martedì 29 dicembre 2015

Recensione: DSA COMMANDO "Sputo"
2015 - Thriller Machine | Tannen Records




I savonesi DSA COMMANDO non hanno bisogno di particolari presentazioni. Se è vero che l'habitat influenza l'essere umano, questi 4 ragazzi non potevano crescere ed esprimersi in maniera differente. I loro brani (da sempre) possiedono un piglio severo, sincero, alimentato da una carica di dissenso che non passa inosservata. Quando ascoltai per la prima volta i DSA fui colto da una sensazione contraddittoria, ma poi, approfondendo attentamente, mi resi conto che il loro credo è la conseguenza di una freschezza creativa interessante. Era come un malessere per certi versi contagioso, avvolgente e che nel tempo non mi ha più abbandonato. Sono concreti senza cadere nelle solite categorie dell'hip-hop italiano, sono duri ma anche sperimentali, merito di Sunday (Thriller Machine), colui che costruisce il muro di suono del progetto. Non tutti sanno essere eccessivi (concettualmente), diretti e ispirati. Scrivere musica è per i DSA una sorta di terapia, di catarsi liberatoria che completa il loro percorso di guarigione e rinascita. Dopo l'abbandono di Heskarioth, il gruppo ligure è diventato molto più maturo di prima, pronto ad esplorare l'esperienza di un nuovo album in studio, pronto a lasciare ancora il segno. Perciò, se li conoscete già e avete una precisa idea di cosa sia il "vero" rap, vi sarà facile capire il contenuto di "Sputo". Un assalto all'arma bianca, una garanzia composta dai colpi letali inferti dalle metriche di Krin 183, Mac Myc, HellPacso, e dai bombardamenti al vetriolo dei beat che, tramortiscono non appena entrano in circolo. E' trascorsa una lunga decade di sangue e i DSA sono ancora integri e integerrimi. Dovevano passare degli anni affinché la gente capisse la loro presa di posizione. Grazie alla lunga gavetta, oggi potrebbero insegnare la giusta attitudine a tante realtà (vecchie e soprattutto nuove) attive in questa Nazione ormai decrepita. "Sputo" custodisce il materiale che pochi si aspettavano, ma che tutti agognavano dopo l'uscita di "Retox". E' il disco che racchiude più significati legati all'esistenza stessa della band. Ci sono dei momenti in cui mi pare di rivivere esperienze vissute e tutto ciò se da un lato è strano, dall'altro è certamente positivo per me, perché tanta vitalità finisce per essere purificatrice. E il medesimo discorso potrei farlo per le precedenti uscite dei nostri. Penso che le loro canzoni, comprese quelle più oscure e arrabbiate, celino messaggi di speranza, anche se, questa è una società che lascia poco respiro e tempo per sognare, che manipola le coscienze depredandone la libertà. Si può dire tutto dei DSA COMMANDO, ma nessuno potrà mai accusarli di essersi venduti al sistema. Fin dagli inizi sono stati anticonformisti e schiavi solo dei loro incubi interiori. E poi è inevitabile che una cultura come quella dell'hardcore/punk, simile per provenienza, eserciti una grossa influenza su di loro (i cori da gang presenti nelle tracce diventano una vera e propria chiamata alle armi). Davvero buone le prove degli artisti coinvolti nell'album: Danno (Colle der Fomento)
, Sad Vicious (Droogz Brigade), Zulù (99Posse)
. "Sputo" (completamente prodotto da Sunday) li riporta in vetta e con merito. 16 canzoni oneste, rabbiose, profonde e trascinanti, forti di un mood d'acciaio inossidabile. I DSA hanno spinto la musica hip-hop verso un livello superiore, scavalcando i soliti format commerciali. Acquistate la vostra copia su CD, visto che l'edizione in vinile stampata dalla Tannen Records (limitata e numerata a mano) è già sold out. Chiude il cerchio la copertina disegnata da Ed Repka. Da avere!

Contatti: dsacommando.com

TRACKLIST: Crazy train, Sputo, Carneficina, Children of dog, Coldwar 53, Terrorizers feat. Danno (Colle der Fomento), Fumo e merda, Drunken masters, Il giorno in cui oscurammo il cielo, La malasorte non perseguita feat. Zulù (99Posse), Sequestro feat. Sad Vicious (Droogz Brigade), Speedgasm, Nel nome di nessuno, Balaclava, Laserwolf, Fantasmi








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