venerdì 13 luglio 2018

Recensione: CRAFT "White Noise and Black Metal"
2018 - Season of Mist




I discorsi che si potrebbero fare sul black metal sono molti, come tanti sono i fan concentrati nel seguire il "nuovo corso" del genere. I CRAFT rappresentano un valido esempio di cosa sia il black metal di oggi, una band che fin dal lontano 1998 partecipa attivamente allo sviluppo di uno scenario musicale ben definito, molto spesso maestoso e maligno, ma anche crudo e radicato al passato; dando sfogo ad uno stile di vita che per anni ha concesso poco ai compromessi. I Craft sono indubbiamente una delle più autentiche realtà emerse nell'ultimo ventennio dal sottosuolo scandinavo. Questo è un dato di fatto. La loro musica è tutt'altro che scontata. Ascoltare "White Noise and Black Metal" significa cogliere la sostanza di una formazione che ha saputo distinguersi rispetto a quanto proposto da altri blackster, facendo evolvere le proprie sonorità senza perdere di vista le vecchie radici nordiche. Sarà perché i Nostri hanno dimostrato qualità e spessore artistico producendo materile di ottima fattura, piuttosto che vendersi alle riviste di settore solo per farsi pubblicità. Nel corpo di "White Noise and Black Metal" c'è qualcosa in più, qualcosa di vero, apprezzabile e personale. I Craft odierni animano con efficacia la scena estrema internazionale, facilitando il rapporto tra chi fa musica e chi la fruisce. Una garanzia.

Contatti: 
craftofficial.bandcamp.com/album/white-noise-and-black-metal
craftblackmetal.com
facebook.com/craftblackmetal

TRACKLIST: The Cosmic Sphere Falls, Again, Undone, Tragedy Of Pointless Games, Darkness Falls, Crimson, Shadow, White Noise


martedì 10 luglio 2018

Intervista: LIK - "IL SECONDO MASSACRO"






GLI SVEDESI LIK STUPISCONO ANCORA USCENDO CON UN DISCO DAL FEELING MOLTO RETRO', UN LAVORO CHE FARA' FELICI TUTTI I FAN DELLO SWEDISH DEATH METAL. CON "CARNAGE" L'HEADBANGING E' ASSICURATO! IL BATTERISTA CHRIS BARKENSJO HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE.

1. Ciao Chris. Sono trascorsi tre anni dal precedente album di debutto ma il vostro sound non ha subito cambiamenti rilevanti. Avete dimostrato coerenza e passione per il death metal di stampo svedese, ecco perché oggi si può dire che "Carnage" è un lavoro solido che presenta lo stesso feeling dei primi album del genere. Sei soddisfatto delle nuove canzoni? Pensi siano migliori di quelle presenti in "Mass Funeral Evocation"?

- Siamo orgogliosi e soddisfatti di "Mass Funeral Evocation" perché è un disco molto solido. Ovviamente, in maniera naturale, abbiamo cercato di scrivere un nuovo album che potesse essere migliore del precedente, e penso che "Carnage" lo sia.

2. Quali sono gli aspetti del nuovo disco che preferisci maggiormente?

- Sicuramente il suono, ma anche la struttura delle canzoni. È un album potente, e la copertina è semplicemente fantastica. Riddick è un artista incredibile, per non dire altro.

3. I Lik mi hanno sempre impressionato per la capacità di combinare tutti gli elementi dello swedish death metal, creando una convincente rilettura di ciò che venne fatto tra la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90. A tal proposito volevo sapere cosa hai da dire sul processo compositivo che ha portato alla creazione di "Carnage". Ci sono canzoni che preferisci nel nuovo album?

