giovedì 14 aprile 2016

Recensione: ATRIUM CARCERI "Archives I​-​II"
2016 - Cryo Chamber




Gli incubi visionari creati da ATRIUM CARCERI e la maestria con la quale vengono diretti scatenano un certo grado di attrazione irreversibile, esacerbata dal fatto che si tratta di energia straordinariamente intensa. Simon Heath decide di aprire gli archivi personali con lo scopo di dare nuova vita a ciò che aveva lasciato in sospeso anni fa. Un disco non si può considerare finito finché non è finito, e la sola maniera per saperlo è rimanere in contatto con la propria anima. In questo "Archives I-II" il significato abituale della parola "oscurità" supera i limiti consueti, affinché avvertissimo quella profonda sensazione di assurdità. L'opera si espande in tutta la sua spigolosa complessità. Lo scopo principale rimane quello di evidenziare le zone d'ombra, e nascondere quei colori che si separano uno dall'altro, sebbene in modo involontario. L'artista svedese afferra le sue idee e le manipola con lucidità. E' difficile rimanere indifferenti di fronte a stimoli di tale portata. I due lunghi brani sono stati utili per sedare il mio corpo mentre era sospeso nel vuoto. Fatelo vostro.

Contatti:

cryochamber.bandcamp.com/archives-I-II 
facebook.com/Atrium-Carceri
cryochamberlabel.com

TRACKLIST: Archives I, Archives II


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