mercoledì 16 ottobre 2019

MUNICIPAL WASTE "The Last Rager" - Nuclear Blast Records




Gli statunitensi MUNICIPAL WASTE hanno fatto ciò che era necessario fare, ma questa volta in soli 10 minuti e 12 secondi, con l'esattezza. Se devo essere sincero, a me risulta piuttosto strana la decisione di pubblicare un EP di quattro tracce, a distanza di due anni dal precedente album "Slime and Punishment", ma tralasciando tale dettaglio non trascurabile, il quintetto proveniente da Richmond si dimostra in forma smaliante: "The Last Rager" ha la possibilità di estendere il verbo dei Municipal Waste, senza cambiare una virgola della loro incendiaria proposta sonora. Un frullato di thrash, crossover, hardcore e attitudine punk. Per farla breve, siamo di fronte alla solita spinta insolente che un po' tutti conosciamo. Traspare, quindi, l'urgenza di stringere al massimo il battito del minutaggio complessivo, puntando sull'arrembante assalto ritmico tipico del genere. I fan di certo non se lo faranno scappare.

Contatti: 
municipalwaste.net
facebook.com/Municipalwaste
instagram.com/municipalwaste

Songs:
Wave Of Death, Car-Nivore (Street Meat), Rum For Your Life, The Last Rager


sabato 12 ottobre 2019

ANOTHERSIDE "Death Eternal" - Autoproduzione




Order From Chaos, Kerasphorus, Demoncy, Nunslaughter, Sadistik Exekution sono solo alcune delle band infernali a cui fa riferimento l'EP degli ANOTHERSIDE. I brani sono stati concepiti per innescare un tornado calamitoso che, con la sua distruttività, spinge verso tragiche conseguenze, e solo chi ha ben presente questa corrente estrema del genere può capire a cosa mi riferisco. Il trio russo si mostra decisamente affiatato pur essendo ancora al debutto: un inizio che lascia trasparire una certa sicurezza e un'innegabile padronanza strumentale, bisogna prenderne atto ma senza eccessivi entuasiasmi. "Death Eternal" non porta nessun vento di freschezza nel calderone del death/black metal, però gli Anotherside hanno il feeling ideale per colpire l'attenzione di chi razzola nell'aggressività monotematica. L'attitudine degli Anotherside è cupa, malvagia e provocatoria, tanto nelle lyrics quanto nelle sonorità (immaginate cosa possano raccontare titoli come "Behind the Black Door" oppure "Devoured by Pestilence"). "Death Eternal" è una release di nicchia riservata ad una ristretta fascia di pubblico. Il soffio del male passa pure da qui, e la loro cattiveria innata lo dimostra in pieno.

Contatti: 
anotherside.bandcamp.com/releases

Songs:
Ascension, Behind The Black Door, Chains Of Anhedonia, Death Eternal, Cleansing Fires, Devoured By Pestilence


giovedì 10 ottobre 2019

GATECREEPER "Deserted" - Relapse Records




"Deserted" dei deathster GATECREEPER è un disco più vittorioso nel suo stilema groovoso: è pesante, tormentoso e coerente con quello che è il proprio assetto, ma più articolato sotto l'aspetto della scrittura, con il timbro vocale di Chase H. Mason rigorosamente incavato ed efficace, e lo aveva già dimostrato in occasione del precedente "Sonoran Depravation". I dieci brani + bonus track pesano come macigni durante ogni ascolto, risultando allo stesso tempo meno rigidi e lineari, queste specifiche caratteristiche trasformano "Deserted" in un ritorno discografico nettamente superiore che per forza di cose, ha fatto trovare alla band texana la migliore direzione da seguire per non risultare stucchevole, sebbene si continui ad assimilare la lezione impartita dai vecchi padri del death metal europeo: nomi intramontabili che ancora oggi, dopo tanti anni, vengono spesso ricordati per la loro celebre impetuosità impattante, ad esempio i signori della guerra Bolt Thrower. Nessuno, e dico nessuno tra gli aficionados del genere, si aspettava qualcosa di diverso da parte dei Nostri, nè tantomeno un concept sonoro precostituito a tavolino, pertanto non gli si può contestare quasi nulla, soprattutto alla luce della buona qualità del prodotto finale. La musica granitica racchiusa nell'album rade al suolo ogni difesa avanzando incessantemente come un carro armato d'assalto. Non imprescindibili, sia chiaro, eppure la carica espressa nelle sessioni di registrazione è meritevole di grande attenzione.

Contatti:
gatecreeper.bandcamp.com/album/deserted
facebook.com/gatecreeper
instagram.com/gatecreeper

Songs:
Deserted, Puncture Wounds, From The Ashes, Ruthless, Everlasting, Barbaric Pleasure, Sweltering Madness, Boiled Over, In Chains, Absence of Light, Anxiety (Bonus Track)




mercoledì 9 ottobre 2019

VIBRATACORE - "NEL VORTICE DEL CHAOS"






FORTI DI UN RITORNO SULLE SCENE CHE HA DESTATO LE ATTENZIONI DI MOLTI FAN DELL'ESTREMIZZAZIONE SONORA, GLI ABRUZZESI VIBRATACORE SI CONFERMANO COME UNA DELLE REALTA' PIU' AGGUERRITE E CONVINCENTI ATTIVE IN ITALIA. IL NUOVO EP "RESURGITA" HA DIMOSTRATO QUANTO QUESTO TRIO TERAMANO NON ABBIA NESSUNA INTENZIONE DI MOLLARE LA PRESA, NEANCHE NEI MOMENTI PIU' DIFFICILI. FANGO, CHITARRISTA/CANTANTE DELLA BAND, HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE SENZA ESITARE, DIMOSTRANDOSI UN INTERLOCUTORE APPASSIONATO, SENSIBILE E CORDIALE.

Ciao Fango. Benvenuto su SON OF FLIES WEBZINE. Come procede dalle tue parti?

- Weeeee Chrì... Grazie infinite a te per averci invitato qui su SON OF FLIES WEBZINE. Musicalmente parlando, purtroppo devo dire che nelle zone in cui vivo sembra che qualcosa si sia perso a livello partecipativo. E’ vero che ci sono sempre meno luoghi in cui si possa proporre musica estrema, ma spesso, anche ai pochi eventi che saltano fuori l’affluenza pare sensibilmente inferiore rispetto a circa 10/15 anni fa. Ovviamente parlo limitatamente della zona in cui vivo, perché in generale l’Abruzzo gode di discreta salute in termini di coinvolgimento e possibilità. C’è stato un periodo in cui il fermento musicale era più attivo e seguito, ma nonostante questo, esistono ancora realtà, anche nuove, che sostengono la “scena”.

Immagino non sia stato facile rimboccarsi le maniche e ripartire con una nuova lineup. In merito a ciò, volevo anche chiederti quando hai preso piena consapevolezza di voler prendere tu il posto di Andrea, il vostro precedente cantante. Avevi già cantato in precedenza imbracciando la chitarra?

- Immagini bene ma è stato necessario. Andrea, qualche anno fa, ha passato un momento veramente difficile e delle opportunità lo hanno portato a trasferirsi un po' più lontano. Era diventato complicato sia riuscire a provare con costanza sia programmare l’attività live. D’altra parte io già da "GoodMorningPain" (l’ultimo album che abbiamo pubblicato prima di questo) avevo iniziato a cantare come supporto alla voce principale. Di conseguenza la decisione di sostituire Andrea prendendo io il microfono è stata piuttosto naturale. Tuttavia non è stato semplice ne abituarsi alla nuova condizione di cantante/chitarrista per tutta la durata dei brani, né adattare le linee vocali di Andrea alla mia voce e alle parti di chitarra.

Rispetto ai precedenti album che evoluzione c’è stata da parte dei VIBRATACORE? Oggi il suono è molto più estremo rispetto al passato. Non posso dire il contrario dopo aver ascoltato, approfondito e recensito “Resurgita”.

- Di fatto ogni lavoro dei Vibrata ha un carattere piuttosto “autonomo” rispetto agli altri. Probabilmente questo è stato dovuto ai continui cambi di formazione (non esistono due pubblicazioni dei Vibratacore che siano state eseguite dalla stessa line-up!). In realtà, l’evoluzione della nostra produzione ha teso, di volta in volta, ad estremizzare sia le composizioni che il sound complessivo. In "Resurgita" probabilmente questa “deriva” oscura ha dipeso sensibilmente sia dalla riduzione della formazione al trio sia dalla volontà di focalizzare le attenzioni di questo nuovo lavoro verso qualcosa di maggiormente diretto e marcio (extreme conditions demand extreme responses!).

Da dove arriva l'esigenza di suonare più pesanti e violenti? E' stata una tua decisione?

