venerdì 17 novembre 2017

Recensione: AMENRA "Mass VI"
2017 - Neurot Recordings




I belgi AMENRA sono tornati a concentrarsi sulle loro idee, che negli anni hanno comunque continuato a rinforzarsi e maturare nel post-metal. Il nuovo arrivato "Mass VI" ha una natura "aperta", non soggetta ad alcun tipo di limitazione, anche dal punto di vista tematico. Quando ascolto brani quali "Plus Près De Toi", "A Solitary Reign" o "Diaken", mi rendo conto di come, a dispetto di un tempo, siano diventati più flessibili e dilatati, merito anche dell'esperienza accumulata sul campo. Di "Mass VI" colpisce la sentita poetica, la cui struggente e raffinata bellezza supera ogni finalità commerciale. Qui, gli Amenra dipingono un quadro capace di catturare appieno il grigiore dei sentimenti dell'uomo moderno. Questo senso di sconforto è perfettamente reso dalla narrazione sonora del disco. Un altro passo in avanti è stato compiuto. Luce di verità.

Contatti:
amenra.bandcamp.com/mass-vi
facebook.com/churchofra

TRACKLIST: Children of the Eye, Edelkroone, Plus Près de Toi (Closer to You), Spijt, A Solitary Reign, Diaken




lunedì 13 novembre 2017

Recensione: ULVER "Sic Transit Gloria Mundi"
2017 - EP digitale




Qual è, in generale, la funzione degli elementi decorativi posti dagli ULVER nella musica? Semplici ornamenti? Ornamenti indispensabili? Questi artisti norvegesi continuano ad interpretare i significati della fragile esistenza per legarli al presente, introducendo nelle proprie opere, con notevole frequenza, suoni dotati di una specifica funzione evocativa. Oggi siamo in grado di comprendere che, nonostante l'attenzione decorativa, queste melodie, visioni, emozioni, vanno a costituire il perfetto equilibrio formale di una band unica nel suo genere. Le tre canzoni non aggiungono soltanto preziosità cromatica alla struttura compositiva di "Sic Transit Gloria Mundi", ma hanno, al contempo, la funzione di elevare la potenza di alcuni particolari concetti, attraverso un linguaggio ispirato e denso di pathos. Due gli inediti + "The Power Of Love", cover dei Frankie Goes To Hollywood del 1984. L'EP è disponibile via bandcamp, spotify, iTunes, etc. In copertina il dipinto "Studio dal ritratto di Innocenzo X" (Francis Bacon - 1953). L'arte si trasforma sempre in qualcosa di diverso. Siate liberi di emozionarvi.

Contatti: 
ulver.bandcamp.com/sic-transit-gloria-mundi
jester-records.com/ulver
facebook.com/ulverofficial

TRACKLIST: Echo Chamber (Room of Tears), Bring Out Your Dead, The Power of Love (Frankie Goes To Hollywood cover)


sabato 11 novembre 2017

Recensione: CANNIBAL CORPSE "Red Before Black"
2017 - Metal Blade Records




Gli storici CANNIBAL CORPSE non solo non hanno perso un grammo della loro fiammante brutalità, ma sono tornati addirittura più voraci e determinati che mai. L'atteso "Red Before Black" (il quattordicesimo capitolo in studio) non deluderà assolutamente le aspettative, soprattutto di chi ha amato la seconda metà della carriera del gruppo statunitense, e in tutto questo, bisogna anche rendere merito all'esperto produttore Erik Rutan per aver curato fino allo spasmo ogni dettaglio durante la lunga fase di registrazione, a partire dal suono. E' un disco che, pur seguendo una precisa direzione, sfodera una brillante varietà. Viene così delineato un unico e autentico disegno sanguinario. In un certo senso, lo spirito che ha animato "A Skeletal Domain" (2014) è lo stesso che vive in "Red Before Black". Una scelta di riff che senz'altro influenzerà anche i fan dei loro vecchi album. Qui c'è l'esigenza di comprovare la profonda fede per il death metal tecnico ed efferato; perché nonostante il sound dei Cannibal Corpse sia cambiato notevolmente rispetto al passato, si deve comunque riconoscere il valore leggendario di una band che ha scritto pagine indelebili nella storia della musica estrema. Vi piaccia o no, è la verità. Da ascoltare con molta attenzione.

Contatti: 

cannibalcorpse.net
cannibalcorpse.bandcamp.com/red-before-black
facebook.com/cannibalcorpse

TRACKLIST: Only One Will Die, Red Before Black, Code Of The Slashers, Shedding My Human Skin, Remaimed, Firestorm Vengeance, Heads Shoveled Off, Corpus Delicti, Scavenger Consuming Death, In The Midst Of Ruin, Destroyed Without A Trace, Hideous Ichor




giovedì 9 novembre 2017

Intervista: KONTATTO - "ASSALTO FRONTALE"






DOPO I POSITIVI RISCONTRI OTTENUTI CON I PRECEDENTI ALBUM, GLI ITALIANI KONTATTO RIPRENDONO LA LORO MARCIA CON "FINO ALLA FINE", DISCO CHE MOSTRA UNA BAND COESA E AGGUERRITA, FEDELE AL PROPRIO TRADEMARK. I SEGUACI DEL D-BEAT NON POTRANNO CHE RINGRAZIARE. HO CONTATTATO GIANFRANCO COPPA PER UNA CHIACCHIERATA APPROFONDITA.

1. Ciao Gianfranco. Partiamo facendo il punto sull'attuale stato delle cose nella band...

K) Ciao. Al momento il gruppo sembra godere di discreta salute. Dopo anni di diaspora in cui ognuno viveva distante dall'altro, siamo di nuovo tutti nella stessa città (Bologna) e addirittura nello stesso quartiere. Abbiamo da poco fatto uscire il nostro terzo LP e siamo reduci da un breve tour nella cosa Ovest americana, insomma, non ci si lamenta.

2. "Fino Alla Fine" è il vostro terzo album. Vi ho sempre apprezzato per un discorso di coerenza musicale. A tal proposito vorrei chiederti come funziona (in generale) il processo di composizione dei vostri brani. Puro istinto, oppure avete le idee chiare già prima di entrare in sala prove?

K) Ma, non siamo dei musicisti, quindi non c'è chissà quale gran processo di composizione dietro ad ogni pezzo che abbiamo registrato in vita nostra. Normalmente uno arriva con un riff e con delle idee per le parti melodiche che l'altra chitarra deve suonare. Poi da lì in avanti ognuno ci mette del suo e il pezzo è pronto. Idem per i testi, di solito si arriva in sala prove già col pezzo pronto per evitare di perdere tempo e soldi.

3. A proposito di motivazioni, sono le stesse che alimentavano le vostre origini?

K) Certo, anzi, ne abbiamo anche di più rispetto a quando ci siamo formati. Il mondo non ha iniziato a girare meglio, anzi, sempre peggio, quindi ogni giorno che passa, la nostra insofferenza nei confronti di un sistema che non funziona come dovrebbe non può che accrescere.

4. Parlando di concerti, dal punto di vista del pubblico: cambia tra Europa e America?

K) Si, cambia parecchio. In generale in America c'è più energia ai concerti, il pubblico si caga di più i gruppi e li supporta in maniera più consistente al banchetto del merch rispetto a quanto accade in Europa.

5. Avete già pianificato qualche data all'estero per promuovere il nuovo album?

K) Oltre alle nove date in America, faremo dei concerti a fine anno in Europa, poca roba: una data al Bloodshed Festival in Olanda più qualche data in Germania e Svizzera sulla via del ritorno a casa. L'anno prossimo spero riusciremo a trovare il tempo per fare un tour europeo di almeno tre settimane.

6. Tanti anni di attività nell'underground, tre dischi pubblicati, tanti concerti e, soprattutto, tanti ricordi. Quali sono quelli che ti sono rimasti più impressi nella mente?

