lunedì 15 luglio 2019

CALL OF THE VOID - "LA VITA E' UNA LUNGA CADUTA"






SI INTITOLA "BURIED IN LIGHT" L'ULTIMO ALBUM DEGLI STATUNITENSI CALL OF THE VOID, PROVENIENTI DA DENVER, CAPITALE DEL COLORADO. UN DECISO PASSO IN AVANTI PER UNA DELLE FORMAZIONI PIU' INTERESSANTI DEL PANORAMA METAL DI OGGI. UN DISCO TENTACOLARE, ATTENTAMENTE LAVORATO E ARRANGIATO, CHE ASPIRA A PERDURARE NEL TEMPO. IL BATTERISTA GORDON KOCH HA RISPOSTO AD ALCUNE MIE DOMANDE.

In che modo siete giunti all'accordo con la Translation Loss Records, e cosa vi ha fatto decidere di firmare con questa etichetta?

- Inizialmente, eravamo in trattativa con Drew Juergens della Translation Loss anche per il nostro primo disco. Successivamente, Drew decise di farci andare verso la Relapse Records e dopo poco tempo riuscimmo a trovare l'accordo con loro. Finora abbiamo pubblicato due LP con Relapse Records e un EP con Translation Loss Records. Drew ci ha creduto fin dal primo giorno, quindi è stata una decisione molto facile da prendere.

Il vostro nuovo disco si intitola 'Buried In Light'. Avete provato a fare qualcosa di diverso questa volta? Mi riferisco alla fase compositiva.

- Due fondamentali novità. Abbiamo deciso di scrivere un concept album sul culto di Heaven's Gate: sul perché le persone abbandonano le loro vite per abbracciare la morte. Volevamo ottenere delle canzoni più oscure dando alla musica più tempo per respirare, aggiungendo profondità all'impatto generale.

Cosa ti rende orgoglioso di questo album?

- La consideriamo la nostra migliore produzione musicale, anche perché tutti avevano una storia da raccontare. Analizzare il dolore, sia fisico che emotivo. Volevamo essere aperti al nostro sentire.

Il titolo di questo album suona piuttosto heavy. Perché lo avete scelto?

- Avevamo commissionato un dipinto al nostro amico e artista Brian D'Agosta dopo aver terminato il processo di scrittura. Eravamo giunti al concept su cui basare i testi, ma solo dopo aver visto l'artwork abbiamo coniato il titolo dell'album. Si adatta perfettamente alla metafora da noi utilizzata, alla luce vivida della vita che ci seppellisce, una vita spezzata e indifesa.

Quando avete iniziato a lavorare al disco? Come descriveresti l'esperienza?

- Dopo i nostri tour con i Trap Them nel 2017 siamo riusciti ad acquistare un sacco di strumenti utili per le nostre registrazioni, e quindi avere la possibilità di lavorare a delle demo, settimanalmente. Le registrazioni ci hanno permesso di ascoltare in maniera obiettiva tutto il nostro materiale senza apportare modifiche cruciali. Volevamo ottenere dei brani più oscuri ma anche più lunghi, con meno elementi grindcore. Per quanto riguarda il concept, una volta deciso il tema da affrontare abbiamo esaminato le nostre vite personali per capire come potevano entrare in relazione con esso. E' sicuramente un trampolino di lancio nella nostra evoluzione come band. Le collaborazioni musicali con JR Hayes, e Blake Harrison dei Pig Destroyer hanno dato gli ultimi ritocchi a questo album. Siamo felici di aver ottenuto quello che desideravamo.

Pensi che questo sia un lavoro con cui l'ascoltatore ”medio” sarà davvero in grado di relazionarsi?

- Assolutamente. Ogni canzone è una vignetta, e ognuna di queste vignette racconta di come la vita può sconfiggere ognuno di noi, e perciò tutto quello che puoi desiderare per vivere è sentirti amato o sentirti parte di qualcosa di importante. Tenere in considerazione il tempo che si impiega per raggiungere e abbracciare certi sentimenti, le persone che decidiamo di seguire per ottenerli. Questo succede a tutti.

Ci sono differenze nello stile vocale rispetto ai vostri esordi?

- Dopo che il nostro primo cantante (Steve) lasciò la band, il chitarrista e membro fondatore Patrick Alberts decise di iniziare a cantare. Ci è voluto un po' di tempo affinché si sentisse a proprio agio in questo ruolo, ma riteniamo che oggi la musica sia migliore rispetto al passato e che la presenza scenica sia molto più minacciosa.

Quali nuovi dischi o artisti hai ascoltato durante il 2019?

- Martyrdod, Aoratos, Ivy Lab/Two Fingers collaboration, Darkthrone, SunnO))). I King Gizzard & the Lizard Wizard stanno facendo un album thrash, e devo dire che sembra fottutamente selvaggio.

Contatti:
callofthevoid.bandcamp.com/album/buried-in-light
facebook.com/CalloftheVoid303

CALL OF THE VOID line-up:
Gordon Koch - Batteria
Patrick Alberts - Chitarra, Voce
Alex Pace - Basso, Voce
Nathan Siegrist - Chitarra

Recensione:
CALL OF THE VOID "Buried In Light" - 2019


Nessun commento:

Posta un commento