sabato 15 aprile 2017

Recensione: LOCK UP "Demonization"
2017 - Listenable Records




I LOCK UP rivestono una dimensione musicale di notevole spessore. Il loro concetto di grindcore scavalca gli anfratti della staticità per elevarsi all'ennesima potenza tra tutte quelle formazioni che difendono i valori ferrei della vecchia scuola. Ora la band esce con il nuovo 'Demonization' reclutando dietro al microfono l'animalesco Kevin Sharp. Niente di più azzeccato! Le chitarre, il basso, la batteria, la voce, sono orientati al grind, anche se c'è stata un'evoluzione tenendo come criterio di fondo la necessità di non soffocare l'istinto. Per farla breve, non sto parlando di uno stravolgimento stilistico ma di una scrittura più complementare. La presenza del barbuto cantante ha iniettato ulteriore veleno nei brani. Traumatizzante l'incedere nevrotico della sezione ritmica (Shane Embury, Nicholas Barker) e dei colpi inferti dal chitarrista Anton Reisenegger. I Lock Up fanno parte di quella categoria di veterani vogliosi di dare voce allo spirito viscerale/claustrofobico del genere. Particolare attenzione è stata riservata alla produzione di "Demonization". Un esempio risoluto di forza bruta.

Contatti: 

listenable-records.bandcamp.com/demonization
facebook.com/LockUpOfficial

TRACKLIST: Blood and Emptiness, The Decay Within the Abyss, Locust, Demonization, Demons Raging, Desolation Architect, Instruments of Armageddon, Sunk, The Plague That Stalks the Darkness, Foul from the Pure, Mind Fight, Void, Secret Parallel World, We Challenge Death


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