martedì 19 febbraio 2019

LA FANTASIMA "Notte" - Hellbones Records




"Notte" dipinge soundscapes morbidi, eterei e di una fragilità a tratti struggente, adatti ad essere ascoltati e contemplati in momenti di totale solitudine e raccoglimento. L'aspetto decisivo nella musica dei LA FANTASIMA è la tematizzazione delle atmosfere acustiche in quanto tali. Per il trio romano il post rock strumentale è come un vasto terreno di genesi su cui far maturare le proprie idee toccanti e brumose, ma rappresenta anche un sentiero da percorrere per trovare una buona vetrina tra i tanti bravi songwriter del genere. I cinque brani in scaletta scorrono bene, nonostante non ci sia nulla di sconvolgente nell'utilizzo dei contenuti: un minimalismo che si svela già nell'incipit del disco. Dal songwriting dei Nostri scaturiscono filmati circolari e ipnotici, nei quali le visioni sognanti prendono il sopravvento in tutte le loro sfumature. Solo la conclusiva "Sino al Mattino" ci regala delle fughe distorte e doomeggianti. L'incedere, ora crepuscolare, ora magnetico, scava nel freddo buio della notte mettendo comunque in primo piano delle valide qualità compositive. Tutto sommato non mi pare poco, manca solo un po' di originalità. "Dea Mia" (feat Peter Verwimp aka Ashtoreth) e "Amante Silente", a mio avviso i pezzi più riusciti.

Contatti: 
hellbonesrecords.bandcamp.com/album/la-fantasima-notte
facebook.com/Lafantasima

Songs:
Notte, Placida Musa, Dea Mia (special guest Ashtoreth), Amante Silente, Sino al Mattino


giovedì 14 febbraio 2019

XERXES THE DARK "Tower Of Silence" - Zāl Records




L'esperto compositore iraniano Morego Dimmer utilizza le componenti ritualistiche come mezzo per misurare il labile confine che divide le ormai decrepite realtà che ci circondano. "Tower Of Silence" agisce sulla stimolazione delle percezioni permettendoci di distorcere la nostra apparente stabilità emotiva. XERXES THE DARK fa sì che tra i suoi ascoltatori e la musica avvenga la vera sinergia. Non un'alterità, dunque, ma un'interconnessione forte e indissolubile. Al di là degli aspetti caratterizzanti come altri dischi dark ambient, "Tower Of Silence" sembra possedere l'estensione adeguata per attingere linfa dalle pieghe del tempo e perseguire una poetica ben definita, acuta e perforante. Morego è in grado di caratterizzare i contenuti sonori con un gusto compositivo snodabile, piuttosto che farli apparire simili a scaglie o polveri di metalli ferrosi in preda a insolite spinte compulsive. Merita di essere approfondito per la sua massiccia carica di iperrealismo straniante. Un nuovo livello di oscurità.

Contatti: 
xerxesthedark.bandcamp.com/album/tower-of-silence
facebook.com/xerxes.the.dark

Songs:
Song Of Dust, The Omen (A Schizomanic Trip), Dagon (MMXX), Intangible Clues, Oblivion, Lurking Spirits, Stupefaction, Man & Deviance, Shisma (Or A Deaf Adrift)


lunedì 11 febbraio 2019

SYSSELMANN "Live at Mir" - Tipi Token Records




Con l'utilizzo del suo metodo trascendentale, Thomas Narverud ci trascina nell'esperienza concreta del subconscio che sente e dà forma a riflessioni sonore in una dimensione che è proiezione di un reticolato mutevole e maestoso. È l'apertura dei cancelli della percezione mediante una formula indefinibile, ma innegabilmente personale e identificativa. Questa è l'atmosfera che si respira in "Live at Mir", registrato nell'inverno del 2017 presso il Mir Café a Oslo, e stampato alla fine del 2018 dalla Tipi Token Records in una edizione su Tape. L'Arte del norvegese SYSSELMANN riafferma il diritto alla pura immaginazione e ci regala un lotto di composizioni dilatate e inafferrabili, un'opera che segue un itinerario straordinariamente suggestivo nel suo lento fluire. Durante l'ascolto i sentieri si moltiplicano ed ogni ascoltatore capirà quale sia la giusta direzione da seguire per sollevare il proprio spirito. "Live at Mir" è pura emozione, lo è in ogni frammento, in ogni passaggio, nello svanire nel grigiore dei suoi effetti. E' un disco siderale dove i singoli suoni vanno assorbiti nel buio di una stanza, in uno spettacolo in cui l'anima del compositore si sente viva più che mai.

