giovedì 18 aprile 2013

Recensione: DEUIL "Acceptance/Rebuild"
CD 2013 - autoprodotto




Il casolare decadente e abbandonato messo sulla copertina di "Acceptance, Rebuild" lascia trasparire un'angosciante atmosfera priva di colore, un edificio dipinto a tinte scure (in bianco e nero), consumato dalla muffa del tempo tiranno. Gli spettri maligni dei belgi DEUIL si servono dell' immaginario desolante per atterrare l'ascoltatore più fragile. Le due lunghe tracce presenti sul disco echeggiano nelle stanze vuote affinché l'anima di ogni dannato si possa distaccare dal corpo per intrappolarsi successivamente all'interno di quel blocco roccioso edificato da perverse entità sconosciute. La band agisce coscientemente sul proprio dolore, mentre le profonde ferite iniziano a sanguinare sotto i colpi taglienti del drone, black metal, sludge. Non esiste via di fuga al martirio, tutto il male giace lì e ci divora fino all'ultimo stato carnale. Questa musica ha il marchio del genere, quello che tutti noi conosciamo molto bene, ma i Deuil attraverso la loro insana volontà danno forma ad una dimensione raccapricciante. Ci sono violente riverberazioni a troneggiare nella permanente oscurità, vibrazioni condizionate dagli stessi musicisti. "Acceptance/Rebuild" non ha nulla di speciale, ma i suoi 30 minuti sono saturi di inquietanti presenze. Sarete voi a giudicarli.

Contatti: deuil.bandcamp.com - facebook.com/wearedeuil

"ACCEPTANCE/REBUILD" TRACKLIST: Acceptance, Rebuild.


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