giovedì 22 ottobre 2015

Recensione: ZOMBI "Shape Shift"
2015 - Relapse Records




Ebbene sì, il tastierista/polistrumentista Steve Moore e il drummer A.E. Paterra (musicisti provenienti da Pittsburgh, capoluogo della contea di Allegheny nella Pennsylvania) hanno composto un altro incredibile album, in parte, debitore al genio di John Howard Carpenter. Sebbene siano tanti i rimandi al passato che il nuovo full-length sottende, bisogna ammettere che, tali influssi non mettono in scena la solita celebrazione patinata dei '70/'80. In "Shape Shift" c'è molto di più. I due artisti americani, forti degli ottimi riscontri ottenuti con i precedenti lavori in studio, riescono a ripetersi, ancora una volta, riportando alla luce i principi che contraddistinsero la tensione dei tempi che furono, ma lo fanno con un gusto compositimo davvero personale. Una pioggia torrenziale di note elettromagnetiche utilizzate per dare una scossa a tutti gli ascoltatori considerati troppo passivi, conformisti o intellettuali. Gli ZOMBI del 2015 si impongono con lucidità. La presenza futurista delle onde sonore è rimasta inalterata negli anni, come la straordinaria efficacia della loro sinergia sospesa tra sogno e realtà. Il capitolo "Shape Shift" è tremante e allucinato, elettronico e sci-fi, celebrale e imperituro. In una sola parola: IMPERDIBILE!

Contatti: 

zombi.bandcamp.com/shape-shift
facebook.com/ZombiBand
relapse.com/zombi

TRACKLIST: Pillars Of The Dawn, Total Breakthrough, Mission Creep, Interstellar Package, Diffraction Zone, Toroidal Vortices, Shadow Hand, Metaverse, Siberia II




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