lunedì 18 novembre 2019

IMPLORE - "MAI ARRENDERSI"






NE HANNO FATTA DI STRADA I TEDESCHI IMPLORE, PRIMA DI PASSARE SOTTO LE ALI PROTETTRICI DELLA RINOMATA CENTURY MEDIA. E' UNA BAND CAPARBIA CHE NON HA MAI SMESSO DI CREDERE NELLE PROPRIE POTENZIALITA' DURANTE I PRIMI SETTE ANNI DI ATTIVITA' NELL'UNDERGROUND, UNO DEI POCHI GRUPPI AD AVER DIMOSTRATO TANTA TENACIA E CARATTERE PER RIMANERE COSTANTEMENTE IN TOUR NEL VECCHIO CONTINENTE E IN TANTE ALTRE NAZIONI DEL MONDO. TUTTO QUESTO HA FATTO UN'ENORME DIFFERENZA. IL CANTANTE GABRIEL DUBKO E IL CHITARRISTA EDUARD PETRO SONO STATI I MIEI INTERLOCUTORI.

Ciao ragazzi. Ben ritrovati su Son of Flies webzine. Negli ultimi anni attorno agli Implore si sta addensando l'interesse di molti fan delle sonorità estreme; secondo voi, per quale ragione?

Petro: Probabilmente perché la musica scritta e suonata live dagli Implore è davvero interessante, mi viene da pensare a questo! Abbiamo ricevuto diversi feedback negli ultimi anni, sopratutto per il fatto che suoniamo molto spesso in giro, e questo è stato un punto di interesse per molti fan che hanno deciso di ascoltarci dal vivo, infatti tanta gente è rimasta colpita dalle nostre performance sul palco. Uno dei nostri punti di forza è che siamo sempre noi stessi, sopra e fuori dal palco. Non ci sono pretese, non cerchiamo di essere diversi da quelli che siamo, vogliamo solo divertirci facendo quello che amiamo, rimanendo fedeli a noi stessi e alle nostre idee. Credo che molta gente apprezza questo degli Implore.  

Quale pensi siano le diversità più evidenti rispetto ai precedenti album della band? Quali i punti di forza del nuovo “Alienated Despair”?

Petro: La line-up è in parte cambiata, ma anche i ruoli dentro la band sono stati leggermente modificati. Il punto di forza è senza ombra di dubbio la nostra sincerità. È il disco più onesto che abbiamo mai scritto. Le canzoni sono state sputate fuori senza filtri, lasciandoci guidare dal nostro istinto. Il suono e la produzione sono venuti fuori in base alle sensazioni che ci hanno trasmesso le canzoni. Credo che una produzione più pulita o più sporca non avrebbe dato ai pezzi il suono di cui avevano bisogno. Anche i testi sono cambiati un po', soprattutto perché Gabbo ha scritto in maniera più personale.

Ho notato che gli Implore non hanno mai mantenuto una lineup stabile nel corso degli anni, almeno così mi è sembrato di vedere e capire. Secondo il tuo personale punto di vista, ha influito il fatto di essere continuamente in tour?

Petro: Sì, devo dire che il fatto di essere continuamente in tour ha causato i continui cambi di lineup. Purtroppo non è facile andare in tour così spesso, e questo vuol dire investire tanta energia fisica ma anche mentale, a tal punto che uno rimane senza quando torna a casa. E molto difficile mantenere un equilibrio tra vita personale e vita con la band.  

Gabriel, fin dalle origini hai ricoperto il ruolo di cantante e bassista, oggi solo cantante. Perché questa tua decisione di abbandonare lo strumento a quattro corde? Ti trovi a tuo agio nell'impugnare solo il microfono?

Gabriel: Dopo l’uscita del vecchio batterista abbiamo deciso di rimanere in famiglia. Markus (chitarra) è passato alla batteria e successivamente abbiamo chiesto a uno dei nostri migliori amici di entrare negli Implore. Carol e un bassista incredibile ed è stato naturale passare il basso a lui. Tutto questo ci ha portato a rimanere nuovamente con una sola chitarra. La sua entrata ha fatto bene alla band e in ogni concerto che facciamo mi sento più a mio agio con il microfono in mano e senza il basso.  

