venerdì 26 agosto 2016

Recensione: FANGE "Purge"
2016 - Throatruiner Records




E' bastato poco meno di un anno ai FANGE per portare a termine un album deflagrante come "Purge", successore dell'EP "Skapheusis" (contenente una sola traccia). La band di Rennes sembra aver trovato la classica formula disturbante, maltrattandoci con un mix claustrofobico, calibrato al punto giusto. Questi quattro ragazzi sono totalmente avversi a qualsiasi forma di benevolenza e lo capirete dai primi minuti della song "Cour Martiale"! Il processo di scrittura dei nostri si è fatto più serio e professionele, e l'impatto che ne viene fuori è sufficiente per garantire la giusta dose di cattiveria. Forse c'è un po' di carenza sul piano strutturale, ma la sostanza non manca. In una scena estrema sempre più satura, i Fange non potranno di certo fare la differenza. Purtroppo è la cruda realtà.

Contatti: 

fange.bandcamp.com
facebook.com/fangesludge

SONGS: Cour martiale, Mâchefer, Roy-Vermine, Étouffoir, De guerre lasse, Girone della merda

giovedì 25 agosto 2016

Recensione: VERWOED "Bodemloos"
2016 - Argento Records




Il costante impegno di Erik B., il mastermind di VERWOED (ex-Woudloper), lo aiuterà a solidificare una stabilità nel proprio sviluppo creativo, in quanto le sue necessità sono aumentare notevolmente. La differenza tra il passato e il presente del musicista ci dà la possibilità di constatare il livello di credibilità sul campo di battaglia. Compie in questo senso un passo decisivo con "Bodemloos" (Argento Records), utilizzando elementi sonori appropriati che lo proiettando in una dimensione meno purista e prevedibile. Ormai restano in pochi a tirar fuori da formule già trite e ritrite qualcosa di efficace e accattivante. Verwoed riesce a dare vigore al black metal racchiuso nell'EP sviscerando delle idee evolute ma anche ambiziose (se mi passate il termine). In ogni caso le sensazioni restano soggettive a seconda della sensibilità di ognuno. Perciò sta al singolo ascoltatore mettersi nel mood ideale per la ricezione di un certo tipo di vibrazioni. Molto spesso non serve affidarsi esclusivamente alle abilità musicali, bisogna solo saper guardare avanti e non avere limiti di sorta. Il mio consiglio è di acquistare "Bodemloos".

Contatti: 

verwoed.bandcamp.com/bodemloos 
facebook.com/verwoed
argentorecords.com

TRACKLIST: Bodemloos, Een Leven Aan De Oppervlakte, Leegte


mercoledì 24 agosto 2016

Recensione: OKUS "Scourge"
2016 - Distro-y Records | Chainbreaker Records




Suonare crust-punk-grind significa distruggere tutto! Gli irlandesi OKUS si dimostrano concreti, ribelli e anarchici nel modo di concepire musica. 10 canzoni bastarde, abrasive, minimaliste, che vanno dritte al dunque; mentre l'attitudine è profondamente nichilista e alienata. Un concentrato anti-melodico capace di dare slancio e continuità al selvaggio processo di songwriting. Gli Okus sono dei cani ringhianti, c'è poco da dire, sempre pronti nel rifiutare i dettami delle mode del momento. Musicisti testardi e desiderosi di garantire fuoco e fiamme! "Scourge" non vuole assolutamente risultare fantasioso. Ciò che conta in questo lavoro è la consistenza delle composizioni. Invito i più afferrati in materia a farsi "bastonare" dagli Okus. Spero di essere stato breve e conciso.  

Contatti:

okus.bandcamp.com/scourge
facebook.com/Okusband

TRACKLIST: Famine Feeder, Buried Deep, End It All, Authority Swarm, Burning Crosses, Practice Profit, Old Wounds, Skin Peeler, Abandon Sun, Regicide


domenica 21 agosto 2016

Intervista: VORTEX - "LA MAPPA DEL DESTINO"






IL TEDESCO MARCUS S. (A.K.A. VORTEX) E' UNO DEGLI ARTISTI PIU' TALENTUOSI E ISPIRATI DEL MOVIMENTO RITUAL DARK AMBIENT, QUESTO IL MOTIVO PRINCIPALE CHE MI HA SPINTO A DARGLI LA POSSIBILITA' DI RISPONDERE ALLA SECONDA INTERVISTA PER SON OF FLIES WEBZINE. IL COMPOSITORE HA PARLATO DEL SUO NUOVO ALBUM "MOLOCH".

