martedì 16 giugno 2015

Recensione: GOBLIN REBIRTH "Goblin Rebirth"
2015 - Relapse Records




Da una costola dei leggendari Goblin, traghettati da Claudio Simonetti, sono nati i GOBLIN REBIRTH, nei quali è coinvolta la storica sezione ritmica del Maestro italiano (Fabio Pignatelli al basso e il batterista Agostino Marangolo). La formazione è stata completata con il tastierista Aidan Zammit (vecchia conoscenza per chi segue i Goblin), Giacomo Anselmi (Chitarra) e Danilo Cherni (tastiere). I cinque musicisti riportano in auge con grande maestria il fascino tenebroso delle sonorità dei '70/'80. Avete in mente le atmosfere dei migliori film thriller/horror nostrani di quei tempi? Nel debutto omonimo siamo vicini a quel tipo di sensazioni. E' il mistero a creare una sorta di calamita tra i diversi brani, perché ovunque ci sia qualcosa di ignoto si sviluppa una grande attrazione. I su citati Goblin hanno sicuramente una logica ben precisa, ma il frammento Goblin Rebirth, tolto da quel corpo mostruoso, assume un eccezionale valore di astrazione ambientale. A volte, durante l'ascolto, alcuni ricordi si svelano, e le emozioni mi pervadono. Il resoconto che questi artisti hanno dato del proprio passato è emerso, sotto forma di una serie di istantanee perfettamente delineate, che non di rado combinano la sperimentazione all'eclettismo. In "Goblin Rebirth", l'anima teatrale dell'arte Nazionale possiede un'energia unica. L'etichetta scelta per la pubblicazione del disco è la Relapse Records.

Contatti:

goblinrebirth.bandcamp.com
facebook.com/Goblin.Rebirth

TRACKLIST: Requiem For X, Back In, Book Of Skulls, Mysterium, Evil In The Machine, Forest, Dark Bolero, Rebirth


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