venerdì 14 giugno 2013

Recensione: BLACK SABBATH "13"
CD | LP 2013 - vertigo records




Eravate in tanti ad aspettare con l'acquolina in bocca la 'reunion' (se così si può chiamare) dei Black Sabbath con la super star Ozzy dietro al microfono (consumato dal tempo e dalle assuefazioni vissute e passate). Questo miracolo tanto atteso è avvenuto in parte. Dopo la triste perdita del grandissimo Ronnie James Dio e la fine dell'indimenticabile parentesi Heaven & Hell, per molti fan è diventato quasi inevitabile colmare quel vuoto aspettandosi qualcosa di nuovo da parte dei nostri. Se devo essere sincero, recensisco questo diciannovesimo disco solo per il rispetto che nutro nei confronti del loro passato glorioso e per l'amore viscerale nei confronti del 'maestro supremo' Tony Iommi. Recensisco "13" anche perché potrebbe chiudere presto un lungo ciclo storico sul quale gli 'dei' dell' heavy sound hanno costruito le fondamentali basi di un genere musicale. Già a primo ascolto l'album non mi ha trasmesso emozioni speciali, tutto risultava meno convincente, seppur valido, ma il problema principale di "13" affonda in una produzione fuori binario (il suono della chitarra mi ha deluso) e purtroppo le deboli radici delle song prendono linfa da dinamiche prevedibili, ripetitive e a tratti piatte. Mi spiego meglio: i Black Sabbath del 2013 sembrano voler plagiare loro stessi, attraverso un songwriting che cerca di riesumare i tempi migliori, otto composizioni rivestite da similitudini troppo scontate.L'opener "End of the Beginning" fa chiaro riferimento alle tetre/scure ambientazioni dell'omonima "Black Sabbath" dall'esordio discografico, mentre i ritmi ipnotici cavalcati su "Zeitgeist" si nutrono delle allucinazioni acustiche messe in atto sulla bellissima "Planet Caravan" (Paranoid). Questi solo due degli esempi più eclatanti dell'album (e non gli unici purtroppo...). Il produttore Rick Rubin ha semplicemente rovinato/travisato la vera essenza della storia, creando un prodotto mainstream riservato ai più nostalgici, tenendo poca cura dei tanti amanti della qualità. Mi spiace ma questa è la mia sincera opinione. Avrò rispetto eterno per i Black Sabbath ma "13" non mi riserva nulla di veramente contagioso. La freschezza compositiva è ormai lontana e a me non resta che riascoltare i vecchi classici.

Contatti: blacksabbath.com

"13" TRACKLIST: End of the Beginning, God Is Dead?, Loner, Zeitgeist, Age of Reason, Live Forever, Damaged Soul, Dear Father, Methademic, Peace of Mind, Pariah.


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