- Bhe… in qualche modo essendo il co-fondatore e anche l’unico superstite della formazione originale, probabilmente l’aspetto compositivo può essere stato influenzato dalle mie personali scelte musicali, soprattutto per il fatto che da "Resurgita" ho dovuto immedesimarmi nel doppio ruolo di cantante e chitarrista: inevitabilmente, nella scrittura dei brani, mi sono riferito a quello che maggiormente ascolto e quindi a me più familiare (death metal e crust, su tutto).

Passiamo più nello specifico ai pezzi dell'EP. Cosa ci puoi dire di queste quattro nuove tracce?

- Eh…. che dirti Chrì, parlando a nome personale e in maniera davvero sincera mi sento di dirti, che "Resurgita" è forse il lavoro di cui sono maggiormente soddisfatto. Sono soddisfatto delle composizione e dell’intenzione che queste dichiarano. E’ stato un lavoro di minimalizzazione alla ricerca di strutture compositive più incisive e feroci. Per un verso o per un altro tutte e quattro le tracce dell’EP hanno una loro identità definita ed è questo che mi rende soddisfatto: senza perdere una sorta di identità stilistica, siamo riusciti, secondo me, ad esplorare linguaggi compositivi molto differenti tra loro.

Perché registrare la cover “Wolverine Blues” degli Entombed? Considerando il breve minutaggio del lavoro. Non pensi che sarebbe stato meglio incidere una quinta traccia inedita?

- Giusta osservazione ma ci sarebbe da raccontare anche il contesto nel quale ha preso vita questo EP. Tralasciando l’argomento posso dirti che entrambi i pezzi erano già stati registrati con la vecchia formazione (l’ultima prima di "Resurgita") per una pubblicazione mai avvenuta a causa di una serie di sfighe dalla concatenazione macchiavellica! Semplicemente ci siamo affezionati a queste due cover e abbiamo deciso di registrarle nuovamente con questa formazione. Tra l’altro "Wasting Away" è stata ripresa dal vivo quindi abbiamo solo dovuta aggiungere la traccia.

Quali sono state le tempistiche per la composizione e la registrazione delle tracce?

- Di fatto molto brevi sia nella composizione che nella registrazione perché, oltre la limitata quantità di pezzi, avevamo un’idea molto chiara di come dovesse risultare la stesura dei brani cosi come il suono complessivo del disco. Ciò nonostante siamo molto soddisfatti della produzione e colgo l’occasione di salutare Vocino (il fonico di "Resurgita"). Sembra quindi paradossale che la distanza dall’ultima pubblicazione ("Good Morning Pain") prima di "Resurgita" risalga al 2011. In realtà, ripeto, tra le due stampe è intercorsa la registrazione di un album intero eseguita con la vecchia formazione. Purtroppo il forzato cambio di line-up cosi come diversi problemi sopraggiunti in fase di mix ne hanno rallentato la produzione, tanto da farci decidere di registrare un nuovo lavoro.

Oggi, a cosa puntano i VIBRATACORE?

- Sfornare nuovi album, suonare insieme, suonare dal vivo, incontrare persone, vivere e supportare tutte quelle realtà sociali controculturali per cui vale la pena fare tanti ma tanti sacrifici. Spesso dico che i Vibratacore sono un esperimento a scopo terapeutico… lo dico sempre perché, oltre all’aspetto ascetico che secondo me ha il comporre musica, un gruppo ti porta inevitabilmente a conoscere realtà particolari che spesso danno un senso alle cose che si fanno. Io credo che l’esistenza individuale sia inesorabilmente connessa a condizioni collettive. E’ spesso proprio questa interazione con la collettività del “rumore” , nel caso di un a band musicale, a innescare visioni di coscienza sociale più ampia. Prima ancora di pensarmi musicista mi penso individuo fra tanti.

Parliamo un attimo del discorso live, avete qualcosa in programma dopo l'estate?

- Stiamo programmando un calendario di promozione a "Resurgita"… cooming soon!

Se scrivo “mai guardarsi indietro”, tu cosa diresti in merito?

- E’ una bella domanda Christian. Quanto meno opportuna per le recenti vicende legate ai Vibrata. Il “guardarsi indietro” secondo me fa parte delle cose della vita: ho sempre pensato che riflettere sulle decisione prese nel passato aiuti a progettare il futuro in maniera più consapevole delle proprie possibilità e limiti. Spesso la memoria è lo strumento per visualizzare il proprio cammino. Sicuramente però non rimpiango nulla. E specialmente con i Vibrata, probabilmente vorrei rivivere tutte le esperienze fatte. Così come farne di nuove.

Ti da fastidio il fatto che molto spesso le band estreme italiane siano state snobbate dal pubblico nostrano? Per quale motivo secondo te?

- E’ un discorso strano, sicuramente non focalizzabile esclusivamente sulle responsabilità della “scena”. Credo che molto dipenda dal retaggio culturale nazionale. Non è un mistero che in generale all’estero i circuiti di musica estrema siano più diffusi, “produttivi” e socialmente integrati. E’ chiaro che più la “scena” è “popolare” e maggiormente si ha la possibilità sia di seguire band di ogni nazionalità sia ampliare il ventaglio fruizionale. E’ un circolo virtuoso: più si suona più cresce la “scena", più questa cresce e più possibilità si ha di scoprire e apprezzare nuove band. L’Italia è un paese per vecchi (con tutto ciò che ne consegue in termini culturali).

Tre dischi che ti hanno particolarmente segnato in questo ultimo periodo.

- “List” dei Martyrdod, “When Life Comes To Death” degli Young And in The Way e ”Spewings from a Selfish Nation” dei Fukpig, ma vorrei citare anche “Sunset Mission” dei Bohren & der Club of Gore (spettacolare!).

Puoi chiude l'intervista come meglio credi. Grazie per la disponibilità.

- Christian sono io che ti ringrazio, a nome di tutti i Vibrata. Innanzitutto per averci ospitato sulla tua rivista ma anche per il lavoro che porti avanti con la tua webzine: la diffusione di questa condivisa cultura del rumore è forse il mezzo più efficace alla sua proliferazione e sviluppo. D’obbligo chiudere col nostro motto: “IN CHAOS WE TRUST”

Contatti: 
facebook.com/VIBRATACORE

VIBRATACORE line-up:
Fango - Chitarra, Voce
Lorenzo - Basso
Sandro - Batteria

Recensione: 
VIBRATACORE "Resurgita" - 2019


lunedì 7 ottobre 2019

BODYFARM "Dreadlord" - No Dust Records




Tra le ultime uscite discografiche di puro death-black metal metal europeo, "Dreadlord" può essere considerato un album capace di fare la differenza, soprattutto per il ricercato guitar work: possente, stratificato e ricco di saliscendi repentini, che non perde di vista l'identità sonora e concettuale della vecchia scuola svedese degli intramontabili anni '90. Tenete bene a mente lo stile di formazioni come Dissection, Necrophobic, Unanimated, Lord Belial, quel sound ci dà implicitamente un punto di riferimento da non sottovalutare. I continui cambi di tempo e di registro, come le immancabili rasoiate thrasheggianti inferte dalle due chitarre, riescono a porre i BODYFARM sotto i riflettori della migliore scena metal contemporanea, merito anche dell'implacabile sezione ritmica e della strabiliante prova canora del cantante chitarrista Thomas Wouters (morto lo scorso 6 agosto all'età di soli 31 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro). La band olandese ha provato a spingersi un po' oltre rispetto alle passate produzioni: ampliando la scrittura, arricchendo i successivi arrangiamenti, facendo tutto il possibile per non essere nuovamente etichettati come gli ennesimi onesti mestieranti del genere. "Dreadlord" fa subito il cosiddetto salto di qualità grazie all'affidabilità delle sue strutture portanti. Una citazione la merita anche la breve traccia acustica "Eternal". Spesso la bravura di alcuni musicisti si vede anche dalla loro onestà. Se fossi in voi non me lo farei scappare. Missaggio e masterizzazione sono stati curati da Dan Swano, mentre l'artwork è opera del visionario Dan Seagrave. R.I.P. THOMAS WOUTERS.

