martedì 4 giugno 2013

Recensione SVARTSYN "Black Testament"
CD 2013 - agonia records




Gli svedesi SVARTSYN (originariamente denominati Chalice) fin dal 1991 nuotano nelle acque torbide degli inferi per elevare la loro essenza maligna, un'immersione che anche oggi raggiunge le profondità degli abissi abbracciando un'oscurità imprescindibile. Dopo diversi album abbastanza prevedibili, i nostri fanno ritorno con "Black Testament", lavoro che mette in evidenza un songwriting più curato e di ben altra qualità espressiva rispetto al passato. Se paragonati a tante altre pessime realtà del genere, gli Svartsyn si posizionano sicuramente su livelli accettabili, cercando in tutti i modi di diffondere energia al corpo dei pezzi. Le raffiche nevrotiche dei riff si insinuano spesso sotto pelle per strappare le viscere dell'ascoltatore. Questo "Black Testament" non verrà considerato un album 'modello' per molti adepti della fiamma nera, ma in parte, riesce a farsi ascoltare. Purtroppo le poche buone idee del gruppo sono contratte dalla lunghezza esasperante dei brani, a tratti noiosi e ripetitivi. Comunque le tempeste bestiali della formazione potrebbero accontentare alcuni appassionati... Quindi, lascio a voi il giudizio finale.

Contatti: facebook.com/pages/Svartsyn/102465529861216

"BLACK TESTAMENT" TRACKLIST: Revelation in the Waters, Venom of the Underworld, Demoness with Seven Names, Carving a Temple, Eyes of the Earth, Rising Beast, Black Testament.


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