lunedì 13 giugno 2016

Recensione: VORTEX "Moloch"
2016 - Cyclic Law




I suoni e le ambientazioni presenti nel quarto album di VORTEX scivolano in fondo a un complesso intreccio di strade desolate. La notte avanza nel silenzio e nella solitudine, la notte è un tunnel senza fine. Nulla da eccepire. Il gesto artistico di Marcus Stiglegger mi lascia addosso il peso del buio. Il compositore tedesco ha scelto gli strumenti adatti per diffondere un senso di profondità permanente. "Moloch" (nome preso da un Dio ammonita adorato dai Fenici, dai Cananei e da altre culture Africane) è il resoconto di una sua esperienza personale vissuta in quel di New York nel 2013, non per niente il lavoro si presenta come una vera e propria manifestazione, attivata nelle zone d'ombra di quella grande metropoli. L'ascolto mette in moto degli ingranaggi, e questo meccanismo è in grado di provocare cambiamenti sul piano mentale. Penso che Marcus abbia anche la capacità di mettere in evidenza i tratti marcati che rafforzano il flusso drammatico della musica. A volte l'atmosfera deve essere collocata ad un'estremità per poter ottenere un impatto immediato. Probabilmente il segreto può essere quello di stabilire e mantenere un forte legame con il Sé interiore. Questo è un rituale da vivere, non ha senso descriverlo con poche parole. Per gli amanti del dark ambient è un acquisto obbligatorio.

Contatti: 

facebook.com/Vortex.music.official
cycliclaw.com 

TRACKLIST: City of Steel, Towers of Glass, Meatmarket, Hunted, Freeway Underpass, Skyline, City By The Sea, Dreams In The Witchhouse


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