lunedì 14 gennaio 2019

Recensione: NAHUM "Within Destruction" - MetalGate




Negli ultimi mesi dell'anno appena concluso sono stati pubblicati alcuni dei migliori album in campo death metal, non fa eccezione il terzo full-length dei NAHUM, sicuramente una delle realtà underground più interessanti attualmente in circolazione. La title-track in apertura è a mio parere una vera gemma: in essa infatti questi cinque deathster della Repubblica Ceca si muovono compatti per convogliare tutte le loro potenzialità deflagranti, offrendo ai fans del genere il viatico necessario per affrontare questo viaggio tormentoso lontano da spazi rassicuranti. Questa volta le tessere del mosaico si incastrano perfettamente permettendo al nuovo "Within Destruction" di distinguersi da tante altre uscite discografiche di fine 2018. I Nahum sono una compagine capace di inserire all'interno di brani violentissimi una quantità elevata di fluide melodie trascinanti, complici le ottime scelte dell'accoppiata Michal Kapec-Tomash Nahum: impressionanti nel modellare a proprio piacimento i riff, gli arpeggi e assoli di chitarra (spesso influenzati da Chuck Schuldiner dei leggendari Death). Una crescita tanto improvvisa quanto sorprendente per un gruppo valido e competitivo che può dare del filo da torcere a formazioni ben più blasonate. Per quanto mi riguarda, la performance su "Within Destruction" è semplicemente perfetta. Ora non resta che testarli dal vivo. Ascoltabile dal 31 ottobre.

Contatti: 
nahumofficial.bandcamp.com/album/within-destruction
facebook.com/nahummetal

Songs:
Within Destruction, The Last Attack of Final Cataclysm, When the Sun Turns to Black, Between the Hammers of Doom, Mother Death, United in Hate, Whores of War, Grand Finale, Annihilated. All. Absolutely.




venerdì 11 gennaio 2019

Recensione: EMBRIONAL "Evil Dead" - Autoproduzione




Lo sguardo severo di un'entità malvagia fa da sfondo alle otto tracce del nuovo album degli EMBRIONAL. E' il terzo full-length in meno di sette anni (il debutto "Absolutely Anti-Human Behaviors" risale al Marzo del 2012). Sin dall'inizio il sound della band polacca si attesta su un death metal fortemente influenzato dalla vecchia scuola: quadrato e brutale, abbastanza tecnico e pulsante. Gli Embrional dimostrano una netta maturazione in fase compositiva, lo si nota se mettiamo a confronto questo "Evil Dead" con le loro precedenti releases. Ragion per cui, è doveroso affermare come l'efferatezza dei Nostri abbia decisamente una marcia in più rispetto a quanto fatto in passato. In sostanza, l'approccio al death metal non è cambiato molto, ma ciò che oggi fa la differenza è l'efficacia dei riff, gli azzeccati arrangiamenti, e ogni singolo assolo di chitarra: puntuali e mai fuori luogo. Nella sua interezza, "Evil Dead" sembra patire una certa uniformità di fondo, tuttavia la presenza di alcuni brani davvero riusciti e la buona registrazione danno la spinta giusta per raggiungere il finale ("Damned by Dogmas").

Contatti:
https://embrional.bandcamp.com/album/evil-dead
facebook.com/Embrional 

Songs:
Ending up on the Gallow, Vileness..., Inhuman Lusts, Lord of Skulls, Day of Damnation, Endless Curse, Abomination, Damned by Dogmas


mercoledì 9 gennaio 2019

Recensione: THULSA DOOM "Realms of Hatred" - Invictus Productions




I musicisti italiani che attingono dal glorioso passato del death metal per creare la propria musica sono in costante aumento, questa è una cosa certa; ma è difficile trovare gruppi veramente capaci di distinguersi per qualità e stile, soprattutto se consideriamo la scarsità di originalità in un circuito sonoro prevalentemente tradizionalista. Gli esordienti THULSA DOOM, provenienti dalla capitale, si nutrono delle visioni demoniache raffigurate (in primis) dai primissimi Morbid Angel per diffondere l'oscuro messaggio che molti fan continuano ad abbracciare con autentico ardore. Per quanto mi riguarda "Realms of Hatred" si fa portavoce del true death metal dal sapore mefistofelico, esattamente come dovrebbe suonare: grezzo, provocatorio e "in your face". E' il frutto peccaminoso di una band che ha deciso di agire in un inferno di fuoco tenendo il coltello dalla parte del manico. La produzione e il mixaggio esaltano la furente sezione ritmica e permettono a noi ascoltatori di godere del sanguinoso duello tra la voce e la chitarra di V.K. Nail. Se parliamo di underground italiano, "Realms of Hatred" può considerarsi una delle più convincenti uscite dell'anno appena concluso in ambito estremo. Occasione importante per conoscere il presente dei Thulsa Doom. Disponibile dal 7 dicembre su formato tape.