E dal punto di vista tematico, di cosa trattano i testi di “Alienated Despair”? Il titolo mi sembra piuttosto chiaro ed esplicito! Chi vi conosce sa a cosa mirate.  

Gabriel: Tutto il concept del disco gira intorno alla pressione sociale che oggigiorno si impone sugli individui. Come questa pressione spinga tanta gente a sentirsi depressa, alienata e, purtroppo, in molti casi porti al suicidio. Il sistema è disegnato per far vincere solo il sistema e far perdere l’individuo.

Avevate fin da subito le idee chiare su che tipo di risultato volevate ottenere con questo nuovo album? In fin dei conti, resta ben marcata la vostra caratteristica e la capacità di scrivere trame distorte e violente degne di nota.

Petro: No... In realtà volevamo solo scrivere un disco onesto. Diciamo che le situazioni personali e collettive ci hanno portato a scrivere un album violento, infatti sia i pezzi che il suono hanno un forte impatto. Abbiamo scritto e registrato questo lavoro in un periodo difficile per tutti. Dopo mesi di inattività scaturita da esigenze personali del vecchio batterista, è andata a finire che lui stesso ha abbandonato la band lasciandoci in una situazione instabile. E' sempre un brutto colpo perdere un membro della band nel momento in cui si riprende l’attività. E' stato un periodo frustrante che, per fortuna, siamo riusciti a superare nel migliore dei modi.  

Vi crea problemi essere accostati a band come Trap Them, Rotten Sound, Converge? Sentite delle particolari affinità con i gruppi menzionati?

Petro: Non ci crea assolutamente nessun problema. Le band da te citate sono formazioni che seguiamo da anni e che ammiriamo. I Rotten Sound ci hanno aiutato molto nel corso della nostra carriera, ci hanno anche portato due volte in tour per tutta l’Europa. Keijo, il loro cantante, è stato di grande aiuto per la nostra firma con la Century Media. Adesso siamo in tour in Finlandia con il suo secondo gruppo: i Goatburner. I Rotten Sound sono sicuramente una delle band con cui abbiamo più affinità. Le influenze dei Trap Them e Converge non sono mai mancate nei brani degli Implore, come quelle di tanti altri gruppi diversi.

E se doveste voi individuare il periodo più difficile degli Implore? Non credo sia stato facile portare la band fino a questi livelli di qualità.

Petro: La fine dell’anno scorso e l’inizio di quest’anno. Prima per aver attraversato un periodo di inattività e poi per l’uscita del batterista nel momento in cui volevamo finire di scrivere e registrare il nuovo disco. Sono stati mesi difficili e in quel periodo non sapevamo come risolvere la situazione.  

Che progetti avete per il futuro?

Petro: Suonare il più possibile per promuovere il nuovo disco e continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto. La lineup è stabile ed è la migliore che abbiamo mai avuto. I pezzi del nuovo disco sono i migliori che abbiamo scritto. Quando finiremo questo tour andremo in Asia e Giappone. A febbraio torneremo in tour nel sud dell’Europa (anche Italia), ma stiamo cercando di bloccare delle date negli Stati Uniti e per i prossimi festival estivi.

Grazie per l'intervista ragazzi.

Petro / Gabriel: Grazie a te!

Contatti:
facebook.com/imploreband
instagram.com/imploreofficial

IMPLORE line-up:
Gabriel Dubko - Voce
Eduard Petro - Chitarra
Carol Lieb - Basso, seconda voce
Markus Matzinger - Batteria

Recensione:
IMPLORE "Alienated Despair" - 2019




domenica 17 novembre 2019

MOURNED "Devoured Humanity" - The Coming Strife Records




Ciò che colpisce maggiormente di questi MOURNED è il loro atteggiamento nei confronti dell'underground della scena death metal contemporanea: genuino fino al midollo. Il demo "Devoured Humanity", infatti, racchiude un songwriting di buon livello capace di conferire la giusta dose di cattiveria nella massa muscolare dei due brani. Il suono dei cinque deathster del Massachusetts è compatto, granitico, cadenzato, irrobustito dall'impatto e dalla forza di trascinamento delle parti vocali, ma bisogna anche tener conto che, la percezione di tale genere musicale cambia da persona in persona, e forse molti ascoltatori potrebbero trovare "Devoured Humanity" un po' troppo lento e ripetitivo; tutti gli altri vedranno in questo demo un prodotto onesto da ascoltare attentamente, soprattutto per chiunque ami follemente la concretezza del death metal vecchio stampo. In ogni caso, l'uso corretto degli ingredienti infonde profondità alla struttura delle canzoni. Sono convinto che i Mourned continueranno nella loro primordiale opera di devastazione, a prescindere dalla valutazione positiva o negativa di qualsiasi recensione. Un altro importante passo è stato compiuto.

