sabato 6 febbraio 2016

Recensione: THRONE OF HERESY "Antioch"
2016 - The Sign Records




La Svezia è terra fertile per il death metal e la conferma arriva con i THRONE OF HERESY che, per far uscire il nuovo "Antioch" si affidano alla neonata The Sign Records. La compagine di Linköping continua il discorso intrapreso con l'autoproduzione messa in commercio nel 2012 ("The Stench of Deceit") e spingendo ulteriormente sull'acceleratore e sulle dinamiche ha dato maggiore spessore all'intero songwriting, ottenendo dei risultati notevoli. Diciamo che questo "Antioch" si pone come punto di raccordo tra passato e presente e ci fa gustare appieno dei brani sicuramente vari dal punto di vista delle strutture. E' facile riuscire ad accostare il nome dei Throne of Heresy a quello di altre realtà rinomate, ma senza perdermi nei soliti paragoni, preferisco dare spazio alle potenzialità dei nostri. Un album veremente coinvolgente che mantiene alta l'attenzione e trova il picco massimo in uno straordinario uso delle due chitarre da parte di Tomas Göransson e Michael Edström. Lo scopo è quello di far pendere la bilancia verso il lato vincente. Da menzionare l'ottima prova esecutiva del bassista Björn Ahlqvist e del batterista tentacolare Mathias Westman, quest'ultimo capace di deturpare i soliti canoni del genere con soluzioni più ampie e variegate. Il cantante Thomas Clifford fa il resto. "Antioch" ci da la possibilità di ascoltare un gruppo affiatato, in grande spolvero e in continua crescita. I Throne of Heresy sono ormai pronti per regalare grandissime soddisfazioni. Potrebbe candidarsi ad essere uno dei migliori dischi del 2016.

Contatti: 

facebook.com/throneofheresy 
thesignrecords.bandcamp.com/throne-of-heresy-antioch

TRACKLIST: The God Delusion, Serpent Seed, Nemesis Rising, Flagellum Daemonum, Exordium, Black Gates of Antioch, Blood Sacrifice, Phosphorus, Souls for the Sepulchre, Where Bleak Spirits Pass


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