Contatti
invictusproductions666.bandcamp.com/album/realms-of-hatred
facebook.com/ThulsaDoomDeath 

Songs
The Final Scourge, The Gates of Niniveh (Woe to You... City of Blood), Realms of Hatred, Demon Conjurer, Intro (Misfortune Glance), Thulsa Doom


sabato 5 gennaio 2019

Intervista: A STORM OF LIGHT - "CIELI DI FUOCO"






A DISTANZA DI CINQUE LUNGHI ANNI DAL PROROMPENTE "NATIONS TO FLAMES", GLI STATUNITENSI A STORM OF LIGHT SONO TORNATI AD INCANTARE IL LORO PUBBLICO CON IL NUOVO ALBUM INTITOLATO "ANTHROSCENE", UN LAVORO MUSICALMENTE APERTO E DI LARGHE VEDUTE CHE HA MARCHIATO A FUOCO LA SCENA POST-METAL DEL 2018. PER SAPERNE DI PIU' MI SONO MESSO IN CONTATTO CON IL GENTILISSIMO CANTANTE/CHITARRISTA JOSH GRAHAM.

Ciao Josh, so che sei molto impegnato in questo periodo, quindi grazie per aver trovato il tempo per rispondere alle mie domande. Come avete fatto a perfezionare il suono degli A Storm of Light e ottenere questo nuovo album "Anthroscene"?

- Mi scuso ancora con te se ho tardato a rispondere all'intervista. La rifinitura del sound di “Anthroscene” si è concretizzata naturalmente, proprio perché ci siamo presi un bel po' di tempo libero dall'ultimo album. A volte questi lunghi periodi sono necessari per ridefinire o sostanzialmente far avanzare il suono di una band. Per questo disco sono entrate in gioco tutte le nostre influenze, inoltre gli elementi della tastiera hanno riempito molto più spazio, valorizzando il resto della strumentazione.

Come avete vissuto l'esperienza di comporre, arrangiare e suonare le canzoni racchiuse in "Anthroscene"?

- Abbiamo scritto i nuovi brani utilizzando internet, scambiando pezzi e parti di canzoni, costruendo strutture e sperimentazioni. È diverso dal suonare in una vera e propria sala prove, perché ognuno può lavorare con calma al proprio materiale e può dare pienamente corpo alle idee prima di mostrarle al resto del gruppo, in questo modo è possibile esplorare in modo più approfondito ogni dettaglio. A volte lo stare insieme nella stessa stanza può aiutare a comporre le canzoni più velocemente, ma non è la stessa cosa. Suonare questi brani dal vivo è stato fantastico perché sono molto vari e coinvolgenti. Cerchiamo sempre di creare degli ottimi live set proponendo sia i nuovi brani che alcuni più datati. Nel complesso, mi piace molto la diversità tra le canzoni.

Si può considerare 'Anthroscene' un concept album? C'è un filo conduttore tra le otto canzoni?

- L'Anthroscene indica la Anthropocene era, che è l'era geologica attuale, definita dal periodo in cui l'umanità ha avuto un'influenza diretta sugli ambienti terrestri e sui cambiamenti climatici. Le canzoni si tuffano nella nostra situazione attuale, raccontando come gli umani si stanno adattando a questi cambiamenti, tra cui tecnologia, relazioni sociali, tossicodipendenza, traffico sessuale, rifugiati, campi di migranti, guerre, ecc. Un altro tema affrontato nei testi è la grande diversità tra i ricchi e il resto dell'umanità, e come questo influenzi anche la vita sulla terra. Il disco si immerge in tutti questi problemi, a volte i testi sono taglienti e letterali, a volte sono surreali e “drug induced”.

Ho avuto come l'impressione che dopo la pubblicazione di "Nations to Flames" il vostro seguito sia aumentato in modo sostanziale. È qualcosa che hai percepito anche tu negli ultimi cinque anni?

- Ha! Spero sia così. Non sapevamo se prendendo cinque anni di pausa avrebbe portato le persone ad interessarsi maggiormente a noi oppure a dimenticarsi degli A Storm of Light. Onestamente non so cosa pensare. Spero di ottenere delle buone proposte per i tour in modo da continuare a spargere il nostro verbo.

Sono sicuro che tu abbia già sentito o letto numerosi paragoni tra gli A Storm of Light e altre band. Cosa ne pensi di questo?

