venerdì 30 marzo 2018

Recensione: FU MANCHU "Clone Of The Universe"
2018 - At the Dojo Records




I FU MANCHU sono tra gli esponenti di punta nel circuito stoner rock, con uno stile personale, sia musicale che lirico, ancora imitato dai giovani gruppi attuali. Di loro rimangono impressi alcuni album del passato e le esibizioni live di cui tanto si è parlato nel corso degli anni. Venendo al presente, l'idea che se ne ricava è quella che, il nuovo full-length voglia proteggere l'anima arrembante di un gruppo dal carattere "deciso" e "reale", non come la maggior parte delle formazioni che oggi nascono come funghi sulle pagine dei giornali di settore; tanto che l'uscita di "Clone Of The Universe" rimette tutto in discussione perché, anche nella fase attuale, i Fu Manchu non hanno intenzione di rallentare il passo, dando sfogo a quelle pulsioni mordaci capaci di perforare la dimensione giusta, quella a loro più consona. E' un lavoro coinvolgente, a tratti prevedibile, ma composto da musicisti che usano il cuore e le viscere quando decidono di suonare musica grumosa. Il chitarrista Alex Lifeson, storico membro dei canadesi Rush, è stato coinvolto nella lunga traccia "Il Mostro Atomico". I tempi sono ormai maturi: largo quindi a chi, come gli irriducibili Fu Manchu, riesce ancora ad essere essenziale nella forma, efficace nella sostanza.

Contatti: 
 fumanchuband.bandcamp.com/album/clone-of-the-universe
facebook.com/FuManchuBand

TRACKLIST:
Intelligent Worship, (I've Been) Hexed, Don't Panic, Slower Than Light, Nowhere Left To Hide, Clone Of The Universe, Il Mostro Atomico (feat. Alex Lifeson)