Contatti:
sysselmann.bandcamp.com/album/live-at-mir
facebook.com/sysselmann

Songs:
Stormwatch, Transmigration, Sacred Calling, Juniper tree song, The Great Horn of the Mountain, Koncovka flute improv, Primal Spirit outro


giovedì 7 febbraio 2019

CAMERAOSCURA "Quod Est Inferius" - Toten Schwan Records | Teschio Dischi




Il suono digitale del progetto CAMERAOSCURA scatena un turbine rivelatore abbracciando il nucleo della materia più invasata, facendoci affogare in una musica dark electro-ambient dalla forte vocazione introspettiva e priva di ogni coordinata spazio-temporale. Il mistero di due artisti Nostrani, di due mondi separati ma non troppo lontani, che si svelano intorno ad un dinamico linguaggio sonoro. "Quod Est Inferius" è lo strumento necessario per esternare alcune indomabili sensazioni individuali capaci di fornire un'esperienza sensoriale che non richiede spiegazioni, ma solamente percezioni soggettive. Qui la perdita dell'orientamento provoca una totale apertura verso tutto ciò che non si può afferrare con gli occhi. "Quod Est Inferius" è un'esplorazione inconscia, un esperimento ben riuscito, un varcare i confini degli spazi conosciuti per verificare cosa c'è nelle profondità dell'ignoto. Inutile quindi tentare di schematizzare, di scindere o di comprendere. Una rinascita fuori dalla comune normalità. L'album sarà disponibile in versione CD (Toten Schwan Records) e tape (Teschio Dischi).

Contatti: 
totenschwan.bandcamp.com/album/tsr-100-quod-est-inferius
facebook.com/cameraoscura451
totenschwan.bandcamp.com
teschiodischi.bandcamp.com

Songs:
Atanor, Admixio, V.I.T.R.I.O.L., Interitus, Attera, Solve, Ultima Necat.


lunedì 4 febbraio 2019

ASHTORETH "Rites I & II"- Cyclic Law




L'artista Peter Verwimp ha bisogno di rinunciare alla logica razionale e sconvolgerla nell'atto del comporre, per far emergere e modellare lentamente suoni astratti provenienti dal suo sentire interiore, attraverso la potenza dell'inconscio in musica che assurge alla grandezza di un'esperienza purificatrice e redentrice: ad una condizione bilaterale sotteranea capace di trasformare le infinite empiriche vicissitudini, in monocromatica vicenda dell'uomo immerso in un paesaggio già pregno di inquietudini. Il flusso sottile e narrativo di "Rites", racconta di quella condizione che trascende la normalità, che pone l'esistenza in uno stato sconosciuto, anch'esso all'oscuro dei propri esiti. La centralità assunta dal compositore, la sua multiforme apparizione, rafforzano sia l'evidenza di questa presenza da protagonista che la personalità inusuale e avvolgente. ASHTORETH si manifesta con vertiginosa lucidità, dimostrando come si può modificare l'estraneità del reale. Il musicista belga propone un suono particolarmente evocativo, fondendo insieme drone e ambient music.

Contatti: 
cycliclaw.bandcamp.com/album/rites-i-ii 
facebook.com/ASHTORETH

Songs:
Rite I, Rite II


sabato 2 febbraio 2019

MZ.412 "Svartmyrkr" - Cold Spring




Un altro Mostro è nato dagli incubi e deliri degli svedesi MZ.412, che tornano con un nuovo full-length dopo tredici anni di apnea nel buio, e la sua origine è presentata dall'inquietante raffigurazione che Nordvargr, Ulvtharm e Drakhon hanno deciso di utilizzare come artwork di copertina. L'opera visionaria degli MZ.412 accosta in un unico luogo mentale i cruenti e distruttivi orrori di cui anche oggi si fanno portavoce, e in ciò riescono sorprendentemente a convincere! Ci si sente realmente al cospetto delle orride entità evocate dal rituale e si finisce per provarne rispetto. L'onda d'urto generata dal loro black industrial rade al suolo ogni cosa. Nel tempo gli MZ.412 sono diventati dei compositori di culto, soprattutto tra tutti gli ascoltatori, musicisti e addetti ai lavori che seguono tale corrente musicale, e che nel loro habitat trovano evidentemente una precisa rispondenza ai propri tormenti più pregnanti. E' inutile porsi delle domande, questa è la chiave di lettura dei Nostri: un patriarcato di terrore. La negatività è difficile da gestire, perchè può essere anche sinonimo di autodistruzione. Ma è pur sempre una reazione. La negativtà provoca reazioni ed è un denominatore universale. L'ossessiva minuzia mostrata in ogni brano di "Svartmyrkr" si lega con l'agghiacciante forma delle visioni. I tre scandinavi compongono, modificano, distruggono e infine ricompongono secondo una sorta di "trance" allucinata le sfaccettature delle loro idee malate, conferendo fisicità ad atroci emozioni interiori rese schiave dalla sofferenza, angoscia, rabbia e violenza. Solo le riflessive note di "Burn Your Temples, True Change", per soli cinque minuti, cercano di domare le incombenti fiamme alimentate dall'intero lavoro. Implacabile CAPOLAVORO!