Contatti: 
bodyfarmdeathmetal.com
facebook.com/Bodyfarmdeathmetal
instagram.com/bodyfarm_official

Songs:
Dreadlord, Rites of Damnation, Manhunt, Woods of Dismay, We sailed to Death, The Horseman, Eternal, Unholy Ressurrection, Angelreaper, Faces of Death, Undead Warmachine




venerdì 4 ottobre 2019

VISIONS "Temples" - Cyclic Law




"Temples" rappresenta non solo un fedele riassunto della spiccata creatività del compositore canadese Frederic Arbour, ma anche una chiave di volta con cui interpretare questo ultimo concept immerso in una realtà tridimensionale che delinea uno stretto legame tra anima e spiritualità: dualismo inscindibile in uno specifico contesto sonoro ai confini del drone dark ambient. Il tessuto narrativo dell'album è diviso in sette atti dissimili ma complementari fra loro, pertanto il battito compulsivo dei suoni, delle melodie (maggiori rispetto al passato) e dei rumori rimane fervente fino alla fine. Un modo di fare musica strumentale forse poco flessibile per molti ascoltatori, eppure il modus operandi di Visions è in perfetta linea con quanto già ascoltato nei suoi precedenti "Lapse", "Summoning The Void", e più recentemente nel disco nato dalla collaborazione con i russi Phurpa, che ha portato allo stesso artista una moltitudine di meritati elogi. "Temples" è un’opera inevitabilmente destinata a polarizzare l’opinione degli appassionati del genere in questione, in cui coesistono passione, trasporto, introspezione. La conferma della maestria di Frederic Arbour dietro la macchine digitali e del suo innegabilmente talento di raccontarsi. Un applauso per colui che oltre a nutrire la propria efficace esperienza artistica, da anni gestisce l'ormai affermata Cyclic Law Records.

Contatti:
cycliclaw.bandcamp.com/album/temples
cycliclaw.com
facebook.com/cycliclaw
instagram.com/cycliclaw

Songs:
Traces, Murmur, Lamentation, Ultima, Temples, Aura, Continuum


lunedì 30 settembre 2019

IMPLORE "Alienated Despair" - Century Media Records | Pelagic Records




"Alienated Despair" prende forma attraverso un'implacabile aggressività convergente, che caratterizzata da una smisurata impellenza, ha la capacità di creare un immaginario in cui l'azione terremotante della musica definisce realmente la rabbia degli IMPLORE. L'atmosfera distruttiva coadiuvata da una fresca e sempre vivace prestazione da parte di tutti e quattro i musicisti alimenta la sensazione di "alienazione e disperazione" (il titolo del disco non lascia dubbio alcuno). Anche se in un primo momento potrebbe sembrare un album fotocopia dei precedenti, in verità questa nuovissima uscita discografica targata Implore oltre a scappare frenetica, come da manuale, è in grado di modificare leggermente (in positivo) la percezione della loro proposta. Infatti, oltre ad essere coinvolgente sul piano strumentale, "Alienated Despair" cerca di mantenere vivo e interessante l'equilibrio fra groove, stop'n'go, blast beat, e questo grazie anche a degli arrangiamenti tutto sommato semplici ma vincenti e ficcanti. Il sound sferragliante dei tedeschi potrebbe essere catalogato, oggi più che in passato, come il risultato della fusione perfetta di Trap Them, Converge, Rotten Sound. Lo stile dei Nostri è ben riconoscibile, elevato all'ennesima potenza dalla tipica produzione cazzuta e martellante che facilita il raggiungimento dell'obiettivo. C'è solo una visibile differenza: nei videoclip promozionali pubblicati dalla Century Media il cantante Gabriel Dubko non imbraccia più il suo basso, quindi bisogna capire se è solo una scelta momentanea. L'ospite d'eccezione è Tomas "Tompa" Lindberg (At The Gates, Disfear, The Lurking Fear) nel brano "Never Again". Parliamo di un buon disco dal forte impatto, da ascoltare a ripetizione. Il mio consiglio è di seguite le loro istruzioni, non rimarrete delusi.

Contatti:
facebook.com/imploreband
instagram.com/imploreofficial

Songs:
Faculties Of Time, Abandoned Desires, Parallax, All Is Not Lost Is Long Forgotten, The Constant Dissonance, Never Again (feat. Tomas Lindberg), All Consuming Filth, Let The Pleasure Destroy Me, In Apathetic Isolation, The Venom Comes In Droves, Despondency



giovedì 26 settembre 2019

TOTAL FUCKING DESTRUCTION "#USA4TFD" - Give Praise Records




Quarto album ufficiale per i TOTAL FUCKING DESTRUCTION, gruppo che, come abbiamo già ascoltato nelle precedenti release (EPs e split compresi), rimane ben saldo sulla linea di confine tra la carica detonante del punk/hardcore e la furia omicida del grind. "#USA4TFD" evoca parole significative e brucianti: coerenza, attitudine, libertà espressiva; che in questo specifico contesto sonoro mantengono una forte rilevanza. Quelli citati sono valori "insiti" nella natura avvelenata dei TFD, band nelle cui fila troviamo ancora coinvolto Richard Hoak (il leader fondatore, conosciuto anche come l'ex batterista dei seminali grinder Brutal Truth). L'unico modo per valutare la loro proposta resta rapportarla a se stessa. Difatti, benché non manchi qualche folle divagazione strumentale (ascoltate "Jesus Christ Poseur", "Microburst", "Push", "Hallucinaut"), l'80% del lavoro non lascia dubbi: si cavalca solo un'estremizzazione sonora perfettamente congegnata, fatta di allucinanti accelerazioni, improvvisi rallentamenti e ripartenze a dir poco fulminee. Un full-length capace di far trasalire immediatamente, per una macchina ben oliata che sembra aver trovato la sua dimensione, quindi, assurgere ai vertici dell'attuale scena underground. "#USA4TFD" ha visto la luce nell'ottobre 2018, ma solo di recente mi è stato possibile approfondire i suoi contenuti. Non potevo assolutamente ignorare, dopo essere stato contattato dal succitato Richard Hoak. Un nome, una garanzia!

Contatti:
givepraiserecords.bandcamp.com/album/usa4tfd
facebook.com/tfdgrind

Songs:
Youth Apocalypse, Sideways in Time, Jesus Christ Poseur, Eats Moscow, Grotesque Fornication, Teenage Wall, World War 4, Hacksaw, Mother’s Meat, A Note to My Future Self, Anal Trump is Gay, Anarchy Chaos Collapse Comedy, USA4TFD, Monsters, Is Your Love a Rainbow, Hater, Microburst, I Did Something Bad, Angelbait, Push, Song for Daniel, Bugs, Halucinaut



martedì 24 settembre 2019

L.UL.U "Crushed" - Autoproduzione




L'EP "Crushed" è follemente veloce, rumoroso e deflagrante; ed ecco quindi che i milanesi L.UL.U confermano il loro standard stilistico affidandosi alla solita scrittura schiaffeggiante, grezza e urgente, che attinge massicce dosi di indignazione dai vecchi dischi powerviolence-fastcore. Il sound è sì scarno ma l'impeto primigenio del trio tiene in pugno il filo conduttore che lega le sei tracce. Naturalmente la cosa più importante è il peso della loro aggressione. Pur essendo sintetico e ignorante, il nuovo EP di soli quattro minuti suona comunque alla grande quando viene azionato sul player digitale, merito di una produzione smaccatamente catramosa. "Prevalere" è l'unico brano cantato in italiano dalla scatenata vocalist di nome Chiara. La band non tradisce l'eredità lasciata da tutte quelle formazioni che hanno fatto scuola a partire dalla metà degli anni ottanta fino ad arrivare alla metà/fine dei novanta. Viene istintivo chiamare in causa Hellnation, Charles Bronson, Crossed Out, Despise You, No Commen, Siege, Spuzz e altri ancora. Come potete ben immaginare, nessuna forma di innovazione cade dal cielo nero dei L.UL.U. Ora è arrivato il momento di accendete i vostri lanciafiamme.

Contatti:
lulufxc.bandcamp.com/album/crushed-ep
facebook.com/LULUHCPUNK

Songs:
Junk Void, Faded Color (feat Tommy Peep), Prevalere, Dead Season, Soaked Up, Lisa's Flat


sabato 21 settembre 2019

SACCAGE "Khaos Mortem" - Torture Garden Picture | PRC music | Suicide by Cops




Da anni ormai questa formazione canadese sfodera una proposta di spessore, un mix letale di black/thrash metal, grind e crust. Per i SACCAGE la prepotenza e la distruzione vengono prima di ogni altra cosa. "Khaos Mortem" esce a distanza di soli due anni da "Récidive", e forte di undici tracce (tra cui una cover dei Nunslaughter) caratterizzate da un crescendo che scatena un furioso headbanging, sa farsi valere tra le tante releases di genere ascoltate negli ultimi tempi. E' difficile individuare una canzone capace, in qualche modo, di prevalere sulle altre nella tempesta sonora che si abbatte con violenza inaudita sui nostri crani. Ben venga, quindi, l'ennesimo attacco votato alla schiettezza ruvida e concisa: niente fronzoli, niente inganni. Ogni passaggio risulta genuino, diretto e d'impatto. Viene così mostrato fin da subito lo stile del disco, dando il giusto valore all'approccio spaccaossa di un gruppo che non vuole smettere di picchiare duro. Sicuramente i brani attireranno l'attenzione non solo dei fan e nostalgici degli anni '90.