- Il processo compositivo è stato simile a quello per il precedente album in studio. L'unica differenza è che per questo disco Lawrence Mackrory ha lavorato con il produttore Daniel Bergstrand presso il Dug Out Studio, e siamo stati fortunati di questa importante collaborazione. Batteria e chitarre ritmiche sono state registrate dal vivo, poi abbiamo aggiunto il basso, gli assoli e le voci. Quello che si può ascoltate sugli album dei Lik è ciò che potrete ascoltare in un nostro live. Per quanto riguarda le mie canzoni preferite, posso dirti che variano di volta in volta. Citerei "To Kill", "The Deranged" e "Celebration of the Twisted".


4. Ho apprezzato il video musicale per la song "Dr. Duschanka". Ho subito pensato che il riff di apertura sia in perfetto stile Entombed/Dismember. Sicuramente una scelta voluta come tributo ai vecchi classici!

- La canzone è senza ombra di dubbio in stile Dismember. Ma sì, ogni cosa che facciamo è un omaggio alla vecchia scuola del death metal svedese, e non lo abbiamo mai negato. Cerchiamo solo di tenere più in alto possibile la "bandiera dell'odio".

5. Ti ha mai infastidito il fatto che molta gente abbia considerato i Lik come una "band clone" di gruppi storici come Entombed e Dismember?

- No, per niente. Come ho detto poc'anzi, la nostra musica è tutt'ora un tributo a band quali Dismember ed Entombed. L'amore e il rispetto per i Dismember sono i motivi principali per cui abbiamo deciso di iniziare a suonare come Lik.

6. Pensi che la vostra proposta musicale possa in qualche modo evolversi nel futuro prossimo?

- No. Ci piace il modo in cui suoniamo, quindi perché cambiare? Creare la nostra musica è una grande soddisfazione, anche perché possiamo metterla in relazione con i nostri eroi di sempre, per così dire. È difficile da spiegare, ma non vorremmo essere diversi da ciò che siamo.

7. Quali batteristi ti hanno ispirato nell'arco della tua carriera?

- Le mie influenze principali sono Dave Lombardo, Nicke Andersson, Eric Carr e Per Möller Jensen. Mi ispiro anche a molti altri batteristi, ma questi sono i miei preferiti. Batteristi fantastici.

8. Qual è stato l'ultimo album che hai acquistato? Che cosa hai ascoltato di recente?

- L'ultimo album che ho comprato è "The Satanist" di Behemoth, se ricordo bene. So quello che mi piace e gran parte degli album che preferisco li ho acquistati negli anni '90, quindi tutto è al suo posto. Hahahahaha! Recentemente ho ascoltato gli ultimi dischi di Cannibal Corpse, Immortal, Twelve Foot Ninja, FKU, Judas Priest, Dreadful Fate, Gruesome...

9. Cosa ti piace della musica estrema?

- L'aggressività, la passione, la forma d'arte e gli aspetti brutali di essa. Ci sono tanti modi per esprimere la musica estrema, ed è per questo motivo che diventa un flusso in continua crescita. ;)

10. Grazie per l'intervista! Ti auguro il meglio!

- Grazie per l'interesse dimostrato nei confronti dei Lik.


CONTATTI:  
likofficial.bandcamp.com/album/carnage
facebook.com/LIKofficial

LIK line-up:

Chris Barkensjö - Batteria, Voce
Tomas Åkvik - Voce, Chitarra
Niklas "Nille" Sandin - Chitarra, Basso

