giovedì 31 gennaio 2019

THULSA DOOM - "DANNAZIONE ETERNA"






SIATE PRONTI PER ACCOGLIERE L'ESSENZA BESTIALE DEI ROMANI THULSA DOOM, IL CUI SOUND SARA' PIENAMENTE APPREZZATO DAI CULTORI DEL DEATH METAL VECCHIA SCUOLA. I NOSTRI, CON IL DEBUTTO "REALMS OF HATRED" DIMOSTRANO LA FERMA INTENZIONE DI VOLER COMBATTERE A VISO APERTO UNA SANGUINOSA BATTAGLIA NELL'ATTUALE PANORAMA UNDERGROUND. IL CANTANTE/CHITARRISTA V.K. NAIL SI E' RESO DISPONIBILE A RISPONDERE ALLE MIE DOMANDE.

Partiamo con una breve biografia dei THULSA DOOM? Chi sono i componenti coinvolti nella band, e quali sono le idee base che gravitano intorno al nero verbo del vostro progetto?

- Ciao Christian e grazie per questa intervista. I Thulsa Doom sono una creatura giovane nata a fine 2017 ma composta da membri attivi da non pochi anni nella scena musicale metal romana. Il nucleo originale del gruppo ruota attorno a “F. Phantomlord” (chitarra, ex Lurking Terror), “V.K. Nail” (chitarra e vocals, ex Vultures Vengeance e Necromancer), e “B.G. Triumph” (batteria, ex Demonomancy). A breve amplieremo la formazione annunciando l’entrata di un nuovo bassista (in Realms of Hatred il basso è stato registrato dallo stesso chitarrista F. Phantomlord). Avendo tutti un background consistente nell’estremo, le intenzioni alla base del progetto erano (e sono tutt’ora) quelle di proseguire il nostro percorso sulla scia delle nostre inclinazioni ed ascolti personali. Ciò che è uscito fuori dal calderone è qualcosa di simile al death metal a cavallo tra 80/90’s (il che non ci dispiace affatto) arricchito da una componente personale e tematiche più o meno epiche/oscure che cerchiamo di rendere il nostro trademark.

Confesso di essere rimasto positivamente colpito dal vostro EP di debutto, già al primo ascolto. La prima cosa a cui ho pensato è stata: “I Thulsa Doom compongono dei brani che spaccano, e con la loro estremizzazione sonora mi riportano indietro ai tempi dei primissimi Morbid Angel”. Cosa avreste detto voi, se vi foste trovati nella mia posizione di ascoltatore/recensore?

- Grazie, ci fa piacere! Onestamente non so proprio immaginare cosa avrei pensato nella posizione di ascoltatore/recensore, posso dirti solo che se non ci piacesse la musica che componiamo avremmo sicuramente un bel problema eheh. Al momento dell’uscita del nostro EP eravamo abbastanza incerti circa la reazione del pubblico. Devo dire invece che sino adesso l’accoglienza è stata molto buona, speriamo di continuare così

Ritieni che le vostre fonti d'ispirazione siano state indispensabili per creare il trademark dei THULSA DOOM? Tutto in fin dei conti nasce da qualcos'altro. Sei d'accordo?

- Credo che il metal (così come la musica tutta) è in buona parte fatto di “tradizione”, ovvero generazioni di musicisti che si ispirano alle precedenti o contemporanee per continuare ed ampliare un discorso musicale già avviato. È stato sempre così, a partire dai gruppi NWOBHM che si ispiravano all’hard rock anni ’70 ed ai Black Sabbath, per arrivare ai gruppi Death che hanno accolto la lezione di Slayer, Possessed etc. Secondo me è proprio questa eredità che rende il metal un genere “corposo” e duro a morire. Noi in particolare cerchiamo di ispirarci a quelli che riteniamo essere stati i classici del genere a cui siamo devoti, e che senza i quali i Thulsa Doom non sarebbero mai esistiti. Ovviamente mi riferisco, tra tutti, a gruppi come: Morbid Angel, Dark Angel, Sepultura, Deicide, Sadus, Sacrifice, Sadistic Intent, Sodom, Destruction e via dicendo. Come già detto sopra, cerchiamo di elaborare le nostre ispirazioni cercando sempre di aggiungere una componente di personalità al risultato finale.

Dal punto di vista tecnico, come lavorate alle vostre composizioni?

- In genere arriviamo in sala con un’idea di canzone più o meno lavorata (alcune volte sono solo manciate di riff, altre buona parte della struttura del pezzo). Credo che un’idea musicale debba in qualche modo passare sempre per una fase preliminare a casa prima che in sala prove e che non può essere improvvisata da zero durante le prove (almeno con noi funziona così). È comunque vero che in sala prove nascono spontaneamente moltissimi spunti interessanti: quando ci ritroviamo a suonare insieme troviamo tante migliorie alle canzoni rispetto alle loro versioni “base” e che, se ci convincono, inseriamo.