Contatti: 
coldspring.bandcamp.com/album/svartmyrkr-csr257cd-lp
facebook.com/MZ412official

Songs:
Äntra Helstraffet, Öppna Hegrind, Codex Mendacium, Ulvens Broder, Helblar, Ulvens Bleka Syster, Burn Your Temples, True Change, She Who Offers Sorrow, We Are Eternal, Lokastafr Ablaze With The Thorns Of Death


giovedì 31 gennaio 2019

THULSA DOOM - "DANNAZIONE ETERNA"






SIATE PRONTI PER ACCOGLIERE L'ESSENZA BESTIALE DEI ROMANI THULSA DOOM, IL CUI SOUND SARA' PIENAMENTE APPREZZATO DAI CULTORI DEL DEATH METAL VECCHIA SCUOLA. I NOSTRI, CON IL DEBUTTO "REALMS OF HATRED" DIMOSTRANO LA FERMA INTENZIONE DI VOLER COMBATTERE A VISO APERTO UNA SANGUINOSA BATTAGLIA NELL'ATTUALE PANORAMA UNDERGROUND. IL CANTANTE/CHITARRISTA V.K. NAIL SI E' RESO DISPONIBILE A RISPONDERE ALLE MIE DOMANDE.

Partiamo con una breve biografia dei THULSA DOOM? Chi sono i componenti coinvolti nella band, e quali sono le idee base che gravitano intorno al nero verbo del vostro progetto?

- Ciao Christian e grazie per questa intervista. I Thulsa Doom sono una creatura giovane nata a fine 2017 ma composta da membri attivi da non pochi anni nella scena musicale metal romana. Il nucleo originale del gruppo ruota attorno a “F. Phantomlord” (chitarra, ex Lurking Terror), “V.K. Nail” (chitarra e vocals, ex Vultures Vengeance e Necromancer), e “B.G. Triumph” (batteria, ex Demonomancy). A breve amplieremo la formazione annunciando l’entrata di un nuovo bassista (in Realms of Hatred il basso è stato registrato dallo stesso chitarrista F. Phantomlord). Avendo tutti un background consistente nell’estremo, le intenzioni alla base del progetto erano (e sono tutt’ora) quelle di proseguire il nostro percorso sulla scia delle nostre inclinazioni ed ascolti personali. Ciò che è uscito fuori dal calderone è qualcosa di simile al death metal a cavallo tra 80/90’s (il che non ci dispiace affatto) arricchito da una componente personale e tematiche più o meno epiche/oscure che cerchiamo di rendere il nostro trademark.

Confesso di essere rimasto positivamente colpito dal vostro EP di debutto, già al primo ascolto. La prima cosa a cui ho pensato è stata: “I Thulsa Doom compongono dei brani che spaccano, e con la loro estremizzazione sonora mi riportano indietro ai tempi dei primissimi Morbid Angel”. Cosa avreste detto voi, se vi foste trovati nella mia posizione di ascoltatore/recensore?

- Grazie, ci fa piacere! Onestamente non so proprio immaginare cosa avrei pensato nella posizione di ascoltatore/recensore, posso dirti solo che se non ci piacesse la musica che componiamo avremmo sicuramente un bel problema eheh. Al momento dell’uscita del nostro EP eravamo abbastanza incerti circa la reazione del pubblico. Devo dire invece che sino adesso l’accoglienza è stata molto buona, speriamo di continuare così

Ritieni che le vostre fonti d'ispirazione siano state indispensabili per creare il trademark dei THULSA DOOM? Tutto in fin dei conti nasce da qualcos'altro. Sei d'accordo?

- Credo che il metal (così come la musica tutta) è in buona parte fatto di “tradizione”, ovvero generazioni di musicisti che si ispirano alle precedenti o contemporanee per continuare ed ampliare un discorso musicale già avviato. È stato sempre così, a partire dai gruppi NWOBHM che si ispiravano all’hard rock anni ’70 ed ai Black Sabbath, per arrivare ai gruppi Death che hanno accolto la lezione di Slayer, Possessed etc. Secondo me è proprio questa eredità che rende il metal un genere “corposo” e duro a morire. Noi in particolare cerchiamo di ispirarci a quelli che riteniamo essere stati i classici del genere a cui siamo devoti, e che senza i quali i Thulsa Doom non sarebbero mai esistiti. Ovviamente mi riferisco, tra tutti, a gruppi come: Morbid Angel, Dark Angel, Sepultura, Deicide, Sadus, Sacrifice, Sadistic Intent, Sodom, Destruction e via dicendo. Come già detto sopra, cerchiamo di elaborare le nostre ispirazioni cercando sempre di aggiungere una componente di personalità al risultato finale.

