venerdì 11 dicembre 2015

Recensione: WORDCLOCK "Self Destruction Themes"
2015 - Cryo Chamber




Ritengo che il nuovo album composto da Pedro Pimentel sia la release più intensa ed emozionale pubblicata dall'etichetta Cryo Chamber, soprattutto se si fa riferimento alle sue uscite del 2015, anno ormai agli sgoccioli. "Self Destruction Themes" è un'opera notturna, arricchita dalle vibranti note del violoncello suonato da Amund Ulvestad. Le 10 tracce possiedono quella dimensione corale che si ricollega spesso a certa magniloquenza del dark ambient. Ovviamente, solo alla fine dell'intero ascolto si può riconoscere anche come la musica di WORDCLOCK sia in grado di mostrare profondi sentimenti ed esempi da tenere fortemente in considerazione. Si scopre così che Pedro fa leva su una straordinaria capacità, quella di riuscire a levigare i suoni giusti senza l'ausilio di nessuna forzatura. E grazie a questa dote è stato in grado di sintonizzarsi con il proprio "io" interiore per parlare con la nostra anima indifesa. Un talento da tenere sott'occhio.

Contatti:

cryochamber.bandcamp.com/self-destruction-themes
facebook.com/wordclock

TRACKLIST: Here we'll be Gone, The Fever of our Waiting, It May Come, When Indecision Strikes, Something More, More often than not, Every Shade, Something Else, 32 Walls, Lack of Language


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