Contatti: 
mournedma.bandcamp.com/album/devoured-humanity
facebook.com/MournedMA
twitter.com/mournedma

Songs:
Blu Ruin, Corridors of Cain


giovedì 14 novembre 2019

FULCI - "IL RITORNO DEGLI ZOMBIE"






"TROPICAL SUN" E' IL NUOVO CAPITOLO DISCOGRAFICO DEI FULCI, TORNATI SULLE SCENE A DISTANZA DI QUATTRO ANNI DAL PRECEDENTE FULL-LENGTH "OPENING THE HELL GATES". E' UN DECISIVO PASSO IN AVANTI, MA TUTTO RIMANE INTATTO DAL PUNTO DI VISTA SONORO E CONCETTUALE: QUESTI TRE DEATHSTER ITALIANI CONTINUANO IL LORO CAMMINO SUL SENTIERO STERRATO DELLA BRUTALITA', RENDENDO OMAGGIO AL MAESTRO ROMANO LUCIO FULCI, MORTO NEL LONTANO 1996. L'UNICA VERA NOVITA' E' LA FIRMA PER LA TIME TO KILL RECORDS, FONDATA DAL SEMPRE ATTIVO ENRICO GIANNONE (UNDERTAKERS, BUFFALO GRILLZ, KICK PROMOTION AGENCY). HO AVUTO IL PIACERE DI INTERVISTARE DOMENICO, CHITARRISTA E MEMBRO FONDATORE DEL GRUPPO CASERTANO. DI SEGUITO IL RESOCONTO DELLA NOSTRA LUNGA CHIACCHIERATA.

Ciao Dome. La prima domanda sorge spontanea: la vostra scelta per il nome della band è stata quella di tributare un doveroso omaggio al maestro Lucio Fulci. Perché proprio lui, e non altri registi italiani di B-movie?

- Indubbiamente Lucio Fulci ha firmato alcuni film discutibili e abbastanza trash ma per noi rimane un regista geniale e uomo di grande cultura. Lucio era soprannominato il "terrorista dei generi" anche per la sua capacità di passare da un film musicarello con Adriano Celentano ad un horror gore come "Quella villa accanto al cimitero"! Il suo lavoro non è stato compreso dalla critica italiana dell'epoca, ma a distanza di più di 20 anni dalla scomparsa il suo nome è considerato ancora culto in tutto il mondo! Gli zombi e lo spatter di Lucio Fulci hanno influenzato tantissimo la prima ondata del death metal, sia dal punto di vista iconografico e sia come tematiche, per questo quando abbiamo deciso di ricominciare a suonare death metal con tematiche horror ci è venuto spontaneo chiamarci come lui.

Siete felici del fatto che la prima tiratura su CD sia già sold out? Se non erro, le copie sono terminate dopo pochi mesi dalla pubblicazione del disco. Un ottimo risultato direi. Ve lo aspettavate?

- Esatto, il nostro secondo disco "Tropical Sun" è stato pubblicato a giugno 2019 in occasione del tour in USA e a settembre era già sold out! Sapevamo di aver fatto un buon album e una buona promozione insieme alla nostra etichetta, ma sinceramente non ci aspettavamo una reazione così positiva! Sia noi che la Time To Kill Records siamo molto felici di questo risultato e siamo di nuovo a lavoro per promuovere la ristampa in CD "Blood Edition" e formato vinile.

Pensi che, aver utilizzato il nome FULCI, possa in qualche modo attirare l'attenzione di molti più fan del death metal? Ovviamente mi riferisco solo al moniker del gruppo.

- Assolutamente. "Fulci" è un nome con un appeal molto forte e accattivante ed era esattamente quello che volevamo! il nome di una band è uno degli elementi chiave e per questo deve essere facile da ricordare per attirare l'attenzione fin da subito.