K) Abbiamo vissuto talmente tante situazioni (belle e brutte), che trovarsi su due piedi a ricordare quali sono state le più significative mi viene difficile. Abbiamo suonato a dei gran bei festival in giro per il mondo (Play Fast Or Don't in Repubblica Ceca, Manic Relapse in California, Kopi's Birthday Party a Berlino, Scum Fest a Londra, Punk Illegal in Svezia, K-Town a Copenhagen ecc) ma abbiamo anche fatto tante tante tante belle date in Italia o in Europa che non erano festival rinomati. Una cosa che mi torna alla mente è stato un concerto di Sabato pomeriggio all'ABC NO RIO di New York. Data stupenda in un posto storico per il punk DIY americano. La stessa sera avevamo un'altra data a un paio d'ore di distanza, nel New Jersey, nel basement di una casa. Al nostro arrivo scopriamo che il pubblico, giovanissimo di universitari, non c'entrava nulla con l'hc, crust, punk e nessuno degli altri cinque o sei gruppi che suonavano si avvicinavano lontanamente al nostro suono. Pensavamo ci avessero preso a bottigliate e invece, finito il nostro set, c'era la fila al banchetto e si è rivelata una delle date economicamente più proficue del tour.

7. Qual è l'obbiettivo principale cui mirano i Kontatto? Cosa alimenta la vostra rabbia?

K) Continuare a suonare finchè ci reggeranno le gambe e cercare di girare il più possibile il mondo usando la musica come veicolo. L'ignoranza e il qualunquismo della gente è forse la cosa che mi spinge di più a continuare a fare quello che faccio.

8. Vi considerate una band punk, hardcore o crust? Te lo chiedo perché questi tre generi musicali sono ben presenti nel vostro sound.

K) Non diamo molto peso alle etichette. Magari in passato ci tenevamo ad identificare il nostro suono e a limitare le nostre esistenze all'interno di alcuni parametri, ma a quarant'anni te ne freghi abbastanza, o per lo meno, spero sia così... Comunque i tre generi che hai citato sono tutti presenti nella nostra musica perché alla fine è quello che abbiamo ascoltato per anni o stiamo ancora ascoltando.

9. Qual è invece il vostro rapporto con le altre band della scena italiana. Che siano metal, punk, hardcore, crust... Pensi che l'underground musicale italiano sia in salute?

K) Ci sono gruppi con cui andiamo molto d'accordo perché ci accomunano ideali, suoni, vecchi amicizie, età ecc. e altri che ignoriamo per distanza, approccio differente alle situazioni ecc. I nostri amiconi numeri uno sono senza dubbio i Kalashnikov di Milano, coi quali condividiamo spesso palchi e sventure. Poi ci sono i Drunkards coi quali facciamo coppietta dal lontano 1998. Molti di noi suonano anche in altri gruppi (Motron, Pioggia Nera, Doxie, Horror Vacui) quindi la famiglia si allarga.

10. Per concludere, come giudichi "Fino Alla Fine" rispetto alle precedenti releases?

K) Non credo che debba essere io a giudicare un mio disco. Diciamo che mi piace parecchio.

11. Progetti futuri? Grazie per l'intervista.

K) Come ti dicevo stiamo per andare a fare qualche data in Europa, poi vorrei ri-registrare le canzoni che apparvero sullo split CD coi PHP (la prima cosa che abbiamo mai registrato) in maniera più appropriata con l'inserzione di qualche effetto tipo chorus, flanger e riverberi (i Kontatto non hanno mai usato nessun effetto che non fosse la distorsione naturale delle nostre testate) per cercare di ricreare quel suono che sento nei dischi hardcore del periodo 1984/1987 e che ultimamente mi piace tanto (tipo La Tua Morte Non Aspetta dei Wretched, Soltanto La Morte Potrà Fermarci dei Disperazione, i 12" degli AOA, il mini LP degli Anti Cimex ecc). Grazie a te per l'intervista.

CONTATTI:
facebook.com/Kontatto 
kontatto.bandcamp.com/fino-alla-fine


KONTATTO line-up:

Mario - Voce
Koppa - Chitarra, Voce
Febo - Chitarra
Ago - Basso
Marzia - Batteria


RECENSIONE: 
KONTATTO "Fino Alla Fine" 2017 - Agipunk




mercoledì 8 novembre 2017

Recensione: NATVRE'S "Early Cvlts"
2017 - Argento Records




Continua ininterrotta la rielaborazione del black metal sound, così oggi mi trovo a parlare dei greci NATVRE'S che due anni fa esordirono con il debutto "Wrath", album capace di far intravedere la loro bravura in fase di scrittura, tracciando un solco marcato sul terreno battuto dalle nuove leve del genere succitato. Le tracce di "Early Cvlts", oltre a bissare l'incisività delle precedenti, presentano delle interessanti novità: la complessità strutturale ha preso maggiore consistenza, come dimostrano i frequenti cambi di tempo, messi in atto da una band ancora più affiatata e convinta dei propri mezzi. I tre musicisti ellenici vogliono osare senza fallire, anche a costo di correre il rischio di risultare un po' "ostici" (concedetemi il termine, N.d.R). E direi che il risultato finale va ben oltre ogni immaginazione. I Natvre's non hanno perso tempo per illustrare lo spazio cupo e contaminato racchiuso in "Early Cvlts". Questo può bastare per rafforzare una posizione di tutto rispetto all'interno dell'attuale scena estrema. Davvero meritevoli.

Contatti: 
argentorecords.bandcamp.com/early-cvlts
facebook.com/natvres

TRACKLIST: Tundra, Night Of The Sun, Death Of The Earth, Early Cvlts, Geometrical Confuse, Prototype II, Something Deeper That Grows, Prehistoric Technology, Speleogenesis


lunedì 6 novembre 2017

Statistiche: 350.212 visite e 1.751 post su SON OF FLIES webzine




A distanza di cinque anni dall'apertura del blog della mia webzine, ho pubblicato 1.751 post. Il blog ufficiale ha superato 350.000 visite.

Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna

SON OF FLIES WEBZINE celebrates more than 350.000 visitors from around the World and 1.751 post.

Thanks for your SUPPORT! Christian Montagna

domenica 5 novembre 2017

Recensione: ARCHGOAT "Eternal Damnation Of Christ"
2017 - Debemur Morti Productions




Facendo bene i calcoli nella mia mente, i finlandesi ARCHGOAT sono nel giro death/black metal da quasi 30 anni. Il loro EP d'esordio "Angelcunt (Tales of Desecration)" risale al lontano 1993, e come i cultori del genere sapranno già, venne stampato su vinile dalla Necropolis Records. Tutto questo successivamente all'uscita dei primi due demo. Ovviamente parliamo di storia dell'underground estremo. A distanza di così tanto tempo da quelle prime releases, gli Archgoat hanno mantenuto la stessa identità, lo stesso legame con un sound criptico e primordiale (il nuovo 7" "Eternal Damnation Of Christ" ne è una dimostrazione più che chiara). E' una musica funerea da cui strisciano fuori forze malevole nuovamente capaci di celebrare l'inizio di un'altra mortifera pestilenza. Ora non ci resta che aspettare il quarto full-length in arrivo il prossimo anno.
Blessed In Beast's Blood!

Contatti: 

archgoat666.bandcamp.com/eternal-damnation-of-christ
facebook.com/archgoat.official 

TRACKLIST: Black Mass Mysticism, Eternal Damnation of Christ


giovedì 2 novembre 2017

Intervista: INCANTATION - "VIAGGIO ALLE PORTE DELL'INFERNO"






L'ANNO 2017 HA VISTO I LEGGENDARI INCANTATION TAGLIARE UN TRAGUARDO IMPORTANTISSIMO NELLA LORO LUNGA CARRIERA. SONO INFATTI DIECI GLI ALBUM UFFICIALI PUBBLICATI IN QUASI 30 ANNI DI ATTIVITA' NELL'UNDERGROUND. "PROFANE NEXUS" E' IL TITOLO DELL'ULTIMO FULL-LENGTH DELLA FORMAZIONE AMERICANA. IL BASSISTA CHUCK SHERWOOD HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE.

