martedì 29 maggio 2018

Recensione: CHRCH "Light Will Consume Us All"
2018 - Neurot Recordings




Non è da tutti esordire in maniere indipendente, e dopo soli tre anni, riuscire a firmare un contratto discografico con la Neurot Recordings. Eppure i californiani CHRCH ce l'hanno fatta. Fedeli ad un doom/sludge metal grasso e distorto, questi musicisti mettono in evidenza il loro penetrante orientamento stilistico, ben chiaro fin dalle prime note dilatate dell'opener "Infinite Return". Tumultuosi, ma anche magnetici nel tempo e nello spazio, i Chrch riescono ad essere maestosi quando le canzoni lo richiedono, senza inchiodare le idee a schemi predefiniti. Il suono di "Light Will Consume Us All" è una sorgente di luce intensa che scalda lo spostamento irregolare delle tonalità vocali della cantante Eva Rose (ora melodiche, ora aggressive); raccontando di un viaggio in un universo spaziale parallelo. Ed ecco che qui il concetto non è fatto di visioni mostruose. Il tappeto sonoro creato dalla band serve per calarsi in una dimensione extra-sensoriale, perché qualsiasi viaggio verso ciò che non si conosce è già di per sé una scoperta. L'intensità aumenta dopo svariati ascolti.

Contatti: 
churchdoom.bandcamp.com/album/light-will-consume-us-all
facebook.com/chrchdoomca

TRACKLIST: Infinite Return, Portals, Aether


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