Entriamo nello specifico di "Tropical Sun”, il vostro ultimo full-lenght. Come lo descriveresti?

- Non è facile descrivere i propri lavori, però posso dirti che le recensioni fino ad ora ricevute sono molto positive, e la percezione che ho avuto è quella che "Tropical Sun" abbia portato un concept e un sound diverso dal solito ma senza stravolgere le regole del genere. Se dovessi descrivere "Tropical Sun" lo definirei un concept album death metal semplice ma d'impatto, non monotono e sperimentale quanto basta.

Ci sono state delle particolari fonti ispiratrici che lo hanno in qualche modo caratterizzato? Musicalmente parlando.

- Ci eravamo posti l'obiettivo ambizioso di suonare il disco death metal che avremmo sempre voluto ascoltare, ma che ancora non era stato registrato, per questo abbiamo lasciato venire a galla senza tanti limiti le nostre influenze musicali. Nell'album si possono trovare ingredienti della first wave of Florida death metal oppure influenze slam newyorkesi come pizzichi di primi Nile e Dying Fetus o Bolt Thrower. Ascoltiamo anche tanto stoner, hardcore, elettronica e rap che in qualche modo ci contaminano, e abbiamo forti influenze musicali da compositori di colonne sonore come Frizzi, Carpenter o Goblin.

Il concept è focalizzato sul film Zombi 2. Posso chiederti come mai questa vostra scelta.

- Una particolarità dei Fulci è quella di dedicare ogni disco ad un film di Lucio Fulci e questa volta è toccato a "Zombi 2", sia perché lo adoriamo e sia perché si tratta del nostro secondo album. Ovviamente le tematiche dei testi sono ispirate alle scene e al mood del film come lo sono anche la grafica, le foto, i disegni e il titolo dell'album.

Durante la fase di songwriting quanto spazio lasciate all'improvvisazione, oppure i brani hanno bisogno di uno studio più approfondito e ragionato? Lavorate in una sala prove comune oppure siete costretti a collaborare a distanza?

- Di solito partiamo da idee ritmiche o riff che stiano bene con le immagini del film che desideriamo raccontare. Da questi embrioni iniziamo a strutturare i brani con una attenzione al groove, alle atmosfere e alla durata. Durante quest'ultima fase siamo molto severi e non ci facciamo scrupoli ad eliminare riff o interi pattern che possano avere punti deboli. I testi seguono passo dopo passo questo processo adattandosi alla musica. Purtroppo vivendo a distanza abbiamo una sala prove virtuale dove ci scambiamo informazioni e registrazioni l'uno con l'altro. Riguardarci i film di Fulci ci aiuta molto nella stesura dei pezzi!

Quante cose sono cambiate per i FULCI dagli inizi ad oggi?

- Il modo di esibirci dal vivo è cambiato molto. Oggi abbiamo uno spettacolo video sincronizzato al live set, un'atmosfera luci suggestivamente horror, un tour negli States sulle spalle e pezzi più maturi e ragionati. Anche l'entusiasmo all'interno della band è aumentato molto, sia per l'equilibrio raggiunto ma anche per il supporto caloroso e concreto dei sempre più numerosi fan. Crediamo molto in questo progetto e siamo contenti di vedere ripagati in qualche modo i nostri sforzi.

Quale disco ti ha fatto appassionare al death metal? Quello che ha cambiato la tua vita. Lo so che è molto difficile sceglierne solo uno, ma sono curioso di sapere la tua risposta. Se dovessi rispondere io ti direi sicuramente “Arise” dei Sepultura.

- Anche per me i Sepultura sono stati fondamentali ma personalmente li considero più thrash metal che death metal. Forse ti direi "The End Complete" degli Obituary perché è stato il mio primo disco death metal. La copertina, il layout, l'entrata del primo pezzo, le foto della band, i titoli, il logo! Insomma c'era qualcosa di diverso che mi affascinava estremamente.

Come italiani, qual è la vostra opinione sulla scena metal nostrana, quella più contemporanea. Te lo chiedo anche perché molto è cambiato rispetto agli anni '80/'90. C'è qualcosa che non sopporti delle nuove generazioni coinvolte nella musica estrema?