1. Ciao Chuck. Mi fa piacere che tu abbia deciso di rispondere alla mia intervista per Son of Flies webzine. La prima domanda è questa: trovi differenze tra "Profane Nexus" e i precedenti lavori degli Incantation?

- La nostra discografia ha un suo seguito. Ci sono fan che apprezzano il nostro materiale più vecchio e quelli che sono più legati alle ultime releases; ma anche i nostri nuovi ascoltatori hanno le loro personali preferenze. Per quanto mi riguarda, sono soddisfatto degli ultimi tre anni trascorsi con la band, anche e soprattutto sul piano compositivo. Siamo felici di come sia venuto fuori "Profane Nexus", e le critiche sono state finora positive.

2. Qual è il significato che si cela dietro il titolo del disco?

- Volevamo qualcosa che racchiudesse le storie raccontate all'interno dell'album. Il titolo "Profane Nexus" sintetizza tutti i significati delle nuove canzoni. E' un disco intenso, blasfemo; ma abbiamo dato spazio anche ad antiche storie medievali, a temi riguardanti pratiche ritualistiche, al subconscio.

3. Quale delle nuove canzoni è la tua preferita e perché? C'è una traccia di "Profane Nexus" che senti più vicina alla tua personalità?

- Le atmosfere dei brani lasciano trasparire le nostre differenti personalità. Tutti gli elementi: velocità, doom, death, thrash, rock, ecc ecc... sono il risultato delle varie idee espresse in questo album. Musicalmente la mia preferita è "Horns of Gefrin", anche perché ho avuto abbastanza spazio durante la scrittura della canzone. Liricamente, quella che preferisco è "Visceral Hexahedron". Nel testo si parla di un sogno che feci tempo fa.

4. Chi ha avuto l'idea per l'immagine di copertina?

- Ho preso i temi espressi in ogni singola canzone e ho lavorato insieme all'artista Eliran Kantor. Con la sua arte ci ha permesso di raggiungere un maggiore impatto, partendo dai contenuti lirici e musicali del disco. Ha creato un'opera da incubo e siamo molto orgogliosi del suo incredibile lavoro. A lui va il riconoscimento più grande per la sua disponibilità, dedizione e pazienza. Ci ha fornito ciò che volevamo, senza opporre nessuna resistenza. Sick Artist.

5. Parlaci di te, come bassista. Cosa puoi dirci al riguardo?

- Suono da 28 anni. Sono stato coinvolto in vari progetti, ma ho trascorso quasi un decennio con gli Incantation. Ricordo di aver consumato "Onward to Golgotha" quando uscì nel 1992, e 20 anni dopo sono diventato parte del gruppo. Ancora oggi è qualcosa di surreale. Non mi sono mai trovato in una situazione così creativa e produttiva. Grazie ad interessi e influenze comuni, sono riuscito a scrivere tante linee di basso con il resto della band. Negli ultimi anni abbiamo accumulato un gran quantitativo di materiale che non aspetta altro che di essere utilizzato. Ahahah

6. Siete uno dei primi gruppi death metal nati sul territorio americano, e questo aspetto è sicuramente motivo di orgoglio. Che effetto fa a voi essere considerati una "cult band"?

- Ho vissuto quell'era come fan. Non ho la capacità di rispondere a questa tua domanda. Non ero nemmeno un musicista quando vennero create le fondamenta della scena. Ma noto che c'è molto rispetto nei confronti degli Incantation, come per altre band storiche nate in quegli anni.

7. Grazie per l'intervista. Vuoi aggiungere qualcos'altro per concludere?

- Grazie a te per l'intervista. Spero di vedervi durante i nostri prossimi concerti. Schiacciate le anime con la stregoneria, schiacciate i teschi con il Death Metal!

CONTATTI: 
incantation666.bandcamp.com/profane-nexus
facebook.com/IncantationOfficial


INCANTATION line-up:

John McEntee - Chitarra, Voce
Sonny Lombardozzi- Chitarra
Chuck Sherwood - Basso
Kyle Severn - Batteria


RECENSIONE: 
INCANTATION "Profane Nexus" 2017 - Relapse Records




lunedì 30 ottobre 2017

Recensione: THROANE "Plus Une Main À Mordre"
2017 - Debemur Morti Productions




L'Artista francese Dehn Sora nutre la propria creatività in un luogo senza volto, uno spazio siderale in cui lo spirito (il suo spirito) aleggia minaccioso per diventare materia vibrante. La stessa materia che ha ampliato la sua maestosa essenza, tessendo la trama di "Plus Une Main À Mordre". Una densa pienezza provvista di mille occhi. Così ogni colore viene negato, ogni movimento porta in sé il torbido respiro di ciò che non è mai nato, e che è visibile come un paesaggio sconfinato attraverso una densa nube di vapori sulfurei. C'è tanta potenza e tanta violenza in questa frenesia dell'assoluto che si abbatte su di noi e ci divora. Ogni dettaglio, qui, ha certamente una fonte e una ragione distinta. La musica emerge dallo scontro di sollecitazioni interne/inconsce, senza perciò conoscerne preventivamente la condotta. THROANE contrasta molti degli stereotipi di genere per ricordarci il continuo mutare delle emozioni nell'area che lo circonda. Sarà veramente difficile da emulare in ambito post-hardcore, post-black metal. Un autentico capolavoro.

Contatti:
throane.bandcamp.com/plus-une-main-a-mordre
facebook.com/throane

TRACKLIST: Aux Tirs Et Aux Traits, Et Ceux En Lesquels Ils Croyaient..., À Trop Réclamer Les Vers, Et Tout Finira Par Chuter, Mille Autres, Plus Une Main À Mordre




venerdì 27 ottobre 2017

Recensione: NIBIRU (Italy) "Qaal Babalon"
2017 - Argonauta Records




"Qaal Babalon" è l'album che nel modo più estremo consente di riconoscere come per i nostrani NIBIRU la musica sia diventata l'elemento di raccordo tra il mondo reale dell'esistenza e quello soggettivo, un ricco sistema di sentieri e percorsi che permettono di addentrarsi nel profondo della disperazione, degli incubi più reconditi. I testi sono stati scritti sia in enochiano che in italiano. Questa band riesce a far diventare pura ossessione la dimensione soggettiva citata poc'anzi; di riconoscere, insomma, se stessi come soggetto principale dell'opera. Le note, i suoni, i lamenti parossistici del singer Ardath, nella penetrante espressione del dolore, riverberano ad un'estensione infinita la contemplazione dell'oscurità. L'inarrestabile decadenza è ora una vaporizzazione: lo strazio evocato dai Nibiru, non ha perso la sua traumatica evidenza. Nessun altro metro di giudizio, nessuna chiave di lettura che non sia quella di una lotta che sconvolge la miserabile vulnerabilità materiale e psichica dell'umano. Un'esperienza sensoriale per pochi e non per tutti.

N.B. Oggi i Nibiru sono tornati alla formazione a tre elementi.

Contatti: 
 nibiru667.bandcamp.com/qaal-babalon
facebook.com/nibiruritual 

TRACKLIST: Oroch, Faboan, Bahal Gah, Oxex


giovedì 26 ottobre 2017

Intervista: IMPLORE - "NO COMPROMISE"






"SUBJUGATE" SEGNA IL RITORNO DI UNO DEI GRUPPI PIU' VIOLENTI E SEGUITI NEGLI ULTIMI ANNI, IN UN AMBITO ESTREMO CHE HA GIA' VISTO NON POCHI CAMBIAMENTI. FIN DAI PRIMI PASSI, I TEDESCHI IMPLORE TROVANO UNA VALIDA VIA D'USCITA ALLA TRAPPOLA DELLA CLONAZIONE, INTRODUCENDO NEL PROPRIO SOUND IDEE ED ELEMENTI POTENZIALMENTE INTERESSANTI. LE PAROLE DEL CANTANTE/BASSISTA GABRIEL DUBKO NON FANNO CHE CONFERMARE LA LORO "FAME" DI CRESCITA. ECCO IL RESOCONTO DELLA NOSTRA CONVERSAZIONE.

