lunedì 1 ottobre 2018

Recensione: ABORTED "TerrorVision"
2018 - Century Media Records




Gli unici gruppi estremi che durano nel tempo sono quelli validi e capaci di mettersi alla prova. I belgi ABORTED meritano rispetto soprattutto se consideriamo l'elevato tasso di evoluzione raggiunto negli ultimi anni, quindi non solo per il lungo periodo di attività nella scena death metal. Il nuovo full-length "TerrorVision" colpisce in pieno volto facendo leva sull'intensità traumatizzante a cui questi deathster ci avevano abituato con le precedenti uscite discografiche targate Century Media; rimettendo in discussione una concretezza musicale di alto spessore qualitativo, basata su una continua ed inesorabile necessità di corroborare l'aspetto contenutistico del songwriting. La fluidità di esecuzione lascia senza fiato, ma la vera colonna portante delle 11 canzoni sono i riff ispirati che la macchina Aborted produce ininterrottamente per tutti i 45 minuti, chitarre roventi supportate da un'imponente sezione ritmica che, bisogna ammetterlo, non è mai venuta meno da quando il gruppo è stato fondato nel 1995. Qui è l'insieme a risultare vincente e denota di certo un approccio innovativo alla materia del death metal. "TerrorVision è ben più di un album dal buon potenziale: mostra una band in grado di farsi protagonista nel panorama extreme metal.

Contatti: 
goremageddon.be
facebook.com/Abortedofficial 

TRACKLIST: Lasciate ogne speranza, TerrorVision, Farewell to the Flesh, Vespertine Decay, Squalor Operam, Visceral Despondency, Deep Red, Exquisite Covinous Drama, Altro inferno, A Whore d'Oeuvre Macabre, The Final Absolution


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