Dove lo avete registrato “Realms of Hatred”, e con chi? Qualcosa da dire riguardo il mastering?

- Realms of Hatred è stato registrato al Devil’s Mark studio qui a Roma. Marco “The Unbaptized Sherperd” (Demonomancy) è davvero un ottimo professionista ed ha fatto un lavoro al mix di cui siamo davvero soddisfatti. Approfittiamo di questa occasione per ringraziarlo. Se cercate un buon posto per registrare metal (ma non solo) è davvero una garanzia!

Che rapporto avete con le attuali tecnologie e cosa ne pensate di tutte queste produzioni digitali che tendono a snaturare la vera essenza del death metal? Pensate sia necessario mantenere dei suoni old oriented se si vuole suonare questo genere musicale, oppure è anche giusto che ognuno faccia come meglio crede considerando il fatto che siamo nel 2019?

- Se ami la vecchia scuola è normale subire il fascino del malefico suono analogico “che fu” e sei consapevole che nel bene e nel male oggi certi suoni siano praticamente impossibili da riproporre. Quindi la risposta è si, preferisco senza dubbio produzioni che non suonino eccessivamente moderne e cristalline, a discapito di un suono forse meno pulito ma più corposo e naturale. La tecnologia è comunque uno strumento, e ognuno la utilizza come meglio crede…

Quanto di ciò che avete scritto nei testi è fantastico e quanto reale?

- Non poniamo paletti a riguardo, tuttavia ci viene naturale inserire nelle nostre lyrics riferimenti letterari (per intenderci roba epica/oscura alla Tolkien, Robert E. Howard, Lovecraft, Poe etc..) o avvenimenti storici più o meno veritieri ma per noi affascinanti. Sono tematiche che a nostro avviso contribuiscono a rendere un pezzo maggiormente evocativo.

Qual è la tua opinione circa l'attuale situazione del death metal, e cosa significa per voi essere parte di questo circuito musicale?

- Credo che al giorno d’oggi l’underground estremo stia vivendo un ottimo momento: abbiamo una scena ricca fatta di tantissime band valide e molto diverse tra loro. Siamo orgogliosi di far parte di questo circuito.

L'obiettivo dei Thulsa Doom?

- Vogliamo proseguire la strada iniziata da “Realms of Hatred” senza cali di tensione e spingere il più possibile la potenzialità di questo progetto sanguinario. Da totali devoti al culto dell’estremo, suonare death metal è praticamente un’esigenza e un’introspezione nel nostro lato più oscuro. Prossimi obbiettivi a breve termine saranno l’uscita di Realms of Hatred in formato CD e vinile, conquistare palchi in giro per concerti e la composizione di nuovi pezzi per un’imminente futura release!

Perché il nome Thulsa Doom?

- Thulsa Doom è un personaggio letterario tratto dal mondo di Robert E. Howard. Nella sua versione originaria, ancor prima di essere l’antagonista di Conan il barbaro, Thulsa Doom era un negromante non morto e praticante magia nera. Il nome, per quanto possa risultare non troppo usuale in un contesto death metal, ci è piaciuto sin da subito poiché da alla musica un respiro oscuro che è quello che vogliamo trasmettere a chi ci ascolta.

Grazie per l'intervista. In bocca al lupo per il vostro futuro.

- Grazie a te Christian e un saluto ai tuoi lettori! Ride FAST, ride to DEATH!

Contatti:
invictusproductions666.bandcamp.com/album/realms-of-hatred
facebook.com/ThulsaDoomDeath 

THULSA DOOM line-up:
V.K. Nail: Voce, Chitarra
F.Phantomlord: Chitarra, Basso
B.G. Triumph: Batteria

Recensione: 
THULSA DOOM "Realms of Hatred" (2018)


martedì 29 gennaio 2019

CORPSEFUCKING ART - "MATTANZA SENZA FINE"






FORTI DI UN NUOVO OTTIMO LAVORO IN STUDIO INTITOLATO "SPLATTERPHOBIA", I VETERANI CORPSEFUCKING ART RINCARANO LA DOSE IN TERMINI DI VEEMENZA, ATTITUDINE OLD SCHOOL E AMORE VISCERALE PER IL BRUTAL DEATH METAL. DA VENTIDUE ANNI LA FORMAZIONE ROMANA GUIDATA DAL CHITARRISTA FONDATORE ANDREA CIPOLLA E' SINONIMO DI COERENZA, E NON HA NESSUNA INTENZIONE DI FERMARE LA SUA SPIETATA E SANGUINOSA MATTANZA. ECCOVI L'INTERVISTA CON IL MUSICISTA CAPITOLINO.