Contatti:
saccage.bandcamp.com/album/khaos-mortem-cd-lp-cs-2019
facebook.com/saccage

Songs:
Déchirure, Souillure Spectrale, Acouphène funéraire, Malsaint-Roch, Chaosphère, Jugement (le régicide eurythmique), Ivresse libératrice, Aversion oecuménique, Le débaucheur, Mort par la mort (Nunslaughter cover), La kermesse du charnier


giovedì 19 settembre 2019

EXHUMED "Horror" - Relapse Records




Agghiacciante, crudo e selvaggio anche quando si snoda tra ritmiche midtempo old school, sguainate e incalzanti: "Horror" ha il colore del sangue rattrappito ed emana il fetore della carne decomposta per tutta la sua durata. Dunque, non è nelle intenzioni degli EXHUMED essere fraintesi: il loro gore metal è ormai un trademark riconoscibilissimo che lascia in agonia chiunque si presti all'ascolto, perché in fin dei conti, questo è ciò che accade ogni volta che la band californiana pubblica un nuovo album in studio, ovvero il suonare metal efferato come se fosse la ricostruzione di un fatto di cronaca realmente accaduto, non a caso l'orrore dei fatti viene rappresentato in tutte le sue sfaccettature. La potenza dei riff sferzanti è utile per cementare ogni loro prestazione al cardiopalmo, e grazie al talento del leader storico Matt Harvey (in primis) il sound dei Nostri è ormai entrato nella leggenda del circuito estremo: un musicista che ama fare la differenza scuoiando le proprie vittime alla vecchia maniera, prendendo così le distanze dalle pratiche macabre messe in atto da altri colleghi del settore. Con lo scorrere dei minuti di "Horror" la tensione lascia il posto al puro terrore, che assume la forma grottesca di un autentico incubo, un incubo da vivere ad occhi e orecchie ben aperti. Il quartetto statunitense non solo riesce a rappresentare in maniera vera e convincente una irrefrenabile, cruenta violenza, ma la rende fisicamente tangibile. La tracklist scorre molto più rapidamente di quanto si possa immaginare, mettendo in evidenza un maggiore equilibrio tra i vari strumenti (voci comprese), complice sia il lavoro maniacale svolto da Alejandro Corredor (Brujeria, Nausea) in fase di produzione che l'altrettanto buon operato di Joel Grind (Toxic Holocaust), per quanto riguarda il mixaggio e la masterizzazione del disco. Gli Exhumed invecchiando migliorano. Ad oggi siamo arrivati a quota ventinove anni di attività sulle scene, pertanto, dovremmo tutti augurargli una lunga vita.

Contatti:
exhumed.bandcamp.com/album/horror
facebook.com/ExhumedOfficial
instagram.com/exhumed_official

Songs:
Unsound, Ravenous Cadavers, Scream Out in Fright, The Red Death, Utter Mutilation of Your Corpse, Slaughter Maniac, Ripping Death, Clawing, Naked Screaming and Covered in Blood, Playing With Fear, Dead Meat, Rabid, In the Mouth of Hell, Shattered Sanity, Re-Animated, Crypt of Terror (Bonus Track), Re-Entry and Destruction (Bonus Track), The Day Man Lost (Bonus Track)




martedì 17 settembre 2019

TOXIKULL "Cursed and Punished" - Metal on Metal Records




Nel secondo full-length dei portoghesi TOXIKULL vengono concentrati gli stilemi dello speed/thrash metal, sia per quanto concerne gli aspetti musicali che per quelli stilistici. "Cursed and Punished" suona come un ibrido perfetto tra i Judas Priest e gli Agent Steel di "Omega Conspiracy" (1999), due giganti del genere, lasciando una buona impressione sin dal primo ascolto. Intendiamoci, di certo non sono canzoni innovative, visto i palesi richiami al passato delle formazioni citate poc'anzi, ma il quartetto suona così dannatamente bene che non siamo nella posizione di mettere in dubbio la competenza con cui sono state rivisitate alcune formule: ad ogni stile musicale la sua personalità o chiave di lettura, com'è giusto che sia. I riff sono vorticosi, gli assoli tempestivi, dinamici, e la fanno da padrone per tutta la durata di "Cursed and Punished". Allo stesso modo vanno a colpire le rasoiate vocali del chitarrista/cantante Lex Thunder, mentre Garras (batteria) e Antim "The Viking" (basso) rappresentano la forza propulsiva di cui i Toxikull necessitavano, musicisti dal tocco personale e ferino, in grado di apportare la giusta spinta quando si viaggia ad alta velocità. La band si conferma super affiatata mentre riprende a piene mani un'indomabile tradizione suonata con evoluzioni da capogiro. Cosa volete di più da questi ragazzi? Consigliati.

Contatti: 
metalonmetalrecords.bandcamp.com/album/toxikull-cursed-and-punished
facebook.com/toxikull

Songs:
The Summoning Pit, Cursed and Punished, Sacred Whip, Killer Night, Helluminate, The Revival, Rising Dust, Dark Glory, Speed Blood Metal, In the Name of Evil




venerdì 13 settembre 2019

ABAN "Walkin Dead" - Sud Est Records




Dimenticatevi di qualsiasi album commerciale legato alla scena hip hop italiana: il nuovo lavoro di ABAN calpesta la maggior parte delle produzioni contemporanee, e come le sue precedenti pubblicazioni autoprodotte, trae ispirazione dalla giungla quotidiana, riportando in auge uno degli artisti più discussi della scena. Un suono d’assalto direttamente da Lecce, con basi caricate a pallettoni e testi estremi che mirano a colpire qualsiasi forma di nemico. Aban approfondisce questa volontà di combattere contro i mostri reali annidati nella sempre più malata società odierna e, allo stesso tempo, mette davanti allo specchio i propri demoni interiori, con una destrezza terrificante che non può essere assolutamente sottovalutata. Questo non è tanto un combattimento morale quanto uno di sviluppo concettuale. Il rapper in questione dimostra ancora una volta di possedere un'ottima capacità vocale e un orecchio sintonizzato, il tutto amplificato con temi scomodi necessari per sostenere l'interesse per il corso di un disco cinico e di non facile assimilazione (liricamente parlando). "Walkin Dead" evita un mondo abitato da padroni, da persone meschine, ipocrite, ignoranti, impegnate a confezionare solo merda per la maggior parte del tempo; basandosi invece su una cattiveria verbale motivata, perciò vera, sensata, non le solite minacce da classifica a cui molti sono abituati. Paolo Aban Morelli è ancorato alla sua personale attitudine, al suo vissuto, ad una visione animalesca che non si nutre di contenuti intrisi di falsità, offrendo così una panoramica su un unico dramma, quel dramma conosciuto come vita. Amen.

Contatti: 
facebook.com/sudestrecords
facebook.com/abanofficialpage
facebook.com/paoloabanmorelli
hinstagram.com/aban_southfam 
youtube.com/sudestrecords

Songs:
Habla Omo, Musica del Barrio, 903, Italia a 90 (feat. Nex Cassel & Gast), Walkin Dead, Fuoco Greco, Materiale illegale, Pt. 2 (feat. Il Turco), Perduto Amore, Pt. 2 (feat. Bull Brigade), Summertime (feat. Pasco), Fede, Hey Baby




martedì 10 settembre 2019

BARBARIAN "To No God Shall I Kneel" - Hells Headbangers Records




L'immaginario di "To No God Shall I Kneel", come confermato dallo stesso approccio scelto dai fiorentini BARBARIAN, è fortemente radicato nelle gesta gloriose dei padri dell'heavy metal; tutti quei pionieri che, in un modo o nell'altro, hanno ispirato una buona parte delle produzioni underground degli ultimi anni, e non solo tra i gruppi debuttanti. La genesi del quarto full-length però, anche se celebrata da un sempre convincente ritorno al passato, ha luogo in una realtà mai stata tanto attuale come oggi. Ma, cosa più importante, "To No God Shall I Kneel" (il secondo album messo in commercio dalla Hells Headbangers Records) sa come far accendere l'adrenalina degli ascoltatori veterani. Distorti e risoluti, i tre musicisti riescono a rendere accattivante il sound vecchio stampo diventato ormai una vera e propria istituzione. I Barbarian danno alla luce un altro figlio "prescelto" battezzato nelle fiamme ardenti, una nascita di un magnetismo primigenio che con il suo ritmo e battito costante rivendica un bisogno sfrenato di "Regressive Metal".