1. Ciao Marcus. Il tuo ultimo "Moloch" è un lavoro davvero sorprendente. Quali sono le tue riflessioni sul disco ora che finalmente ha visto la luce?

- Grazie! Ho lavorato a lungo su questo album e ora sono molto felice che le reazioni/recensioni siano così positive. "Moloch" è la parte centrale della mia trilogia dedicata ai "miti". Tutto iniziò con il precedente "Kali Yuga". La prima parte della trilogia riflette il concetto induista dell'età del ferro, una metafora utile per sottolineare lo stato attuale della nostra società. Il dio "Moloch" è una metafora usata per esternare il concetto sulle tante città in decadenza del mondo occidentale. La terza parte, quella finale (in arrivo a fine del 2017), sarà intitolata "Fall of the Gods", e si concentrerà sull'Apocalisse e sulla possibile rinascita del nostro mondo. "Moloch" deve essere visto come il concept più moderno e contemporaneo che, mette in evidenza l'uso di suoni molto duri e freddi ottenuti dall'EBow (uno strumento per chitarra elettrica inventato nel 1969 da Greg Heet e tuttora commercializzato dalla sua ditta, la Heet Sounds. /NdR). Ascoltando l'album a distanza di un anno mi rende davvero felice, soprattutto per il fatto che sia stato prodotto da me, Danilo e Cyclic Law. Ascoltatelo osservando il mediabook di 32 pagine fotografiche e avrete l'idea dell'opera d'arte totale (Gesamtkunstwerk). "Moloch" è puro suono e visione.

2. Qual è il tuo parere sulla qualità della tua scrittura?

- Il concept di base è iniziato molti anni fa. Lavoro continuamente sulla mia musica, e non smetto mai di farlo. Andrò avanti in questo modo, spero per sempre. Dopo l'era del vorticismo ("Phanopoeia" e "Rockdrill"), le cose hanno preso forma in maniera intuitiva. Una mia visita a Kolkata in India alimentò l'idea di utilizzare "Kali Yuga" come titolo del disco precedente. Sto viaggiando molto nel mondo: Cile, Giappone, Colombia, Stati Uniti d'America, Vietnam, Canada, Spagna, Grecia, Egitto... Ovunque io vada effettuo delle registrazioni sul campo che poi utilizzerò per i miei album. Mentre "Kali Yuga" è stato creato come un vero e proprio rituale (credo si possa percepire ascoltando la musica), "Moloch" è simile a una sceneggiatura cinematografica. Racconta una storia mitica di una grande città come terreno di caccia. La prima traccia è stata creata con Marcel e Kai (MARS presents The Trail) ed è ispirata al romanzo di Jules Verne intitolato "City of Steel". La song "City by the Sea" è stata concepita insieme all'artista berlinese Christoph Wirth, come colonna sonora per uno spettacolo teatrale. All'interno della traccia si possono ascoltare i suoni del fiume Hudson.

3. Da dove trai ispirazione prima di comporre le strutture portanti dei brani?

- Le mie esperienze personali attraverso le culture straniere sono una fonte incessante di ispirazione. Inoltre conosco un sacco di amici molto creativi: pittori, cineasti, musicisti. Guardo molti film, leggo molto e ascolto tanta musica, nuova o vecchia che sia. Tutto questo potrebbe aver avuto un'influenza su di me.

