sabato 7 dicembre 2019

BLOOD INCANTATION "Hidden History of the Human Race" - Century Media Records | Dark Descent Records




Sono sufficienti solo pochi minuti di "Hidden History of the Human Race" per godere della pregevole padronanza strumentale dei BLOOD INCANTATION. Se da una parte quest'opera raccoglie a piene mani tutte le influenze che hanno caratterizzato il loro percorso artistico finora compiuto, mettendo la tecnica sempre al servizio della migliore ispirazione, dall'altra ci ritroviamo di fronte una band ancora più affiatata intenzionata ad allargare la propria zona di comfort per esplorare altri orizzonti, senza però allontanarsi troppo da quanto già fornito negli anni precedenti al 2019. La prospettiva è ben visibile, tangibile, ed è quella di una singolare lettura del death metal: sezionare minuziosamente ogni componente cercando di viaggiare in modo scenografico e convincente, cavalcando ineluttabili spartiti d'immortale estremizzazione sonora. Il modus operandi degli statunitensi Blood Incantation potrebbe rivaleggiare con quello dei leggendari Death, Morbid Angel, Nocturnus, sicuramente loro primari punti di riferimento, non solo per i riff e gli assoli di chitarra, ma anche per un generale approccio alla musica  e alle atmosfere da essa evocate. Questi esperti musicisti cercano di andare al di là dei parametri già noti, diffondendo luci accecanti ad ampio raggio. L'accordo con la Century Media Records per il mercato europeo è il giusto premio ottenuto con merito. Un disco veramente da brividi e una maestria che solo i più grandi possiedono.

Contatti: 
darkdescentrecords.bandcamp.com/hidden-history-of-the-human-race
facebook.com/astralnecrosis

Songs:
Slave Species of the Gods, The Giza Power Plant, Inner Paths (To Outer Space), Awakening from the Dream of Existence to the Multidimensional Nature of Our Reality (Mirror of the Soul)


venerdì 6 dicembre 2019

ECTOPLASMA "White-Eyed Trance" - Memento Mori | Caligari Records | Repulsive Echo




I greci Ectoplasma sono uno di quei gruppi di nicchia per i quali nutro un grande rispetto, soprattutto per l'esemplare spirito tradizionalista. La loro carriera è iniziata solo sette anni fa, e più precisamente nel 2014 con la pubblicazione del demo "Everlasting Deathreign", seguito poi da diversi altri lavori che li hanno fatti conoscere nella scena death metal come una delle realtà più interessanti attualmente in circolazione. "White-Eyed Trance", album che arriva a meno di un anno di distanza dal precedente secondo full-length "Cavern of Foul Unbeings", è il consueto esempio di death metal fradicio dai temi orrorifici, genere da cui la band pare non aver intenzione di allontanarsi (non sia mai!). Sta lì a dimostrarcelo l’assalto travolgente di ogni singola traccia: otto colpi frontali intrisi di nefandezze; un martellamento risonante e viscerale che chiama in causa i peggiori zombie controllati dai loro voraci parassiti. E' pur vero che la matrice è in generale quella del death d'annata, ma gli arrangiamenti destinati alle canzoni cominciano a farsi più intricati (il rifframa, ribassato e convertito al dramma, tocca considerevoli picchi di ispirazione in "White-Eyed Trance: Choronzonic Covenant" e nell'oscurità grondante di "White-Eyed Trance - Ensnared in Devilry"). Non è necessario ricercare particolari peculiarità nei solchi sinistri del nuovo disco, in fondo il songwriting mantiene una struttura basilare e forsennata, però il punto di forza di questo ritorno discografico è proprio la fermezza. Quella degli Ectoplasma è una vera minaccia accompagnata da un growling mostruoso.

Contatti:
caligarirecords.bandcamp.com/album/white-eyed-trance
ectoplasma187.bandcamp.com 
facebook.com/Ectoplasma 

Songs:
Eviscerated in the Howling Winds, Psychomanteum Immolation, White-Eyed Trance: Choronzonic Covenant, The Oak Spewed Foul Whispers, Ghostly Emanations in the Mortuary, Alucarda, The Daughter of Darkness, White-Eyed Trance (Ensnared in Devilry), Skeletal Lifeforms




giovedì 5 dicembre 2019

BLASPHEMATHORY "War, Blasphemy & Divine Destruction" - Iron, Blood and Death Corporation | Antiheroes Prods




La scelta di aderire agli schemi del death metal funesto rappresenta l'anello di congiunzione tra le intenzioni dei messicani BLASPHEMATHORY e l'irriverenza dei loro testi eretici. La formula compositiva messa in piedi con "War, Blasphemy & Divine Destruction", per quanto derivativa, denota ugualmente un discreto effetto, peraltro irrobustito dalle buone doti del trio. Il loro stile è molto retrò e le canzoni suonano come un tributo ai vari Krisiun, Morbid Angel, Angelcorpse, e su questo non c'è nulla da obiettare. Perciò possiamo dire che, la band americana, pur non brillando per personalità, è in grado di interpretare con assalti decisi la lezione impartita dai padri ispiratori citati poco fa, quindi abile a districarsi sulla velocità di esecuzione e su continue ripetizioni di schemi ampiamente collaudati. "War, Blasphemy & Divine Destruction" esplode nella sua interezza rifacendosi soprattutto alla tradizione dei classici degli anni '90, per un risultato calzante ma pur sempre nella media. Musicalmente incorruttibili, concettualmente dissacranti.

