mercoledì 20 novembre 2019

CRUENTUS "Fake" - Triple A Events Rec.




Dodici brani di questa caratura possono bastare per far riemergere forti emozioni mai troppo lontane. Nel caso dei baresi CRUENTUS i miei ricordi indelebili attraversano l'invisibile sfera del tempo dirigendosi verso il memorabile 1994. In quell'anno, mentre mi trovavo immerso in una maniacale scoperta della meno affollata scena metal italiana ed internazionale, ricevevo una cassetta dall'eloquente titolo "When the World Ends to Be", uno dei tanti nastri ottenuti da un continuo e appetibile tape trading: la fiorente corrispondenza dei bei tempi andati mi fece entrare in contatto con lo storico chitarrista e membro fondatore Antonello Maggi. Mi ci sono voluti ripetuti ascolti e settimane di paragoni con altre realtà per capire che avevo trovato uno dei demo più interessanti messi in commercio in Italia tra gli inizi e la metà degli anni '90. Poco meno di cinquanta minuti di musica ideata, arrangiata e incisa da una delle band più valide, ispirate, ambiziose, formatesi sul tacco dello stivale. Il passo successivo fu l'accordo con la nostrana New LM Records (distribuzione Flying Rec.) per la pubblicazione del bellissimo album di debutto "In Myself": prodotto da Paul Chain, registrato negli Strana Officina Studios, e uscito nel luglio 1996. Da allora il silenzio (o quasi). Quel silenzio oggi ci cala nel presente, e ciò che pensavi fosse ormai impossibile ti colpisce all'improvviso. I Nostri tornano con un secondo disco di ottima fattura desiderosi di lasciare il segno, ma soprattutto, danno il meglio per festeggiare i loro trent'anni di attività. 3/5 della lineup si rivelano gli stessi di tre decadi fa: il succitato chitarrista Antonello Maggi, Nicola Bavaro (voce), Adriano Boghetich (basso, testi), mentre i restanti 2/5 del progetto rispondono al nome di Domenico Mele (ex-chitarrista dei deathster Natron, ora attivo nei The Ossuary) già parte del gruppo da un decennio, e per ultimo il batterista Valerio Di Masi (ricordiamo il suo operato nei tarantini Entact) convocato sei anni fa come nuovo membro: musicista che, pur essendo consapevole di essere il più giovane tra i cinque, sa come farsi valere dietro le sue pelli. Se, da una parte, la progressione odierna dei Cruentus si è fatta evidente, dall'altra non hanno potuto fare a meno di riallacciarsi a quell'approccio simbolico apprezzato da molti appassionati delle loro precedenti produzioni (i brani acustici compresi); complice, senza ombra di dubbio, il tocco e la scrittura mirata di Antonello (l'intero "Fake" è stato composto da lui). Ad un primo impatto, sembra un lavoro quasi più facile da assimilare, persino più immediato e d'impatto, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare. In realtà, solo dopo aver approfondito, si presenta ben bilanciato, articolato e studiato in ogni minimo dettaglio. Contribuisce sicuramente anche la buona produzione, compatta ed omogenea, curata da Massimo Stano nei Mast Recording Studio. Nicola Bavaro colpisce sempre per timbrica e forza espressiva, seppure più quadrato e meno elastico di quanto non fosse molti anni fa, o forse, è solo una scelta personale quella di raggiungere un simile risultato. "Fake" è un fiume in piena da attraversare mettendosi completamente a nudo, da misurare nel giusto mood, un flusso emozionalmente denso che si rivela in maniera autentica servendosi della consistenza delle note e delle atmosfere. Il disco è stato realizzato con il patrocinio di Programmazione Puglia Sounds Record 2019. L'immagine di copertina è opera di Mariarita Renatti. Tutto questo è il regalo più grande che si possa fare a chiunque apprezzi il metal di qualità. Bentornati Cruentus.

Contatti:
facebook.com/Cruentus.1989
cruentus1989@gmail.com

Songs:
Circles, Everspace, Spoil The Flesh, Never Forget, Passin' Over, Funambulism, Shadows, Blindness Means Watching, Step By Step, Timeless, The Strain, See You On The Top

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