1. Ciao Gabriel, ben ritrovato su Son of Flies webzine! Allora, questo è il vostro secondo full-length dopo la pubblicazione di "Depopulation", quindi mi chiedevo se magari ti andrebbe di parlare un po' del processo creativo che ha dato forma a "Subjugate".

- Ciao Christian! Beh, posso dirti che il nuovo album lo abbiamo scritto tutti insieme suonando in sala prove, a differenza di "Depopulation" che era stato composto sul computer partendo da diversi nostri demo. Questa volta abbiamo agito come una vera band, con tutti i pro e i contro del caso, e il risultato finale è andato oltre ogni nostra aspettativa. Siamo riusciti a non ripetere noi stessi e a dare un carattere speciale a ogni singola canzone. Oggi non riuscirei a scrivere due brani simili tra loro.

2. Puoi dirci qualcosa in merito ai testi del nuovo disco?

- I testi si basano principalmente sulla relazione tra umanità ed ecosistema, ma volevo anche raccontare di come si sia passati da un'antica società di cacciatori-accumulatori ad una moderna società tecnologica, quella del XXI secolo. Ho cercato di avvicinarmi alle radici del male per capire perché oggi disprezzo questo sistema sociale.

3. "Subjugate" è stato pubblicato nel settembre di quest'anno. Sei soddisfatto delle reazioni che ha ottenuto finora?

- Sì, finora le reazioni sono state buone, forse perché non abbiamo cambiato le regole del gioco pur essendo diventati dei musicisti più maturi. Vogliamo crescere ancora in modo da dare il massimo sulle prossime releases! "Subjugate" è un disco possente che può piacere a un sacco di gente diversa. Siamo molto felici che la stampa abbia pubblicato delle buone recensioni. Inoltre, sia i nuovi fan che quelli più tradizionalisti sembrano essere soddisfatti di ciò che stiamo facendo.

4. Dopo anni di gavetta siete riusciti a firmare un contratto con la rinomata Century Media Records. Qual è la tua opinione al riguardo?

- Abbiamo ricevuto un'offerta interessante e successivamente la Century Media è riuscita a trovare un accordo con la nostra ex-etichetta in modo da "lasciarci andare" sulla loro sponda. È un piacere e un grande onore lavorare con una prestigiosa etichetta che ha già pubblicato tanti album di artisti che apprezziamo. A parte ciò, non ci sentiamo dei musicisti di prima classe, questo non ci interessa. Siamo felici di lavorare con persone che vogliono aiutarci e consentirci di utilizzare gli strumenti necessari per allungare la nostra carriera.

5. Gli Implore sono una gruppo affiatato che ama stare costantemente in tour, e questo è molto importante nel mondo della musica estrema. Cosa dovrebbero aspettarsi i fan dai vostri prossimi concerti?

- Per essere onesti, vorremmo suonare molto di più. Credo che se fossimo stati una band americana avremmo fatto tante altre cose positive. Ottenere un visto in America comporta una spesa enorme, chiederne più di uno significa spendere tanti soldi. Tra pochi giorni inizierà il nostro prossimo tour in compagnia degli svedesi Gadget, subito dopo voleremo in Giappone per sei concerti, per poi raggiungere diversi paesi dell'Asia sudorientale. Per quanto riguarda il 2018, è previsto un tour per gennaio in compagnia di un gruppo italiano ben noto; oltre a ciò, stiamo aspettando alcune conferme per la primavera, ma non possiamo rivelare nulla anche perché non ci sono molte informazioni al riguardo. Per il prossimo anno punteremo alla qualità anziché alla quantità. Non vogliamo fare quattro spettacoli nella stessa città nel giro di cinque mesi, questo perché non vogliamo bruciarci come band. Aspetteremo le offerte giuste per suonare quando è necessario.

6. Grazie per l'intervista. Vi auguro il meglio.

- Grazie mille anche a te per averci dato nuovamente spazio e visibilità sulla tua webzine. Cheers! Gabriel.

CONTATTI: 
implore.bandcamp.com/subjugate
facebook.com/imploreband


IMPLORE line-up:

Gabriel - Basso, Voce
Petro - Chitarra
Markus - Chitarra, Seconda voce
Guido - Batteria


RECENSIONE:
IMPLORE "Subjugate" 2017 - Century Media Records






lunedì 23 ottobre 2017

Intervista: PRIMITIVE MAN - "LA FINE E' VICINA"






UNA COSTANTE CRESCITA HA FATTO SI' CHE IL NUOVO ALBUM DEGLI AMERICANI PRIMITIVE MAN FOSSE UN PRODOTTO DISCOGRAFICO DA NON PERDERE. "CAUSTIC" NON LASCIA INDIFFERENTI, RAGIONE PER CUI HO DECISO DI SCAMBIARE DUE CHIACCHERE CON IL SEMPRE DISPONIBILE ETHAN LEE MACCARTHY, CANTANTE E CHITARRISTA DEL GRUPPO DI DENVER.

1. Ciao Ethan. Il nuovo album dei Primitive Man si intitola "Caustic" ed è uscito il 6 ottobre di quest'anno. Cosa l'ha ispirato?

- La disuguaglianza sociale, la morte degli amici, la depressione, le relazioni razziali in America, i problemi di qualsiasi persona di etnia mista, la fine di un'amicizia, tutti gli eventi spiacevoli che accadono nel mondo; insomma, le varie sfaccettature di un'umanità vicina alla fine dei suoi giorni.

2. Dalla tua prospettiva, come descriveresti la vostra evoluzione?

- Inizialmente eravamo una band punk con parti doom, mentre oggi siamo un gruppo doom con parti punk.

3. Come hai deciso il titolo dell'album?

- Quando eravamo in giro con i Magrudergrind, il loro batterista Casey Moore descrisse qualcuno che incontrammo in tour come "caustico e inutilmente combattivo". Ho pensato che fosse una frase perfetta e che l'aggettivo "caustico" riassumesse quello che stavo componendo.

4. "Caustic" è il terzo lavoro messo in commercio dalla Relapse Records. Come sono i rapporti con i ragazzi dell'etichetta? Vi ritenete soddisfatti del loro operato?

- Nessun problema. Supportano la nostra band e mi sento fortunato perché credono in quello che stiamo facendo.

5. Cosa stai ascoltando in questi ultimi giorni?

- Big Brave, Lingua Ignota, Weregoat, Lihhamon, Hell, Spectral Voice, Bohren & Der Club of Gore, A$AP Mob, Vatican Shadow Tomb Mold, Sutekh Hexen, Andy Stott, Altarage, Hissing, Of Feather and Bone, Drab Majesty, Loss...

6. Attualmente sei impegnato in altre band?

- Suono nei Vermin Womb e nei Many Blessings, mentre gli altri due ragazzi del gruppo stanno lavorando ad altre cose che non sono ancora state pubblicate.


CONTATTI: 
facebook.com/primitivemandoom
primitivemandoom.bandcamp.com/caustic

PRIMITIVE MAN line-up:

Ethan Lee McCarthy – Chitarra, Voce
Jonathan Campos – Basso
Joe Linden – Batteria

RECENSIONE:
PRIMITIVE MAN "Caustic" 2017 - Relapse Records


venerdì 20 ottobre 2017

Recensione: NECROSI "Necrosi"
2017 - Autoproduzione




Traendo ispirazione dai gruppi/album death metal della vecchia scuola, i NECROSI gettano le basi per costruire la loro identità. Da quanto si può capire dal nome scelto, dalla copertina e dalla musica stessa, il gruppo di Agrigento, nato per volere del chitarrista Giuseppe "UR" Peri e del cantante Tony "Grave" (entrambi musicisti dei Thrash Bombz), non ha nessuna intenzione di farsi sopraffare da qualsivoglia contaminazione moderna, proprio perché è una scelta quella di ottimizzare il proprio istinto felino. L'EP di tre brani regala dei buoni spunti in cui la competenza della band siciliana si fa notare sotto ogni aspetto. Il pezzo "Nocturnus Trauma" è dedicato all'amico scomparso Gioacchino "Joe" Rallo, DJ che all'inizio degli anni novanta conduceva un programma radiofonico chiamato in egual modo. I presupposti per crescere e migliorare ci sono tutti. Solo il tempo darà ragione ai Necrosi.

