mercoledì 2 settembre 2015

Recensione: ANGEL EYES "Things Have Learnt to Walk That Ought to Crawl"
2015 - Independent




Questo è un progetto musicale che meriterebbe visibilità, anche se, unire la potenza del post-metal con gli elementi dilatati delle psichedelia non è proprio una novità assoluta, ma gli americani ANGEL EYES (provenienti da Chicago), mettono in luce una buona competenza strumentale e una dose di idee funzionali che, senza ombra di dubbio, vanno a favore del nuovo album autoprodotto "Things Have Learnt to Walk That Ought to Crawl" (il terzo full-length della loro carriera iniziata nel 2003). Il sound della formazione dell'Illinois è trasversale, senza limitazioni compromettenti: si sente sin da subito che i nostri sono validi e aperti, una specie di tribù metropolitana che, di volta in volta, arricchisce la propria musica con forze ascendenti. Insomma, pur non essendo dei geni, hanno cercato di fondere al meglio le influenze provenienti da due differenti scuole di pensiero. E devo dire che l'impatto generale non è affatto male. Un disco diviso in due lunghe suite (la seconda è la mia preferita), per un totale di 35 minuti utili per poter agguantare quella consapevolezza di trovarci di fronte ad un ennesimo gruppo promettente. Le basi ci sono tutte, ora serve maggiore coraggio per raffinare la personalità.

Contatti:

angel-eyes.bandcamp.com/things-have-learnt-to-walk-that-ought-to-crawl

TRACKLIST: Part I, Part II


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