Ciao Andrea. E' la tua prima intervista per Son of Flies Webzine, quindi ti ringrazio per la disponibilità. Ho cercato di elaborare delle domande che potessero toccare diversi argomenti, quindi spero che sia una piacevole chiacchierata.

- Ciao Christian, una chiacchierata sul death metal è sempre ben accetta.

Una cosa è certa, sei uno dei veterani dell'underground nostrano, e nonostante tu sia sicuramente maturato come uomo e musicista, i tuoi gusti musicali sono rimasti gli stessi di sempre, ovviamente se facciamo riferimento ai suoni del metal... Puoi dirci qualcosa in merito?

- Ci sono sempre quei dischi che ti accendono la mente, o che comunque ti fanno sentire a casa. Ascoltare death metal è qualcosa che faccio giornalmente, e molto spesso riascolto i classici del genere, molte band rimangono un punto fermo del mio concepire la musica estrema e in generale l'arte grottesca. Come sai ho una mia etichetta, la Despise The Sun Records, e molto spesso mi capita anche di ascoltare molte band attuali, ho sempre avuto sotto l'occhio l'evoluzione del genere, è qualcosa che ormai fa parte di me, ma qualcosa sicuramente non torna nelle nuove produzioni, è cambiato l'approccio al genere death metal, un qualcosa che ora non è più codificato come un linguaggio, ma come una cosa che puoi inscatolare e vendere come detersivo e metterci etichette blu cobalto con su scritto “death metal formato famiglia”.

Cosa rappresenta il death metal nel 2019 per Andrea Cipolla? Perché questo amore viscerale per tale genere estremo? Potrebbe sembrare una domanda scontata, ma per quanto mi riguarda non lo è...

- Come dicevo poco fa, è qualcosa che mi accompagna giornalmente, si può dire che sia la colonna sonora delle mie giornate. La musica, come in generale l'arte e la cultura, possono aprirti la mente e farti capire più in profondità l'animo umano.

Come si colloca "Splatterphobia" nella vostra evoluzione musicale? Come lo consideri rispetto ai lavori che lo hanno preceduto?

- “Splatterphobia” sicuramente ha una maturità compositiva maggiore rispetto ai dischi precedenti, soprattutto per i testi. E' una ricerca, attraverso il nostro personaggio Mr. Daisy, che vuole mettere a fuoco la mente deviata di uno psicopatico, che si ostina a vivere in un mondo parallelo alla nostra realtà.

Personalmente penso che la produzione del nuovo album sia la migliore di sempre, e questo è stato da me sottolineato in sede di recensione. I suoni sono più caldi, corposi e pesanti. Sei d'accordo?

- Pienamente d'accordo, abbiamo lavorato parecchio sui suoni di “Splatterphobia”, il risultato rispecchia la nostra idea di brutalità. La chiave di lettura che preferisco è sempre quella del pugno diretto allo stomaco, non mi piace girare intorno alle questioni. Credo che dare un suono più in risalto al basso abbia dato una marcia in più al risultato finale.

Senti pressione quando inizi a comporre il materiale per un nuovo album, sapendo di avere sulle spalle tutti questi anni di attività? Com'è stato lavorare sulle canzoni di "Splatterphobia"? E cosa ti ha spinto a voler registrare la cover dei Cannibal Corpse?

- Per me iniziare a lavorare su un disco nuovo coincide sempre con l'arrivo dell'ispirazione, quando arriva il momento so che devo fissare i riff, è una fase naturale dell'arte che mi porta a esplorare le mie idee, nessuna pressione quindi. Lavorare sui pezzi non è stato semplice, sono stati due lunghi anni di scrittura, proprio per il fatto di non voler fare un disco di mestiere, ma di idee. Per quanto riguarda il pezzo dei Cannibal Corpse, finalmente ho tributato in pieno il disco e la band che più ha influenzato il mio modo di suonare la chitarra, credo come non mai evidente su Splatterphobia.

A proposito di Cannibal Corpse, avrai sicuramente letto della vicenda che ha interessato il loro chitarrista Pat O'Brien. Che impressione ti sei fatto su questa storia, un po' assurda, se la vediamo dall'esterno...

- Solitamente sono poco interessato al gossip musicale, ma non sono stupito da una notizia del genere. Ognuno vive i suoi mostri come crede, in questo caso Pat O'Brien si è perso nelle sue debolezze, spero riesca a risolvere i suoi problemi quanto prima, non mi sento di demonizzare le sue azioni.

Facendo riferimento alla tua lunga esperienza musicale, in che modo affronti la tua vita personale sapendo di avere anche una band e un'etichetta da portare avanti? Immagino non sia facile.

- Quando gli impegni lavorativi coincidono con le proprie passioni sicuramente si riesce ad avere una motivazione maggiore, riesco a vivere della mia musica al 100%.

Ci sono dei dischi di cui non riesci a farne a meno? Intendo dire degli album che ami ascoltare spesso, o quantomeno, saltuariamente.