N.B. Basso e batteria sono stati suonati da Angelo e Totò (sempre membri dei Thrash Bombz)

Contatti: 
necrosi.bandcamp.com/releases
facebook.com/NecrosiOfficial

TRACKLIST: Fire in Carnage, Nocturnus Trauma, Haunted by Fear 04:53


mercoledì 18 ottobre 2017

Recensione: DISFUNERAL "Disfuneral"
2017 - Autoproduzione




Sono agli esordi i francesi DISFUNERAL, ma mi sembra di capire che questi giovani ragazzi hanno le idee chiare sul percorso da seguire. L'omonimo EP di debutto ha un cuore pulsante che scuote gran parte degli elementi tipici di un death metal di matrice old-school, una "pompa muscolare" che si contrae costantemente per inviare fiumi di sangue al corpo dei fan di codesto sound estremo. L'esecuzione delle tracce è magistrale, e viene costruita su atmosfere coinvolgenti, anche se notorie grazie alle gesta imprescindibili dei padri del genere (si potrebbero scomodare nomi quali Autopsy, Carnage, Entombed). E' tutto marcio e ben fatto in questo EP. Death metal all'ennesima potenza, consigliatissimo!

N.B. Disponibile un'edizione su tape limitata a sole 100 copie.

Contatti: 
disfuneral.bandcamp.com/releases 
facebook.com/Disfuneral 

TRACKLIST: Night of the Hallucinated, Total Collapse, Coffinement, Baptized in Sewer, Slimy Horror from the Depths


martedì 17 ottobre 2017

Recensione: IRON MONKEY "9-13"
2017 - Relapse Records




Dei britannici IRON MONKEY si erano letteralmente perse le tracce. Sono trascorsi quasi vent'anni dal loro scioglimento, un silenzio assordante in un periodo di tempo molto più lungo di quanto possa sembrare. Dopo la morte del cantante John Paul Morrow, quanti si sarebbero aspettati una reunion? È difficile dare una risposta precisa in merito a ciò. Ma i due membri fondatori della band (Jim Rushby, Steven Watson), affiancati da S. Briggs (Chaos U.K.), hanno finalmente deciso di frantumare questo vuoto per far rivivere l'insano fascino della disperazione. "9-13" può essere paragonato ad un martello pneumatico con funzione demolitrice. E non è casuale se il trio proveniente da Nottingham ha scelto di schiacciare il pedale del groove. Agire senza pensare troppo alle conseguenze o a quello che succederà. Vivere il presente e non aspettarsi nulla dal futuro. Se consideriamo tali aspetti, possiamo tranquillamente ipotizzare che gli Iron Monkey ce la faranno a collocarsi nella scena sludge-doom metal di oggi. "9-13" è, probabilmente, l'unica via di fuga da uno sfortunato passato. Nulla di particolare, ma pur sempre a tema e oltre la qualità media. Il loro sound tormentato porta vantaggi e svantaggi marcati.

Contatti: 

ironmonkey.bandcamp.com
facebook.com/pg/IRONMONKEYBAND

TRACKLIST: Crown of Electrodes, OmegaMangler, 9-13, Toadcrucifier - R.I.P.PER, Destroyer, Mortarhex, The Rope, Doomsday Impulse Multiplier, Moreland St. Hammervortex



lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: IMPLORE "Subjugate"
2017 - Century Media Records




Nel genere musicale proposto dagli IMPLORE la concezione di un certo stile di vita va di pari passo con l'attitudine personale. Questo deve essere un elemento che tutti noi dovremmo avere ben chiaro. La formazione tedesca trainata dal carismatico cantante/bassista Gabriel Dubko, forte del nuovo contratto discografico ottenuto con la prestigiosa Century Media Records, ritorna con un album "in your face" improntato sull'ira, sulla coerenza, sull'impatto; implacabili soprattutto perché hanno dimostrato il loro valore e il livello di crescita, complice una costante attività live intrapresa fin dagli esordi (diversi i tour tra Europa e America). Ad un solo anno dall'EP "Thanatos", e due dal primo full-length "Depopulation", il quartetto ci impartisce un'altra severa lezione. "Subjugate" ferisce con dei brani ancora più articolati, ritmati e arroventati. Non che gli altri lavori pubblicati dai Nostri siano da meno, tuttavia, per dare dimostrazione di forza, sembra che gli Implore abbiano puntato su una maggiore fermezza di intenti. L'ispirazione sembra mordere come un serpente velenoso. Quattordici schegge impazzite nelle quali dominano i frequenti stop-and-go e riff perfettamente bilanciati, suddivisi tra grind, death metal, hardcore, crust. "Subjucate" è un gran bel disco, che in più gode di una produzione adatta per il genere in questione. Gli Implore sono diventati più cinici e impietosi. Da avere.

Contatti: 

implore.bandcamp.com/subjugate
facebook.com/imploreband

TRACKLIST: Birth of an Era, Loathe, Cursed Existence, Paradox, Disconnected from Ourselves, Totalitarian, Patterns to Follow, Ecocide, Technology a Justification for Killing, Cult of El, Desolated Winds, Boundary, Untouchable Pyramid, Gazing Beyond, Manufactured Reality, Victims of the Hollowing



venerdì 13 ottobre 2017

Recensione: FEED THEM DEATH "No Solution / Dissolution"
2017 - Autoproduzione




Il polistrumentista Void (ex-membro fondatore dei liguri Antropofagus) si serve di un nuovo progetto musicale per interpretare in maniera del tutto personale i sentimenti negativi che attanagliano l'esistenza umana, mista di contraddizioni esplosive e di disperazione permanente, spasmodica fino all'isteria, e molto più terrificante di quanto possa sembrare agli occhi di milioni di individui sempre pronti ad incensare l'altare "immaginario" delle "assenti" speranze. E Void affronta/contrasta la dimensione terrena attraverso un linguaggio così rabbioso, schiacciante, da trasformare quel senso di "mostruosa" angoscia in un potentissimo mezzo cingolato munito di artiglieria pesante, posizionato tra realtà immanente e sconvolgente. Ciò che provoca la grandezza crescente del sound di FEED THEM DEATH nel circuito del grindcore/death metal odierno, è che il suo acuto incedere è in grado di abbattere qualsiasi superficialità compositiva, soprattutto se si fa riferimento al risultato profuso da Void su ognuna delle cinque tracce. Voglio sottolineare che non sono mai stato un appassionato del drumming artificiale, ma in questo caso specifico, la drum-machine esegue in modo impeccabile quello che gli è stato chiesto di fare (!). Quanto al resto; voce, chitarra e basso si sovrappongono dall'inizio alla fine per completare il devastante assedio sonoro, qualcosa che suona fresco ed ultra-dettagliato. Un EP che (in parte) mi riporta alla mente, ovviamente costruito mediante mezzi attuali, quello che fu l'operato dei seminali Terrorizer in 'World Downfall' del 1989. Gli arrangiamenti intricatissimi riescono a farsi apprezzare in ogni loro spostamento improvviso e, solo dopo un'attenta analisi, si riescono ad apprezzare un maggior numero di particolari che forse ad un primo ascolto potrebbero facilmente sfuggire. 'No Solution / Dissolution' è un lavoro adatto a chi apprezza la musica estrema suonata col cervello. Sul piano personale, non posso che essere onorato del fatto di aver scritto il testo e cantato la parte iniziale di 'Penance in the Wrong Direction'; mentre a dare man forte a Void nella song 'Terrific Gods Caravan', ci pensa Argento (ex-Antropofagus, ex-Spite Extreme Wing). L'artwork è una mia opera pittorica in bianco e nero. Date un contratto a chi lo merita!