- È ovvio che il mondo cambia e insieme a lui cambia anche la musica e non penso che la colpa sia delle nuove generazioni. Sarebbe impossibile e anche inutile pretendere che le cose rimangano come le abbiamo vissute 20, 10 o 5 anni fa. Ormai nel circuito metal girano molti soldi, tutto è più facile e inevitabilmente si diventa vittime delle mode e di quello che i media vogliono imporci. Quello che noi possiamo fare è trasmettere in modo chiaro i valori reali di questa cultura e lasciare alle nuove generazioni la facoltà di evolverla e migliorarla. Spesso assisto a situazioni che mi fanno disinnamorare di questa cultura e sento che per molti aspetti la scena non mi appartenga come un tempo, però poi vedo anche gesti o azioni che mi danno ancora tanta speranza e stimoli. Per tornare alla tua domanda, credo che la scena italiana di musica estrema underground si molto forte e innovativa e soprattutto rispetta all'estero.

Avete mai pensato di far ascoltare la vostra musica al compositore Fabio Frizzi?

- Certo e siamo anche riusciti a farlo! Dopo aver seguito Fabio a molti dei suoi live siamo rimasti in contatto. Dopo aver registrato "March of the Living Dead", la nostra versione del celebre tema di "Zombi 2", abbiamo subito inviato un mp3 a Frizzi! Ricevere i complimenti dal compositore che ha musicato i capolavori di Lucio Fulci e non solo non ha prezzo. Speriamo di poter collaborare con lui prima o poi.

Una domanda personale: tu, in passato, hai suonato per un po’ nei Necrotorture; attualmente sei anche il cantante dei Face Your Enemy. Mi sembra di capire che ti piace tenerti attivo.

- Si, diciamo che sono molto attivo nel circuito metal e hardcore. Nei Necrotorture ero al basso, mentre nei FYE al microfono. Frequento tantissimi concerti soprattutto underground e tra le altre cose sono fondatore della CBC, un collettivo di bands hardcore, metal e rap, tattoo artists e illustratori che organizza concerti e produce dischi e artworks underground. Ho sempre avuto un approccio DIY nel movimento metal e hardcore anche se lo affronto con molta professionalità.

Come ti relazioni con la contorta e malata società odierna? Lo status attuale delle cose è davvero pessimo, non solo a livello sociale. Qual è la tua visione se dovessi pensare o solo immaginare un futuro prossimo?

- Oggi il potere è in mano alle multinazionali e governi che, attraverso i media o la religione, riescono a metterci gli uni contro gli altri e riescono a farci credere che l'odio verso tutto ciò che sia minimamente diverso dal nostro piccolo ambiente circostante sia la soluzione più facile per risolvere i problemi che ci affliggono. Invece l'intera umanità dovrebbe sforzarsi un minimo per apprezzare la varietà culturale che contraddistingue in nostro mondo. Effettivamente il futuro non si prospetta molto positivo, ma per fortuna io e tante persone che conosco siamo cresciuti in una comunità come quella metal/hardcore che ci ha insegnato a confrontarci in modo molto aperto con culture di tutti i tipi e ci ha fatto capire che l'unica soluzione è quella del rispetto reciproco. Come artista ho il dovere nel mio piccolo di comunicare alle persone messaggi positivi e costruttivi che non sono per forza messaggi politici o lezioni di vita, ma piuttosto consigli che si basano sulla mia esperienza personale e che spero possano in qualche modo aprire la mente e far pensare "out of the box".

Ti ringrazio per la chiacchierata, puoi chiudere l'intervista come meglio credi.

- Grazie a te per lo spazio concesso e l'interesse verso i Fulci. Scusa per il ritardo nel rispondere all'intervista e grazie a tutti i lettori di Son of Flies. Venite ai nostri concerti e non dimenticate che Fulci vive!