4. L'album ha un chiaro tono cinematografico. Sei d'accordo?

- Sì, come dicevo prima, questo "Moloch" è stato composto come se stessi scrivendo un lungometraggio. Ho lavorato per dei film per decenni, e la mia musica è il mio modo di creare un immaginario cinematografico. Una sorta di cinema interiore. Ciò ha portato la mia musica ad essere utilizzata in dei cortometraggi. Ultimamente ho creato una nuova colonna sonora, scritta per il thriller occulto di Julia Ostertag (DRAK CIRCUS) che uscirà nel 2017. Sembra che il tempo sia ormai maturo per la mia specifica miscela di suoni ritual e drone. Con Oliver, il mio compagno di band, ho anche fatto delle colonne sonore per dei film classici come VAMPYR (Exground Festival 2015).

5. Entriamo nello specifico di "Moloch". Ho letto questa frase in inglese nella descrizione del tuo full-length: "In 2013 I visited New York City to see what was left of the unique mood i came to appreciate from the inspiring, New York based american cinema of the late 1970s".

- Io sono uno studioso di cinema ben conosciuto in Germania, per questo motivo ho potuto visitare i luoghi degli Hollywood movie studios a New York, come parte del mio lavoro accademico. Quell'esperienza mi ha fatto registrare del materiale in quel di Manhattan e Brooklyn. Giornalisti underground di culto come Shade Rupe o Sean Ragon (Cult of Youth) erano i miei contatti a New York, e loro stessi hanno ispirato questo progetto. Tutte le foto nel booklet sono state scattate durante quel viaggio. E di sicuro: io amo i film americani dei '70, quelli di William Friedkin, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Abel Ferrara, Paul Schrader etc.

6. Hai in programma nuovi progetti per il futuro?

- Alla fine del 2017 spero di pubblicare "Fall of the Gods" per la Cyclic Law. Questo album sarà il culmine della trilogia mitica e cercherò di spingere ancora più in avanti il suono di Vortex. I fan della mia band precedente (Golgatha) potrebbero essere molto felici per il sound del disco, proprio perché sarà più classico, come quello di Golgatha "Sang Graal" uscito per la label Cold Meat Industry. Userò molti suoni ottenuti da sorgenti naturali come acqua, rocce, legno, ossa, strumenti classici (stringhe, flauti, corni), così come da chitarre elettriche/acustiche e voci (maschili e femminili). Potrei avere la possibilità di collaborare con l'artista sciamanico Nadine, che ha creato il recente singolo di MARS "Farewell to the Sun" (La Esencia). "Fall of the Gods" sarà immenso ed epico... A neo-classical ritual soundtrack for Ragnaroek.

7. Grazie per l'intervista. E' stato un grande piacere parlare con te. Buona fortuna Marcus.

- Grazie. E' stato un piacere per me.


CONTATTI:

facebook.com/Vortex.music.official
cycliclaw.com 


VORTEX line-up:

Marcus S. (sounds, drums, voices)

guests: Patrick Kilian (electric guitar)
Bergemann (keyboards)
Kai Naumann (guitar)
Oliver Freund (electric guitar)
Marcel Barion (keyboards)
Katharina Nikiforos (strings, voice)


RECENSIONE: 
VORTEX "Moloch" 2016 - Cyclic Law  


sabato 20 agosto 2016

Recensione: SINK "Ark of Contempt and Anger"
2016 - Svart Records




Enigmatico, visionario, ambiguo, onirico. Quattro termini che si adattano perfettamente ad "Ark of Contempt and Anger", nuovo album dei finlandesi SINK, stampato dalla Svart Records. La scrittura "mai" banale del gruppo cattura fin da subito, ed è così che l'ascoltatore potrà rinunciare a una fruizione passiva per iniziare a modellare interpretazioni possibili, e si serve proprio delle nostre supposizioni per trascinare l'immaginazione in luoghi che non hanno un'ampiezza logica. Questi cerimonieri utilizzano fluidi movimenti sonori per ondeggiare in una dimensione misteriosa. Il lato più arduo dell'impresa è trovare un senso per ognuna delle tracce, tutte intense e stravolte da un radicato background musicale. In "Ark of Contempt and Anger" c'è un pezzo di ciascuno di noi. Un'ascesa amara per chi confonde finzione e verità. Potrete osservare da vicino le angosce, le allucinazioni più cupe e gli incubi meno comuni, le paranoie ossessive e le pulsioni inconsce. Le risposte si materializzano anche per mezzo di una copertina che nasconde più di quanto non mostri. Al termine dei 35:40 rimane solo il silenzio. Fatevi rapire!