- Ci sono dei dischi che oltre a suonare spesso nel mio stereo, risuonano nella mia testa sempre. Uno dei dischi che più ascolto è sicuramente “Hacked Up For Barbecue” dei Mortician, il disco brutale perfetto per eccellenza. Ascolto assiduamente da anni molte band, oltre ai Cannibal Corpse, non potrei mai fare a meno dei primi dischi di Morbid Angel e Deicide, tantomeno di band come Immolation ed Incantation, ma sarebbe una lista interminabile di band anni '90.

Cosa pensi sia cambiato principalmente nel circuito della musica estrema in tutti questi anni? Lasciando un attimo da parte il discorso sulle produzioni “digitali”. Qualunque altra cosa tu voglia dire...

- La musica estrema, soprattutto il death metal, oggi è qualcosa che ha perso molto di spontaneità. Una volta che qualcosa riesce ad essere catalogata ed incanalata verso un determinato pubblico, perde di contenuti e di attitudine. Molte band studiano principalmente il mercato e tutto ciò che ruota intorno alla notorietà. L'aspetto che più salta all'occhio è la standardizzazione delle produzioni, oggi non distingui nessun gruppo come in passato e questo va a scapito della qualità.

I Corpsefucking Art sono il tuo unico impegno musicale o suoni anche in qualche altra band?

- Ho altri due progetti death metal, Morbo e Bomberos. I primi seguono le orme di un death metal più primordiale e scarno, qualcosa che si può accostare ai primissimi Autopsy, mentre i secondi sono una vera e propria band tributo ai Mortician. Attualmente sto scrivendo i pezzi per il secondo album dei Morbo.

Quali sono le Nazioni europee o gli Stati americani che hanno supportato meglio la tua band?

- I nostri album sono sempre usciti per etichette discografiche statunitensi, quindi il maggior supporto e promozione è sempre avvenuto nella patria del genere. Ma bene o male siamo arrivati un po' ovunque, grazie anche all'uscita del DVD per il mercato sudamericano. Un massiccio supporto lo abbiamo anche sul versante orientale, soprattutto in Indonesia, dove molte label stanno nascendo, è un mercato molto fiorente per il genere.

Hai qualcosa da esprimere sull'attuale situazione dell'underground metal italiano?

- In passato le band italiane non ebbero l'attenzione che avrebbero meritato. Oggi finalmente abbiamo moltissime band valide in ambito estremo, credo una delle migliori scene in ambito internazionale se focalizziamo il nostro sguardo verso il genere death metal. Avanti così.

Grazie per l'intervista. Ti auguro il meglio per questo 2019.

- Grazie per lo spazio Christian, gloria e vita alla nuova carne.

Contatti:
corpsefuckingart.bandcamp.com/album/splatterphobia 
facebook.com/sachertorture 

CORPSEFUCKING ART line-up:
Andrea Cipolla: Chitarra
Francesco Bastard: Voce
Mario Di Giambattista: Chitarra
Marco De Ritis: Basso
Marco Coghe: Session Drummer

Recensione: 
CORPSEFUCKING ART "Splatterphobia" - 2018 


lunedì 28 gennaio 2019

CRYO CHAMBER COLLABORATION "Shub​-​Niggurath" - Cryo Chamber




"Shub​-​Niggurath" è stato composto e magistralmente raccontato da venti compositori della scena dark ambient internazionale, due tracce cariche di oscurità e di mistero, un omaggio a H.P. Lovecraft, riconosciuto tra i maggiori scrittori della letteratura horror fantasy insieme ad Edgar Allan Poe. "Shub​-​Niggurath" è un concept stratificato, in tutti i sensi, che guarda ai miti e alle leggende, così come all'angoscia insita in una realtà profonda e alternativa. Lavoro di squadra che ha portato alla creazione delle migliori atmosfere, mettendo l'accento anche sulla scelta dei suoni più adatti per il raggiungimento di tale scopo. Il disco in questione è in grado di risucchiare l'ascoltatore al suo interno: un processo intenso e simile alla scrittura di una soundtrack per un film di 120 minuti. "Shub​-​Niggurath" è un compendio perfetto di ciò che hanno saputo rappresentare alcuni degli artisti più validi della scena ambient negli ultimi anni. Le due ore di musica riempiono gli spazi e li dilatano. "Shub-Niggurath" (Part.1 e Part.2) offrono un viaggio che non rinuncia a quella "diversità" tipica del sound della Cryo Chamber. Ciò significa "tradurre" un messaggio personale e senza confini. Tale opera cresce ascolto dopo ascolto, lasciandosi guidare da vibrazioni dal gusto dark che conducono verso sentieri illuminati da una luce fioca. L'album arriva corredato da un doppio CD deluxe digibook con booklet di sedici pagine. Queste le creature coinvolte: Atrium Carceri, ProtoU, God Body Disconnect, Dronny Darko, Kolhoosi 13, Neizvestija, Northumbria, Apocryphos, Randal Collier-Ford, Council of Nine, Dead Melodies, Flowers for Bodysnatchers, Darkrad, Ager Sonus, Kammarheit, Gydja, Aegri Somnia, Creation VI, Ugasanie, SiJ, Alphaxone, Keosz.

