sabato 29 giugno 2013

Recensione: COAT "Swamp"
CD 2013 - autoprodotto




Questa band esordiente riesce ad emergere dall'ombra facendo leva su un concentrato sulfureo, pregno di un'energia che da spessore alla tensione delle sei canzoni. Così, l'emissione elettrica diventa il mezzo con cui
i COAT (provenienti da Belarus) si ribaltano nel passato, riportandosi
su dinamiche retrò, dall'atmosfera 'vintage'. Non c'è nulla di specifico da evidenziare, nel senso che, nonostante la buona matrice heavy, sludge, doom (quella su cui è principalmente impostato il loro sound), i cinque ragazzi possono solo essere premiati per aver raggiungono dei risultati soddisfacenti con il minimo sforzo. I Coat si impegnano nel songwriting, in modo da far comprendere le proprie intenzioni, le diverse situazioni vissute per raggiungere un simile risultato. Detto questo, non mi sento di criticarli negativamente. Le linee standard del tappeto strumentale non li aiuteranno a differenziarsi dalla massa, ma comunque il debut cd "Swamp" riesce ugualmente a trasmettere delle buone sensazioni. Il mood perfetto si raggiunge solo con l'esperienza, con gli anni, con il mutare delle cose, interpretandole nel giusto modo. Gustiamoci la loro prematura istintività. "Hidden Hands" e "Abstracts" le mie tracce preferite, nelle quali il cantato urlato, abrasivo, riesce a trovare un suo punto saliente di espressione. Dategli un ascolto. A questo punto attendo il prossimo passo... quello decisivo.

Contatti: drapcoat.bandcamp.com

TRACKLISTING: Pure Coat, Hidden Hands, No Regrets, Abstracts, Desertir, Blackness.


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