Contatti: 
ironbloodanddeath.bandcamp.com/war-blasphemy-divine-destruction
facebook.com/BLASPHEMATHORYMX

Songs:
Intro - Luciferian War Legions, Black Pestilence, Spectral Fierce Army, Owners Of The Death, Majestic Dark Kingdom, Celestial Rebelion, Spiritual Terrorism, Desecration Ritual - Outro 10:35


mercoledì 4 dicembre 2019

GOATBURNER "Extreme Conditions" - Time To Kill Records




Si aggiunge anche l'italiana Time To Kill Records per far decollare tutto il marcio che giace sul suolo calpestato dai finnici GOATBURNER. Il mix di death metal, grindcore e sludge doom racchiuso in "Extreme Conditions" è il risultato concreto della collaborazione tra il batterista Spider (Skulmagot, Pikakassa, Ratface) e il cantante/chitarrista Keijo Niinimaa, a.k.a. Kaos: musicista ugualmente e fortemente motivato nel portare avanti la sua lunga esperienza con altre band come Rottend Sound, Morbid Evils, Age of Woe, ex-Nasum (live). La proposta sonora fatta di ignoranza e intransigente pesantezza non manca mai di stupire per via dell'inflessibile efficacia. Forse alla lunga il disco diventa un po' ripetitivo, visto che i brani sono abbastanza simili tra loro, comunque, resta il fatto che un lavoro del genere non può assolutamente passare inosservato, a prescindere dai due personaggi coinvolti. Ci sono delle composizioni meritevoli di attenzione: "Violent Redeemer", "Drowned Alive", "Vortex of Chaos" e "Blown Away". Dieci pugnalate mortali inferte da ruggiti, riff e ritmi feroci partoriti in una condizione di profondo malessere, questo è poco ma sicuro. Per i Goatburner esiste solo l'odio rabbioso di fronte alle forze caotiche della natura.

Contatti:
timetokill-records.com/pgm-portfolio/goatburner
goatburner.bandcamp.com/album/extreme-conditions
facebook.com/GoatburnerMosh

Songs:
Dead Alert, Time to Burn, Mayhem, Drowned Alive, Violent Redeemer, Vortex of Chaos, Frozen Grounds, Get Sick and Die, Blown Away, Wave of Doom




martedì 3 dicembre 2019

NILE "Vile Nilotic Rites" - Nuclear Blast Records




Dopo il distacco dallo storico chitarrista Dallas Toler-Wade, avvenuto nel 2017, Karl Sanders ha continuato a battere il ferro rovente custodito dai suoi NILE forte di una solida line-up e di un consistente seguito di fan. La cosa sbalorditiva è che il livello qualitativo di "Vile Nilotic Rites" potrebbe addirittura rappresentare il punto più alto di una carriera dalle potenzialità tecniche sconfinate, merito soprattutto dell'indiscutibile spessore del batterista George Kollias che, anche in questo nono capitolo, mostra di essere dominatore assoluto della loro inesauribile ricerca sonora. E' il disco nel quale tutti speravamo, un ritorno in grande stile per una compagine monolitica capace di troneggiare ancora oggi tra i pesi massimi di quel death metal tecnico caratterizzato da un ritmo frenetico e incessante. Ovviamente gli anni passano, i tempi cambiano, ma fortunatamente la coerenza sul piano sonoro non si è ancora trasformata in monotonia o in riciclo. E poi l'antico Egitto, la terra in cui i defunti tornano a vivere senza farsi vedere, teatro delle faraoniche esequie che accompagnavano i figli del dio sole all'appuntamento con il proprio padre e l'eternità. Il potere di quei luoghi magnetici è tale da sembrare eccessivo, ormai "vecchio", non rinnovabile, statico come le sue mummie. Invece siamo ben lontani dal dejà vu, perché ogni tempesta di sabbia ingigantisce l'operato di questi musicisti. La dimensione appartenente a quella civiltà immortale, accuratamente descritta dai Nile, in "Vile Nilotic Rites" risulta ancora più evidente e maestosa. Da avere!

Contatti: 
nile-official.com
facebook.com/nilecatacombs
instagram.com/nile_official

Songs:
Long Shadows of Dread, The Oxford Handbook of Savage Genocidal Warfare, Vile Nilotic Rites, Seven Horns of War, That Which Is Forbidden, Snake Pit Mating Frenzy, Revel in Their Suffering, Thus Sayeth the Parasites of the Mind, Where Is the Wrathful Sky, The Imperishable Stars Are Sickened, We Are Cursed




lunedì 2 dicembre 2019

NO/MÁS "Last Laugh" - HPGD Productions




I NO/MÁS sono uno di quei tanti gruppi che si amano e si accettano per ciò che sanno proporre e per la mentalità con cui si presentano nella scena musicale votata alla protesta sociale. L'EP "Last Laugh" ci sguinzaglia un sound tonante che spazia dal grind inverecondo all'hardcore-punk più crudo, in un'inarrestabile escalation di disumana cattiveria sonora. La proposta non è cambiata di una virgola rispetto alle due precedenti pubblicazioni, ma anche rispetto a tutto ciò che si è poturo ascoltare in questo genere nel corso degli ultimi anni. I suoni rimangono sempre quelli: grezzi ed essenziali, come inalterata si manifesta l'attitudine mordace strappata con forza alla vecchia scuola. Sarete perciò spazzati via in meno di otto minuti di musica senza compromessi. Sebbene "Last Laugh" fosse effettivamente fin troppo puro nella sua essenza, dimostra che la formazione proveniente da Washington è da tenere in considerazione. Tutto sommato, il messaggio verace del grindcore primordiale non ha mai avuto bisogno di una sterzata, rimanendo incentrato quasi esclusivamente su certi canoni. Per quanto mi riguarda, non riesco a trovarci degli aspetti negativi. La violenza è servita.

Contatti: 
hpgd.bandcamp.com/album/last-laugh
facebook.com/NOMASGRIND

Songs:
Claustrophobia, Verbal Abuse, Police Brutality, Rabia, Burden, Last Laugh