Contatti:

sinkprocess.bandcamp.com/ark-of-contempt-and-anger
sinkprocess.com/sink
facebook.com/sinkprocess
 
TRACKLIST: Hunger, Pilgrimage, Dream Map, Consolation, Crystal Ship, Enchant, Terminal, World Asthma, So We'll Go No More a-Roving


mercoledì 17 agosto 2016

Recensione: BEWITCHER "Bewitcher"
2016 - Diabolic Might Records | Divebomb Records




La prima cosa da ricordare prima di iniziare ad ascoltare un disco come il debutto omonimo dei BEWITCHER è di stappare delle birre ghiacciate da bere a canna, accompagnate da una dose consistente di tabacco fumante. Questo è NWOBHM violento, trasgressivo che si bagna nel siero intossicato dei Venom, i padri fondatori di tali sonorità, consacrati a leggenda. Ma nell'anima dei tre di Portland vaga il fantasma degli Iron Maiden delle origini, Motörhead, Celtic Frost (i riferimenti musicali sono alquanto scontati). Il modus operandi della vecchia scuola non è mai cambiato. Per i Bewitcher conta solo la sostanza, ovviamente connessa ad un certo tipo di attitudine, grezza e ignorante. Se per voi il tempo si è fermato tra la fine dei '70 e gli inizi degli '80, con i Bewitcher potete andare sul sicuro. Posso terminare qui la recensione. L'album è stato registrato, mixato e masterizzato da Joel Grind (Toxic Holocaust, Tiger Junkies, War Ripper) nei Falcon Studios. Sarà disponibile su LP limitato a 500 copie (Diabolic Might Records) e su CD (Divebomb Records).

Contatti:

bewitcher.bandcamp.com
cultofthebewitcher.com
facebook.com/BewitcherOfficial

TRACKLIST: Bewitcher, Speed 'til You Bleed, Sin Is in Her Blood, Wild Blasphemy, Midnight Hunters, Harlots of Hell, Hot Nights Red Lights, Black Speed Delirium, In the Night (The Cult Will Rise)


lunedì 15 agosto 2016

Recensione: SPURN "Comfort In Nothing"
2016 - Autoproduzione




Seppur attivi da due anni (da quello che mi sembra di capire), gli SPURN dimostrano ottime doti tecniche, passione e classe, confezionando delle canzoni squilibrate di pregevole fattura che fanno centro immediatamente. Provenienti dalla città di Calgary (il più grande centro abitato della provincia canadese dell'Alberta), non temono alcun confronto con realtà ben più conosciute... e qui si possono citare i vari Ulcerate, Gigan, Car Bomb, Murder Construct, Converge, Today Is The Day, Cephalic Carnage; primi The Dillinger Escape Plan, tanto per fare degli esempi logicamente coerenti con l'argomento musicale trattato. L'approccio dei nordamericani è altamente sperimentale ed estremamente aggressivo, e perciò flessibile e sempre pronto a spostarsi dal mathcore al grindcore con una velocità disarmante. Non manca la giusta dose di noisecore. Il risultato finale è equivalente alla potenza propulsiva di un motore a reazione. Il disco dura circa mezzora, meglio così direi, anche perché con una proposta così impegnativa è opportuno non eccedere nel minutaggio. Nulla di lineare o uniforme perchè è un continuo alternarsi di ritmiche fulminee, sincopate, dispari, dannatamente fugaci. Il mio consiglio è quello di ascoltare più volte ad alto volume. Approfondendo bene, apprezzarete e comprenderete appieno "Comfort In Nothing". Una bella rivelazione. Da non perdere!

Contatti:

spurn.bandcamp.com
facebook.com/SpurnBand

TRACKLIST: Spoiled Failures, Comfort In Nothing, News Feed, Reproduction, Obsolete, Quota to Meet, No Next Time, Old Man, No Safety, Refugees