Contatti: 

feedthemdeath.bandcamp.com
facebook.com/feedthemdeath 

TRACKLIST: Exposed Parading Dissent, Terrific Gods Caravan, First Time Dead, Penance in the wrong direction, Inception in Rot

mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione: BUNKER 66 "Chained Down in Dirt"
2017 - High Roller Records




I BUNKER 66 attirarono già la mia attenzione con un paio di album davvero interessanti. Il loro è un grintoso blackened thrash metal reso ancor più piacevole/intrigante dalle cospicue influenze old-school, che oggi lascia intravedere sviluppi da non sottovalutare. Ma influenze musicali a parte, nel tempo il trio messinese ha puntato alla crescita e ha corroborato il tiro guadagnandosi un proprio seguito nella scena heavy internazionale. Ora, ad ognuno di voi spetta il compito di scegliere liberamente se stare sulla loro sponda. La cosa certa è che le idee irremovibili dei Bunker 66 vogliono conservare le strutture tradizionali dei produttivi anni '80, e non può risultare strano a nessuno se non faticheranno a far presa sugli appassionati di tali sonorità. Notevole è anche l'apporto del nuovo chitarrista JJ Priestkiller (ex-Schizo). L'energia di "Chained Down in Dirt" trafigge fin dal primo ascolto. Cos'è la coerenza? Spesso è muoversi per vivere la propria integrità! Disponibile dal 27 ottobre.

Contatti: 

bunker66.bandcamp.com
facebook.com/Bunker66

TRACKLIST: Satan's Countess, Black Steel Fever, Chained Down in Dirt, Taken Under the Spell, Her Claws of Death, Wastelands of Grey, Power of the Black Torch, Evil Wings

lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: CARTILAGE "Dialect of the Dead"
2017 - Transylvanian Tapes




I nuovi arrivati CARTILAGE hanno le capacità per azzannare le loro prede, per poi dilaniarle senza nessuna esitazione. Non è difficile delineare quest'impeto primordiale che squassa la carne. Come spesso accade con le migliori releases death metal/goregrind (facendo riferimento alle realtà nate negli ultimi anni), anche l'esordio su tape "Dialect of the Dead" offre un'esperienza di ascolto grondante sangue. L'eccesso di cattiveria esternato dai Cartilage si subisce per tutta la durata del full-length: 26 minuti di follia compositiva. Questo è, se vogliamo sottolinearlo ancora una volta, lo spirito orgogliosamente "no compromise" che anima la formula musicale in questione. Ecco perché un gruppo così estremista non può trascinarsi dei pesi o delle responsabilità troppo grandi, musicisti del genere hanno bisogno di gente cento per cento convinta di ciò che sta ascoltando. Non potrebbe essere vero il contrario. Quello che emerge da ogni traccia è un approccio unidirezionale che si combina con il drumming militaresco di Adam Houmam e con le vocals impazzite del frontman Mark Wallace; altrettanto significativa la buona prova degli altri membri (una delle due chitarre è suonata da una ragazza). Pur nei limiti della scarsa originalità, i Cartilage di San Francisco riescono comunque a scatenare un discreto panico. Chi ascolta i primi Carcass, Impetigo, Haemorrhage, Exhumed, Impaled, saprà apprezzare "Dialect of the Dead".

Contatti: 

cartilagegore.bandcamp.com/releases
facebook.com/CartilageSF

TRACKLIST: Intro, Half the Man I Used to Be, Gurgitor, Entangled in Innards, Cannot Stop the Clot, Chopped and Churned, S Is for Surgery, El Necrocabra, Back Seat Victi

sabato 7 ottobre 2017

Recensione: EXPULSION "Nightmare Future"
2017 - Relapse Records




Anche se un po' in ritardo, sono riuscito ad approfondire l'EP di debutto degli EXPULSION, band nelle cui fila militano personaggi di rilievo della scena death metal/grindcore statunitense. Spiccano i nomi del cantante Matt Harvey (Exhumed, Gruesome, Pounder, ex-Dekapitator, ex-Athrenody...) e del chitarrista Matt Olivo (Repulsion), oltre a quelli di Danny Walker (Intronaut, Phobia, Strangled by Strangulation, ex-Murder Construct) e di Menno Verbaten (Lightning Swords of Death), quest'ultimo meno conosciuto rispetto agli altri tre musicisti. Ciò che colpisce fin dal primo ascolto è la rovente tempra riversata nel songwriting-kamikaze: pieno e ricco di cambi di tempo al cardiopalmo, che non lascia indifferenti. Un approccio vistosamente adirato, con largo spazio ad una prova vocale ringhiante e dalla spigliatezza impazzita, illuminata da un'audace personalità. Rabbia e passione, per una miscela di ingredienti old school-oriented dal sapore forte, deciso; insomma adatta per chi vuole ricevere dal death/grindcore una carica nevrotica persistente. Tanti pezzi piazzati al posto giusto, al momento giusto. Se vi può bastare, acquistatelo a scatola chiusa.

Contatti: 

expulsiongrind.bandcamp.com/nightmare-future
facebook.com/ExpulsionOfficial

TRACKLIST: Total Human Genocide, Alter of Slaughter, Mask of Fear, Nightmare Future, Funeral Bells, Compulsions, Comatose

giovedì 5 ottobre 2017

Recensione: EXHUMED "Death Revenge"
2017 - Relapse Records




"L'unico grande mistero della vita è che essa è governata unicamente da morti." (cit. dal film Inferno, 1980)

Un'esperienza ultraventennale, rafforzata da tante uscite discografiche di notevole peso e spessore, ha garantito agli EXHUMED una posizione di rispetto nel novero dei migliori gruppi death metal a stelle e strisce. E non potrebbe essere altrimenti, poiché questi macellai californiani sono dei veri professionisti. Provocatori, da ventisette anni a questa parte, i Nostri pubblicano "Death Revenge" dimostrandosi pragmatici, dirompenti, sanguinari. Il risultato finale non deluderà le aspettative, come spesso capita facendo riferimento alle pietre miliari del genere. La produzione, anche se curata adeguatamente in ogni piccolo dettaglio, contribuisce a ricreare un clima marcio e maledettamente maleodorante. Un death metal simile al suono di una motosega fuori controllo, arricchito da taglienti riff/assoli di chitarra che chiamano in causa il vecchio thrash metal. La loro è musica vigorosa, autentica, supportata da una preparazione tecnica da copogiro. Con i contenuti di "Death Revenge" gli Exhumed spazzano via velocemente molte buone produzioni presenti nell'attuale scena. Il leader Matt Harvey ha lavorato sodo e con determinazione nella sua ricerca del death metal. Questo importante dato va riconosciuto e richiede il nostro attivo sostegno. Non a caso, l'album si candida a diventare una delle più interessanti uscite del 2017.

Contatti: 

exhumed.bandcamp.com 
facebook.com/ExhumedOfficial

TRACKLIST: Death Revenge Overture, Defenders of the Grave, Lifeless, Dead End, Night Work, Unspeakable, Gravemakers of Edinburgh, The Harrowing, A Funeral Party, The Anatomy Act of 1832, Incarnadined Hands, Death Revenge, Death Revenge Underture, A Lesson In Violence (Exodus cover)



mercoledì 4 ottobre 2017

Recensione: UNSANE "Sterilize"
2017 - Southern Lord Recordings




Gli UNSANE di New York, entrati di diritto nella storia del noisecore, ancora oggi possono rappresentare un'affilata spina nel fianco per molti di noi, sebbene la scena musicale abbia subito un netto stravolgimento per effetto dei canoni del music business (importante da sottolineare). Su questo ultimo punto, a puro titolo esemplificativo, varie affermazioni si potrebbero sprecare. Con "Sterilize", la consolidata tradizione degli Unsane si rinnova consentendoci di rivivere appieno il trademark di un gruppo seminale che ha lasciato il segno in quasi trent'anni di attività, ineguagliabile per caratteristiche, e che custodisce senza riserve il suo istinto criminoso così come le sue ineguagliabili qualità stilistiche, dando vita ad un'esperienza distorta di altissima caratura. Ruvidezza, impatto, freschezza, feeling, c'è tutto quello che si può desiderare da un disco degli Unsane e che troverete in "Sterilize". Per Chris Spencer, Dave Curran, Vinnie Signorelli, la cosa importante è essere fedeli a se stessi, e, ovviamente, rimanere coerenti con i piedi piantati per terra. I tre statunitensi sono ancora capaci di osare pur rimanendo concentrati sul loro inconfondibile sound, vivono in un contesto musicale fuori dal comune, e questo li rende sicuramente personali. Diamo valore a chi crede ancora nella parola "arte" e non a tutto ciò che ci viene dato in pasto dalle correnti passeggere. Le mie personali affermazioni non sono dettate dall'entusiasmo del momento, ma motivate dal fatto di trovarmi di fronte ad una delle più importanti band rock a livello internazionale. La firma con la Southern Lord è l'unico cambiamento sostanziale. Possano i grandi maestri avere una lunga vita!

