mercoledì 27 settembre 2017

Recensione: ELDER DEVIL "Graves Among The Roots"
2017 - Medusa Crush Recordings




La partenza degli statunitensi ELDER DEVIL è davvero folle. Sì, perché il duo (esordiente) di Fresno tira fuori dei brani micidiali per intensità e ritmo. Ecco quindi che la follia compositiva si stempera in dodici minuti diretti, variegati, ben strutturati. L'EP "Graves Among The Roots" sembra essere un lavolo partorito da una jam tra Kill the Client, Agoraphobic Nosebleed, Rotten Sound, Trap Them. Un debutto fortemente voluto dai due musicisti, dove nulla è stato lasciato al caso. Questo vuol dire che qui la velocità di esecuzione non è MAI fine a se stessa. Il gruppo cattura attenzione mentre spara tonnellate di odio pungente, creando un muro di suono impenetrabile, che vi travolgerà mentalmente e fisicamente. Finché si continueranno a produrre dischi estremi di tale spessore qualitativo, noi tutti potremo godere in modo completo. La copertina di "Graves Among The Roots" è stata curata dal corpulento Ethan Lee McCarthy (cantante e chitarrista dei Primitive Man, Vermin Womb).

Contatti: 

elderdevil.bandcamp.com
facebook.com/ElderDevil 

TRACKLIST: Deep Vices, The Collected, New Gods, After Flesh, Speechless, Needless

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