Contatti:
tropicalsun.bandcamp.com/releases
facebook.com/fulciband

FULCI line-up:
Dome - Chainsaw Massacre
Fiore - Frog Swamp
Klem - Zombi 2

FULCI photo by: 
Alessio Bucciero

Recensione: 
FULCI "Tropical Sun" - 2019


lunedì 11 novembre 2019

WOLFBRIGADE "The Enemy: Reality" - Southern Lord Recordings




Ascoltare le sonorità bastarde dei WOLFBRIGADE è come assaporare il gusto metallico di vecchie lame arruginite. La dichiarazione d'intenti della storica compagine svedese trova nuovamente conferma in queste dieci tracce condensate in poco meno di mezz'ora, in bilico costante tra il loro cosiddetto lycanthro punk e il thrash metal anni ottanta: la prima "Sum of All Vices", la successiva "Fire Untamed", come anche "Hammer to the Skull" e "Doomsday Dominion", sono certamente quattro dei brani più rappresentativi, se facciamo riferimento a questo binomio vincente. La produzione è azzeccata e in relazione al genere proposto dal quintetto scandinavo; quindi, ufficialmente, ogni loro fan non avrà nulla di cui preoccuparsi. Perchè ascoltando l'album tutto d'un fiato non serve fare troppi giri di parole. Ci troviamo di fronte a dei fottutissimi veterani che, ad oggi, continuano ad essere inamovibili nel circuito del crust punk, mantendo alto il simbolo esplicito e intimidatorio della propria bandiera insanguinata. Non manca praticamente nulla in "The Enemy: Reality", anzi ho percepito pure una maggiore cura della melodia. La carica rabbiosa sputata dai Wolfbrigade torna a far male.

Contatti: 
wolfbrigadesl.bandcamp.com/album/the-enemy-reality
facebook.com/lycanthropunks
instagram.com/wolfbrigadeofficial

Songs:
Sum of All Vices, Fire Untamed, The Wolfman, Hammer to the Skull, Narcissitic Breed, Nightmare of Wolves, Doomsday Dominion, Wells of Despair, Human Beast, Hunt the Hunter


giovedì 7 novembre 2019

ZORA "Mad-e in Italy" - Autoproduzione




Nati a Vibo Valentia nel 2003 gli ZORA rappresentano il tipico modello della band di genere: fedelissimi alla causa e intransigenti come il brutal death metal comanda. Il trio calabrese, giunge al terzo EP in sedici anni di attività nell'underground, senza però dimendicare le altre loro release pubblicate nel tempo: un demo, due album, e due singoli/split. Per l'occasione i deathster in questione hanno volutamente deciso di dare sfogo ad un concept scegliendo di reinterpretare tre brani specifici: "Hard Times" (Cro-Mags), "United Forces" (S.O.D.) e "Beat the Bastards" (The Exploited). Camminare sul filo della lama per infierire contro le devianze repressive, razziste e intolleranti che soffocano la nostra Nazione (le voci scelte per il lungo intro raccontano l'atmosfera generale del breve lavoro). La musica estrema deve colpire le fedi politiche o discriminanti, e qui il gruppo ci tiene a ribadire espressamente questo punto. Insomma, il death usato come arma per urlare musicalmente e concettualmente! Perché se la negatività è ovunque nella vita di tutti i giorni, quella stessa negatività a molta gente da la possibilità di esprimersi positivamente per concretizzare la propria volontà. L'attuale lineup vede coinvolti tre musicisti con una storia importante alle spalle: il bassista/cantante Tato (Antipathic, Glacial Fear, Unscriptural, ex-Humangled, ex-A Buried Existence, ex-Schizo, ex-Shadow of Soul), il batterista Giampiero Serra (Deathcrush, ex-Necromessiah), il chitarrista Gianluca Molè (Gracial Fear, Bastardi, Lupercalia, Minervium, ex-Desecration, ex-A Buried Existence, ex-Bretus. Registrato e mixato da quest'ultimo nel suo Soundfarm Recording Studio di Catanzaro.

Contatti: 
zora.bandcamp.com/album/mad-e-in-italy-new-ep-2019
facebook.com/Zoraband

Songs:
Hard Times (Cro-Mags cover), United Forces (S.O.D. cover), Beat the Bastards (The Exploited cover)


martedì 5 novembre 2019

IL NUOVO ALBUM DEI PUGLIESI CRUENTUS



In occasione dei trent'anni di attività, gli storici CRUENTUS pubblicano il nuovo album intitolato "Fake", disponibile dal 15 ottobre via Triple A Events Records. "Everspace" è il brano/video scelto dalla band pugliese per promuovere il loro ritorno discografico. Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato da Massimo Stano presso il Mast Recording Studio. L'artwork di copertina ad opera dell'artista Mariarita Renatti.
Per info: cruentus1989@gmail.com