Contatti: 
barbarian-italy.bandcamp.com/album/to-no-god-shall-i-kneel
facebook.com/barbarianmetal

Songs:
Obtuse Metal, Birth and Death of Rish'Ah, Hope Annihilator, Sheep Shall Obey, The Beast is Unleashed, The Old Worship of Pain, To No God Shall I Kneel


sabato 7 settembre 2019

SANGUISUGABOGG "Pornographic Seizures" - Maggot Stomp Records




L’ascolto di questo demo di debutto ci mette in contatto con una compagine che costruisce le proprie canzoni servendosi di riff scarni, grumosi, e di tempi medio-lenti (a tratti spezzati da pevedibili accelerazioni in doppio pedale). Le sensazioni di angoscia vengono esaltate e potenziate dagli ambienti insalubri in cui si trovano i corpi dei 4 brani. Proprio tra quelle anguste stanze i SANGUISUGABOGG diventano gli unici attori protagonisti di una storia dall'epilogo straziante. "Pornographic Seizures" è un lavoro maledettamente pachidermico, vicino ad alcuni classici del genere, quindi oltre alla pesantezza del sound mostra quel quid che poi diventa la chiave di lettura di visioni mostruose, immutabili e dedicate a chi ancora crede in tutto questo. In conclusione, un demo da ascoltare senza pretese, per capire come drammaticità, tensione, ossessione, possano convivere perfettamente insieme. Solo pochi potranno apprezzare il primo passo fatto dagli americani Sanguisugabogg.

Contatti:
sanguisugabogg-maggotstomp.bandcamp.com/album/pornographic-seizures
facebook.com/sanguisugabogg

Songs:
Uningest, Turkish Blood Orgy, Perverse/Deranged, Succulent Decedent


giovedì 5 settembre 2019

ENTOMBED A.D. "Bowels of Earth" - Century Media Records




Ci sono dei dischi considerati delle pietre miliari nella Storia della Musica, come esistono musicisti che con la loro unicità hanno segnato l'anima e il cuore degli ascoltatori. Il nome degli Entombed, fra i pionieri dello swedish death metal, non fa assolutamente eccezione. L'indomabile Lars Göran Petrov non ha mai rinnegato la sua fede per il death metal!!! Ed è stato giusto non snobbare il nome degli ENTOMBED A.D., reincarnazione della succitata band madre che vede protagonisti Olle Dahlstedt (batteria), Nico Elgstrand (chitarra), Victor Brandt (basso) e Guilherme Miranda (l'ultimo arrivato in formazione). L'impeto rovente di "Bowels of Earth" rende omaggio alle sonorità del passato legate ad una precisa corrente di pensiero, non poteva andare diversamente. E' proprio così, gli Entombed A.D. accellerano il passo come a voler dire, "Siamo tornati alle nostre origini". L'impressione è che in queste nove canzoni, lasciando un attimo da parte la cover di Hank Williams, Petrov e soci abbiano messo meno carne al fuoco per ottenere ugualmente risultati soddisfacenti. E' un elemento particolarmente importante per dei musicisti così noti e influenti. In ogni caso, l'essenza del gruppo è rimasta invariata, con la voce di LG Petrov a dominare il tutto. E' chiaro che la cosa migliore è ascoltare il disco ad alto volume.

Contatti:
entombedad.com
facebook.com/EntombedAD
instagram.com/entombed.adofficial

Songs:
Torment Remains, Elimination, Hell Is My Home, Bowels Of Earth, Bourbon Nightmare, Fit For A King, Worlds Apart, Through The Eyes Of The Gods, I'll Never Get Out Of This World Alive (Hank Williams cover), To Eternal Night




domenica 1 settembre 2019

SEDIMENTUM "Demo" - Fucking Kill Records




Nonostante la disturbante immagine di copertina possa sviare l'ascoltatore comune, un orecchio attento noterà un valido death metal all'interno di questo recente "Demo 2019", l'esordio per i canadesi SEDIMENTUM. Il quartetto presenta l'ennesima release di genere, riportando alla ribalta il vecchio modo di proporre certe sonorità. Visto il tipo di produzione, aspettarsi qualcosa di leggermente diverso dal solito è poco sensato: l'unica verità è la loro indomabile efferatezza. Il lavoro rimane globalmente compatto e gradevole, ben suonato e arrangiato, seppur unidirezionale. Il gruppo proveniente dal Québec offre uno squarcio (è proprio il caso di dirlo) su un immaginario malato già noto a molti, mischiando la crudeltà musicale con le tematiche macabre dei testi. La padronanza strumentale mette in vetrina una performance senza incertezze o artefatti. Insomma, definirli autentici non sarebbe poi così azzardato. Complimenti, siamo sulla strada giusta. Stampato su vinile dall'etichetta Fucking Kill Records.

Contatti: 
sedimentum.bandcamp.com/album/demo
fuckingkillrecords.bandcamp.com/album/sedimentum-demo

Songs:
L'océan Encéphalique, Momifié Dans La Vase, Décimation Lente, Un Cycle Tourmenté


venerdì 30 agosto 2019

CULTED "Vespertina Synaxis - A Prayer for Union & Emptiness" - Season of Mist




"Vespertina Synaxis - A Prayer for Union & Emptiness" è la quarta uscita discografica dei CULTED (in realtà questo è il secondo EP se si tiene in considerazione "Of Death & Ritual"). La trama del disco rispecchia quasi totalmente quella delle passate pubblicazioni, sfruttando però un songwriting più evoluto e per certi versi disteso, quindi meno torrido e soffocante. Eppure, malgrado alcune importanti differenze, la dilatazione strumentale rimane la stessa. E fa un certo effetto vedere la band risvegliare i demoni nascosti seguendo un sentiero più facilmente accessibile e meno angusto. I Culted hanno fatto un altrettanto buon lavoro sui cambiamenti a livello di arrangiamenti, in modo da ottenere un linguaggio siderale che ci aiuti ad approfondire ogni singolo dettaglio delle composizioni, di conseguenza convincerci che "Vespertina Synaxis" mette a disposizione delle nuove indicazioni illusorie per cercare di ancorarsi all'inseguibile. L'opera, nella sua interezza (un totale di 27 minuti), esprime al meglio la narrazione vespertina cui i Nostri si fanno carico, ampliando l'inquadratura senza attenersi a un criterio nel complesso conservativo. La lineup è rimasta invariata: il cantante svedese Daniel Jansson accompagnato dai tre canadesi Matthew Friesen, Kevin Stevenson, Michael Klassen.

Contatti:
culted.bandcamp.com/album/vespertina-synaxis-a-prayer-for-union-emptiness
facebook.com/Culted
instagram.com/culted_official

Songs:
A Prayer for Union, Dirt Black Chalice, A Prayer for Emptiness


mercoledì 28 agosto 2019

FULCI "Tropical Sun" - Time To Kill Records




"Tropical Sun" fuoriesce dall'immaginario gore/splatter italiano degli anni '80, evidenziando chiaramente il background artistico dei FULCI, corrotto dalla profonda passione per il death metal malsano e maleodorante. Ma soprattutto, questo secondo full-length mette ancora una volta in risalto l'amore viscerale verso il cinema del pluriosannato regista Lucio Fulci, nonché poeta del macabro di forte impronta stilistica. Osservando l'artwork di copertina si capisce che il lavoro è un vero e proprio tributo al cult movie "Zombie 2" del 1979. I Nostri puntano sull'esperienza e sulla concretezza, entrambe utili per ottenere il risultato prefisso. Infatti, l'obiettivo è stato centrato. Il trio casertano riesce ad esprimere al meglio la propria attitudine, viziata da un inconfondibile retro style annichilente, valido e apprezzabile, seppur derivativo. I Fulci vogliono offrire violenza e atmosfere, né più né meno, mantenendo viva la cruda realtà racchiusa nelle pellicole horror del Maestro romano. Complessivamente, si può dire che "Tropical Sun" è un disco onesto, completo e dal forte impatto, pieno di sfumature cruente, di rimandi, di visioni orripilanti, il tutto messo al servizio dei fan del genere. Inutile citare i soliti punti di riferimento. Siate orgogliosi di quello che stanno facendo i Fulci.