- Di solito per molte persone è più facile confrontare una band con un'altra. A volte in modo positivo, altre volte in modo negativo. Noi tre ascoltiamo tanti generi diversi di musica, e quindi per me sarebbe impossibile dire se assomigliamo a qualcuno nello specifico. Per gli ascoltatori è più semplice individuare le diverse influenze, il che è bello, ma credo che non siamo uguali a nessun'altra band . Penso soprattutto che questo disco disprezzi quell'idea. È stata un po' una benedizione e allo stesso tempo una maledizione, in quanto noi A Storm of Light ci siamo sempre sentiti come se fosse impossibile adattarsi a qualsiasi tour lineup.

Parlando di voi tre, cosa ammirate musicalmente l'uno dell'altro?

- La cosa principale è che siamo tutti e tre molto aperti e che non ci interessa inserirci in un preciso genere di musica. Ognuno porta le proprie idee con approcci completamente diversi. Qualche parte può essere più black metal, mentre un'altra potrebbe ricordare i The Cure, e la bellezza per me è proprio il fatto che possiamo far funzionare quelle differenti parti nello stesso brano, senza far apparire le nostre canzoni come un miscuglio di generi.

Devo dire che il concetto di “libertà” è diminuito su base globale negli ultimi 10 anni. La parte più preoccupante è che i maggiori problemi si sono verificati negli ultimi due anni. Secondo te è una conseguenza delle disperate condizioni economiche e sociali oppure il declino della libertà sta semplicemente accelerando la sua corsa?

- Domanda interessante, questo è sicuro. E' risaputo che la storia si ripete. Personalmente pensavo che avessimo superato le maree del comunismo dove la gente adorava il dittatore "uomo forte". Penso anche che Bashar abbia cambiato il percorso dell'intero pianeta, perché ha condizionato milioni di persone. Questi rifugiati disperati hanno viaggiato attraverso il mondo per trovare sicurezza, solo per finire in un posto nuovo, dove una grande parte della gente li odia e li teme, per pochissime ragioni. Purtroppo tutto questo ora è passato in mano a tante altre persone che eleggono degli stronzi dittatori razzisti. La mia opinione è che la maggior parte delle gente probabilmente non abbia nemmeno realizzato la propria paura e odio, o l'inizio di un nuovo ciclo dell'odio. Benvenuti alla seconda guerra mondiale, o forse alla terza guerra mondiale.

Grazie per la chiacchierata! Josh, hai qualcos'altro da aggiungere?

Nient'altro da aggiungere! Grazie ancora per l'intervista Christian.

Contatti:
astormoflight.bandcamp.com/album/anthroscene
astormoflight.com
facebook.com/astormoflight 

A STORM OF LIGHT line-up:
Domenic Seita: Basso
Dan Hawkins: Chitarra/Tastiere
Josh Graham: Voce/Chitarra/Tastiere
Gregory Simons: Live Drums

Recensione: 
A STORM OF LIGHT "Anthroscene" 2018






mercoledì 2 gennaio 2019

I migliori album del 2018 | The best albums of 2018


                                      
   ITALIAN NOISE - Gerda "Black Queer"
ITALIAN POST-METAL - Noise Trail Immersion "Symbology of Shelter"
ITALIAN DOOM METAL - Haunted "Dayburner" 
ITALIAN OLD SCHOOL METAL - Noia "Iron Death"
ITALIAN PROGRESSIVE DEATH METAL - Coram Lethe "In Absence"
ITALIAN BRUTAL DEATH METAL - Corpsefucking Art "Splatterphobia"
ITALIAN GRINDCORE/DEATH METAL Feed Them Death "No Solution/Dissolution"
ITALIAN PROGRESSIVE ROCK - La Morte Viene Dallo Spazio "Sky Over Giza"
BLACK METAL - Craft "White Noise and Black Metal"
PROGRESSIVE METAL - Voivod "The Wake"
PROGRESSIVE BLACKENED METAL - The Lion's Daughter "Future Cult" 
HARDCORE - Terror "Total Retaliation"
RAP - Heavy Metal Kings "Black God White Devil"
DARK AMBIENT - Vortex "As Gods Fall"
DEATH METAL - Hate Eternal "Upon Desolate Sands"
MELODIC DEATH METAL - At The Gates "To Drink from the Night Itself"
GRINDCORE - Infraction "Posthumous Release"
POST-ROCK - Antimatter "Black Market Enlightenment"
INSTRUMENTAL POST-ROCK - Long Distance Calling "Boundless"
EXPERIMENTAL/ELECTRONIC/ROCK - Manes "Slow Motion Death Sequence"
PROGRESSIVE ROCK/POST-PUNK - Kontinuum "No Need to Reason"
POST-METAL - A Storm Of Light "Anthroscene"
METAL - High On Fire "Electric Messiah"
STONER/DOOM METAL - Yob "Our Raw Heart"
SLUDGE - Fister "No Spirit Within"
THRASH METAL - Rapture "Paroxysm of Hatred"