martedì 24 marzo 2015

Recensione: AUTOKRATOR "Autokrator"
2015 - Iron Bonehead Productions




Il progetto AUTOKRATOR nasce in Francia nel 2014 per volontà di L.F., compositore di N.K.V.D. Anche per questa sua nuova creatura il musicista transalpino ha deciso di chiedere manforte ad altri figuri coinvolti nella scena estrema: Oleg I (Batteria), Volkov (Sampling), David Bailey (Voce), Brandon L (Voce). Ne viene fuori un assalto sonoro martellante, con il quale dichiarano guerra all'ascoltatore e alle indifese linee nemiche. Ed è proprio per questo motivo che l'artista ha condotto la produzione in terreni più ruvidi e pesanti rispetto alle releases di N.K.V.D. Il risultato finale è un death/doom metal lento e ripetitivo che spesso si incatena a sonorità drone/martial/industrial. "Autokrator" è capace di passare con autorevolezza dalle atmosfere guerresche presenti nella title track o in "Optimus Princeps", alle aggressioni da infarto espulse da "Exsuperator", "The Tenth Persecution", "Imperial Whore", "The Filth Pig of Rome". La band prorompe dalle viscere dell'Inferno e per affermarsi si poggia su ingranaggi metallici immuni alla corrosione. Il concept si realizza nella totale sofferenza per fare piazza pulita di un mondo polveroso e destinato al crollo definitivo. I contenuti del debut album seppur non originalissimi vi faranno precipitare in trincea. La versione su vivile verrà pubblicata dalla Iron Bonehead Productions. 

Contatti:

autokrator.bandcamp.com
facebook.com/autokratormetal
ironbonehead.de

TRACKLISTING: The Tenth Persecution, Exsuperator, The Filth Pig of Rome, Autokrator, Qualis Artifex Pereo, Sit Divus - Modo Non Vivus, Imperial Whore, Optimus Princeps


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