mercoledì 16 maggio 2018

Recensione: URO "CABBA!"
2018 - Autoproduzione




C'è veramente di tutto nel caleidoscopio dei salentini URO, protagonisti di una carriera iniziata nel Novembre del 2011 e passata all'insegna di sperimentazioni fluttuanti tra psych-post-rock e suggestive insenature elettroniche. Quello che più colpisce è l'interessante opera di ricerca che ha portato questi musicisti a esaminare minuziosamente certi tipi di suoni strumentali, filtrandoli a proprio piacimento (com'è giusto che sia). Due lunghe composizioni che se da un lato emergono per una attenta ricercatezza strutturale, dall'altro vengono coniugate ad una iconografia visionaria alquanto originale. "CABBA!" è un album dal respiro profondo e liberatorio, dalle tinte forti e abbaglianti, ma anche dalla singolare enfasi espressiva che si traduce in divagazioni dal sapore intenso. "Alca + Tilacina", "Quagga + Ritina" sono state studiate, suonate, arrangiate per essere diverse nella forma, bensì non contrastanti, né troppo omogenee. D'altra parte il songwriting degli URO rende perfettamente a fuoco la loro particolare impronta. L'Arte in nome dell'Arte! Non c'è bisogno di aggiungere altro. Registrato e mixato da Mirco Quarta presso il Km97 di Lecce, masterizzato in Canada da Ryan Morey.

Contatti: 
uroband.bandcamp.com/album/cabba
facebook.com/URO 

TRACKLIST: Alca + Tilacina, Quagga + Ritina




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