Contatti: 
cryochamber.bandcamp.com/album/shub-niggurath
facebook.com/CryoChamber

Songs:
Shub-Niggurath 1, Shub-Niggurath 2




giovedì 24 gennaio 2019

DESECRAVITY "Anathema" - Willowtip




Terzo album per la formazione giapponese formatasi a Tokyo nel 2007, un lavoro maturo e impreziosito da pregevoli parti strumentali che seguono le regole del death metal tecnico e feroce. Aspettarsi qualcosa di diverso dai DESECRAVITY vorrebbe dire sperare in qualcosa che non avverà mai, infatti "Anathema" non si discosta dai precedenti dischi in studio. Allo stesso tempo, bisogna riconoscere loro una crescita compositiva non indifferente. Lo stile è ricercato e bruciante come abbiamo già avuto modo di ascoltare fin da "Implicit Obedience" (2012), ma pure dinamico e abbondantemente dissonante. Anche la produzione si dimostra azzeccata (da manuale in tal senso il mixaggio e il mastering ad opera del guru Dan Swanö nei suoi Unisound Studio). "Anathema" legge uno schema ben definito, dandoci la possibilità di gustare otto composizioni assolutamente perfette: tutto sembra eccellentemente dosato e calibrato, perciò nessun ripiego o riempitivo per questa band che prosegue a vele spiegate il proprio cammino nell'attuale scena death metal. Il pregio maggiore dei quattro musicisti del Sol Levante è il loro agire sicuro e convincente. E vi assicuro che non è cosa da poco. Per gli amanti del genere, sarà un vero toccasana.

Contatti:
desecravity.bandcamp.com/album/anathema
facebook.com/pg/DESECRAVITY

Songs:
Aeon and Ashes, Impure Confrontation, Ominous Harbinger, Deprivation of Liberty, Bloodthirsty Brutes, Secret Disloyalty, Devoured the Psyche, Beheaded White Queen




martedì 22 gennaio 2019

NOCTAMBULIST "Atmospheres Of Desolation" - Blood Harvest | Helter Skelter




Sono le veloci e assurde sonorità di "Atmospheres Of Desolation" e l'inquietante artwork di copertina a presentarci questo debutto con cui gli americani NOCTAMBULIST decidono di farsi conoscere nel circuito dell'underground estremo. Il disco assume le sembianze di un ibrido a metà tra l'ultima ondata di post black metal marziale e il technical death metal al cardipalmo tipico dei monolitici Ulcerate. Proprio la formazione neozelandese costituisce il propellente necessario per attivare e sviluppare certe loro tendenze omicide. "Atmospheres Of Desolation" tiene fede ad un preciso marchio di fabbrica perché questa è musica votata all'annichilimento, che sembra muoversi verso una zona a ridosso delle porte del purgatorio. Nelle sei composizioni aleggia una sensazione malvagia lasciata libera di nutrirsi delle anime dei dannati. Analizzando attentamente il songwriting si intuisce che i musicisti coinvolti nel progetto non sperimentano solo per il gusto di farlo, ma sanno anche metterci del loro per attirare l'attenzione dell'ascoltatore. Il fatto che "Atmospheres Of Desolation" sia il primo album di una band nata del 2016 fornisce innegabilmente un valore aggiunto in termini di qualità. Da non sottovalutare.

Contatti: 
bloodharvestrecords.bandcamp.com/album/atmospheres-of-desolation
facebook.com/noctambulist303

Songs:
Dimming Lights Illuminate, Abnegation, Atmospheres of Desolation, Jubilant Cataclisym, Denial of Autonomy, Habitual Falsehood


venerdì 18 gennaio 2019

OTAVAN VERET "Syvys" - Cyclic Law




E' evidente che per il duo finlandese OTAVAN VERET l'ambient music è il genere più idoneo per captare i raggi cosmici provenienti dallo spazio esterno. Qui il viaggio non si fa solo con l'udito, ma con tutti i sensi, e solo così la mente può immergersi nel vortice provocato dalla convulsa sovrapposizione dei livelli sonori incatenati alle strutture di "Syvys". E' come se lo scorrere dei minuti conducesse il corpo verso una condizione di smarrimento. Sicuramente vi sono fonti non conosciute che contribuiscono a provocare, in Kaarna e XVL, il processo creativo. Le quattro lunghe tracce trattengono innumerevoli frammenti di una moltitudine sconfinata di input distorti. "Syvys" è di un'intensità spaventosa, anche nelle sue oscillazioni elettroniche, e nel modo più eloquente ci fa capire come tali sonorità siano l'unico elemento di raccordo tra il mondo reale dell'esistenza e la cupa profondità dell'universo.

