mercoledì 5 giugno 2013

Recensione: DARK BUDDHA RISING "Dakhmandal"
2 CD | 3 x 12" EP 2013 - svart records




Il dolore latente che scava le note dei finlandesi DARK BUDDHA RISING
non concede un attimo di pace interiore, danneggiando inevitabilmente
chi si condanna in questo paradossale universo. Rispetto al passato il suono complessivo della band è più organico e penso sia il risultato di una scelta voluta e vincente. Non c'è alcun dubbio che fin dal principio abbiano voluto dare a quest'album un impostazione più psychedelic/doom, prediligendo certi toni acustici e introspettivi capaci di risucchiare
la mente in uno spazio temporale fluttuante. I Dark Buddha Rising hanno lasciato maggiore margine di libertà ad ogni strumento e questo a mio avviso è stato un fattore determinante per la riuscita del quinto album "Dakhmandal". Il sound striscia inquieto, oscuro, in ogni circostanza, seguendo l'ispirazione dei musicisti stessi. Musicalmente si manifestano attraverso una maturità abbagliante, un'espressività contagiosa, perché l'immaginazione in certi ambiti musicali può essere sempre il fattore determinante, il mezzo migliore per raggiungere determinati risultati. Tuttavia è quasi un dovere per un compositore spingersi oltre e i Dark Buddha Rising si servono delle potenzialità acquisite per raggiungere la vetta di un vulcano apparentemente silenzioso e inattivo. Amo tutte le incarnazioni del gruppo, per questo motivo, ad ogni ascolto, il viaggio imposto dalla loro teatralità musicale sembra completarsi lentamente, sedato da una malattia invisibile ma lancinante. Questa straordinaria poesia visionaria ha bisogno della vostra piena attenzione. Non credo
sia una cosa saggia ignorarla. Accompagneranno i seminali Neurosis in alcune loro date estive del tour Europeo.

Contatti: facebook.com/pages/Dark-Buddha-Rising/440449585981970

"DAKHMANDAL" TRACKLIST: D, K, H, M, N, L.


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