sabato 13 giugno 2015

Recensione: AION "Verses of Perdition"
2015 - Goathorned Productions




Gli svizzeri AION partecipano spiritualmente alla pena dei dannati con lo scopo di raggiungere il più angoscioso stato di perdizione dell'anima. Il titolo del debutto ("Verses of Perdition") indica il sentiero tortuoso a chiunque si presti all'ascolto. Un sound maledetto, dipinto con pochi colori cupi, densi e pastosi, gli stessi che da subito mettono in risalto la visione sinistra dei tre musicisti provenienti da Sion, capoluogo del Canton Vallese. Le raffigurazioni bestiali presenti nel loro universo si confondono spesso in una comune deformazione, al punto da non consentire l'individuazione di alcun significato specifico. Gli Aion rinunciano alla normale forma canzone del black metal per sconvolgerla nel suo interno. Questo è il procedimento scelto per trasformare qualcosa che proviene direttamente dall'inconscio. Ogni dettaglio, qui, ha certamente una fonte e una propria ragione, più o meno contratta e ben distinta. Le furiose accelerazioni strumentali, le grevi oscillazioni rallentate e le deviate modulazioni della voce, precipitano in un'unica fossa comune. Lo spartito è già in sé raccapricciante, di conseguenza, agisce con veemenza sulla poetica del trio. Da provare!

Contatti:

a-i-o-n.bandcamp.com/releases
goathorned.com

TRACKLIST: I, II, III, IV, V


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