RECENSIONE: 
LIK "Carnage" 2018 - Metal Blade Records




venerdì 6 luglio 2018

Recensione: YOB "Our Raw Heart"
2018 - Relapse Records




"Our Raw Heart" è caratterizzato dal suono di un respiro affannato che si fa sentire più vicino, sempre più incessante, ascolto dopo ascolto. Ed è a passi pieni di drammatico esistenzialismo che il leader Mike Scheidt si trascina, lungo i solchi scavati dall'intero album. Traendo linfa da una brutta esperienza personale (nel 2017 il musicista era stato colpito da una grave diverticolite intestinale), Scheidt mette insieme dei brani evocativi nati dalle profondità multidimensionali del suo animo, e la cui struttura narrativa si basa sui ritmi/riff incisivi del doom, quello meno convenzionale. Le inquietudini represse trovano terreno fertile in una vasta dimensione viscerale perfettamente funzionale allo scopo. "Our Raw Heart" alimenta movimenti ciclici che si sovrappongono per evidenziare l'abilità di una formazione che in qualsiasi momento lascia il segno, sostenendo una "imprescindibile" sensibilità artistica. Sette le tracce, tra le quali spicca la fascinosa "Beauty in Falling Leaves". Grandi YOB. Da acquistare a scatola chiusa, come spesso si usa dire.

Contatti: 

yobislove.bandcamp.com/album/our-raw-heart
yobislove.com 
facebook.com/quantumyob

TRACKLIST: Ablaze, The Screen, In Reverie, Lungs Reach, Beauty in Falling Leaves, Original Face, Our Raw Heart




mercoledì 4 luglio 2018

Intervista: SHE SPREAD SORROW - "IL LENTO DIVENIRE"






NON E' SEMPLICE DESCRIVERE IN POCHE PAROLE L'UNIVERSO CHE RUOTA INTORNO ALL'ARTISTA NOSTRANA ALICE KUNDALINI, COMPOSITRICE PER IL PROGETTO SHE SPREAD SORROW. UNA COSA E' CERTA: L'INTENTO DI TRASPORTARE L'ASCOLTATORE IN LUOGHI SCONOSCIUTI PUO' DIRSI RAGGIUNTO TOTALMENTE. "MIDORI", IL TERZO ALBUM DELLA SUA CARRIERA, E' UN LAVORO CHE MERITA PIU' DI UN ATTENTO E APPROFONDITO ASCOLTO.

1. C'è una evidente continuità tra "Midori" e i tuoi precedenti lavori in studio, ma l'atmosfera che si respira oggi è più "drepressiva". Che ne pensi?

- Sicuramente direi più intima. Midori è per me un album radicato molto profondamente, certamente connesso a elementi molto scuri del mio essere, ma anche liberatorio e catartico. Questo a livello strettamente personale. Per chi lo ascolta credo risulti meno aggressivo, ma più narrativo dei precedenti.

2. Vita personale e musica sono due mondi differenti? Cerchi di tenerli separati, oppure no?

- Direi che la musica è parte integrante della mia vita personale. Non interpreto le due cose come sconnesse, anche se ovviamente mi dedico anche ad attività non inerenti alla musica e frequento molte persone davvero distanti da questo mondo. Direi che tutto fa parte di un unicum che poi si declina sotto varie sfaccettature.

3. Qual è la vera dimensione di Alice Kundalini? Ti riconosci più nella vita reale o nel mondo parallelo dell'arte?

- Sicuramente sono maggiormente a mio agio in quelle che sono le attività di natura più espressiva ed artistica, ma non ritengo che vita reale e arte siano realtà parallele. Sono sempre collegate fortemente tra loro attraverso il modo di esperire le cose, di relazionarsi con le persone, di comunicare e di percepire quello che è altro da noi. Ciò che si fa è solo una declinazione ed espressione di ciò che si è, e quello è costante e crea quel tessuto fitto che lega il parlare con il barista sotto casa a scrivere un testo per quello che potrà essere un futuro brano. Non ritengo che siano mondi paralleli in cui ci si trova, ma uno stesso mondo, una stessa persona, che semplicemente fa cose differenti in momenti differenti. Alcune cose sono più "confortevoli" altre meno. Alcune più piacevoli, altre meno.

4. Come si è evoluto il concetto di ambient music nella tua proposta? Com'è cambiato il tuo approccio nel corso del tempo?

