giovedì 15 marzo 2018

Recensione: HOSTIL "Infernal Rites"
2018 - Autoproduzione




La tradizione thrash/death metal dell'America meridionale si sta sempre più rinforzando, e sono ormai tante le band che portano avanti un certo tipo di sound con una mentalità improntata sulla coerenza. A quattordici anni dal primo demo, i peruviani HOSTIL tornano in azione forgiando un album tutto sommato valido, graffiante e onesto. Diciamo che, nella sua palese staticità, il debutto "Infernal Rites" segue per filo e per segno regole precise, tenendo fede ai valori di un genere musicale affermato da decenni, snodandosi attraverso soluzioni sonore già sentite e risentite in altri dischi del passato. In conclusione, l'impatto non manca e questo non va negato, ma pur riconoscendo ciò, il quartetto proveniente da Lima potrebbe fare ancora di più. Le potenzialità sono buone. Da provare.

Contatti:
facebook.com/HostilBand

TRACKLIST: Alone, Infernal Rites, Murder, Nevermind Nevermore, Trial, Hell, Despertar, Usurpador