Contatti:
tropicalsun.bandcamp.com/releases
facebook.com/fulciband

Songs:
Voodoo Gore Ritual (instrumental), Tropical Sun, Apocalypse Zombie, Splatter Fatality, Matul Tribal Cult, Legion Of The Resurrected, Palms By The Cemetery, Witch Doctor (instrumental), Genetic Zombification, Eye Full Of Maggots, Church Of The Undead, Blue Inferno, Immortality Virus (instrumental), March Of The Living Dead (instrumental)




sabato 24 agosto 2019

SPURN "At The Precipice Of Excitation" - Autoproduzione




Un impressionante tornado sonoro che flirta con la follia compositiva in una macchina a orologeria adeguatamente calibrata. "At The Precipice Of Excitation", il nuovo full-length della band canadese in questione, regala forti emozioni e sorprese sia per la complessità inerente la struttura sia per i mutamenti improvvisi dell'animo umano in relazione ad un approccio ossessivo che, si erge acutamente a rappresentazione di una scrittura fondata sulla maniacalità. Il mostro generato dagli SPURN attinge linfa dallo stesso pozzo in cui, ancora oggi, si possono osservare i riflessi di entità davvero influenti come i monolitici Swans, seguiti poi da Dillinger Escape Plan, Neurosis, Meshuggah, Converge, ma anche i techno-death metaller Gigan, tanto per citare alcuni nomi rilevanti della scena. Un suono asfissiante dotato di una logica delirante, perciò capace, quasi certamente, di mandare in visibilio i tanti aficionados di quella corrente musicale aperta alle contaminazioni allucinate, lontana da ogni forma di "classico" tradizionalismo. "At The Precipice Of Excitation" riesce con indubbio merito ad evitare eccessivi cali di intensità e a trascinarsi con claustrofobica intenzionalità lungo ventotto minuti da capogiro. Qui si preferisce sputare il veleno senza tener fede a regole rigorose o influssi pronosticabili. E' impossibile rimanere indifferenti di fronte alle massacranti "Clapping Seals", "Glioblastoma", la sfibrante "Eating The Rich In Self Defense", le paralizzanti "Looking Past Your Own Nose", "Pushing The Flat Earthers Off The Earth", veri e propri inni di rabbia incontrollabile. Da ascoltare anche la cover di Tom Waits ("Hoist That Rag"), nel finale. Stiamo parlando di un disco pressoché perfetto realizzato da questi nuovi matematici dell'estremizzazione sonora. E smettiamola di chiamarlo mathcore.

Contatti:
spurn.bandcamp.com/album/at-the-precipice-of-excitation
facebook.com/SpurnBand

Songs:
Clapping Seals, Glioblastoma, Lepa Radic, Confusing Ignorance For Innocence, Eating The Rich In Self Defense, The Eleventh Hour, Looking Past Your Own Nose, Pushing The Flat Earthers Off The Earth, Hoist That Rag (Tom Waits Cover)


mercoledì 21 agosto 2019

NIBIRU "Salbrox" - Ritual Productions




Non esiste forse un altro titolo in grado di dialogare in maniera così diretta con il flusso parossistico alimentato dai densi contenuti di quest'opera, indicando tanto la condizione nascosta quanto quella visibile di un'opera spinta oltre il concept album, un racconto che, inevitabilmente, unisce spirito e materia, due elementi in uno, in grado di elevare la rigida separazione e contrapposizione tra il buio e la luce. I NIBIRU, pur scavando nell’irrazionale, mantengono sempre vivo il punto di connessione tra soprannaturale e razionale in modo da rapportare il conscio all'inconscio, gestendo con mano ispirata sia le proiezioni visionarie sia un tessuto narrativo che si agita negli anfratti dell'animo umano. "Salbrox" si muove alla ricerca dell’assurdo, mettendo in scena un cerimoniale contrassegnato con la potenza del suono e delle parole, un golgotha infinito di sofferenza in sofferenza. E' l'incubo che non lascia speranza alcuna di sopravvivere dopo l'impatto.

Contatti:
ritualproductions.bandcamp.com/album/salbrox
facebook.com/nibiruritual

Songs:
ENHB, EXARP, HCOMA, NANTA, ABALPT, BITOM, RZIONR




sabato 17 agosto 2019

DISENTOMB - "The Decaying Light" Unique Leader Records




La pubblicazione di "The Decaying Light" è un segnale positivo, che mostra ancora una volta le micidiali potenzialità di questa formazione australiana, stilisticamente salda ad un death metal feroce e tecnico di chiara derivazione statunitense, facendomi tornare alla mente lo stile di gruppi come Disgorge, Deeds of Flesh, Vile, ma anche quello di altri nomi altrettanto validi della scena d'oltreoceano, potrei citare Severed Savior e Gorgasm. Ci sono soprattutto due modi per fare presa sul pubblico e sulla critica di settore: suonando in maniera originale oppure rivisitando egregiamente qualcosa di già sentito in passato. I deathster DISENTOMB appartengono alla seconda categoria, sciorinando riffoni al cardiopalmo con disinvoltura e indomabile frenesia, arricchiti con malefiche dissonanze e melodie, e sorretti da una sezione ritmica precisa, impetuosa, tentacolare. In alcuni passaggi aleggia prepotente il fantasma dei neozelandesi Ulcerate, soprattutto quando i Disentomb decidono di rallentare la velocità sul terreno della mattanza. I brani si somigliano un po' tutti, ma la dedizione dei Nostri al death metal fa in modo che "The Decaying Light" risulti comunque appetibile per la gran parte dei fanatici del genere. E' questa la sensazione che si prova analizzando la tracklist dell'album. L'acustica "Withering" è la drammatica traccia conclusiva. Non è un lavoro fondamentale, bensì una prova di onestà di chi non rinnega certe origini e influenze.

Contatti:
uniqueleaderrecords.bandcamp.com/album/the-decaying-light
facebook.com/pg/disentomb

Songs:
Collapsing Skies, Your Prayers Echo into Nothingness, Indecipherable Sermons of Gloom, Undying Dysphoria, Centuries of Deluge, The Decaying Light, The Great Abandonment, Dredged into Existence, The Droning Monolith, Dismal Liturgies, Invocation in the Cathedral of Dust, Rebirth Through Excoriation, Withering


mercoledì 14 agosto 2019

VIBRATACORE "Resurgita" - Autoproduzione




I teramani VIBRATACORE, dopo aver superato varie vicissitudini e riassestato la loro lineup (oggi diventati un trio), hanno capito che è sicuramente più logico non mollare nonostante le difficoltà che s'incontrano, crederci fino in fondo ed essere sempre pronti a rimboccarsi le maniche per andare avanti; insomma, aggrapparsi a quell'unica "passione" chiamata Musica. Tenendo fede a questo spirito combattivo, ne è venuto fuosi un EP di quattro tracce (tra le quali viene inclusa la cover "Wolverine Blues" degli Entombed) che spinge maggiormente sul pedale dell'efferatezza, complice una scrittura più cupa e astiosa. Oggi dietro al microfono troviamo il chitarrista Fango, motivato nel liberare gran parte dei suoi deliri, e anche questa sua decisa presa di posizione ha fatto la differenza nell'attuale suono forgiato dai Nostri. I Vibratacore, dopo diciotto anni di militanza, sono diventati un gruppo estremo in tutto e per tutto, capace di fondere elementi dal forte impatto. E' un nuovo punto di partenza, messo in pratica con un EP autoprodotto dal tiro esagitato. Io rimango fiducioso sul futuro del gruppo abruzzese.

Contatti:
facebook.com/pg/VIBRATACORE

Songs:
Breathless, Abyss, Border, Died To Seem Alive, Wolverine Blues (Entombed cover)


martedì 13 agosto 2019

WITCH VOMIT "Buried Deep in a Bottomless Grave" - 20 Buck Spin




Quello che la band di Portland realizza con "Buried Deep in a Bottomless Grave" è un disco nero di orrori, al di sopra delle aspetttive, di cui, non si fatica a capire le reali ragioni: la padronanza nella composizione, lo sfrenato gusto per la brutalità trapelano da ogni nota dei brani, facendo distaccare nettamente il loro nuovo lavoro dai tanti prodotti analoghi usciti di recente. E' questo il "peso" stilistico che caratterizza "Buried Deep in a Bottomless Grave". I WITCH VOMIT, in ogni caso, qui riescono a far leva sui propri mezzi per mettere il punto su un secondo full-length travolgente quanto vincente, quindi, per quello che si può definire, a tutti gli effetti, un ritorno discografico coerente con le regole brucianti imposte dal culto del death metal infausto. Nei suoi termini, a tratti doomeggianti, appare strutturato come una vecchia pellicola horror il cui copione è inesorabilmente intenso e terrificante. I Witch Vomit vanno in una sola direzione, raggiungendo l'obiettivo: traumatizzare chi ascolta, e difendere una tradizione. "Buried Deep in a Bottomless Grave" riesce a ritagliarsi un buon posto nella scena estrema contemporanea. Consigliati.

Contatti: 
listen.20buckspin.com/album/buried-deep-in-a-bottomless-grave
facebook.com/WebsOfHorror
witchvomit.bigcartel.com

Songs:
From Rotten Guts, Despoilment, Buried Deep in a Bottomless Grave, Dead Veins, Dripping Tombs, Squirming in Misery, Fumes of Dying Bodies




sabato 10 agosto 2019

VICTIMS - "NON E' MAI TROPPO TARDI"






GLI SVEDESI VICTIMS SONO UNA BAND STORICA DEL CRUST-PUNK HARDCORE, VERI E PROPRI PORTABANDIERA DEL GENERE IN QUESTIONE, TORNATI SULLE SCENE CON IL NUOVO "THE HORSE AND SPARROW THEORY", DISCO ISPIRATO E COINVOLGENTE, CHE GIUNGE COME UN FULMINE A CIEL SERENO E CONFERMA LA MAESTRIA DI QUESTI QUATTRO MUSICISTI SCANDINAVI. UN VERO E PROPRIO PASSO IN AVANTI, COME CI HA CONFERMATO IL DISPONIBILISSIMO CHITARRISTA GARETH SMITH.

