giovedì 2 giugno 2016

Recensione: GORGUTS "Pleiades' Dust"
2016 - Season Of Mist




La sensibilità artistica di Luc Lemay lo spinge ad ampliare di molto la sua dimensione cosmica e la scelta di continuare a meditare appare sempre più sentita e funzionale. I GORGUTS combinano e favoriscono accoppiamenti "contronatura" che regalano il piacevole sgomento della perdita del corpo in uno spazio non definito. Sì, l'ossessione, spesse volte, è un'ibrida e pullulante apocalisse concentrata. Quando la potenza della visione è così sconfinata, l'esperienza di essa ha un'intensità sorprendente. In questi ultimi anni, la band canadese è riuscita a diventare una compagine di culto nel circuito della musica estrema, soprattutto tra tutti quelli che nelle loro recenti uscite trovano evidentemente una precisa rispondenza ai propri deliri pregnanti. Tecnici, eccessivi, maniacali, fuori dalla normalità, i Gorguts lo sono sempre stati, fin dagli esordi; anche se, agli inizi di carriera l'approccio dei nostri non era così ricercato e rigoroso. L'architettura del presente e del futuro che questi musicisti utilizzano per delineare gli strati spessi del loro sound, sorregge una creatività a dir poco sorprendente. Ascoltando i 33 minuti di "Pleiades' Dust" si può vagare in un ammasso senza fine, per cui, tutto ciò che ci viene rivelato, ci conduce verso l'ignoto. Questa passione per l'assurdo non trova mai pace. Inimitabili!

Contatti: 

gorguts.com
facebook.com/GorgutsOfficial

TRACKLIST: Pleiades' Dust


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