Contatti:
facebook.com/Cruentus.1989

lunedì 4 novembre 2019

BRETUS "Aion Tetra" - Ordo MCM




Marco Veraldi (a.k.a. Zagarus) e i suoi BRETUS continuano la loro tradizione musicale che consiste nel produrre lavori sempre più conturbanti e dal potere evocativo. Questo ritorno discografico della band catanzarese è un signor disco, dato alle stampe per far emergere un sound dai forti influssi mutuati dai vecchi mentori del panorama doom, e tirato a lucido dalla solita, irrefrenabile predisposizione verso tutto ciò che è distorto e crepuscolare. Il flusso di "Aion Tetra" ci attira a sé conducendoci nella caverna dei dannati, allontanando il mondo esterno e i suoi abitanti. A sorprendere, molto di più che in passato, l'uso del timbro vocale, soprattutto quando con la sua tenebrosa estensione si alza in panoramica per allargare la bocca dell'abisso e lasciar presagire l’incombere di qualcosa di sinistro. Ma attenzione, non è da meno l'apporto della straripante sezione ritmica (il bassista Janos e il batterista Striges), così come anche la potenza e la versatilità del chitarrista Ghenes, a sottolineare una sorta di rampa di lancio per liberare quella che io stesso definirei "un'incontenibile crescita artistica". "Aion Tetra" è finalizzato al rapimento dell'anima entro rocce invalicabili. E' già candidato ad essere uno dei migliori album doom metal dell'anno in corso, non solo nei confini nazionali. Vi sollecito ad ascoltare per credere.

Contatti: 
ordomcm.bandcamp.com/album/bretus-aion-tetra
facebook.com/BretusDoom
instagram.com/bretus_doom

Songs:
The Third Mystic Eye, Priests of Chaos, Prisoner of the Night, Aion Tetra, Deep Space Voodoo, Mark of Evil, Cosmic Crow, Fields of Mars, City of Frost


sabato 2 novembre 2019

HOUR OF PENANCE "Misotheism" - Agonia Records




L'inquietante immaginario racchiuso nella copertina di "Misotheism" è parte di una realistica visione della condizione terrena, una trappola mortale nella quale i dogmi religiosi tengono schiavi gli esseri umani usati per il loro nutrimento. Ma qui sta il grande paradosso: se da un lato la consapevolezza del falso conduce all'odio, al disprezzo e alla lotta, l’inconsapevolezza rende succubi e appagati nell'infelicità. La negatività che da sempre accompagna l'uomo oggi arriva alle sue conseguenze estreme, come estremo è l'impatto sonoro degli ormai affermati Hour of Penance, approdati alla corte dell'etichetta polacca Agonia Records. "Misotheism" è sostanzialmente un gigantesco album di death metal tecnico ed efferato, ma anche ispirato e ricco di suggestioni peccaminose. Per intenderci, il songwriting dei deathster capitolini ha raggiunto in questa circostanza un livello espressivo più alto in termini di stratificazione. Si apprezzano non poco "Fallen from Ivory Towers", "Lamb of the Seven Sins" (avvolgente sul suo finale), "Sovereign Nation" (in cui mi è sembrato di vedere lo spettro dei Behemoth del pluriosannato "Evangelion") e, infine, la traccia conclusiva "Occult Den of Snakes" (con una cadenza lenta e alienante). Quello dei Nostri è uno stile già abbondantemente consolidato in passato, tale aspetto non può assolutamente essere messo in discussione, eppure con il nuovo "Misotheism" gli Hour of Penance mettono a disposizione dei loro fan un'ulteriore crescita mantenendo una certa freschezza compositiva. Se non vi è chiaro, in questa occasione potrete ben capire perché competenza, esperienza e professionalità fanno ancora la differenza.

Contatti: 
agoniarecords.bandcamp.com/album/misotheism
facebook.com/hourofpenance
instagram.com/hourofpenanceofficial

Songs:
Mass Crucifixion Of Kings, Blight And Conquer, Fallen From Ivory Towers, The Second Babel, Lamb Of The Seven Sins, Flames Of Merciless Gods, Sovereign Nation, Dura Lex Sed Lex, Iudex, Occult Den Of Snakes