Contatti: 
 cycliclaw.bandcamp.com/album/syvys
facebook.com/otavanveret

Songs:
I, II, III, IV


lunedì 14 gennaio 2019

NAHUM "Within Destruction" - MetalGate




Negli ultimi mesi dell'anno appena concluso sono stati pubblicati alcuni dei migliori album in campo death metal, non fa eccezione il terzo full-length dei NAHUM, sicuramente una delle realtà underground più interessanti attualmente in circolazione. La title-track in apertura è a mio parere una vera gemma: in essa infatti questi cinque deathster della Repubblica Ceca si muovono compatti per convogliare tutte le loro potenzialità deflagranti, offrendo ai fans del genere il viatico necessario per affrontare questo viaggio tormentoso lontano da spazi rassicuranti. Questa volta le tessere del mosaico si incastrano perfettamente permettendo al nuovo "Within Destruction" di distinguersi da tante altre uscite discografiche di fine 2018. I Nahum sono una compagine capace di inserire all'interno di brani violentissimi una quantità elevata di fluide melodie trascinanti, complici le ottime scelte dell'accoppiata Michal Kapec-Tomash Nahum: impressionanti nel modellare a proprio piacimento i riff, gli arpeggi e assoli di chitarra (spesso influenzati da Chuck Schuldiner dei leggendari Death). Una crescita tanto improvvisa quanto sorprendente per un gruppo valido e competitivo che può dare del filo da torcere a formazioni ben più blasonate. Per quanto mi riguarda, la performance su "Within Destruction" è semplicemente perfetta. Ora non resta che testarli dal vivo. Ascoltabile dal 31 ottobre.

Contatti: 
nahumofficial.bandcamp.com/album/within-destruction
facebook.com/nahummetal

Songs:
Within Destruction, The Last Attack of Final Cataclysm, When the Sun Turns to Black, Between the Hammers of Doom, Mother Death, United in Hate, Whores of War, Grand Finale, Annihilated. All. Absolutely.




venerdì 11 gennaio 2019

EMBRIONAL "Evil Dead" - Autoproduzione




Lo sguardo severo di un'entità malvagia fa da sfondo alle otto tracce del nuovo album degli EMBRIONAL. E' il terzo full-length in meno di sette anni (il debutto "Absolutely Anti-Human Behaviors" risale al Marzo del 2012). Sin dall'inizio il sound della band polacca si attesta su un death metal fortemente influenzato dalla vecchia scuola: quadrato e brutale, abbastanza tecnico e pulsante. Gli Embrional dimostrano una netta maturazione in fase compositiva, lo si nota se mettiamo a confronto questo "Evil Dead" con le loro precedenti releases. Ragion per cui, è doveroso affermare come l'efferatezza dei Nostri abbia decisamente una marcia in più rispetto a quanto fatto in passato. In sostanza, l'approccio al death metal non è cambiato molto, ma ciò che oggi fa la differenza è l'efficacia dei riff, gli azzeccati arrangiamenti, e ogni singolo assolo di chitarra: puntuali e mai fuori luogo. Nella sua interezza, "Evil Dead" sembra patire una certa uniformità di fondo, tuttavia la presenza di alcuni brani davvero riusciti e la buona registrazione danno la spinta giusta per raggiungere il finale ("Damned by Dogmas").

Contatti:
https://embrional.bandcamp.com/album/evil-dead
facebook.com/Embrional 

Songs:
Ending up on the Gallow, Vileness..., Inhuman Lusts, Lord of Skulls, Day of Damnation, Endless Curse, Abomination, Damned by Dogmas


mercoledì 9 gennaio 2019

THULSA DOOM "Realms of Hatred" - Invictus Productions




I musicisti italiani che attingono dal glorioso passato del death metal per creare la propria musica sono in costante aumento, questa è una cosa certa; ma è difficile trovare gruppi veramente capaci di distinguersi per qualità e stile, soprattutto se consideriamo la scarsità di originalità in un circuito sonoro prevalentemente tradizionalista. Gli esordienti THULSA DOOM, provenienti dalla capitale, si nutrono delle visioni demoniache raffigurate (in primis) dai primissimi Morbid Angel per diffondere l'oscuro messaggio che molti fan continuano ad abbracciare con autentico ardore. Per quanto mi riguarda "Realms of Hatred" si fa portavoce del true death metal dal sapore mefistofelico, esattamente come dovrebbe suonare: grezzo, provocatorio e "in your face". E' il frutto peccaminoso di una band che ha deciso di agire in un inferno di fuoco tenendo il coltello dalla parte del manico. La produzione e il mixaggio esaltano la furente sezione ritmica e permettono a noi ascoltatori di godere del sanguinoso duello tra la voce e la chitarra di V.K. Nail. Se parliamo di underground italiano, "Realms of Hatred" può considerarsi una delle più convincenti uscite dell'anno appena concluso in ambito estremo. Occasione importante per conoscere il presente dei Thulsa Doom. Disponibile dal 7 dicembre su formato tape.

