lunedì 2 novembre 2015

Recensione: ORGAN "Tetro"
2015 - Independent




Belluno oltre ad essere il capoluogo della provincia omonima è anche la città madre degli ORGAN, nuova entità italiana formata da membri di Amia Venera Landscape, Discomfort e Hobos. Gruppo horror doom che sa portare tali sonorità morbose su livelli suggestivi. Impresa non facile, visto e considerato che l'attuale periodo storico è stracolmo di gente impegnata in questo settore musicale. Il debutto intitolato "Tetro" rispecchia una determinata attitudine, indipendentemente dal fatto che sia figlio della cupa oscurità. Ha un suono catatonico e lento, disturbante, simile ad un malessere che si insinua sotto pelle per danneggiare il nostro equilibrio psichico. Gli Organ sono duri ma per certi aspetti sperimentali e, non lasciano nulla al caso, nemmeno quando si affidano a trame strumentali scarne e maledettamente risolute. Le vocals filtrate fanno aumentare le vibrazioni scatenate dalla gittata cardiaca. Le profondità dell'opener "Slave Ship", le oscillazioni dissonanti di "Witch House", le atmosfere calamitose di "Kholat Syakhl", le onde drone-ambient di "Hal" e le nebbie lisergiche che avvolgono la conclusiva "Enuma Anu Enlil" risvegliano le anime intrappolate al di là delle acque del Lete, il fiume dell'oblio. Un'uscita discografica importante e da non sottovalutare.

Contatti:

organ666.bandcamp.com 
facebook.com/organ666

TRACKLIST: Slave Ship, Witch House, Kholat Syakhl, Hal, Enuma Anu Enlil


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