Ciao Gareth. Prima di tutto, voglio ringraziarti per la tua gentilezza e disponibilità. Ho un immenso rispetto per i Victims. Ascolto la vostra musica fin dal 1998.

- Grazie mille!

Il vostro ultimo album, "The Horse and Sparrow Theory", è arrivato dopo "Sirens" (2016). Adoro questo nuovo lavoro e penso che sia davvero fantastico, un notevole passo in avanti nei contenuti e nella musica. Quanto tempo ci è voluto per il realizzarlo?  

- In realtà tutto è andato abbastanza velocemente. Sì, il processo compositivo è stato molto più veloce rispetto alla scrittura del precedente “Sirens”. Quel disco ha richiesto circa cinque anni di lavorazione a causa di vari motivi. In quel periodo tre di noi stavano diventando padri di famiglia, inoltre per le prove vennero cambiati tre spazi differenti. Quindi, quando entrammo in studio per registrare “Sirens”, alcune delle canzoni ci sembravano già piuttosto datate. Come dicevo poc'anzi, l'intero “Horse and Sparrow” è stato composto più velocemente rispetto ai nostri standard, diciamo che è trascorso più di un anno, e consciamente decidemmo di scrivere le canzoni mantenendole così com'erano ed evitare di riprovarle continuamente. Non volevamo snaturare la loro energia. Ma dall'inizio della scrittura fino alla sua pubblicazione ci è voluto circa un anno e mezzo, il che per i Victims è qualcosa di molto veloce! Tutti abbiamo un lavoro e altre cose da affrontare nella nostra vita.

Come nasce, cresce e si evolve una tipica canzone dei Victims?  

- Tutto inizia sempre con un riff scritto da me oppure da Jon, il più delle volte riffs suonti in casa. Successivamente, quando l'idea diventa solida, la condividiamo con gli altri ragazzi della band per iniziare a lavorarci su, organizzando la scrittura, aggiungendo dettagli ecc. Questo processo creativo si materializza in sala prove, in modo molto collaborativo e democratico. Una volta completata la musica per una qualsiasi canzone, la maggior parte delle volte Johan passerà del tempo con essa a casa lavorando su schemi vocali e scrivendo i vari testi, ma anche Jon ed Andy hanno contribuito a questo in passato. La stessa cosa avviene per la voce, una volta che le idee prendono forma, allora tutti contribuiamo con le nostre opinioni, modificandole successivamente. In questo disco il processo compositivo è stato leggermente diverso. Johan stava attraversando un periodo di grande ispirazione e questo gli permise di arrivare in sala prove con molte idee sui riff, ha scritto le basi per circa sei delle otto canzoni, il che è stato fantastico dal momento che lui scrive dei riff molto più aperti e suggestivi rispetto ai miei e quelli di Jon, e questo ci ha dato molta energia durante la registrazione. Tutto ciò che riguardava la voce era stata affidato a Johan. Ha curato i testi delle canzoni basandosi su un concept di un saggio che avevo scritto, che poi è diventato il tema dell'album. È stato un bel modo di fare le cose, dato che avevo questo grande concetto nella mia testa, e Johan ne ha raccolto dei pezzi e li ha utilizzati per ogni singola canzone. Mi è piaciuto essere coinvolto su questo lato delle cose poiché scrivo sempre note musicali per dei titoli e argomenti di brani molto interessanti, quindi è stato bello che questa mia idea si sia concretizzata in questo modo.

Secondo il mio personale punto di vista, voi siete in grado di scrivere alcuni dei migliori riff in questo genere musicale. Le idee arrivano in base al vostro umore? Ti chiedo ciò perché mi piacerebbe conoscere qualche particolare sul processo compositivo. Pensi che sia cambiato qualcosa  rispetto agli inizi della vostra carriera?  

- Immagino di aver già parlato molto del nostro processo di scrittura, ma sì, personalmente quando scrivo dei nuovi riff tutto si basa sull'umore e molto dipende anche da ciò che mi ispira in quel preciso momento. Che si tratti di qualcosa di denso e veloce, o più spazioso e suggestivo. Per lungo tempo Jon è stato il principale compositore della nostra musica ed è ancora oggi una parte importante di ciò che sono i Victims. Quando Johan ha tirato fuori la prima idea su un riff per questo nuovo album, che alla fine ha generato la traccia che ha dato il titolo al disco, ci ha ispirato a continuare su quel tema e quell'atmosfera, qualcosa che sembrava piuttosto diversa da molte delle nostre precedenti cose. Dopo vent'anni di attività sentivamo la necessità di superare i nostri standard. Nessuno di noi era interessato a fare solo un altro tipico disco punk crust. Non c'è nulla di sbagliato in questo, ovviamente, ma volevamo esplorare cose nuove, capire fino a che punto potevamo spingerci oltre rimanendo fedeli al trademark della band.

L'artwork utilizzato per questo disco ha un forte impatto! C'è una ragione per cui avete scelto quell'immagine e il titolo "The Horse and Sparrow Theory"?  

- Grazie. Abbiamo commissionato il lavoro grafico ad un amico di Andy. Jack Ankersen è un grande tatuatore, inoltre aveva già tatuato Andy. Ha realizzato un sacco di incredibili lavori di intaglio del legno, da li è partita l'idea di usare il suo operato per questo nuovo disco. Gli abbiamo inviato l'idea del concept e il saggio che avevo scritto, dandogli carta bianca. Dopo aver realizzato l'artwork, Andy ha prodotto il layout del disco. Siamo molto contenti del suo lavoro.

La teoria denominata Horse and Sparrow è una vecchia idea economica capitalista, ripresa da Reagan e dalla sua ideologia di economia di ribasso, e più in generale dai neoliberisti. L'idea è che se ai ricchi viene data la libertà di consumare e spendere poco in termini di tasse, allora il loro consumo gioverà alla classe operaia che è quella che produce i beni per i ricchi. Fondamentalmente, i soldi dei più ricchi scorreranno attraverso la società e alcuni di questi finiranno nelle tasche dei poveri. La metafora è che se permetti al cavallo di mangiare tutta l'avena che vuole, lo farà a un livello tale che parte di questa attraverserà l'intestino senza essere digerita, lasciando la rimanente parte ai passeri. L'unico problema è che il passero dovrà cercare nella merda del cavallo per nutrirsi. Penso che sia una metafora adatta per analizzare la situazione globale di oggi, ed è molto adatta al problema del clima, che è di per sé anche un problema globale.

Quindi, alcuni dei vostri testi, almeno per quanto mi è sembrato di capire, sono stati scritti attorno al tema dei disastri naturali. E' una triste realtà constatare come milioni di persone affrontano così tante minacce, anno dopo anno. Come pensi che dovremmo valutare il futuro, e quindi affrontare l'afflusso di costanti disastri meteorologici?

-  Ebbene sì, in questo disco in particolare, i testi parlano del disastro ambientale causato dalla classe privilegiata della società globale ma anche della nostra dipendenza dal consumismo. La crisi climatica è un problema generale in quanto le classi più ricche del pianeta hanno causato il danno e le classi più povere ne sono le più colpite. Almeno adesso, i ricchi saranno in grado di proteggerci per un po' di tempo, forse, ma non saremo in grado di sfuggire alla crisi climatica. Penso che se il radicale cambiamento politico non avverrà in tempi brevissimi, allora vedremo un futuro molto diverso. Il cambiamento politico sarà provocato solo dai normali cittadini che desiderano cambiare il mercato apportando cambiamenti alla vita individuale.

Ma se continuiamo a consumare la merda che sta distruggendo il pianeta, allora le élite corporative continueranno a venderlo. Sono fiducioso, però. Oggi il clima è saldamente all'ordine del giorno nelle questioni politiche e, grazie a persone come Great Thunberg (attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. / N.d.a.), le cose potrebbero migliorare. Spero solo che quando avremo apportato dei veri cambiamenti non sarà troppo tardi.

Quali sono alcune delle tue band preferite della scena hardcore/crust-punk?  