Contatti: 

unsanenyc.com
facebook.com/UNSANENYC 

TRACKLIST: Factory, The Grind, Aberration, No Reprieve, Lung, Inclusion, Distance, A Slow Reaction, We're Fucked, Avail

lunedì 2 ottobre 2017

Recensione: REPRESSIONE "Col Sangue Agli Occhi"
2017 - Autoproduzione | Scaglie di Rumore




I bolognesi REPRESSIONE mostrano tutta la loro carica e vanno giù pesante "Col Sangue Agli Occhi" (mai titolo fu più appropriato, soprattutto se si contestualizzano adeguatamente gli argomenti espressi nelle 10 tracce). Quello che colpisce del nuovo full-length (il secondo pubblicato in pochi anni di attività), è che non lascia indifferenti, sebbene l'hardcore dei Nostri non aggiunga nulla di innovativo sul piano compositivo. Ma ciò che ami veramente non devi abbandonarlo, e non puoi farlo andare via come se niente fosse. Bisogna starci dentro per capire cosa si prova ad essere un musicista con animo o atteggiamento risoluto, bisogna rispettare certi principi per capire cosa s'intende per "attitudine". Per farla breve, i cultori dell'inconfondibile sound old school sapranno apprezzare le gesta anticonformiste dei Repressione. Quindi, lo puoi amare fino al midollo o detestare completamente, ma l'importante è ammettere che l'hardcore nasce da un suono rumoroso senza compromessi e soprattutto "sincero". Beh, ora potete ben capire perché supporto formazioni come questa. Ascoltare per credere. Tre le collaborazioni presenti sul disco: Max dei Contrasto ('In Cieli Di Piombo'), Valentino dei XCenereX e Tsubo ('Colpo Su Colpo'), Afshin degli XOhXCristo e W.A.A.R. (nella title track). Sono tre le cover proposte: 'The Game' degli americani INFEST, 'Happy Time' dei giapponesi xLIEx, 'About To Crack' degli olandesi VITAMIN X. E' di forte impatto la foto messa in copertina che ritrae dei detenuti in rivolta sui tetti del carcere di San Vittore (scatto risalente agli anni '70). L'autoproduzione "Col Sangue Agli Occhi" verrà stampata su cassetta dall'etichetta Scaglie di Rumore.

Contatti:

repressionehc.bandcamp.com/col-sangue-agli-occhi
facebook.com/repressionehc
scagliedirumore.bandcamp.com

TRACKLIST: Guerra Alla Città, Huye Hombre, Cieli Di Piombo, The Game (INFEST), I Giorni Dell'Ira, Col Sangue Agli Occhi, Colpo Su Colpo, Macho Free Zone, About To Crack (VITAMIN X), Happy Time (xLIEx)

venerdì 29 settembre 2017

Recensione: KONTATTO "Fino Alla Fine"
2017 - Agipunk




Non potevo e non volevo farmi sfuggire la possibilità di recensire questo terzo album dei bolognesi KONTATTO; anche se, in realtà, è già uscito da ben sei mesi nella sola versione su vinile. 'Fino Alla Fine' non fa altro che mettere a ferro e fuoco l'impianto stereo servendosi di undici brani d-beat corazzati, capaci di echeggiare l'inattaccabile scuola degli anni ottanta. Una dose consistente di violenza, e soprattutto tanta voglia di urlare (in lingua italiana!) il proprio dissenso verso i soliti "luridi" nemici. Brani veloci, scarni, immediati, muniti di irriguardose dinamiche nervose. Musica sanguigna e lontana da ogni moda musicalmente imperante. I Kontatto mi fanno tornare alla mente i Wretched di Milano, ma ciò non crea un effetto penalizzante. 'Fino Alla Fine' è l'ennesimo manifesto di rivolta, motivo in più per continuare a spargere litri di sangue sotto al palco. C'è una sola regola da rispettare: combattere fino alla fine.

Contatti: 

facebook.com/Kontatto 
kontatto.bandcamp.com/fino-alla-fine

TRACKLIST: Rifiuto, Liberi Armati Pericolosi, Avete Perso, Sotto Il Vestito Niente, Un'Altra Crociata, Sono Un Clandestino, Fino Alla Fine, Picci, Spettri Di Morte, Comprato E Venduto, Non E' Competizione



mercoledì 27 settembre 2017

Recensione: ELDER DEVIL "Graves Among The Roots"
2017 - Medusa Crush Recordings




La partenza degli statunitensi ELDER DEVIL è davvero folle. Sì, perché il duo (esordiente) di Fresno tira fuori dei brani micidiali per intensità e ritmo. Ecco quindi che la follia compositiva si stempera in dodici minuti diretti, variegati, ben strutturati. L'EP "Graves Among The Roots" sembra essere un lavolo partorito da una jam tra Kill the Client, Agoraphobic Nosebleed, Rotten Sound, Trap Them. Un debutto fortemente voluto dai due musicisti, dove nulla è stato lasciato al caso. Questo vuol dire che qui la velocità di esecuzione non è MAI fine a se stessa. Il gruppo cattura attenzione mentre spara tonnellate di odio pungente, creando un muro di suono impenetrabile, che vi travolgerà mentalmente e fisicamente. Finché si continueranno a produrre dischi estremi di tale spessore qualitativo, noi tutti potremo godere in modo completo. La copertina di "Graves Among The Roots" è stata curata dal corpulento Ethan Lee McCarthy (cantante e chitarrista dei Primitive Man, Vermin Womb).

Contatti: 

elderdevil.bandcamp.com
facebook.com/ElderDevil 

TRACKLIST: Deep Vices, The Collected, New Gods, After Flesh, Speechless, Needless

giovedì 21 settembre 2017

Intervista: BEASTMAKER - "LE ANIME DANNATE DELL'OLTRETOMBA"






TORNANO IN PIENE FORZE I CALIFORNIANI BEASTMAKER. IL RISULTATO? UN DISCO ENERGICO E STRABORDANTE DI IMMAGINI CUPE CHE RICHIAMANO ATMOSFERE TIPICHE DEGLI ANNI SETTANTA, FATTO DI CANZONI SORRETTE DA UN LAVORO CHITARRISTICO DEGNO DI NOTA: "INSIDE THE SKULL" E' IL MIGLIORE DISCO DELLA FORMAZIONE DI FRESNO. A RISPONDERE ALLE MIE DOMANDE E' STATO IL CANTANTE/CHITARRISTA TREVOR WILLIAM CHURCH.

1. Ciao Trevor. Prima di tutto, grazie per la tua disponibilità. La prima e immediata domanda è: che cosa significa esattamente il titolo del nuovo album ("Inside the Skull")?

- L'idea generale per "Inside the Skull" è che, a prescindere dal costo, la maggior parte degli esseri umani pagherebbero qualsiasi prezzo per raggiungere l'immortalità. Tutto ciò che ottieni in vita in qualche modo lo paghi. Un esempio? Se perdi del tempo sei costretto a lavorare più ore per recuperare ciò che hai perso. Bisogna prendersi delle responsabilità, consapevoli di quello che si sta realizzando.

2. Il vostro approccio alla musica è più coeso rispetto a qualche anno fa e, quindi, viene spontaneo chiederti come siete arrivati a questo livello di abilità. Inoltre, com'è cambiato il processo di registrazione?

