Difficile trovare dei punti di riferimento stabili nel flusso delle note e delle ritmiche, perché ogni processo tracciato dal trio muta frequentemente ("Kilooloogung"). Poi il groove ritorna lento, opprimente, psichedelico, sfociando volutamente nel magma incandescente ("A.B. Ong", "Cthulhu"). I King Bong dimostrano personalità, così, i diversi elementi cromatici generati invadono tutta l'area dello spazio, riflettendosi ed impastandosi col tono del fondale. L'intero percorso strumentale marca l'atmosfera del disco grazie all'intimità vera di questi musicisti. Interessanti.

Contatti: kingbong.bandcamp.com

"SPACE SHANTIES" TRACKLIST: Even 50 Feet Hamsters Have Feelings, Of Bong And Man, Inhale On Main Street, Kilooloogung, A. B. Ong, Cthulhu.


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