Dal punto di vista tecnico, come lavorate alle vostre composizioni?

- In genere arriviamo in sala con un’idea di canzone più o meno lavorata (alcune volte sono solo manciate di riff, altre buona parte della struttura del pezzo). Credo che un’idea musicale debba in qualche modo passare sempre per una fase preliminare a casa prima che in sala prove e che non può essere improvvisata da zero durante le prove (almeno con noi funziona così). È comunque vero che in sala prove nascono spontaneamente moltissimi spunti interessanti: quando ci ritroviamo a suonare insieme troviamo tante migliorie alle canzoni rispetto alle loro versioni “base” e che, se ci convincono, inseriamo.

Dove lo avete registrato “Realms of Hatred”, e con chi? Qualcosa da dire riguardo il mastering?

- Realms of Hatred è stato registrato al Devil’s Mark studio qui a Roma. Marco “The Unbaptized Sherperd” (Demonomancy) è davvero un ottimo professionista ed ha fatto un lavoro al mix di cui siamo davvero soddisfatti. Approfittiamo di questa occasione per ringraziarlo. Se cercate un buon posto per registrare metal (ma non solo) è davvero una garanzia!

Che rapporto avete con le attuali tecnologie e cosa ne pensate di tutte queste produzioni digitali che tendono a snaturare la vera essenza del death metal? Pensate sia necessario mantenere dei suoni old oriented se si vuole suonare questo genere musicale, oppure è anche giusto che ognuno faccia come meglio crede considerando il fatto che siamo nel 2019?

- Se ami la vecchia scuola è normale subire il fascino del malefico suono analogico “che fu” e sei consapevole che nel bene e nel male oggi certi suoni siano praticamente impossibili da riproporre. Quindi la risposta è si, preferisco senza dubbio produzioni che non suonino eccessivamente moderne e cristalline, a discapito di un suono forse meno pulito ma più corposo e naturale. La tecnologia è comunque uno strumento, e ognuno la utilizza come meglio crede…

Quanto di ciò che avete scritto nei testi è fantastico e quanto reale?

- Non poniamo paletti a riguardo, tuttavia ci viene naturale inserire nelle nostre lyrics riferimenti letterari (per intenderci roba epica/oscura alla Tolkien, Robert E. Howard, Lovecraft, Poe etc..) o avvenimenti storici più o meno veritieri ma per noi affascinanti. Sono tematiche che a nostro avviso contribuiscono a rendere un pezzo maggiormente evocativo.

Qual è la tua opinione circa l'attuale situazione del death metal, e cosa significa per voi essere parte di questo circuito musicale?

- Credo che al giorno d’oggi l’underground estremo stia vivendo un ottimo momento: abbiamo una scena ricca fatta di tantissime band valide e molto diverse tra loro. Siamo orgogliosi di far parte di questo circuito.

L'obiettivo dei Thulsa Doom?

- Vogliamo proseguire la strada iniziata da “Realms of Hatred” senza cali di tensione e spingere il più possibile la potenzialità di questo progetto sanguinario. Da totali devoti al culto dell’estremo, suonare death metal è praticamente un’esigenza e un’introspezione nel nostro lato più oscuro. Prossimi obbiettivi a breve termine saranno l’uscita di Realms of Hatred in formato CD e vinile, conquistare palchi in giro per concerti e la composizione di nuovi pezzi per un’imminente futura release!

Perché il nome Thulsa Doom?

- Thulsa Doom è un personaggio letterario tratto dal mondo di Robert E. Howard. Nella sua versione originaria, ancor prima di essere l’antagonista di Conan il barbaro, Thulsa Doom era un negromante non morto e praticante magia nera. Il nome, per quanto possa risultare non troppo usuale in un contesto death metal, ci è piaciuto sin da subito poiché da alla musica un respiro oscuro che è quello che vogliamo trasmettere a chi ci ascolta.

Grazie per l'intervista. In bocca al lupo per il vostro futuro.

- Grazie a te Christian e un saluto ai tuoi lettori! Ride FAST, ride to DEATH!

Contatti:
invictusproductions666.bandcamp.com/album/realms-of-hatred
facebook.com/ThulsaDoomDeath 

THULSA DOOM line-up:
V.K. Nail: Voce, Chitarra
F.Phantomlord: Chitarra, Basso
B.G. Triumph: Batteria

Recensione: 
THULSA DOOM "Realms of Hatred" (2018)