- Maggior cura nel suono e attenzione per i dettagli, sia nei live che nelle registrazioni. E un progressivo percorso di interiorizzazione per cui ho messo sempre più qualcosa di me, di vivo, di personale e di profondo in quello che faccio. Dal punto di vista sonoro, il suono segue quello che è necessario per me esprimere e semplicemente veste un tipo di stato emotivo in cui mi trovo. E' sempre molto poco meditato e molto istintivo. In alcuni album più carnale, in altri più razionale, in altri brani più cinematografico, in altri ancora soffuso e delicato, intimo e personale.

5. Qual è il tuo principale obiettivo?

- Essere felice, insieme alle persone che amo, facendo le cose che amo.

6. Come sei entrata in contatto con la Cold Spring? Soddisfatta del loro operato?

- La Cold Spring rappresenta tantissimo per me. E' l'etichetta che mi ha cresciuta musicalmente. Ed è stato ad un festival a Londra della Cold Spring a cui partecipavo come pubblico che mi è venuta voglia di iniziare il mio progetto solista. Quando ho terminato Rumspringa, il mio primo lavoro solista, dopo qualche intoppo con delle piccole label italiane, ho pensato che volevo provarci. Ho inviato il mio demo alla Cold Spring e dopo qualche giorno Justin mi ha risposto che aveva ascoltato molto il mio lavoro e che gli piaceva davvero. E che voleva provarci. Con loro ho cominciato il mio percorso in maniera differente e gli devo tantissimo. Soddisfatta non è la parola corretta, gli sono grata, immensamente, per aver creduto in quello che faccio e per tutto il supporto e la motivazione che mi hanno dato in questi anni con la loro presenza.

7. E se ti chiedessi di esprime un'opinione sull'attuale scena musicale italiana?

- Mi sembra sempre molto vivace. Con mille sfaccettature e mille personaggi, tra i più preparati, a quelli che ci provano e basta, tanto per divertirsi o sentirsi parte di qualcosa. Tra collezionisti di dischi, collezionisti di strumenti, persone dedite solo a field recordings e pedali con distorsioni, altri a sintetizzatori intrasportabili o strumenti costruiti a casa, tra quelli socievoli e simpatici e i soliti depressi, pessimisti e eternamente insoddisfatti, direi che il panorama è vario, vivo e attivo. Ovviamente lamentoso ...."in Italia non si fa mai nulla"....ma non sono d'accordo. Ci sono tante realtà, piccole e grandi, in cui io ho visto un sacco di passione e voglia di continuare a fare, a impegnarsi, per organizzare eventi, suonare, collaborare, produrre. Poi ovviamente c'è l'altra faccia della medaglia, l'Italia pigra, che organizza e non partecipa, che fa suonare solo gli amici, che va avanti a conoscenze, l'Italia autocelebrativa, in cui sono bravi solo quelli che mi dicono che sono bravo, l'Italia fallocentrica, invidiosa, indolente. Tendenzialmente io ho trovato molto più supporto all'estero per quello che faccio, sia come etichetta che come live. Però non per questo dico che l'Italia fa schifo e qui non succede nulla.

8. Pensi che la musica contemporanea possa ancora essere qualcosa di rivoluzionario?

- Certo che sì. "E' già stato fatto tutto" è solo la scusa delle persone che seguono in attesa che arrivino quelli che anziché seguire cambiano la rotta. Facendo il meglio che si può, si prepara sempre la strada alla prossima rivoluzione.

9. Progetti per il futuro? Grazie per la tua disponibilità.

- Sto lavorando a nuove uscite e organizzando live che riprenderanno ad Ottobre in Europa. Sto anche lavorando ad una collaborazione per un nuovo progetto con sonorità abbastanza differenti da quelle che ho come solista. Per il resto, semplicemente fare il meglio che posso e stare bene.


CONTATTI: 
coldspring.bandcamp.com/album/midori-csr251cd
facebook.com/shespreadsorrow 


SHE SPREAD SORROW line-up:

Alice Kundalini - Compositrice


RECENSIONE:
SHE SPREAD SORROW "Midori" 2018 - Cold Spring