domenica 21 giugno 2015

Recensione: TEETHGRINDER "Misanthropy"
2015 - Lifeforce Records




Dopo il 7" "Hellbound" uscito nel 2014, gli olandesi TEETHGRINDER si sono accordati con la Lifeforce Records per la pubblicazione del primo lavoro, album che li conferma su una posizione di rilievo nel lotto delle nuove proposte dell'anno in corso. Il grindcore del quartetto è suonato con padronanza invidiabile e fa ben sperare per il futuro. La chitarra emerge dal contesto anche quando le canzoni vengono messe a freno (la traccia di apertura "Rites of Sorrow", poi, "Iron Jaw", "187", la lunga title track conclusiva), e questa è una peculiarità invidiabile. Il drumming preciso e furibondo (come da manuale), usato con sapiente misura, non fa altro che aumentare l'energia distruttiva del loro sound, che ha qualcosa dei finlandesi Rotten Sound. I riferimenti alla band di Keijo Niinimaa sono espliciti, e onestamente, preferisco questo ad un ennesimo tentativo di far girare i soliti due o tre accordi scontati, sparati a folli velocità. Non mancano le bordate che risentono del death metal diretto e cadenzato ("Death of the Individual"). Buona la prova isterica del cantante. In poche parole, se siete alla ricerca di un bel disco estremo, scommettete sui Teethgrinder.

Contatti:

teethgrindernl.bandcamp.com
facebook.com/Teethgrinder
lifeforcerecords.com

TRACKLIST: Rites of Sorrow, Hope in Death, Waste, Desolation, Death of the Individual, Vitriol, Iron Jaw, Discomfort, 187, Plagued by Existence, Abandoned Light, Misanthropy



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