- Buona domanda. Non ascolto il crust moderno di oggi, deve essere qualcosa di molto particolare per attirare la mia attenzione. Ma ci sono alcune band in giro che hanno elementi crust davvero buoni. I finlandesi Kohti Tuhoa sono davvero notevoli. Helena è una cantante fantastica ed è così brava sul palco, ha tanta rabbia ed energia. Mi sono piaciuti gli inglesi Skiplickers, che si divertino molto suonando nella tradizione del vecchio stile svedese, e il loro cantante Bry, ha sempre dato vita a grandi band, di recente potrei citare i Rat Cage. Penso che ci siano sempre grandi gruppi provenienti dal Giappone, negli ultimi anni i Kriegshög e in precedenza i Framtid. Ovviamente, gli His Hero Is Gone sono una grande band e un punto di riferimento che avevamo in mente mentre componevamo questo nostro ultimo album, per quanto riguarda l'attitudine e le atmosfere. Probabilmente la mia band preferita di tutti i tempi, o almeno i loro dischi, sono i primi lavori dei Disfear con Jeppe alla voce, ovviamente nessuna mancanza di rispetto per Tompa, ma album come "Soul Scars", "Everyday Slaughter" e "A Brutal Sight of War" sono fottutamente inarrestabili. Citerei anche il primo 7” degli svedesi Anti Cimex, questo è ovvio.

Grazie ancora per l'opportunità. Devo ammettere che i Victims hanno avuto un forte impatto sulla mia vita, e anche per questo motivo, ti sono molto grato per aver condiviso i tuoi pensieri con i lettori della mia webzine. 

- Grazie a te.

Contatti:
victims.bandcamp.com/album/the-horse-and-sparrow-theory
facebook.com/victimsinblood

VICTIMS line-up:
Andy Henriksson - Batteria
Jon Lindqvist - Chitarra, Backing Vocals
Gareth Smith - Chitarra
Johan Eriksson - Basso, Voce

Recensione: 
VICTIMS "The Horse and Sparrow Theory" - Relapse Records




mercoledì 7 agosto 2019

CEREBRAL ROT "Odious Descent Into Decay" - 20 Buck Spin




E' il ritorno dei CEREBRAL ROT, formazione statunitense formatasi a Seattle nel 2016, e che nell'estate dell'anno scorso esordiva con il demo "Cessation of Life", stampato in una tiratura limitata su tape. Il death metal prodotto dai musicisti coinvolti nel progetto viene rigurgitato con veemenza servendosi di toni putrescenti e nauseabondi. "Odious Descent Into Decay", come la maggior parte dei dischi appartenenti a tale circuito musicale, potrà essere pienamente apprezzato solo da chi ama incondizionatamente questo trademark repellente, a cominciare proprio dalla tendenza ad approcciarsi a sequenze crude e infami. I Cerebral Rot mantengono intatto il fascino della vecchia scuola, e non può sfuggire la cura della band nel concretizzare il proprio scenario da incubo. C’è quell’artigianalità, soprattutto in riferimento al modo di scrivere canzoni, che fornisce un valore aggiunto da non sottovalutare, anche se non nel senso dell'originalità, capace di restituire il modo di fare death metal di un’epoca, quella dei primi anni '90, che tanto fascino esercitava ed esercita tuttora sui cultori del genere.

Contatti:
listen.20buckspin.com/album/odious-descent-into-decay
facebook.com/cerebralrotdm/

Songs:
Odious Descent Into Decay, Swamped In Festering Excrementia, Reeking Septic Mass, Cerebral Rot, Putrefaction (Eternal Decay)”Sardonic Repentance, Sardonic Repentance, Repulsive Infestation Of Cadaver, Primordial Soup Of Radioactive Sewage, Foul Stench Of Ruination


sabato 3 agosto 2019

SUNDAY / THRILLER MACHINE - "A MANO ARMATA"






"PULP PHIXION", USCITO IL 26 LUGLIO 2019, E' IL FRUTTO DI UNA COLLABORAZIONE TRA IL RAPPER AMERICANO ILL BILL E IL PRODUCER ITALIANO SUNDAY / THRILLER MACHINE DEI DSA COMMANDO. E COME SE NON BASTASSE, PER DARE ULTERIORE SPESSORE A QUESTO EP SONO STATI CONVOCATI ALTRI 4 PERSONAGGI RINOMATI DELLA SCENA HIP HOP: VINNIE PAZ, LORD GOAT (GORETEX ELOHIM), SICK JACKEN, D.V. ALIAS KHRYST. "PULP PHIXION" FA CAPIRE COME ALCUNI ARTISTI NOSTRANI NON HANNO PIU' NIENTE DA INVIDIARE A QUELLI INTERNAZIONALI. IL SEMPRE GENTILE SUNDAY CI ILLUSTRA BREVEMENTE TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SU QUESTA INTERESSANTE USCITA DISCOGRAFICA, MA NON HO POTUTO FARE A MENO DI AMPLIARE LA NOSTRA CHIACCHIERATA.

Ciao Leo. Un piacere ritrovarti qui. Questa è la tua seconda intervista per SON OF FLIES WEBZINE.

- Ciao Chris, è sempre un piacere!

La prima domanda sorge spontanea: quando e dove hai incontrato ILL BILL e com'è nata questa vostra collaborazione? Immagino sia motivo di grande soddisfazione, anche se tu avevi già collaborato con musicisti storici e di spessore come Gore Elohim (Goretex), Method Mad etc....

- È stato Goretex a presentarmi ILL BILL, che si è immediatamente dimostrato amichevole e disponibile. Abbiamo iniziato subito a collaborare, ci siamo visti a un po' di serate tra la Svizzera e l'Italia durante vari tour dei Non Phixion e della Coka Nostra, coi DSA Commando abbiamo anche suonato assieme in qualche occasione e con l'arrivo della Tuff Kong Records le stelle si sono allineate definitivamente.

Quanto tempo ci è voluto per portare a termine tutto il progetto, compreso l'accordo con l'italiana Tuff Kong Records?

- In realtà relativamente poco, ora non ricordo di preciso. Io sono un fan della Tuff Kong Records dalla loro prima uscita con Conway e Cuns, con loro avevamo già collaborato per l'uscita di Memento Mori dei DSA Commando, anche BILL si è preso bene per le loro uscite, c'è una stima reciproca tra regaz, è stato tutto molto naturale.

C'è stato un preciso momento nella tua carriera artistica in cui hai iniziato a prendere consapevolezza del fatto che le tue produzioni fossero pienamente apprezzate in Italia e oltreoceano?

- Ho sempre pensato che i miei beats non dovessero avere niente di meno rispetto a quelli americani, la qualità è internazionale.

Il suono e la musica dell'EP "Pulp Phixion" tiene fede al tuo stile, ma anche a quello di ILL BILL. Potrei chiamarla “coerenza”, in una sola parola. Mi spiego meglio: passano gli anni, Sunday migliora, rimanendo però legato alla sua visione. Sei d'accordo?

- Sia io che BILL, ma anche Gore, abbiamo gusti quasi identici, in più sono sempre stato un fan dei Non Phixion e come produttore sono stato sicuramente influenzato dalla loro musica quindi ne consegue un alto coefficiente di compatibilità.

Da dove inizi quando si tratta di raccogliere le idee per una nuova traccia?

- Generalmente ascoltando mille pezzi fino a quando non trovo un sample che rispecchia il mio stato d'animo in quel momento.

È cambiato qualcosa nel tuo approccio durante la fase di composizione in questi ultimi anni?

- La tecnica, in teoria, migliora sempre con l'esperienza, il tempo e l'impegno, il modo di approcciarsi alla produzione per me è praticamente sempre lo stesso, ho una visione molto chiara di cosa mi piace e cosa non mi piace, da sempre.

Qual è la produzione più assurda e complicata che hai fatto? Quella che ti ha sottratto maggior tempo.

- Onestamente preferisco la semplicità, non mi piacciono le produzioni troppo "smanettate" per me il 90% delle volte sono solo dimostrazioni di pseudoprofessionalità che toglie un po' l'anima al tutto, escluso qualche raro caso tendo sempre all'essenza, in più soffro di una super pigrizia che mi impedisce di elaborare tutto oltremodo o perdere settimane dietro a un beat.

Credi che le droghe aiutino la creatività?

- Le droghe aiutano a raggiungere una soddisfazione in chi ha voglia di assumerle, io credo che ognuno possa stimolare la propria creatività come meglio crede, è personale.

Ci sono dei producers contemporanei che apprezzi particolarmente? Anche italiani.

- Generalmente stimo producers che inseguono un suono da sempre, per poi svilupparlo e farlo proprio, tipo Junior Makhno di Parigi, un esempio evidente a questo proposito qui in Italia per me è di sicuro DJ Shocca.

Ascolti ancora musica metal? Ci sono dei gruppi o dischi che ti hanno particolarmente segnato nel corso della tua lunga carriera?

- Ascolto sempre il metallo, non vado più tanto a ricercare gruppi nuovi e oscuri, mi piacciono i grandi classici.

Progetti in cantiere?

- Fare dei beats che spaccano tutto.

Bene Leo, siamo arrivati alla fine. È stato un piacere per me e lascio a te la conclusione. Grazie.

- Grazie mille a te Christian, concludo salutando e ringraziando tutti i regaz che spingono la roba seria ma anche quelli che mi vogliono male. Con PULP PHIXION vi ho purgato ancora!

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