Contatti
invictusproductions666.bandcamp.com/album/realms-of-hatred
facebook.com/ThulsaDoomDeath 

Songs
The Final Scourge, The Gates of Niniveh (Woe to You... City of Blood), Realms of Hatred, Demon Conjurer, Intro (Misfortune Glance), Thulsa Doom


sabato 5 gennaio 2019

A STORM OF LIGHT - "CIELI DI FUOCO"






A DISTANZA DI CINQUE LUNGHI ANNI DAL PROROMPENTE "NATIONS TO FLAMES", GLI STATUNITENSI A STORM OF LIGHT SONO TORNATI AD INCANTARE IL LORO PUBBLICO CON IL NUOVO ALBUM INTITOLATO "ANTHROSCENE", UN LAVORO MUSICALMENTE APERTO E DI LARGHE VEDUTE CHE HA MARCHIATO A FUOCO LA SCENA POST-METAL DEL 2018. PER SAPERNE DI PIU' MI SONO MESSO IN CONTATTO CON IL GENTILISSIMO CANTANTE/CHITARRISTA JOSH GRAHAM.

Ciao Josh, so che sei molto impegnato in questo periodo, quindi grazie per aver trovato il tempo per rispondere alle mie domande. Come avete fatto a perfezionare il suono degli A Storm of Light e ottenere questo nuovo album "Anthroscene"?

- Mi scuso ancora con te se ho tardato a rispondere all'intervista. La rifinitura del sound di “Anthroscene” si è concretizzata naturalmente, proprio perché ci siamo presi un bel po' di tempo libero dall'ultimo album. A volte questi lunghi periodi sono necessari per ridefinire o sostanzialmente far avanzare il suono di una band. Per questo disco sono entrate in gioco tutte le nostre influenze, inoltre gli elementi della tastiera hanno riempito molto più spazio, valorizzando il resto della strumentazione.

Come avete vissuto l'esperienza di comporre, arrangiare e suonare le canzoni racchiuse in "Anthroscene"?

- Abbiamo scritto i nuovi brani utilizzando internet, scambiando pezzi e parti di canzoni, costruendo strutture e sperimentazioni. È diverso dal suonare in una vera e propria sala prove, perché ognuno può lavorare con calma al proprio materiale e può dare pienamente corpo alle idee prima di mostrarle al resto del gruppo, in questo modo è possibile esplorare in modo più approfondito ogni dettaglio. A volte lo stare insieme nella stessa stanza può aiutare a comporre le canzoni più velocemente, ma non è la stessa cosa. Suonare questi brani dal vivo è stato fantastico perché sono molto vari e coinvolgenti. Cerchiamo sempre di creare degli ottimi live set proponendo sia i nuovi brani che alcuni più datati. Nel complesso, mi piace molto la diversità tra le canzoni.

Si può considerare 'Anthroscene' un concept album? C'è un filo conduttore tra le otto canzoni?

- L'Anthroscene indica la Anthropocene era, che è l'era geologica attuale, definita dal periodo in cui l'umanità ha avuto un'influenza diretta sugli ambienti terrestri e sui cambiamenti climatici. Le canzoni si tuffano nella nostra situazione attuale, raccontando come gli umani si stanno adattando a questi cambiamenti, tra cui tecnologia, relazioni sociali, tossicodipendenza, traffico sessuale, rifugiati, campi di migranti, guerre, ecc. Un altro tema affrontato nei testi è la grande diversità tra i ricchi e il resto dell'umanità, e come questo influenzi anche la vita sulla terra. Il disco si immerge in tutti questi problemi, a volte i testi sono taglienti e letterali, a volte sono surreali e “drug induced”.

Ho avuto come l'impressione che dopo la pubblicazione di "Nations to Flames" il vostro seguito sia aumentato in modo sostanziale. È qualcosa che hai percepito anche tu negli ultimi cinque anni?

- Ha! Spero sia così. Non sapevamo se prendendo cinque anni di pausa avrebbe portato le persone ad interessarsi maggiormente a noi oppure a dimenticarsi degli A Storm of Light. Onestamente non so cosa pensare. Spero di ottenere delle buone proposte per i tour in modo da continuare a spargere il nostro verbo.

Sono sicuro che tu abbia già sentito o letto numerosi paragoni tra gli A Storm of Light e altre band. Cosa ne pensi di questo?

