mercoledì 16 novembre 2016

Recensione: SUPERJOINT "Caught Up in the Gears of Application"
2016 - Housecore Records




Phil Anselmo è stato negli anni della lunga carriera uno dei pesi massimi delle sonorità metal internazionali, un frontman animalesco, carismatico, acclamato dalle folle di sostenitori dei seminali Pantera (e non solo). Ma i suoi fan, chi più chi meno, stanno cominciando a prendere coscienza del fatto che il cantante della Louisiana è invecchiato e che la sua voce sta logorandosi di conseguenza. Invecchiamento non vuol dire "cadere", infatti, saper vivere al massimo, senza paure e catene, significa anche saper invecchiare. Qui bisogna tenere prevalentemente in considerazione il modo in cui ha vissuto la vita, sempre al limite. Ecco perché non è un caso se Anselmo continua a raccogliere consensi sia dal pubblico che dalla critica. La profonda passione per la musica ha sicuramente evitato l'istantaneo sgretolamento della sua popolarità. Svariati i gruppi noti e meno conosciuti che lo hanno tirato in causa: Down, Arson Anthem, Philip H. Anselmo & the Illegals, Necrophagia, Viking Crown, Christ Inversion, Scour, Southern Isolation... Invece, per i Superjoint Ritual, progetto da lui fondato nel '93 con l'unico intento di fornire all'industria musicale soluzioni credibili nell'ambito dell'hardcore/metal, è stato costretto a risolvere alcune questioni legali; per cui, la scelta di cambiare il nome (oggi SUPERJOINT) era indispensabile per portare avanti la baracca. Della vecchia line-up sono rimasti l'amico di lunga data Jimmy Bower (chitarra) e Kevin Bond (chitarra), mentre il bassista Stephen Taylor e il drummer Joey Gonzalez (entrambi già coinvolti nei suoi The Illegals) prendono il posto dei precedenti membri Joe Fazzio e Hank Williams III, sostituendoli senza farli rimpiangere troppo. Ascoltandoli attentamente, i Superjoint non sono per niente originali però hanno la capacità di stare sul palco, di attirare la gente e di fare in modo che i loro cinque strumenti non si sovrappongano in maniera sconclusionata. Questo "Caught Up in the Gears of Application" ha una carica sfrenata ed è la miscela esplosiva che lo caratterizza a fare sì che i brani diventassero davvero fatali, sebbene, nell'insieme, non conservino/dicano nulla di così eccezionale. Anche se un po' datata, la rabbia primitiva dei nostri ha un ritmo incalzante ed un'asprezza che colpiscono e fanno male. L'immediatezza e l'urgenza dei riff, la velocità, l'istintività, l'attitudine sgarbata, la sporcizia del suono, creano una suggestione molto vintage e un risultato praticamente coerente con i due album precedentemente usciti. Tra dubbi e certezze, i Superjoint si fanno valere. Ognuno, poi, si faccia pure la sua idea.

Contatti:

superjoint.bandcamp.com/caught-up-in-the-gears-of-application
facebook.com/Superjoint

TRACKLIST: Today and Tomorrow, Burning the Blanket, Ruin You, Caught Up in the Gears of Application, Sociopathic Herd Delusion, Circling the Drain, Clickbait, Asshole, Mutts Bite Too, Rigging the Fight, Receiving No Answer to the Knock


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