- Ho scritto la maggior parte di queste songs mentre registravo il nostro disco di debutto. Quindi, è difficile spiegare ogni emozione provata in quel periodo o ciò che ha influenzato un determinato momento. Il processo di registrazione è stato quasi identico, avendo lavorato nel mio studio in casa. Abbiamo completato le registrazioni in breve tempo, ma ci sono voluti alcuni mesi per completarlo perché eravamo spesso in tour.

3. Sono emerse delle vecchie idee che siete stati in grado di utilizzare per il nuovo album?

- Le canzoni racchiuse in "Inside the Skull" sono un po' tutte datate, ma ero convinto che sarebbero state perfette per questo disco. Al momento sto scrivendo il materiale per il prossimo full-length che, viene scritto e registrato contemporaneamente. Ci saranno alcune differenze rispetto al passato.

4. Quali band o tipologie di suono hanno ispirato la musica di "Inside the Skull"?

- Per comporre i primi due album sono stato più influenzato da alcuni film e meno da altri musicisti o band. Musicalmente, i Black Sabbath sono sempre stati un punto di riferimento. Per trovare l'ispirazione durante le fasi di scrittura delle canzoni è stato fondamentale il film Tombs of the Blind Dead (diretto da Amando de Ossorio nel 1971), ma anche altri.

5. Che cosa possiamo aspettarci dai futuri live dei Beastmaker?

- Il nuovo album verrà pubblicato nel 2018. Il mio modo di comporre è un po' cambiato e per questo motivo sono curioso di vedere la rezione del pubblico. Il sound è ancora molto dark, ma le ritmiche/riff sono diversi. Credo che i nostri spettacoli dal vivo saranno più intensi.

6. Grazie per l'intervista. Ti auguro il meglio. Hai un messaggio che vorresti lanciare ai lettori della mia webzine?

- Voglio ringraziare tutti i nostri supporters sparsi per il mondo. Sono i fan a tenermi motivato. Grazie per l'intervista. Cheers

CONTATTI:

beastmaker.bandcamp.com
facebook.com/Beastmaker


BEASTMAKER line-up:

Trevor William Church - Chitarra, Voce
Andres Alejandro Saldate (Juan Bonham) - Batteria
John Tucker - Basso


RECENSIONE:
Recensione: BEASTMAKER "Inside the Skull" 2017 - Rise Above Records






martedì 19 settembre 2017

Recensione: BEASTMAKER "Inside the Skull"
2017 - Rise Above Records




I BEASTMAKER escono nuovamente dalle loro tombe! Gruppo che, ha ottenuto i suoi improvvisi consensi positivi nel giro di poco tempo e con un solo full-length all'attivo, gettando così le basi per il successivo album della conferma, arrivato nel maggio di quest'anno, con il nome di 'Inside the Skull'; un ritorno irremovibile che, sta facendo guadagnare ulteriore punteggio al trio proveniente da Fresno. Tracciare un profilo preciso di una giovane band come i Beastmaker, imprescindibile per chiunque tenga veramente a cuore il classico retro metal (Black Sabbath, Pentagram), non è un'impresa facile, considerati i tanti combattenti impegnati in questa sorta di revival del rock/doom metal/stoner, questo puntare sul mito del glorioso passato, sulle emozioni "pure" degli anni '70. Ma a differenza di altri colleghi attivi nella scena, i tre californiani possono vantare capacità compositive non indifferenti, amplificate dal buon gusto per gli arrangiamenti, oltre che dalla coerenza/tenacia. Ormai di casa presso la label londinese Rise Above Records, i Beastmaker danno testimonianza di maestria nell'underground musicale contemporaneo, realizzando un lavoro che lascia trasparire il valore di una creatività ormai coesa. Non solo, nonostante siano abbastanza derivativi, si distinguono ugualmente per la loro freschezza di tocco e per le accecanti caratteristiche intrinseche. Un marchio a fuoco.

Contatti:  

beastmaker.bandcamp.com
facebook.com/Beastmaker

TRACKLIST: Evil One, Heaven to Hell, Now Howls the Beast, Of God's Creation, Give Me a Sign, Nature of the Damned, Psychic Visions, Inside the Skull, Night Bird, Sick Sick Demon





venerdì 15 settembre 2017

Recensione: PRIMITIVE MAN "Caustic"
2017 - Relapse Records




Probabilmente mai nessuno, come gli statunitensi PRIMITIVE MAN, è stato capace di portare alla superficie gli incubi nascosti, la follia e i lati oscuri della società odierna, tutto questo grazie ad un sound che non può che essere definito con un aggettivo: apocalittico. Di fatto Ethann Lee McCarthy sembra alimentarsi della sofferenza che fugge e incessantemente si trasforma. Una sensibilità sviluppata per le sonorità sludge/doom/ noise, oltre all'influenza esercitata sull'ascoltatore dall'ambiente che lo circonda, e inesorabilmente si trova fusa, nel corpo delle canzoni. "Caustic" ci conduce verso un marcato senso di cupezza, era inevitabile che ciò succedesse. La lucida consapevolezza del loro marchiare a nero mi riempie di ammirazione, e rimango qui (scioccato) davandi al fascino del sublime grigiore di un universo di ceneri. Bisogna comunque avere una certa disposizione mentale, in modo da poter apprezzare appieno la fredda crudeltà dei Primitive Man. Solidi come il cemento armato.

Contatti:

primitivemandoom.bandcamp.com
facebook.com/primitivemandoom

TRACKLIST: My Will, Victim, Caustic, Commerce, Tepid, Ash, Sterility, Sugar Hole, The Weight, Disfigured, Inevitable, Absolutes

giovedì 14 settembre 2017

Recensione: SINMARA "Within the Weaves of Infinity"
2017 - Terratur Possessions




Band di notevole spessore i blackster islandesi SINMARA, già recensiti e sottoposti a revisione ai tempi del loro debutto "Aphotic Womb" (2014). L'ultimo EP "Within the Weaves of Infinity" dura appena venti minuti, ma la quantità di spunti che fornisce è a dir poco elevata. Accanto a riff poderosi la formazione mette in atto interessanti soluzioni melodiche che possano suscitare mistero e magnificenza. Questo è senza ombra di dubbio un nuovo passo in avanti, che rifinisce ed amplia songwriting, suoni e impatto. I richiami agli svedesi Watain risultano chiari, perciò non ci si può nascondere. In generale il tono dell'EP è pregno di una tensione greve, propriamente black. I Sinmara possiedono le potenzialità per fare breccia nel cuore degli appassionati del genere.

Contatti: 

sinmara.bandcamp.com/within-the-weaves-of-infinity
facebook.com/sinmaraofficial 

TRACKLIST: Within the Weaves of Infinity, Ormstunga, Nine Halls

sabato 9 settembre 2017

Recensione: IURTA "Notes Towards A Mental Breakdown"
2017 - Cyclic Law




Gli indizi striscianti custoditi nella dimensione tridimensionale creata da IURTA, indicano che l'orrore è provocato dal dramma di un disastro di cui l'uomo reca la più tragica responsabilità. E dall'orrore "tangibile" i due compositori portoghesi (J. A. | A. Coelho) colgono l'espressione più universale attraverso la forza magnetica delle sonorità drone/dark ambient: dando forma ad un disco dal forte impatto catartico. In "Notes Towards A Mental Breakdown" (stampato da Cyclic Law) l'espressione sonora diventa centrale, eloquente e penetrante. La continua agitazione della musica si concentra nell'azione di nove composizioni, intense e decise, filmiche ed evocative. Nessun altro metro di giudizio, nessuna chiave di lettura che non sia quella interna all'animo inquieto dei Nostri. Una concretezza profonda, capace di concentrare la più lacerante espressione della vita che viene strappata al suo organismo naturale. E allora come non apprezzare il talento di questi ragazzi?

Contatti: 

cycliclaw.bandcamp.com/notes-towards-a-mental-breakdown

TRACKLIST: Notes Towards A Mental Breakdown, Organic Units, Sequence Destination, Continuous Fluctuations, Spinal Levels, Virtualized, Fragmentation Field, Burnt Mind, Illuminated Man