giovedì 28 aprile 2016

Recensione: MORTICHNIA "Heir to Scoria and Ash"
2016 - Apocalyptic Witchcraft Recordings




Il debutto dei MORTICHNIA seppellisce qualsiasi dubbio sul loro approccio compositivo, agghiacciante ed empirico. Deathspell Omega, Bethlehem, Mgła appaiono essere i riferimenti permanenti di un disco che dall'inizio alla fine non tradisce le ipnotiche atmosfere tanto in voga nei primi anni '90 (non è un caso se ho menzionato il gruppo di Jürgen Bartsch). Penso che non ci sia nulla di strano nel cercare il proprio suono e una propria spiritualità in contrasto con l'appiattimento generale che sta soffocando l'attuale panorama metal. "Heir to Scoria and Ash" esalta gli opposti più rigogliosi e disperati. Ogni traccia possiede una sua personalità, eppure il risultato sembra omogeneo. Perciò bisogna approfondire attentamente. Alcuni dei passaggi melodici sono in controtendenza, rispetto alle parti intransigenti, ma è un sali e scendi capace di rientrare velocemente nel modus operandi della band di Dublino. Il senso di ipnosi che accompagna i brani rappresenta un manifesto esclusivo per questi musicisti irlandesi. Credo che "Heir to Scoria and Ash" sia nettamente superiore alla maggior parte delle uscite underground del 2016.

Contatti: 

facebook.com/mortichniaband
apocalypticwitchcraft.bandcamp.com/heir-to-scoria-and-ash 
apocalypticwitchcraft.co.uk

TRACKLIST: Searing Impulse, Carrion Proclamation, The Waning, A Furious Withering, Heir




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