- Di solito per molte persone è più facile confrontare una band con un'altra. A volte in modo positivo, altre volte in modo negativo. Noi tre ascoltiamo tanti generi diversi di musica, e quindi per me sarebbe impossibile dire se assomigliamo a qualcuno nello specifico. Per gli ascoltatori è più semplice individuare le diverse influenze, il che è bello, ma credo che non siamo uguali a nessun'altra band . Penso soprattutto che questo disco disprezzi quell'idea. È stata un po' una benedizione e allo stesso tempo una maledizione, in quanto noi A Storm of Light ci siamo sempre sentiti come se fosse impossibile adattarsi a qualsiasi tour lineup.

Parlando di voi tre, cosa ammirate musicalmente l'uno dell'altro?

- La cosa principale è che siamo tutti e tre molto aperti e che non ci interessa inserirci in un preciso genere di musica. Ognuno porta le proprie idee con approcci completamente diversi. Qualche parte può essere più black metal, mentre un'altra potrebbe ricordare i The Cure, e la bellezza per me è proprio il fatto che possiamo far funzionare quelle differenti parti nello stesso brano, senza far apparire le nostre canzoni come un miscuglio di generi.

Devo dire che il concetto di “libertà” è diminuito su base globale negli ultimi 10 anni. La parte più preoccupante è che i maggiori problemi si sono verificati negli ultimi due anni. Secondo te è una conseguenza delle disperate condizioni economiche e sociali oppure il declino della libertà sta semplicemente accelerando la sua corsa?

- Domanda interessante, questo è sicuro. E' risaputo che la storia si ripete. Personalmente pensavo che avessimo superato le maree del comunismo dove la gente adorava il dittatore "uomo forte". Penso anche che Bashar abbia cambiato il percorso dell'intero pianeta, perché ha condizionato milioni di persone. Questi rifugiati disperati hanno viaggiato attraverso il mondo per trovare sicurezza, solo per finire in un posto nuovo, dove una grande parte della gente li odia e li teme, per pochissime ragioni. Purtroppo tutto questo ora è passato in mano a tante altre persone che eleggono degli stronzi dittatori razzisti. La mia opinione è che la maggior parte delle gente probabilmente non abbia nemmeno realizzato la propria paura e odio, o l'inizio di un nuovo ciclo dell'odio. Benvenuti alla seconda guerra mondiale, o forse alla terza guerra mondiale.

Grazie per la chiacchierata! Josh, hai qualcos'altro da aggiungere?

Nient'altro da aggiungere! Grazie ancora per l'intervista Christian.

Contatti:
astormoflight.bandcamp.com/album/anthroscene
astormoflight.com
facebook.com/astormoflight 

A STORM OF LIGHT line-up:
Domenic Seita: Basso
Dan Hawkins: Chitarra/Tastiere
Josh Graham: Voce/Chitarra/Tastiere
Gregory Simons: Live Drums

Recensione: 
A STORM OF LIGHT "Anthroscene" 2018






mercoledì 2 gennaio 2019

I migliori album del 2018 | The best albums of 2018


                                      
   ITALIAN NOISE - Gerda "Black Queer"
ITALIAN POST-METAL - Noise Trail Immersion "Symbology of Shelter"
ITALIAN DOOM METAL - Haunted "Dayburner" 
ITALIAN OLD SCHOOL METAL - Noia "Iron Death"
ITALIAN PROGRESSIVE DEATH METAL - Coram Lethe "In Absence"
ITALIAN BRUTAL DEATH METAL - Corpsefucking Art "Splatterphobia"
ITALIAN GRINDCORE/DEATH METAL Feed Them Death "No Solution/Dissolution"
ITALIAN PROGRESSIVE ROCK - La Morte Viene Dallo Spazio "Sky Over Giza"
BLACK METAL - Craft "White Noise and Black Metal"
PROGRESSIVE METAL - Voivod "The Wake"
PROGRESSIVE BLACKENED METAL - The Lion's Daughter "Future Cult" 
HARDCORE - Terror "Total Retaliation"
RAP - Heavy Metal Kings "Black God White Devil"
DARK AMBIENT - Vortex "As Gods Fall"
DEATH METAL - Hate Eternal "Upon Desolate Sands"
MELODIC DEATH METAL - At The Gates "To Drink from the Night Itself"
GRINDCORE - Infraction "Posthumous Release"
POST-ROCK - Antimatter "Black Market Enlightenment"
INSTRUMENTAL POST-ROCK - Long Distance Calling "Boundless"
EXPERIMENTAL/ELECTRONIC/ROCK - Manes "Slow Motion Death Sequence"
PROGRESSIVE ROCK/POST-PUNK - Kontinuum "No Need to Reason"
POST-METAL - A Storm Of Light "Anthroscene"
METAL - High On Fire "Electric Messiah"
STONER/DOOM METAL - Yob "Our Raw Heart"
SLUDGE - Fister "No Spirit Within"
THRASH METAL - Rapture "Paroxysm of Hatred"